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La Lancia va in Francia: il ritorno nel mondiale rally è gestito dalla ex-Peugeot Sport

Scusatemi.

Non vi volevo rovinare la giornata e nemmeno la settimana.

Ma io non ho colpe. Sono solo un umile analista che riporta i fatti con onestà, anche quando non sono facili da digerire.

E la verità a volte fa male.

A volte mette anche tristezza, come in questo caso e come tutte le ultime volte in cui qui su RollingSteel abbiamo parlato delle prodezze di Stellantis:

la favolosa Alfa Junior fu Milano

l’omicidio della Maserati

il ritorno della Lancia nei rally (dalla porta di servizio)

l’omicidio dell’Abarth

il sindacato dei Carabinieri che querela Alfa Romeo per la Tonale che si ribalta

l’arrivo della Fiat 500 ibrida con 5 anni di ritardo

Se già a leggere questo elenco vi è venuta una fitta a cuore, vi consiglio di riprendere un attimo fiato prima di dedicarvi a La morte dell’auto italiana, dove abbiamo cercato di analizzare come la crisi del sistema industriale automobilistico italiano che viviamo oggi abbia radici molto lontane.

Ma torniamo al presente e alla roboante notizia della settimana, ovvero il ritorno della Lancia nel mondiale rally.

Non nel WRC, bensì nel WRC2. Mica vi eravate fatti degli strani film, vero?

L’auto protagonista di questo ritorno è la Ypsilon Rally2 HF Integrale, che, come tutti sappiamo è una Peugeot 208 con alcune modifiche alla carrozzeria e agli interni. E questa versione WRC2 è sostanzialmente la copia della Citroen C3 Rally2, che peraltro è normalmente in vendita a 231.000 euro + IVA, mentre per la Ypsilon Rally2 HF Integrale servono 268.000 euro + IVA, naturalmente senza contare i kit aggiuntivi, quelli di trasformazione da asfalto a terra, le parti di ricambio e tutte le altre amenità.

Quindi la Lancia viene via a 37.000 euro in più della Citroen, curiosamente circa il costo di una Ypsilon Elettrica – a listino quella da 156 CV viene 34.900 euro, mentre la HF da 280 CV sale a 42.800 euro – le cui scarsissime vendite sono ben lontane dalle previsioni di Stellantis.

Almeno esteticamente è venuta bene

Tornando alla Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, la sua scheda tecnica è esattamente la stessa della Citroen C3 Rally2. Potete verificarlo voi stessi sul sito di raceandrally.com, dove si può ordinare l’una o l’altra.

Dunque sotto il cofano c’è caro vecchio 1.6 THP che PSA aveva progettato insieme a BMW e che abbiamo visto su un’infinità di macchine, Mini Cooper S inclusa. In questa configurazione rallystica, con l’air restrictor della FIA da 32 mm, tira fuori 287 CV a 5.000 giri e 425 Nm a 4.000 giri, che vengono messi a terra da una trazione integrale con tre differenziali, di cui l’anteriore e il posteriore autobloccanti. Il cambio è un 5 marce sequenziale della Sadev, i freni sono Alcon e il peso minimo (da regolamento) è di 1.230 kg, che diventano 1.390 kg con l’equipaggio.

A questo proposito, la composizione degli equipaggi per il WRC2 non è ancora stata confermata, anche perché la stagione attuale è ancora in corso e si concluderà a fine novembre con il Rally dell’Arabia Saudita.

Pure la C3 non è male, dai

Sembra che uno dei due piloti sarà Yohan Rossel, attualmente secondo in classifica generale WRC2 proprio con la Citroen C3; il secondo pilota a guidare la Ypsilon Rally2 HF Integrale, invece, potrebbe essere Nikolay Gryazin, attualmente al volante della Skoda Fabia e terzo in classifica generale. Per superare questa incertezza bisognerà attendere la decisione di Ott Tanak: se il campione estone dovesse lasciare la Hyundai, ci sarebbe un sedile libero molto ambito e dunque tutti gli equilibri potrebbero cambiare.

Nonostante questa impasse, il management di Stellantis Motorsport è stato molto chiaro “Correremo per vincere i rally e avere due equipaggi adeguati per vincere i titoli WRC2 nella prossima stagione. Correremo un minimo di 8 eventi per lottare per i titoli e, come abbiamo già detto, inizieremo a farlo a partire dal Rallye Monte-Carlo” hanno detto i francesi Jean Marc Finot e François Wales, rispettivamente Senior Vice President e Head of Customer Racing and Sports Vehicles di Stellantis Motorsport.

Se vi state chiedendo come mai ci sia tutta questa Francia ne ritorno al mondiale rally della Lancia, la motivazione è molto semplice: Stellantis Motorsport altro non è che il vecchio reparto corse PSA, dove prima si trovavano Citroen Racing e Peugeot Sport, e che dal 2004 si trova a Satory, una zona industriale immersa nella campagna francese a una ventina di chilometri da Parigi.

Insomma, francese la macchina, francesi i dirigenti apicali, francese il team.

Che cosa rimane, dunque della leggendaria Squadra Corse HF Lancia?

Nulla, assolutamente nulla.

Tutte le Ypsilon sportive, da rally e stradali, elettriche e a benzina, in posa davanti all'ingresso di Stellantis Motorsport

Per questo le parole di Laura Zerbi, freschissima di nomina come Ceo della Lancia, lasciano perplessi “Siamo un team piccolo. Non siamo il team di Peugeot o Citroen, dove le persone e le risorse sono molte di più. Noi, con poco, abbiamo già fatto tantissimo. E questo grazie al fatto che Lancia ha un patrimonio che nessun altro ha nei rally”.

Quale sia questo patrimonio, francamente, non si sa, visto che la vecchia Squadra Corse HF Lancia è stata smantellata il 18 dicembre del 1991. Invece, è molto significativa la prima frase del virgolettato. Nel concetto di “team piccolo” si riassume tutto il significato di questa operazione, che potrebbe essere anche definita come “a bassissimo costo”.

Un’operazione iniziata un anno fa con la presentazione della Ypsilon Rally4 HF, di cui sono stati venduti più di cento esemplari. In effetti, l’idea di Stellantis è quella di partire dal basso, cioè di puntare sui giovani e sulle categorie minori. Per questo della Ypsilon sono state sviluppate anche le versioni Rally4 e Rally6, oltre alla Rally2 “Abbiamo la possibilità di parlare ai giovani. E ora i giovani, soprattutto all’estero, non conoscono necessariamente Lancia. Questo ci permetterà di avvicinarci anche a loro. Vogliamo parlare alle nuove generazioni” ha detto Laura Zerbi.

Insomma, spendendo relativamente poco, Stellantis ha riportato nei rally il marchio più titolato nella storia di questa disciplina e ora, dopo l’inizio in sordina con la Ypsilon Rally4, prova a fare il salto nel WRC2 con la Ypsilon Rally2. Tutto questa iniziativa, come abbiamo detto, parla esclusivamente francese, ma del resto in Italia non c’era più nulla a cui attingere: né auto, né strutture, né persone.

Chiaramente il WRC è un’altra cosa, richiede altri investimenti, e allo stato attuale delle cose è un’ipotesi nemmeno da sognare. Ricordiamoci che attualmente Lancia vende una qualche migliaia di auto in cinque mercati europei, praticamente quasi non esiste. Ai tempi della Delta, nel 1986, aveva venduto quasi 400.000 vetture in tutta Europa e, sebbene per la maggior parte fossero concentrate in Italia, rappresentavano comunque una forza industriale ed economica che dava un senso alle decine di miliardi spese per il mondiale rally.

Ma oggi quel mondo non esiste più.

Quindi, alla fine resta una sola domanda: meglio rimanere attaccati al passato leggendario e rimanere irrilevanti o provare a investire in un percorso che riparte da zero ma parla francese e di Lancia ha solo il nome?

Articolo del 22 Novembre 2025 / a cura di Jean Paul Mendoza

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  • Alessio

    Il mio cuore è per Lancia: ci ha lavorato 16 anni mio papà. Abitavo vicino e con mia mamma, da piccolo a volte andavamo ad aspettarlo, alla Lancia. Era la fabbrica bianca, c’era il grattacielo con la scritta. C’era il reparto corse e magari vedevi passare una Stratos. C’era il capannone dove finivano le 8.32 e la Thema Limousine. Era fabbrica, orgoglio. Qui il cuore di bambino. La realtà è che a Stellantis, ma prima di loro, a tutte le dirigenze, non interessava Lancia. Troppo simile ad Alfa, un doppione che all’estero non prendeva. Forse hanno fatto male ad accanirsi, perché ci si è illusi di avere un’Audi italiana. Ma se fai uscire una Ypsilon per ultima, dopo Corsa e 208, cosa ti aspetti? Che tutti fossero contenti di spendere 5000 euro più di una Corsa, per avere una Corsa? Non l’ha pensato nessuno in Stellantis? Come nessuno ha pensato che la presentazione in Francia fosse uno schiaffo gratuito alla storia Lancia? La mia risposta è sì, ma non gliene frega niente, perché non gliene importa nulla della storia e dell’Italia. A nessuno in Stellantis. Ci vediamo al lancio della prossima Lambo a Ingolstad. Come dite? Altra sensibilità? Sì, i tedeschi lo hanno capito e non lo faranno mai, pur se c’è tanta Germania dentro le vetture.

    • Matteo

      Potrebbe andare peggio, potremmo essere affezionati alla Jaguar…

      • Enrico. Enrico over the top come Sly quando sfonda il cancello col camion

        Si perché giustamente una E-Type British Racing Green ci farebbe schifo, quasi quanto una XJ220. Chemmerda le Jaguar.

        • Jaguar XJ220 che ho provato e recensito in DI BRUTTO Volume 1, peccato siano finiti da tempo…

  • Flavio

    Dispiace dirlo, ma dopo la Thema(quella vera), Lancia è morta. Personalmente preferisco ricordarla con la mente avvolta nell alcantara della Thema di papà, la prima auto che ho guidato, oggi è solo uno stemma da attaccare su una peugeot.

  • Luca

    Grazie alle alte strategie di Stellantis gli ultimi modelli lanciati sono stati “dispersi” senza nessun barlume di successo. Pensiamo a 600 e proprio a Ypsilon, che grazie al cambio automatico “di serie” (al lancio anche su Grande Panda ma qualcuno ha saggiamente suggerito di fare una versione senza ibrido e quindi con cambio manuale) sono malviste da una grande fetta di pubblico (tralasciando la mancanza di una qualsiasi originalità che una volta almeno in Lancia si trovava, oltre ai materiali diversi dai brand generalisti). Ora, a costo zero, cercano di sfruttare la storia Lancia nei rally usando una Peugeot/Citroen rimarchiata. Sarebbe più sensato chiudere tutto… Anche perché i danni anche solo di fama che stanno portando ai vari marchi (anche Opel) con i loro famosi propulsori problematici non è che siano di aiuto! Ma qui si parla di rally… Quanto ha a che fare questa vettura con le leggende dei rally dei tempi d’oro di Lancia? Zero. Non servirebbe aggiungere altro.

  • Marco

    Bhe direi che piove sul bagnato. Nel piccolo così come nel grande. Lo scopo è massimizzare profitti a costo di ammazzare una cultura e dei sogni. A costo di ammazzare qualsiasi cosa a prescindere dal suo nome e dalla sua storia. Che si chiami Lancia o che si chiami in qualsiasi altro modo. Ai grandi capi non frega un tubo della gente che muore sotto le bombe, purchè le bombe producano utili, figuriamoci che gli frega di una Lancia che è nei cuori dei pochi appassionati che hanno una cultura dell’auto. Conviene lavorare per evitare che altri abbiano cultura in modo da evitare per il futuro di doversi difendere dalle critiche. E guadagnare di più. Sempre i soliti. Senza anima. La cosa bella del mondo dell’auto sono le migliaia di persone che si sono giocate ogni cosa per un sogno. Che si chiamino Mansell, Senna, Ferrari, Colin Chapman, Frank Williams, Carrol Shelby( e chi più ne ha metta) non importa. Sognavano, volevano e tutto si sono giocati. Questo è emozionante. Non i quattro piccoli signori con le tasche piene di soldi che mi ingrigiscono l’oggi e purtroppo anche il domani.

  • ZeroCento

    Ai nostri giorni le decisioni passano per uomini insulsi che pensano solo a fare quanti più soldi possibile, totalmente obnubilati nel loro disagio mentale ad accumulare capitali oltre ogni limite ragionevole, disposti a calpestare  senza scrupolo alcuno qualsiasi elemento che possa minare questo fine: storia, passione, orgoglio, generazioni di lavoratori fieri, filiere industriali. Gente miserabile come Tavares  che in accoppiata con il pessimo John Elkann  e’ riuscito in tempi brevissimi a fare quello che un altro personaggio squallido come Cesare Romiti aveva solo provato a mettere in atto vent’anni prima. Bisogna prendere atto che un ciclo della società si è ormai chiuso e che non esistono più  i Vincenzo Lancia,  Francesco De Virgilio, Antonio Fessia, Cesare Fiorio,  Sergio Limone, Claudio Lombardi,  Giorgio Pianta, tra gli altri…Beati quelli che hanno potuto emozionarsi per le gesta di un simbolo di genio italiano che  tutto il mondo ci invidiava e che ora è semplicemente un vocabolo insulso composto da 6 lettere.

    • Enrico il Batman italico che si rammenda la bat-calzamaglia

      Perché quelli che hai citato te avevano scritto in fronte ONLUS? Guarda che il fine ultimo di qualsiasi azienda e di qualsiasi industriale/CEO/Direttore sportivo/Responsabile del marketing che sia è creare utili, stop. La passione, la storia, l’orgoglio nazionale sono tutti concetti astratti e inesistenti per appassionati o presunti tali. Come detto più volte su RS nessuno vi impedisce di prendervi un ravatto di 40 anni fa se è quello che volete, compresi i suoi buchi di ruggine, il suo monoblocco che trasuda olio da tutte le parti e la sua scocca raddrizzata a stucco e pittura 15 volte per colpa di 7 proprietari diversi. Auguri.

  • MotoMedonte

    L’unica nota positiva che posso vedere in questa vicenda è che almeno Stellantis punta ad allevare nuovi piloti, sin dalle categorie minori.
    Almeno se devono spolpare la carcassa, che ce ne esca qualcosa di buono in futuro….

  • Quel cammello zoppo di Enrico

    Ennesimo post da nostalgici volto a denigrare il presente per partito preso. Il senso di tutto ciò? Non pervenuto.

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