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Peugeot 1007, il tentativo (fallito) di reinventare le citycar

Come i lettori di questo inimitabile sito sanno bene, negli ultimi mesi abbiamo parlato spesso di auto non esattamente fortunate.

È iniziato tutto dalla nostra classifica definitiva delle auto più sfigate di sempre, che è risultata dall’analisi di parametri specifici ed è stata pubblicata in tre parti durante lo scorso mese di settembre.

Se per qualche astruso motivo, che non riesco nemmeno lontanamente a immaginare, ve la siete persa, recuperatela immediatamente cliccando sui seguenti link:

Posizione dalla 15 alla 11

Posizione dalla 10 alla 6

Posizione dalla 5 alla 1

Bene, ora che siamo tutti allineati, possiamo finalmente parlare di un’auto che non è entrata in questa classifica solo perché ce n’era un’altra più sfigata di lei, appartenente allo stesso brand. Infatti, una delle linee guida che abbiamo seguito per stilare la nostra graduatoria, era stata quella di mettere una sola auto per marchio, altrimenti alcuni sarebbero stati fin troppo rappresentati (ogni riferimento alla Lancia è puramente casuale).

Quindi, l’auto protagonista di questo articolo è la Peugeot 1007, battuta nella hit parade della sfiga “made in Sochaux” dalla 607, che è stata un flop commerciale coi fiocchi. La 1007, a dire il vero, un po’ meno: nei suoi cinque anni di produzione ne sono state costruite poco più di 120.000, un quantitativo che Peugeot pensava di produrre e vendere ogni anno. Questa tracotanza e scollegamento dalla realtà dei francesi, tuttavia, ci stupisce fino a un certo punto, vista l’orgogliosa ostinazione con cui perseverano nel portare avanti certi progetti nati perdenti, come per esempio quello di DS.

Solo che nell’industria dell’auto odierna non c’è più spazio per vetture che non garantiscano certi margini e infatti sono sparite tutte le auto sportive, con o senza tetto in lamiera, ma anche le monovolume, le station wagon e qualsiasi altro tipo di automobile che possa avere un minimo di originalità. Ormai tutto si riduce a Suv e crossover, da declinare poi in taglie diverse. Una noia mortale e un’omologazione dilagante che appiattisce tremendamente il mercato.

Le proporzioni non sono il suo forte, ma almeno i colori sono simpatici

Ma venti anni fa non era così, le Case auto erano meno schiave sia degli azionisti che delle omologazioni, ma anche delle norme UE. Quindi avevano il coraggio di sperimentare e di prendersi dei rischi, a volte premiati e a volte no, come nel caso dell’Audi A2 che vi abbiamo appena raccontato. La Peugeot 1007 appartiene allo stesso filone di esperimenti della piccola tedesca fatta di alluminio e può essere definito come un tentativo di inventare qualcosa di nuovo nel segmento delle piccole, così come aveva già fatto la Smart, poi imitata (con scarsissimo successo) dalla Toyota IQ.

L’idea di partenza era buona: ripensare l’accessibilità dell’auto e ridefinirne lo spazio interno, con in mente il traffico delle metropoli europee e un modo migliore per affrontarlo, soprattutto per quello che riguarda il parcheggio. Avete presente quelle volte che vi siete riusciti a infilare in uno spazio angusto e che poi per scendere siete dovuti passare dal bagagliaio? Ecco, l’idea geniale degli ingegneri Peugeot era di evitarvi questo esercizio di contorsionismo,

Ergo, tutta l’innovazione della 1007 ruota intorno alle due porte, che sono piuttosto grandi e soprattutto scorrevoli, per permettere di parcheggiare anche negli spazi più stretti e di scendere tranquillamente. Inoltre, le portiere sono anche elettriche e azionabili a distanza, per facilitare le operazioni di salita e discesa. Tutto bello, tutto bene? Giusto?

Forse dei cerchi con un paio di pollici di diametro in più avrebbero aiutato a migliorare le proporzioni, ma i costi sarebbero saliti ancora...

E invece no! Perché per realizzare queste porte scorrevoli molte parti dell’auto sono state progettate senza rispettare i dettami di un segmento dove il prezzo di acquisto è molto importante. Così il listino della Peugeot 1007 partiva da 14.600 euro e aveva il suo baricentro intorno ai 16.000 euro, un livello di 4/5.000 euro più alto rispetto alle concorrenti delle stesse dimensioni (Opel Meriva e Renault Modus per dirne un paio). Con i suoi 3,73 metri, infatti, la 1007 era molto più vicina al segmento A che non al segmento B, ma i prezzi erano quelli del secondo e nemmeno della fascia più economica: tanto per rimanere in casa, la versione base della 206 costava meno. Poi i motori erano tutti 1.4 e 1.6, sia benzina che Diesel. Non erano previste cilindrate più piccole perché l’auto era piuttosto pesante: a seconda delle versioni spaziava dai 1.140 ai 1.273 kg, cioè circa 200 kg in più rispetto alla media delle avversarie.

Anche questo sovrappeso era dovuto alla scelta delle porte scorrevoli che già erano più pesanti di quelle normali, inoltre richiedevano più componenti per essere aperte e chiuse, senza contare tutti i meccanismi elettrici. In più, per mantenere una discreta accessibilità ai sedili posteriori su una carrozzeria così corta, le porte erano grandi e di conseguenza era stato eliminato il montante B. Quindi, per recuperare la rigidità necessaria – la 1007 aveva ottenuto le 5 stelle nel crash test Euro NCAP, un risultato per niente scontato tra le utilitarie – erano state sovradimensionate altre parti del telaio, come i brancardi.

Insomma, pur essendo piccola, la 1007 era pesante e quindi aveva bisogno di motori di una certa cubatura. Due peculiarità concatenate che naturalmente influivano negativamente sui consumi. Consapevole di tutto questo, la dirigenza Peugeot decise di posizionare la sua nuova creazione come una piccola premium, quindi la dotazione di serie era molto completa. Si può dire che l’idea fosse quella di creare uno shuttle cittadino di dimensioni ridotte e la scelta dei quattro sedili singoli – i posteriori erano scorrevoli, regolabili, ribaltabili e removibili – ne è la prova.

Un’altra prova erano i cosiddetti kit Camaleo, ovvero dei pacchetti di accessori che si potevano acquistare successivamente per sostituire e personalizzare alcuni rivestimenti interni dell’abitacolo. Anche questi furono un discreto flop. Ma, in tutto ciò non abbiamo ancora parlato della linea, che peraltro fu disegnata da Pininfarina che fece il possibile per dare alla 1007 un’estetica gradevole. Considerate le misure e le proporzioni del corpo vettura, il risultato non è disprezzabile. La 1007 non è esattamente un’auto brutta, però ogni volta che la guardi sembra una cosa diversa: un furgone senza un pezzo, il frontale di un treno senza i vagoni e perfino la motrice di un baby-tir aerodinamico.

Un gruppo di giovani che balla senza motivo intorno alla 1007, chiaramente dopo aver assunto sostanze stupefacenti in grande quantità

Considerazioni estetiche a parte, nell’industria dell’auto comandano sempre i numeri e quelli relativi alla Peugeot 1007 dicono che per ogni esemplare venduto la Casa francese ha perso circa 15.380 euro. Quanto alle porte scorrevoli, sono quasi sparite dal mercato dell’auto, dopo che Ford ha smesso di produrre la B-Max e la C-Max. In realtà Ford potrebbe anche smettere di produrre in generale in Europa, ma questa è un’altra storia…

Articolo del 23 Dicembre 2025 / a cura di Alessandro Vai

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  • Flavio

    La ricordo con piacere : aveva il difetto di rimanere con le porte bloccate, e io ci rimasi dentro con la gnocca della compagnia….quando puoi finalmente dire “dio c’è “

    • Enrico

      Hai vinto il premio per il commento più epico di tutta la storia di RS.

  • Paolo Villa

    Le porte erano talmente lunghe che fuoriuscivano posteriormente dalla sagoma dell’auto; risultato: se si parcheggiava in retromarcia con il paraurti a filo di un muro, aprendo la portiera (a movimento elettrico, quindi non completamente controllabile) lo spigolo posteriore della portiera stessa andava a schiantarsi allegramente contro il muro…

  • Marco Bosia

    L’ho avuta per cinque anni, nella versione 1.6 benzina col cambio robotizzato. Con mia moglie alla guida, nessuno poteva tener dietro al semaforo. Le porte, comodissime, hanno manifestato qualche problema, risolto rapidamente dall’assistenza. Simpatica, non molto capiente in relazione alle esigenze, coperte invece ottimamente dalla mia versatile Twingo del 2003. Ne ho nostalgia (credo che ancora circoli…)

  • Enrico

    Se un domani avesse una rivalutazione non mi stupirei. Che piaccia o no è un’auto originale e unica nel suo genere.

  • Giuseppe

    A me piaceva molto. Una amica l’aveva ma, purtroppo, ha avuto un sacco di problemi con le portiere che ogni tre per due si bloccavano a metà o non si aprivano proprio. Ha dovuta venderla (quasi REGALARLA perché nessuno la voleva ritirare).
    Peccato!

  • Max

    Non solo le porte scorrevoli sono sparire, in Europa, perché in Usa le grosse case hanno tutte un grosso monovolume con tutti i gadgets che uno può pensare, alla metà del prezzo di un multivan Volkswagen.
    Pure i sedili posteriori scorrevoli e rimovibili, sono spariti dalla quasi totalità delle vetture, quando solo una decina di anni fa era di serie su utilitarie come questa o su veicoli come 307SW dal costo decisamente popolare e abbordabile.

  • Morgan

    La cosa delle porte elettriche mi ha sempre preso male mallissimo; io su di un auto che non abbia delle portiere sempre apribili meccanicamente anche senza corrente nell’ impianto mi rifiuto di utilizzarla; fosse per me obbligherei per legge a rendere le portiere sempre apribili dall’ interno.

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