Scrivere dell’Alfa Romeo è sempre più difficile. La verità è che vorremmo darvi buone notizie, ma purtroppo non sapremmo a che cosa appigliarci.
In questi giorni il brand fran milanese ha presentato l’aggiornamento della Tonale, che arriva circa tre anni e mezzo dopo il debutto del modello originale e di cui vi diremo tra poco. Piccola anticipazione: non c’è nulla di esaltante.
Durante la presentazione della Tonale, il management Stellantis è intervenuto in pompa magna, sottolineando gli ottimi risultati commerciali di questi primi nove mesi del 2025, ma omettendo di dire che il 2024 è stato il peggiore anno della storia dell’Alfa Romeo, con 45.419 auto consegnate in tutto il mondo.
Un’altra piccola omissione dei colletti bianchi di Stellantis ha riguardato la cassa integrazione a Pomigliano d’Arco, cioè dove viene prodotta la Tonale, che è sempre stata attiva negli ultimi due anni e andrà avanti fino a settembre 2026.
Ma queste omissioni non sono certo una novità, del resto quale azienda anela a sottolineare i suoi problemi?
A proposito di problemi, eccone un altro: vi ricordate delle nuove Giulia e Stelvio che avrebbero dovuto debuttare tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2026? Bene, sappiate che sono state cancellate e rimandate al 2028. Nel frattempo le attuali Giulia e Stelvio rimarranno sul mercato fino a tutto il 2027, nelle versioni Diesel e Quadrifoglio, allungando il loro ciclo di vita oltre i dieci anni. Dunque dovranno per forza avere degli aggiornamenti, per quanto minimi, anche solo per rispettare le ultime norme Euro 6e-bis.
Ma come mai le nuove Giulia e Stelvio sono state cancellate?
Questa è la spiegazione ufficiale fornita da Stellantis:
“L’industria automobilistica sta attraversando una trasformazione senza precedenti, che spinge tutti i costruttori a rivalutare attentamente le proprie strategie per rimanere all’avanguardia in questo panorama in rapida evoluzione. In risposta a questi cambiamenti, Alfa Romeo sta sfruttando la flessibilità delle piattaforme Stla, che supportano molteplici sistemi di propulsione, per esplorare diversi scenari, tra cui le alternative ibride. Stiamo lavorando per garantire che tutti i nostri prodotti futuri si basino su un’offerta multi-energia, che copra i segmenti più rilevanti e sia pienamente conforme ai requisiti dei mercati in cui intendiamo competere. I progetti delle nuove Giulia e Stelvio sono in corso, stiamo lavorando alla fase di ibridazione. Come potete immaginare, al momento non possiamo rivelare una data precisa, anche considerando la recente nomina dell’amministratore delegato; maggiori dettagli saranno condivisi il prossimo anno durante il Capital Markets Day di Stellantis. Quello che possiamo dire è che entrambi i modelli saranno orgogliosamente realizzati in Italia. E grazie alla nostra piattaforma multi-energia Stellantis, saranno disponibili anche con una versione ibrida a benzina per soddisfare la richiesta dei clienti”
Questa, invece, è la spiegazione più vicina alla realtà dei fatti: le nuove Giulia e Stelvio erano praticamente pronte ed erano state sviluppate partendo dalla stessa piattaforma dell’ultima Peugeot 3008. Quindi erano sicuramente elettriche e ibride plug-in, perché vogliamo sperare che i francesi non avessero il coraggio di infilare il 1.2 PureTech – uno dei motori meno affidabili dell’era moderna – sotto il cofano di due auto del segmento D.
Naturalmente erano state sviluppate e realizzate con un solo principio da seguire, quello preferito dall’ex-Ceo Tavares, ovvero il taglio dei costi. Lo stesso principio che ha portato alla nascita della prima Alfa non prodotta in Italia in 115 anni di storia del marchio, ovvero la favolosa Junior, di cui abbiamo già parlato fin troppo e su cui facciamo calare un velo pietoso.
Peccato che questo principio stia portando Stellantis dritta verso l’autodistruzione e infatti negli ultimi mesi è stato cambiato tutto il management a partire dall’amministratore delegato che ora è Antonio Filosa, uno che ha dedicato praticamente tutta la vita al Gruppo Fiat e che è stato uno dei fedelissimi di Sergio Marchionne. Evidentemente con lui qualcosa sta cambiando, perché questo ritardo del progetto Giulia/Stelvio vuol dire solo una cosa: che le stanno rifacendo da capo. Quindi non le vedremo prima del 2028, ma almeno c’è la speranza di non vedere altre Peugeot con i paraurti e i fari diversi, tipo la Lancia Ypsilon.
Nel frattempo, per i prossimi tre anni, Alfa Romeo dovrà continuare a sopravvivere – tanto ormai ci è abituata – con la gamma attuale, composta da due grandi auto con dieci anni sulle spalle e due Suv dalle dubbie qualità.
Una di queste è proprio la Tonale, che nei suoi primi tre anni di commercializzazione ha superato le 100.000 unità prodotte, di cui una buona metà vendute in Italia e l’altra metà nel resto di Europa, visto che gli americani ne comprano qualche centinaio all’anno. Per chi se lo fosse dimenticato, la Tonale era stata presentata come concept al Salone di Ginevra del 2019 – l’ultimo prima che la pandemia lo cancellasse – e poi era arrivata sul mercato in clamoroso ritardo, nella prima metà del 2022.
Certamente il Covid-19 non aveva aiutato a portarla su strada nei tempi previsti, ma non bisogna dimenticare che l’auto è stata modificata tantissime volte, perché di fatto si tratta di una Jeep Compass con alcuni gruppi di componenti provenienti da PSA. Quindi la sua ingegnerizzazione è stata complicata, anche perché da un lato c’era Imparato (il capo di Alfa) che spingeva per farla meglio e dall’altro c’era il solito Tavares che chiedeva di risparmiare. Il risultato è un’auto che di Alfa non ha mai avuto nulla, se non lo stile e lo sterzo un po’ più diretto della media dei C-Suv. Infatti tanti clienti che l’hanno considerata dopo essere scesi da una Stelvio, ne sono stati disgustati.
Quindi, non aspettatevi che questo restyling possa cambiare la sostanza delle cose, anche perché non è stato fatto con l’idea di rivoluzionare il progetto. A parte le modifiche estetiche che si concentrano principalmente nel frontale, tre nuove tinte per la carrozzeria e qualche miglioria all’interno, di sostanzioso c’è davvero poco. Le carreggiate sono state allargate di 1 cm usando cerchi ruota con un ET maggiore – chissà se metteranno gli stessi cerchi anche sulle Tonale delle Forze dell’ordine, per impedire che si ribaltino – e il powertrain ibrido plug-in è stato modificato per rispettare le nuove Euro 6e-bis di cui sopra, levando 30 CV alla parte termica e aggiungendone 8 a quella elettrica. Infine, è stato confermato il 1.6 turbodiesel che in Italia vale il 50% delle vendite e in Europa il 40%, mentre per abbassare il prezzo di attacco arriva una nuova versione base con equipaggiamento semplificato.
Abbiamo avuto modo di guidare la Tonale Q4, quella ibrida plug-in, un’auto che costa più di 50.000 euro e che ha equipaggiamenti come gli ammortizzatori a controllo elettronico. Naturalmente questi ultimi non possono che fare bene alla dinamica di guida, ma siamo comunque molto lontani da quello che dovrebbe essere un’Alfa. Partendo dalla posizione di guida con il sedile sempre altissimo (ricordiamoci che è una Jeep Compass), proseguendo con il rumore del motore che è tremendo e terminando con un assetto che è buono, ma così come sono buoni quelli di molte altre concorrenti. Lo sterzo un poco più diretto del normale non basta a definire un’Alfa Romeo.
Questo è quanto, cari rollingsteeler. Se vi aspettavate di più, sarete sicuramente rimasti delusi, ma ormai, purtroppo, quelli che si aspettano qualcosa di buono dall’Alfa Romeo sono sempre di meno.
Per questo l’unica cosa che possiamo suggerirvi per lenire il vostro dolore è di rileggere la prova della Giulia turbobenzina da 280 CV, che peraltro non è più in vendita.
Sono sempre più convinto che in un UE oltremodo buonista e salutista, l’unico modo che hanno marchi gloriosi come Alfa di sopravvivere è…ridurre.
Scorporarsi dai grandi gruppi, correre da soli, lasciare la grande produzione di serie per dedicarsi a oggetti elitari, folli e di nicchia.
Lancia e Alfa Romeo oggi sono l’ombra di ciò che erano, e per tutta la fatica che fanno oggi, piccole realtà come Totem o Kimera hanno raccolto la loro eredità portandola avanti con successo.
Slegarsi da Stellantis e produrre auto di nicchia in poche migliaia di esemplari a prezzi da capogiro. Ottimo modo per fallire.
Anche andare avanti con la guida di Stellantis è un’ottima via verso il fallimento … Quei marchi hanno bisogno di prodotto, ma di un prodotto che si differenzi dagli altri. Ma qui non se ne vede, perfino i fornitori storici di Fiat sono stati mollati in favore dei fornitori PSA.
Giusto.
Meglio continuare con citroen puretech ricarrozzate.
Le Citroen ricarrozzate vendono. Il SUV in generale vende. Vai in giro e ogni 20 secondi ne vedi uno, che sia Alfa, Nissan o Jeep. Come già detto il fine di qualunque casa automobilistica è trarre profitto, gliene frega assai se ci sono quattro nostalgici che rimpiangono l’Alfetta. Fatevene una ragione e vivete sereni perché che vi piaccia o no è così.
Non è un problema.
Il giorno che sarò conformato alla massa, che comprerò bovinamente quello che comprano tutti, che mi nasconderò dietro cartelle stampa e dati di vendita lo capirai; comincerò a scrivere commenti firmati col mio nome seguito da epiteti imbarazzanti.
Per ora essere un talebano nostalgico mi piace assai, l’Alfetta invece no.
uhhh ma allora sei un ribelle! tu si che hai la benzina nel sangue. Mi hai convinto. Giuro. E ti invidio, perché non sai cosa darei per tornare ad avere 16 anni. Goditeli.
EVVERO ECCOLPA DEI BUONISTI COMUNISTI DEL PIDDI CHE CI PIACE L’EUROPAAA SE L ITAGLIA NON E PIU UNA SUPERPOTENZA BELLA MA FA VERGONNIA!
Vedo che parli di cassa integrazione, in realtà problemi di questo tipo hanno sempre interessato la storia recente di Alfa Romeo, e con recente intendo dagli anni 70 in avanti. La produzione dell’Alfetta ad esempio fu discontinua e travagliata per via di scioperi frequenti, sul caso Alfasud poi penso (spero) non serva parlarne. A me sinceramente questi suv Alfa non piacciono, ma non sono neanche uno che sta sempre a menarla con la nostalgia becera dei bei tempi andati quando le Alfa erano Alfa e l’Italia era grande e rispettata e bla bla bla. Perché sono discorsi che mi hanno fracassato le palle e perché in tutte queste seghe di vero in realtà c’è ben poco. La 75 con cui la menano tutti era una macchina nata vecchia, lamierati ripresi dalla precedente Giulietta e meccanica risalente addirittura all’Alfetta. Macchina dalle finiture discutibili e afflitta da problemi all’impianto elettrico (ma l’elettronica fallace non era prerogativa degli elettrodomestici moderni? Guarda un po’). Ad ogni modo a Stellantis frega poco di noi 4 gatti su rollingsteel, le masse vogliono i suv e fanno bene a produrli, il fine ultimo di qualsiasi azienda è il guadagno, punto e a capo. Continuare a piangersi addosso e gettare merda su qualsiasi cosa nuova non ha senso.
Tiro a indovinare, hai un suv vero?
Ho una Grande Punto e una Clio 2. Ti frega qualcosa? Se invece di farti prendere dalla smania avessi letto bene il mio commento ho scritto che NON mi piacciono. Ma a parte questo bisogna essere in malafede per negare quanto scritto dato che praticamente ogni casa ha a listino ALMENO un suv basta andare in giro per vedere quanti T-Roc T-Cross T-cazzsnob Qashqai, Renegade e compagnia cantante ci sono in giro. Se si vendono come il pane e c’è pieno evidentemente alla gente piacciono, che dici?
No, non mi frega. Goditi la tua invidiabile collezione.
Ringrazio Jean Paul. Leggo sempre volentieri i tuoi articoli, molto interessanti pur nella loro amarezza e tristezza…
E allora non venirmi a seccare col tuo sarcasmo da 4 soldi….. genio
comprensione del testo non pervenuta.
cosa c’entra poi l’auto che ha chi ha scritto il commento?
nemmeno questo dettaglio pervenuto.
Credimi non devi giustificarti, che ci sono gravi difficoltà di comprensione del testo scritto e analisi logica è ormai la prassi purtroppo. Infatti si vede come va bene la società. Io più di scrivere in italiano corretto non posso fare, farei volentieri dei disegni e degli schemi ma purtroppo non è possibile.
ma io difatti rispondevo al tizio che giudicava la tua “”invidiabile collezione””.
PD
Ho guidato per due settimane una Compass 1.5 e-torque: l’esperienza di guida peggiore della mia vita, non sai dove siano e cosa stiano facendo le ruote, emozionante come una lavastoviglie.
Direi e-hybrid… Purtroppo questa moda (iniziata proprio da PSA con la 3008 Hybrid4 un bel po’ di anni fa) cozza con le leggi della dinamica, per un po’ la trazione è anteriore poi diventa posteriore poi torna anteriore e via così, dinamicamente è una schifezza. Però mettere il motore elettrico dietro costa molto poco su una vettura (o una drivetrain) già pronta, rispetto ad integrarlo nel cambio. Convinti che gli utenti non sentiranno la differenza e che non capiscono perché la vettura non fa sempre quello che il conducente vorrebbe!
Purtroppo Giulia e Stelvio in versione Quadrifoglio non si possono più ordinare da prima delle vacanze, quindi le Alfa Romeo in grado di rivaleggiare con le Supercar si trovano solo usate (dubito che ci siano stock di km zero, ormai erano prodotte su ordine, le vendite avevano rallentato dopo l’entusiasmo iniziale). Mi fa piacere leggere che le prossime non saranno parenti della DS n°8 e alla nascitura (morta, presumo) Lancia Gamma. Speriamo che facciano le cose per bene, ma c’è seriamente da dubitarne. Questo restyling della Tonale mi ricorda il restyling del 1994/5 della 155, con i parafanghi allargati e le carreggiate allargate con l’offset… Avranno esperienza in merito! Mi spiace per Alfa Romeo e per Lancia, finite in mano ai più generalisti dei generalisti, non in grado di differenziare un brand premium (almeno storicamente) da uno “popolare”. Il gruppo VAG ha dimostrato che si può vendere 4 prodotti uguali a 4 clienti diversi (pensiamo a quel tombino di Up e alle sue derivate per risollevarci l’umore ) ma in Stellantis (FCA prima) non sono mai stati in grado di prendere esempio (vogliamo parlare di Mito, nata con delle particolarità esclusive -ammortizzatori contrattivi in primis- ma vittima degli enti riduzione costi?). Del resto stanno vendendo il Ducato con 4 marchi diversi (cui si è aggiunta Toyota) che condividono tutto (dal modello 2024, interni aggiornati, motore di derivazione Jeep e ADAS, oltre al nuovo “magnifico” cambio automatico Aisin mentre prima lo ZF 9 marce era appannaggio del solo Ducato, oltre al 2.2 FCA) ma che vengono proposti a prezzi diversi e con sconti diversi.
Signori, un po’ di sano contegno e meno beghe. Quelle lasciamole ai leoni da tastiera. Il bello di Rollingsteel è che fa incontrare appassionati di ferro (che lo sono di Brutto.). Quindi limitiamoci ad esprimere pareri tecnici e personali mantenendo sempre un certo garbo. A me i SUV non piacciono, ma per età l’entrare e uscire da auto un poco più sportive, mi è sempre meno agevole (ho gudato tanti km una fiat barchetta di cui ero entusiasta)…Quindi… no, non compererò un SUV in qualsiasi caso 😉
Immagino tu ti riferisca a quanto successo ieri. A mente fredda mi rendo conto che bisognerebbe lasciar correre nel rispetto di chi gestisce il sito, d’altro canto però per lo stesso motivo non dovrebbe esserci spazio nemmeno per le provocazioni gratuite, tra l’altro spesso e volentieri buttate lì senza aver capito un H di quanto scritto, senza alcuna volontà di creare un dibattito costruttivo. Gratuite, appunto. Poi si sa, ai soliti “appassionati” (le virgolette sono d’obbligo) il solo leggere che le case producono e vendono quello che le masse vogliono e che continuare a denigrare il moderno ed elogiare roba di 40 anni fa che non era perfetta neanche da nuova figuriamoci ora evidentemente crea crampi alle parti basse unitamente a implosioni neurali. I dischi rotti però a lungo andare stufano. Questa non è passione.
Fanno un sorridere queste recensioni, non certo per il contenuto, quanto per il sarcasmo. Nessuno immaginava che le sorti di Alfa Romeo sarebbero state queste ma tanti, soprattutto quelli che hanno avuto il coraggio di provare e comprare la Giulia non potranno che pensare che in Italia oramai sono pochi quelli che tengono alle sorti dell’Alfa. Giulia e Stelvio erano e sono due fiori all’occhiello che qualunque alfista degno di questo nome avrebbero dovuto comprare eppure sono pochi quelli che hanno fatto questa scelta gli altri? Criticavano, criticano e criticheranno per partito preso. Tonale? Avrebbe meritato poi coraggio da parte dei vertici ma le poche vendite delle sorelle maggiore non hanno lasciato scampo agli ingegneri, la piattaforma Giorgio rivista e accorciata per Tonale e andata in soffitta e ci si è dovuti accontentare di una stla medium, risultato? Un’auto con guidabilità lontana parente di Alfa ma cmq degna di essere preferita a una GLA o Q3. Perché? Perché le mancano a mio avviso solo CV, per stare bene nel segmento e generare vendite. Non è la migliore e lo sappiamo tutti ma neanche scarsa al punto da meritarsi così tante, e a mio avviso, esagerate critiche. Il mio augurio è che il futuro possa risollevare il biscione ma se non ci sono riusciti con due gioielli di guidabilità come la Stelvio e la Giulia, dubito possano riuscirci con una mamma francese. Spero di essere smentito da italiano e da felice Stelvista.
Tonale non ha nulla a che vedere con la piattaforma STLA, essendo una evoluzione della Jeep Compass la cui piattaforma è nata prima per 500X e Renegade e poi allargata a Tipo e Compass. Essendo una base generalista non è stata sviluppata con particolare attenzione all’handling, a differenza della Giorgio che è stata creata per Alfa Romeo. Stla è la piattaforma sulla quale è stata sviluppata la Junior, ma questa è altra storia visto che possiamo dire sia un rebranding.
Scusa, hai ragione, cmq volevo dire che hanno utilizzato la piattaforma della Compass e non la Giorgio accorciata. Per il resto il senso del commento non cambia.
Prima non vi andavano bene perché erano FIAT e avevano la trazione anteriore, hanno fatto la Giulia posteriore e non vi va bene neanche così, le nuove sono con componenti PSA e ovviamente non vi vanno. Che cazzo volete lo sapete solo voi. Compratevi una 75 logora e coi buchi di ruggine così la potete cagare a tutto il pianeta che voi avete una vera Alfa e siete contenti.
Amen. La verità è che gli Alfisti per il 70% sono vecchi scassamaroni. Del restante 30%, la piccola parte di appassionati con sale in zucca che si rende conto della realtà dei fatti è una minoranza troppo silenziosa. Il resto sono fenomeni in zona 40 con la 147 multigget triproprietario che ha passato la soglia dei 400mila km
Sono un appassionato di auto, soprattutto di Alfa, e secondo me l’articolo dice cose imprecise. Le nuove Giulia e Stelvio non dovevano nascere sulla piattaforma della 3008, ma sulla Stla large a trazione posteriore. Secondo dire che la Tonale ha alcune parti di Peugeot è falso.
Le nuove Giulia e Stelvio si dovrebbero basare sulla STLA Large (nuova Dodge Charger, per intenderci) e non sulla Medium della Peugeot 3008. Poi, ok, può anche darsi che la Large, causa le economie ultra spinte di Tavares, sia pure essa stessa una ciofeca, non so. Però prima di pubblicare si dovrebbe sempre controllare di non scrivere inesattezze. E dopo aver fatto lo scassac***i pignolo, un grande ciao a tutti, compreso e soprattutto l’autore 🙂
Ragazzi son quasi 40 anni che si va avanti con questi discorsi triti e ritriti sulle Alfa che non sono più Alfa, direi che potremo anche finirla. Chi pensa che una volta fosse tutto rose e fiori non sa quanto si sbaglia.
E UNA PEGIOO!11!!!1 CI ANNO ARROVVINATO L ORGOLLIO ITAGLIANO DELLA VERA ALFA VERGONNIA CHI LE ACCOMPRAA!!11! IO CI O L APPASSIONE E SONO FIERO DELLE AUTO ITAGLIANE VERE COME LA 75 E LA DELTA REGGINA DEI RELLI E LA UNO TURBO CHE FA IL CULO AI PORSH E I MERCEDE MUUUTIIIIIII
evvero anche hio cuando in itaglia eravamo grandi non come ora che vergonnia
concorde viva il tricolore viva le macchine vere non cuelle finte
75 Ce lavevo. Accomprata nuova nel 1985 pagata in gondanti con le mani che sapevano di lavoro e diggnità. stando in cantiere 22h su 24. Poi con mio cognato Thomass lavevamo appreparata facieva 450cv e le Porsc 917 mute stavano!!!! MUTE!!!!!!
Stellantis ha annunciato un investimento da 13 miliardi negli USA per sostenere la ripresa della produzione automotive (in ambito MAGA). È lecito aspettarsi la dismissione dell’impianto di Pomigliano e lo spostamento della produzione dei prossimi modelli Alfa proprio negli States.
Sicuramente le loro macchinedimerda godranno di speciali dazi per renderne un minimo favorevole la vendita in Europa.
Sempre piacevole leggere questi articoli scritti da “giornalisti” che o pensano di vivere negli anni ‘70 o hanno una concezione a dir poco distorta della realtà, siete veramente mitici.
Tralasciando le vostre critiche alla Tonale, una macchina scalognatissima che purtroppo ha dovuto attraversare una pandemia, una fusione industriale prima di entrare in produzione e pure i dazi di Trump ( la Hornet americana vendicchiava discretamente),mi scrivereste i dati di vendita mondiali della Giulia nei suoi 10 anni di commercializzazione? Lo sapete che si fermano a circa 150mila unità? Lo sapete che 150mila unità nel mondo Serie 3 e Classe C le fanno in un anno e qualcosa?
Poi vabbè, un veloce appunto sulla storia, di cui evidentemente sapete poco! Di Alfa Romeo Paris ne avete mai sentito parlare? E di Alfa Romeo Dauphine? Posso sapere perchè vi scandalizzate per la Junior che è l’unica macchina veramente volta a un pubblico giovane attualmente in produzione (e che infatti sta facendo buonissimi numeri di vendita)?
Ma la volete finire di fare i vecchi conservatori del nulla e del niente? Andate in fiera a Bolgona a brontolare sui bei tempi andati al posto di inquinare il web.
Lasciate che Alfa vada avanti per sopravvivere. Perchè di questo si tratta, o Alfa si evolve oppure chiude baracca e burattini. Fatevene una ragione per dio…