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Spieghiamo bene, una volta per tutte, perché un’auto elettrica non può essere sportiva

La transizione verso la mobilità elettrica va a rilento, è un fatto sotto gli occhi di tutti. Alla lentezza si somma l’enorme differenza che c’è tra paesi dove gli abbienti abbondano e quelli in cui scarseggiano.

Lo ha detto chiaramente l’Acea – Associazione dei costruttori automobilistici europei – dimostrando con i dati la correlazione diretta tra il potere d’acquisto dei cittadini e la diffusione dei veicoli elettrici: la quota nel mercato del nuovo di questi ultimi supera il 15% solo negli stati in cui il Pil pro-capite va oltre i 45.000 euro, mentre dove scende sotto i 13.000 euro, la quota arriva al massimo al 3%.

Sull’adozione di massa delle auto elettriche si potrebbero dire tantissime cose e molte ne abbiamo dette in questo articolo di qualche tempo fa, che ripercorre gli ultimi dieci anni dell’industria automobilistica europea, partendo dal Dieselgate.

Tuttavia, oggi ci concentreremo su un aspetto molto specifico dell’elettrificazione, mettendo da parte i temi maggiormente dibattuti come autonomia, costi, ricarica e sostenibilità. Lo faremo, perché nelle ultime settimane si sono susseguiti diversi fatti rilevanti: dopo che Oliver Blume, ex-Ceo di Porsche ha ammesso che la Macan elettrica è stata una stronzata errore, pare che il suo successore, Michael Leiters, abbia fatto retromarcia sulla prossima generazione di Cayman e Boxster, che avrebbero dovuto essere 100% elettriche e invece probabilmente saranno termiche, al massimo ibride.

Ecco l'auto che ha portato in rosso i conti della Porsche in soli 12 mesi

Poi la Ferrari ha fatto vedere parte degli interni della Luce, ovvero la sua prima elettrica che peserà come un Daily, cioè circa 2,5 tonnellate. Volante, strumentazione e touchscreen centrale sono stati disegnati da Jonathan Ive, quello che per ventidue anni è stato a capo del design Apple. A parte le somiglianze estetiche di questi componenti con i prodotti di Cupertino, è il loro carico di tecnologie innovative a renderli significativi. Ferrari si è sempre differenziata da tutti gli altri brand soprattutto per il motore, ma siccome la Elettrica non potrà farlo per motivi intrinseci, a Maranello stanno provando a spostare il focus su un altro settore dell’auto, ovvero quello dell’interfaccia utente, sperando di mantenere il proprio vantaggio competitivo.

Siccome la Luce avrà gli stessi numeri di un Suv qualsiasi – i suoi 1.126 cv sono già stati battuti dai 1.156 cv della Cayenne elettrica, che peraltro costa “solo” 170.000 euro – quanto ad autonomia, peso e potenza, dovrà per forza distanziarsene su altri aspetti. Quindi ecco gli interni in vetro e alluminio lavorato a controllo numerico e tutte le altre cagate amenità magnificate nella presentazione a San Francisco.

Bella la console per i videogiochi firmata Ferrari, vero?

Infine, qualche giorno fa ho letto con molto interesse un post di Gian Luca Pellegrini, Direttore Editoriale di Quattroruote e Ruoteclassiche, che parlava della Lancia Ypsilon HF, sottolineando che nonostante le sue ottime prestazioni e un prezzo abbordabile (rispetto a quello iniziale Stellantis lo ha tagliato di brutto), gli appassionati non la considerano nemmeno per sbaglio. Pellegrini si domandava se fosse giusto realizzare delle sportive elettriche che in qualche modo provano a imitare quelle termiche, a partire dal rumore e poi con gadget tipo il software che simula le cambiate.

Ovviamente la risposta è scontata.

In ogni caso, questi tre fatti, accaduti uno dopo l’altro, hanno un comune denominatore: associano il concetto di auto elettrica a quello di auto sportiva. Peccato che questi due concetti non possano andare insieme, né ora, né mai. Siccome per molte persone questa incompatibilità sembra non essere chiara, spieghiamola una volta per tutte.

Prezzo giù da 42.800 a 36.800 euro e addirittura un TAEG del 4,61% per il finanziamento, invece che quello solito da usura che propone Stellantis, tipo il 13,31% sulla Pandina

Intanto definiamo che cosa deve fare un’auto per essere definitiva “sportiva”.

Per prima cosa deve emozionare!

E per farlo deve avere un rapporto peso/potenza decente, una distribuzione dei pesi corretta, un baricentro ragionevolmente basso e trasferimenti di carico limitati. Inoltre deve comunicare con il suo pilota, inviandogli informazioni attraverso i comandi e il sedile, per permettergli di stabilire un feeling e creare una sintonia. Insomma, non deve essere troppo filtrata. In questo modo egli potrà comprendere il suo comportamento dinamico e potrà cercare di raggiungere i suoi limiti con fiducia, traendone soddisfazione e divertimento.

Quindi, emozioni e divertimento sono due fattori imprescindibili nella definizione di un’auto sportiva, a prescindere che sia una compatta a trazione anteriore che va di traverso in inserimento, una integrale seria con tre differenziali, o una classica coupé a trazione posteriore che sovrasterza di gas in uscita di curva.

Tipo questa

Naturalmente ci sono anche le emozioni generate dalle grandi potenze. Quando il V12 della Ferrari 12Cilindri (qui la nostra prova) si avvicina ai 9.000 giri con il suo inimitabile sound, è impossibile non sorridere come bambini. Ma le mandrie di cavalli sono una qualità aggiuntiva, non fondante, di un’auto sportiva, mentre il rumore ci deve essere per forza, perché è parte di un’esperienza che attiva i sensi.

Un’auto elettrica non potrà mai fare nulla di tutto questo, proprio per le sue caratteristiche intrinseche.

E, no, accelerare da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi nel silenzio più totale grazie a 1.000 Nm di coppia, non basta per essere un’auto sportiva. Quello basta per rientrare nella categoria delle montagne russe che ti mandano lo stomaco al posto dei reni.

Chiariamolo ancora una volta: far cambiare di posizione agli organi interni non rende un’auto qualsiasi un’auto sportiva.

Modalità cinghiale attivata

Analizzando l’architettura di un’auto elettrica, si capisce che è proprio la mancanza del caro vecchio motore termico il suo problema principale. È questo che la rende indesiderabile per gli appassionati, a prescindere dal prezzo. Ne sa qualcosa Mate Rimac che in tre anni non è riuscito a vendere le 150 Nevera – un attrezzo da 1888 cv – previste e che ha deciso di lasciare perdere; ne sanno qualcosa anche alla Maserati che, dopo aver investito un miliardo di euro sul progetto Folgore, ha cancellato la MC20 Folgore e non riesce a vendere né le GranTurismo né le GranCabrio a batteria, tantomeno la Grecale.

Non è un caso che nessun brand sportivo o di lusso, cinesi a parte, si sia cimentato con una vera supercar, o comunque con una sportiva, elettrica. A parte il fatto che l’equazione tra potenza, peso e autonomia dà sempre il risultato sbagliato, ma anche se, per assurdo, potesse dare il risultato giusto, magari con una batteria regalataci dagli alieni che riesca a raddoppiare la densità energetica, dimezzando il peso e i costi, rimarrebbe il problema del motore.

Le emozioni si generano attraverso i cinque sensi e non derivano dalla razionalità. Questa è ciò che non bisogna mai dimenticare.

L'emozionante cofano della GranTurismo Folgore; anche quei, quasi 2,5 tonnellate di macchina

L’eccitazione di guidare una supercar deriva da tante sensazioni che si sommano, partendo dal momento in cui viene messa in moto, quando le vibrazioni e il suono attivano due sensi, iniziando a farsi spazio nella mente. Quando poi si inizia a guidare, inizia il rapporto con la meccanica dell’auto e con il carattere del motore, due aspetti che rendono ogni vettura unica. E se si inizia a andare forte sul serio, arrivano anche quegli odori di olio e di benzina bruciata che tutti gli appassionati conoscono molto bene e che a un certo punto creano quasi dipendenza.

Ma anche dall’esterno vale lo stesso discorso. Avete presente un paddock di qualsiasi competizione automobilistica? Quali sono le cose che colpiscono al cuore e allo stomaco? Gli odori, il rumore e le vibrazioni. Se poi questi “colpi” arrivano quando da bambini, rimangono dentro per tutta la vita. Se invece non sei nemmeno in grado di sferrarli, forse sarebbe meglio lasciare perdere, ma sembra che i promotori della Formula E non riescano a capirlo.

Il campionato riservato alle monoposto elettriche si tiene ormai da dodici anni, ma è un flop continuo perché non riesce ad appassionare nessuno. Esaurito l’effetto novità dei primi anni, aiutato anche dai circuiti cittadini e dal fatto che la totale gratuità degli eventi attirasse un pubblico generalista, incuriosito ma non realmente interessato, la Formula E ha perso qualsiasi tipo di attrattiva. Anzi, l’aver spostato delle vetture lente e con poco carico aerodinamico sui circuiti veri, come Valencia e Misano, ha reso ancora più evidenti i loro limiti e ridicole le loro gare. Ma al di là delle prestazioni, che cosa c’è di emozionante nel vedere girare in tondo delle monoposto, tecnicamente tutte identiche, che sembrano macchinine radiocomandate (ovviamente elettriche) ingrandite?

L’organizzazione le ha provate tutte per creare un pubblico, ma finora non ci è riuscita. Il prossimo passo è mettere al volante gli influencer, sperando che portino il loro pubblico e che facciano un po’ di casino in pista, giusto per aumentare lo spettacolo. In effetti sembra una mossa davvero disperata, che al massimo potrà incuriosire qualche pre-adolescente per una manciata di secondi, prima che si renda conto della totale mancanza di senso di quello che sta guardando.

Insomma, le auto elettriche e le emozioni non vanno d’accordo, è un dato di fatto e chiunque sostenga il contrario è smentito dalla realtà. L’elettrico può essere una soluzione intelligente in alcuni contesti, come quelli metropolitani, o per alcune persone – tipicamente chi ha una casa indipendente dal punto di vista energetico – e magari con l’evoluzione della tecnologia diventerà conveniente in sempre più situazioni e per un numero maggiore di utenti. Magari anche qualcuno di noi si comprerà una citycar elettrica da usare solo in città e da ricaricare la notte nel garage di casa con la corrente alternata, senza spendere una fortuna.

Ma per quanto riguarda le emozioni, l’elettrico non c’entra davvero nulla.

E senza emozioni, non può esistere un’auto sportiva.

NOTA DEL DIRETTORE: nei commenti sto leggendo molta gente delusa o comunque contrariata da questo articolo. Mi rendo conto che quando si tirano in ballo le auto elettriche si entra spesso (sempre) in un territorio minato e fazioso, con squadre pronte ad alzare gli scudi per questo o quel credo. ///RS nasce con la passione per la meccanica e per i motori, per le emozioni e le cose semplici, per le auto fatte con amore e un po’ di ingenuità, tutte cose che stanno scomparendo giorno dopo giorno, sia dal mondo delle auto che dal mondo in generale. Ovvio che quelle che leggete qui sono opinioni personali (che sottoscrivo) ed è anche ovvio che, questo anche a causa del fatto che la parola “sportiva” negli ultimi anni è stata stuprata come poche fino a perdere completamente di significato, ognuno ha la propria idea di auto sportiva ed emozionante e quindi sarà sempre difficile trovare un accordo, la stessa Volkswagen qualche tempo fa spingeva la Taigo come “inequivocabilmente sportiva” e potremmo anche finire di parlare qui. Insomma, volenti o nolenti siamo tutti figli di questo mondo in cui ci viene raccontato tutto e il contrario di tutto, in cui regna la confusione e la disinformazione, in cui Audi e BMW presentano berline ibride plug-in da 25 quintali bombardate di cv (sono sportive o no? secondo me no, sono solo molto molto veloci), vi chiedo di stare tutti calmi e sereni, RS è sempre qui, DI BRUTTO è sempre al suo posto e niente, specialmente il veleno che sta distruggendo il nostro mondo, riuscirà a piegarli.

Articolo del 23 Febbraio 2026 / a cura di Jean Paul Mendoza

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  • Marco Gallusi

    Parole sante

  • MotoMedonte

    il mio interesse per la Formula E è durato un paio di minuti, il tempo di cercare di capire che auto fossero quelle che correvano in TV, facendo zapping sulla poltrona.
    Ma ho capito quanto fossero alla frutta qualche giorno fa, quando lessi che la figlia di Hammond si era schiantata su una FE.
    Ingenuamente pensai stesse correndo nel campionato…poi lessi che era un evento dedicato a personaggi famosi.
    Devono essere proprio bacati (o disperati) quelli che han pensato bene di mettere degli incapaci alla guida di auto da corsa.

    Sul resto del discorso concordo, le EV dovrebbero limitarsi ad essere uno strumento.

    • ytmzambotn

      Adesso capisco tutto, ma per definizione di sportivo non è soggettiva. La lingua italiana dice cosa significa “Di vettura con carrozzeria aerodinamica, capace di elevate prestazioni in termini di velocità, stabilità e ripresa.” Non si parla di emozioni o boiate soggettive. Tutto il ragionamento che le auto elettriche sono veloci me non sportive va su per il camino perché attribuisce a parole significati che non hanno.
      E non solo voi, anche i famosi SUV, di sportivo hanno ben poco. Purtroppo però le case vendono il 90% di SUV, tutti li comprano e pure i marchi di supercar hanno il loro SUV. Questi cassettoni con le ruote sono sempre più pesanti e ingombranti, andando contro alla definizione di sportivo che hanno nel loro nome.
      L’elettrico in se non è “non sportivo” per definizione. Anzi, a volte in competizione ci sono dei vantaggi rispetto al termico, come nel motocross.
      Se vi piacciono i motori a scoppio liberissimi…ma non stuprate la semantica per manipolare la realtà.

      • Tarch

        Infatti, queste sono parole sante, e lo dico da amante di un mio BMW 335xi, ma non vuol dire che le auto elettriche facciano schifo o meno, anzi rumorosità bassa e velocità già dovrebbero essere un pro ad un’auto sportiva anche se ovviamente perde l’effetto WOW

  • Fede

    “Ma per quanto riguarda le emozioni, l’elettrico non c’entra davvero nulla.”
    questa la ritengo un’affermazione poco “scientifica” e molto “acchiappalike”: mai visto qualche video della Extreme-E per esempio?
    Agevolo:
    https://www.extreme-e.com/en/news/videos

    anche la critica al fatto che siano “tecnicamente tutte identiche” la trovo molto fine a se stessa, mai visto un monomarca? Spesso sono gare molto emozionanti proprio perché essendoci uniformità tecnica deve spiccare il pilota.
    La categoria è più lenta della F1? Beh anche le TCR sicuramente lo sono, ma questo le rende noiose?

    Va bene essere petrolhead, va bene essere di parte, va anche bene criticare un determinato motorsport perché noioso (estenderei oltretutto il commento alla formula uno degli ultimi 20 anni), ma le argomentazioni dovrebbero essere un poco più circostanziate e un poco meno da bar di periferia…

    Purtroppo questo pezzo mi sembra più adatto a qualche gruppo Facebook di youngtimeristi dell’ultima ora che a una testata prestigiosa come Rollingsteel dove la disamina tecnica e la passione per l’innovazione dovrebbero prevalere sull’opinionismo vagamente qualunquista.
    Ora crocifiggetemi pure.

    • Alessandro Vai

      Caro Fede, le evoluzioni delle Extreme-E saranno anche belle da vedere da fuori, ma il concetto di base che il collega JPM ha cercato di esprimere nell’articolo, rimane il medesimo.
      Il fatto che la FE sia un monomarca cozza con la sua natura di massimo campionato elettrico.
      Detto questo, il fallimento di ogni progetto di auto sportiva elettrica è un dato di fatto, che è stato ampiamente documentato nell’articolo. Allo stesso modo, il ruolo dei cinque sensi nella creazioni delle emozioni non lo ha certo stabilito il collega JPM.
      Sicuramente egli ha espresso un’opinione, ma senza alcun qualunquismo, visto che è stata ampiamente argomentata.

      • Fede

        Alessandro, grazie per la risposta, tuttavia la mia critica -che trovo simile a quella di Matteo poco sotto- è sul tono di certe “frasi fatte” e sullo spirito generale del pezzo, che ha un retrogusto di tifoseria da stadio più che di disamina tecnica.
        Le supercar elettriche sono un flop? Vero (per vari motivi) ma non perché non sono emozionanti, a meno che la Rimac non l’abbiate provata davvero e possiate dimostrare il contrario.
        La noiosità della Formula E ha poco a che vedere con il powertrain, da decenni è noiosa pure la F1 che brucia benzina e fa rumore…
        Tu stesso riconosci che le Extreme-E sono “belle da vedere”, mancherà pure il rombo ma non si può dire che non siano avvincenti da guardare, questo perché la formula probabilmente è studiata meglio, e come piloti non hanno scelto degli influencer ma gente che non alza il piede neanche sotto tortura…

        • Alessandro Vai

          E invece Fede, le supercar elettriche non vendono proprio perché non sono emozionanti. Leggi le dichiarazione uscite ieri di Winkelmann, che ha cancellato qualsiasi Lamborghini elettrica ipotizzata per il futuro. Ferrari, invece, si sta prendendo un rischio perché può farlo, ma non uscirà con una supercar, bensì con un Suv da 2,5 tonnellate.
          Personalmente non ho provato la Rimac, ma moltissime auto elettriche ad alte prestazioni, tra cui la Taycan Turbo S, la Maserati GranTurismo e la Model 3 Performance. Posso confermarti che tutte e tre non mi hanno dato nessun tipo di emozione e i motivi sono proprio quelli che ha enunciato il collega JPM.

        • Marco Franzina

          La F1 è tutt’altro che noiosa, soprattutto negli ultimi 5/6 anni. Usi un luogo comune per accusare l’autore di usare luoghi comuni.

  • Stefano

    96 minuti di applausi. Punto. Anzi, Punto GT 🙂

  • Matteo Burroni

    Il problema di questo articolo, e della “piega” che ha preso RS ultimamente, è di voler mischiare opinioni, che quindi sono personali del direttore, e siccome il sito è il suo le rispetto pienamente, con dei “luoghi comuni” sulle auto elettriche completamente sbagliate (es. La casa energeticamente indipendente, le auto da usare solo in città etc.).
    Visto l’altissimo livello tecnico di RS, sarebbe il caso di trattare gli argomenti allo stesso livello per evitare di perdere credibilità

    • Alessandro Vai

      Caro Matteo, l’argomento è stato sviscerato e accompagnato dall’esposizione di diversi fatti da parte del collega JPM. Ci dispiace che di tutto l’articolo ti sia rimasta impressa solo una riga, che peraltro è parte di una frase dove viene espresso il concetto che le auto elettriche possono anche avere senso.

      • Matteo Burroni

        Ciao Alessandro, il problema è proprio quello, senza un paio di frasi da luogo comune, sarebbe stato un articolo “perfetto” nell’esprimere il concetto del titolo.
        È mischiare un’idea con propria (di RS), con un po’ di sentito dire, che non ritrovo negli altri articoli di RS, e neppure nei vari DiBrutto.
        Viene quasi da pensare, che sia stata messa lì per “aizzare” le folle, come fanno certi personaggi sui social o su YouTube.
        Lasciamo queste cose a quei siti lì.
        L’essere d’accordo o meno, è una cosa personale che mi tengo per me, mica siamo tutti uguali, e che la Formula E sia noiosa, al pari della F1, sono personalmente d’accordo ad esempio.
        Ora vado a recuperare un paio di articoli che mi ero perso

        • Alessandro Vai

          Matteo, anche nelle frasi da te citate non c’è nessun “sentito dire”, semmai una estrema sintesi. Oggi, in Italia, comprare un’auto elettrica è conveniente solo per pochissime persone che hanno condizioni di vita ben definite. Ed è una convenienza che ha a che fare non solo con i costi ma anche con l’utilizzo e dunque con la ricarica. Il fatto che nel mercato italiano del nuovo l’elettrico sia ancora al 6% ne è la lampante dimostrazione.

          • Matteo Burroni

            Va bene, come al solito lascio perdere, si ripetono sempre i soliti “mantra” senza nessuna esperienza pratica.
            Me la tengo per me, e pace a tutti gli altri.
            Vado a leggere di TURBOPOMPE, che mi danno sempre molta soddisfazione.

  • Alessandro

    Forse il peggior articolo di tutto il sito, scritto al bar? Ovviamente oggi le elettriche hanno grossi limiti, specialmente riguardanti il peso. Ma non mi pare che le balene di casa Audi e BMW ultimamente non siano da meno, teoricamente sono tutt’altro che sportive.
    Però fanno wroom wroom quindi, secondo il ragionamento, abbastanza becero, di questo articolo, sono delle sportive di razza.
    Ero rimasto che fosse l’handling e il peso a determinare la sportività, apprendo, invece, che sono rumore, vibrazioni e odori.

    • Alessandro Vai

      Caro Alessandro, nell’articolo del collega JPM non c’è scritto che le “balene” di Audi e Bmw sono sportive; non c’è nemmeno scritto che basti fare “wrom wrom” per rendere un’auto sportiva. La definizione corretta l’hai avvicinata tu stesso nell’ultima frase che hai scritto: per creare emozioni servono sia l’handling e il peso contenuto, sia il rumore e le vibrazioni.

  • Alex

    Ricapitolando:
    – La Taycan non è sportiva, per definizione, essendo elettrica;
    – La RS5 è sportiva, per definizione, suona tanto e bene, non importa che pesi più della Taycan;
    – La Punto GT è sportiva (puzza di benza, fa rumore e vibra), non importa che non faccia le curve e non freni.

    E io che pensavo di essere su Rollingsteel…

    • Per quanto mi riguarda né la Taycan né la RS5 (o anche la M5) sono considerabili vere auto sportive. Velocissime, di sicuro, dei veri missili terra-terra, non c’è dubbio ma due auto (e, dovendo scegliere, preferisco quella con il motore) che, nel momento in cui devo guidare per davvero, per godere e divertirmi, non preferirei mai ad una MX-5 o alla mia GR86. Sei ancora su RS, tranquillo. Il vero problema è che negli ultimi anni si è perso completamente il senso di “auto sportiva”. Bella.

      • Cristiano

        “per quanto la riguarda”. Il nodo sta lì, direttore. Credo l’abbia dimenticato, spero non abbia fatto finta di dimenticarsene.

    • Stefano

      Comprensione del testo: ci vediamo a settembre.

  • paigam

    Non c’è niente da fare: ci sono i vecchi che non vogliono e non possono più cambiare e ci sono i giovani che sono già oltre. Ovviamente questa differenza generazionale non è solo questione di età tout court, ma di mentalità e di adeguamento al periodo storico che stiamo vivendo.
    Per cui i “vecchi” parlano “dell’amato motore termico”, mentre vediamo tanti giovani che non sono nemmeno interessati a prendere la patente…
    Non c’è niente da fare, i vecchi passeranno a miglior vita e i giovani diverranno maturi e affronteranno le sfide di questo mondo… Le auto termiche finiranno insieme alle malinconie e alle nostalgie dei vecchi e altre auto prenderanno il sopravvento, che lo si voglia o meno, il cambiamento non si potrà fermare.

    • Lele

      Questo commento soffre degli stessi difetti che si imputano all’articolo. Solo slogan e fuori tema nell’argomentazione.

    • Chipperfield

      Mai letto così tante banalità tutte insieme.

      • E’ sempre interessante constatare come tanta gente non capisca il trucco. Il trucco di far credere che una scelta industriale (quella di farci spendere piu’ soldi comprando elettrico) sia camuffata dall’alta motivazione di salvaguardare il clima, intanto l’India inquina il pianeta con le sue industrie e l’Africa ci spedisce la sua elettricita’ bruciando petrolio.
        E noi, i gonzi, discutiamo che l’elettrico e’ meglio del termico. Quando tutto sara’ elettrico, non funzioneranno piu’ i frigoriferi!

        • Ugo

          accidenti Paolo, ma allora ci hanno preso per il culo! (cit. Fantozzi)
          fortuna che a te non la si fa e ci hai svelato questo piano malvagio!

  • Giacomo

    Sono in accordo sui fondamentali. Un appassionato di motori non trova appagamento ai propri desideri in un motore elettrico. Chi ama i motoscafo non sarà mai appagato da una barca a vela che fa il rumore di un fuori bordo. Fino a quando resteremo legati a motoscafi senza motore andremo incontro a delusioni che impediscono di provare le emozioni di una buona barca a vela.

  • Gianluca Magnani

    Un auto sportiva deve emozionare,???? chi compra un auto Ferrari, Lamborghini Porsche Aston, Pagani non ci vanno in pista ma x far vedere che sono arrivati chi è salito come me su queste auto dopo 10 minuti il rombo nelle orecchie ti spacca la minchia e se fai un viaggio lungo non vedi l ora di arrivare il sogno è più bello che il possesso e non vedi l ora di salire sul suv parcheggiato

  • Salvo

    Il redattore confonde il rumore con la sportività, poi parla di supercar e di sportive come se fossero la stessa cosa. Se la BMW m3 (che pesa 1800 kg) è una sportiva lo è anche una model 3 performance, che sui passi di montagna le resta davanti grazie al peso uguale e al baricentro più basso. Articolo pieno di pregiudizi e preconcetti. Oggi esistono auto elettriche che vanno più forte di tante sportive termiche al Nurburgring nella Nordschaiffe. Adesso zitto e studia.
    Altra cavolata la macan si vende ancora elettrica e anche la Cayenne ha una versione elettrica. Mamma quanti pregiudizi

    • Alessandro Vai

      Caro Salvo, su RS nessuno dice a nessun altro di stare zitto, è un atto di maleducazione intollerabile. Quanto a studiare, quello lo facciamo sempre, e il primo a farlo è il collega JPM, analista di grande esperienza.
      La Macan, per tua informazione, si vende solo elettrica e proprio l’uscita dal mercato di quella termica ha portato i conti della Porsche in rosso. Puoi trovare queste informazioni ovunque sul web. Per il resto, un’auto veloce non è per forza un’auto sportiva, sono due concetti diversi. Il rumore, invece, è una delle caratteristiche che contribuisce a creare emozione.

  • Alessandro Sassi

    Vero e’ che la stupidità umana è difficile da quantificare ma una serie di stupidate messe in fila così numerose è molto difficile trovarle …io lavoro nel mondo del MOTORSPORT da 30 anni abbondanti e posso confermare senz’altro che la formula È sia una cagata pazzesca è che purtroppo la formula 1 stia andando nella medesima direzione ma stiamo parlando di Motorsport…per ciò che concerne l auto in generale ci sono elettriche MOLTO più emozionanti di auto blasonate sportive come intendete voi…tra l’altro hai detto una serie di scemenze anche sulla distribuzione dei pesi che nelle elettriche in genere è perfetta idem per baricentro…ergo articolo pieno di stupidate sesquipedali perfetti per trogloditi .complimenti 

    • Alessandro Vai

      Caro Alessandro, visto che noi di RS siamo dei poveri stupidi, vuoi illuminarci tu su quali siano le auto elettriche emozionanti? E soprattutto in quale modo riescano a creare queste emozioni?

  • Matteo

    Leggendo i commenti dell’articolo mi sembra veramente che ci sta stato, negli ultimi anni, una sorta di lavaggio del cervello per cui se provi soltanto a criticare l’auto elettrica (che poi in questo caso non è stata criticata di per sé, ma lasciamo perdere) sei un vecchio ignorante attaccato alla puzza della benzina e che condanna lo sviluppo. Ho 21 anni, sono un ragazzo che purtroppo non ha mai vissuto l’epoca d’oro dell’automobilismo quello puro dove, come disse il direttore in un articolo potevi vedere un auto correre la domenica e il lunedì trovartela dal concessionario. Sono pro alle auto elettriche in certi scenari come detto da JPM, ma sentirmi dire che una auto elettrica è sportiva  solamente perché segna il tempo più veloce al Nurburgring fa effettivamente capire come questo articolo sia stato incompreso. La mia generazione non si avvicina più al mondo dell’auto? Grazie al c****o a cosa dovremmo avvicinarci? Alla Grande panda? Alla Renault 5 Turbo 3E? Automobili con prezzi folli, che spingono i ragazzi come me a dover guardare in dietro negli anni per poter acquistare qualcosa con un minimo di carattere e a chi non interessa più di tanto fanno passare la voglia, da qui il distaccamento della nostra generazione. Avanti tutta team di Rolling Steel mai smettere di combattere!!

    • Mech

      Bravo, è esattamente il mio pensiero ed esattamente in linea con l’articolo.

    • Roberto

      Avevano prezzi folli per il 99% dei ragazzi anche allora, a meno che pagasse il papi. E infatti si guidavano perlopiù le utilitarie di famiglia. Un vecchio che allora c’era.
      Articolo da archiviare nella categoria: vecchio urla contro nuvola. Pregiudizi e rimpianti per i bei tempi, di cui si ricorda una r5 turbo, ma si glissa sulle migliaia di panda 30 e a112 che affollavano le strade

    • Fede

      Matteo, mi associo al commento di Roberto e ti confermo che nella loro epoca una Clio Williams o un 5turbo avevano prezzi non solo non avvicinabili da giovani (anche lavoratori) che non fossero figli di papà, ma quasi paragonabili ad auto di altri segmenti e qualità enormemente superiore (leggi berline tedesche). Ergo, i giovani “normali” le cercavano usate, le trovavano principalmente già vissute e pasticciate e se erano fortunati le riuscivano a rivendere una volta resisi conto di quanto costava mantenerle tra meccanico e benzinaio prima di spalmarle su un platano…
      occhio a non cadere nella cosiddetta “fallacia dell’età dell’oro”

      • Matteo

        Rispondo a te Fede per rispondere anche a Roberto. Lo so bene che all’epoca le auto da voi citate non erano affatto economiche e mai l’ho ho detto. Le auto che ho citato sono sinceramente le prime che mi sono venute in mente. Tralasciando il discorso elettrico che non é quello su cui mi voglio soffermare adesso, l’ultima parte del mio commento era una risposta (più che altro uno sfogo) riguardo la costante argomentazione che ai giovani non interessa nulla delle auto. Quando dico che i giovani, come me perlomeno, tendono a guardare all’indietro lo dico solamente perché al giorno d’oggi il mercato delle auto é di una piattezza incredibile, tanta innovazione, quello di sicuro ma caratteri e personalità 0. 
        Auto piatte costruite per fare da A a B, non che non fosse così già un tempo in certi casi,non vorrei assolutamente cadere nella fallacia dell’epoca d’oro degli anni 80/90 o della frase fatta si stava meglio quando si stava peggio. Il mio punto era solamente che oggi è difficile per un giovane appassionarsi al mondo dell’auto per la mancanza di personalità, copia e incolla di modelli in cui cambia solo il logo. 
        Basti pensare alla nuova clio, il parto dell’ennesimo suv.
        Detto questo, chiuderei chiarendo il fattore dei costi. Per chiarezza ribadisco che non ho mai parlato di un giovane che non può permettersi un’auto sportiva, ci mancherebbe è anche il bello del gioco lavorare per poterci arrivare. Mi riferivo all’eccessivo aumento dei prezzi generali sia per le nuove che per le usate, che sono in costante aumento. 15/17mila € una panda (che prendo come modello social popolare) al giorno d’oggi pesa alla famiglia il 41% del reddito medio, negli anni 90 pesava il 24%. 
        Viva i motori e i confronti! 

      • MotoMedonte

        Fede, sei certo di cosa scrivi?
        La Uno Turbo nel ’92 si comprava a suo tempo a 19 milioni, nuova (non dimenticherò mai quel cartello in vetrina), che erano circa 16 stipendi medi dell’epoca secondo l’istat.
        Oggi, 2026, con 16 stipendi medi non ci arrivi neanche ad una Lancia Ypsilon HF, nonostante abbiano tagliato il listino a 26k perché invendute.
        Listino che altrimenti partiva da 43k (!!) poche settimane fa.
        Non significa che all’epoca le compatte sportive fossero auto economiche, anzi, ma quantomeno erano un acquisto praticabile con sacrificio, cosa assolutamente non possibile oggi.
        Neanche con le EV.

    • Ugo

      Caro Matteo, triste leggere un commento con un tono evidentemente impostato dai risultati della propaganda antieuropeista (perchè alla fine, questo è) scritto da un ragazzo così giovane.
      ti rispondo quindi come risponderei al mio figlio che potresti essere:
       
      c’è un dato di realtà e c’è la fuffa.
      abbiamo un problema, chiaro a tutti quelli che vogliono vedere (qua, guarda tu stesso: https://pulse.climate.copernicus.eu 10 gradi di anomalia su tutto l’Antartide orientale) che dobbiamo risolvere, ovvero immettiamo troppa CO2 in atmosfera.
      gli effetti sono abbastanza chiari a tutti, e chi ha più di 21 anni dovrebbe ricordarsi come era il clima già anche solo quando li aveva.
      peraltro, era un problema chiarissimo persino alle stesse compagnie petrolifere già dagli anni ’70, come dimostrato da diversi documenti che mostrano come queste aziende abbiano taciuto per perseguire profitto a breve termine a danno di tutti.
      fa un po’ ridere, nella tragedia, come tutti quelli che scoprono complotti inventati on line non si siano ovviamente accorti di questo che era un complotto vero e proprio (per inciso, niente di nuovo: già visto con la faccenda dell’obesità e delle bevande zuccherate con le aziende che hanno fatto lobbying per mettere attenzione sui contenuti di grassi invece degli zuccheri, le aziende che hanno fatto lobbying per sviare le indagini sull’inquinamento delle acque…)
       
      se facciamo finta di niente il problema, come spesso accade, peggiora.
      chi scrive di “lavaggi del cervello” non è la “resistenza” contro i cattivoni, è gente che non si rende conto che le condizioni sono cambiate e vorrebbe che fosse di nuovo tutto come quando aveva (lui) vent’anni.
      è come l’85enne che vuole continuare a guidare anche se non ci vede più con la cataratta, come il vecchio che vuole continuare a mangiare dolci anche se gli è venuto il diabete, come il bambino che vuole continuare a giocare al parchetto anche se le vacanze sono finite, come il ludopatico che vuole continuare a giocare alla roulette anche se si è già venduto la casa.
      non è “lavaggio del cervello”, è dire a questa gente “guarda, questa cosa qui non la puoi più fare anche se ti piaceva tanto perchè le condizioni sono cambiate”.

      la soluzione al nostro problema è complicata e comprende mille fattori: le industrie, le case, la produzione elettrica, la produzione agricola, il trasporto pubblico, industriale e privato.
      il trasporto privato NON È una componente minore quindi, mentre si sta agendo su tutto il resto (e si sta facendo) è utile cambiare anche quello.
      dire “eh, ma X non sta facendo nulla” manca il punto, perchè anche fosse vero (e spesso non lo è) è comunque sempre meglio fare una parte invece di niente.
      è come dire “ah, è inutile che io non tiri bombe a mano in strada, tanto in Pakistan continuano!”. immagino tu capisca come sia comunque opportuno che io non lanci bombe a mano per strada a Firenze, indipendentemente da quello che fanno in Pakistan…
      ed è anche inutile farne una questione economica, o di comodità, perchè il nostro problema non è economico o di comodità, è di emissione di CO2. quindi anche fosse scomodo o caro (come è, lo dicono tutti, lo ammettono tutti, nessuno dice che è “facile”) è comunque qualcosa che bisogna fare. la medicina amara, se vuoi.
      quindi dire “fate scegliere al mercato!” o “non si devono obbligare le persone!” è come dire che non si dovevano obbligare le persone a mettere il casco, o a non fumare nei cinema.
      (io ho vissuto al tempo in cui non c’era il casco obbligatorio e si fumava nei cinema: era un mondo peggiore, credimi)

      per finire, la tua generazione non si avvicina al mondo dell’auto perchè sono cambiate le necessità sociali e aggregative, non è una questione elettrico/benzina, e non è nemmeno un problema economico.
      quando avevo 20 anni io pensi che potessi permettermi la Delta Integrale Evoluzione? ma è già molto se avevo una A112 Abarth con 200k km tenuta insieme con lo scotch! è la ragione per cui molti 20enni all’epoca si avvicinavano ai motori con le moto 125 (che costavano comunque una fucilata: sai quanti stipendi ci volevano per una Mito Lucky Explorer?).
      quindi smettila di pensare ai lavaggi del cervello, smettila di rimpiangere un’era in cui bisognava tirare l’aria prima di mettere in moto e che non hai per fortuna vissuto solo perchè te la raccontano dei vecchi che rimpiangono i capelli che avevano in testa.
      vatti a fare qualche domenica in go kart, anche elettrico, e divertiti.

  • Flavio

    C’è chi ama le benza e chi mente!

    • Mech

      😀 Vero!
      Aggiungo, c’è chi ama viaggiare in Italo, Frecciarossa o Shinkansen e chi ama guidare un’auto che cerca di ucciderlo! (cit.Jeremy Clarkson)

  • Gabriele

    Sono un collezionista di auto d’epoca e moderne, e conto in garage marchi come Alfa Romeo, Lancia, Mclaren, Audi, Citroen, Ford, Renault ecc… lo ammetto è una collezione frutto di tempo e fatica iniziata da mio padre e proseguita da me (specie purtroppp, dopo la sua morte).
    Ebbene siccome sono andato a raduni anche prestigiosi, “annuso” l’aria che si respira in quel mondo anche ad alti livelli e debbo dire che tra i colleghi collezionisti di elettrico non si sente manco parlare e non si tratta di età anagrafica ma di conoscenza dell’argomento e passione pura. Anche giovani ricchi non girano di certo con Lancia Ypsilon HF o Rimac Nevera, ma con Lamborghini Huracan o Porsche 911 GT3. In particolare sono molto ricercati modelli aspirati con cambio manuale.
    Sono stato piu volte al Goat Rally e chi sa, sa di cosa parlo e il parco mezzi non era di certo composto da auto elettriche e la media anagrafica dei proprietari era ben inferiore ai 40 anni.
    Quindi condivido in toto l’articolo ribadendo che chi ha i soldi VERI, cerca auto emozionali e termiche e c’è un forte ritorno del cambio manuale anche su svariate Hypercar da mln di euro (vedi Pagani Utopia). E non sono “contro” l’elettrico che fosse per me per andare all’Esselunga andrebbe anche benissimo.
    Condivido in toto anche ciò che ha detto Matteo nei commenti, i giovani non fanno più la patente perchè il mercato auto non ha NULLA da offrire a chi cerca una prima auto economica e pratica, figuriamoci sportiva. Ma ciò non significa che la passione non ci sia, anzi c’è eccome e nei raduni lo vedo sempre a partire dai bambini e questo fa ben sperare per il futuro.

  • Alessandro Masiero

    Concordo pienamente! L’elettrico sarà ottimo per tante cose e forse nel futuro sarà migliore e accessibile ma sicuramente non sarà mai sportivo.
    La potenza pura non vuol dire niente, se così fosse basterebbe mettere 1000cv su un carrello della spesa per renderlo una Supercar.
    La sportività e ben altro, per capirlo basta guidare una “misera” Mazda MX-5 prima serie o una Golf GTI MK1.
    Non è un opinione è un fatto.
    Ribadisco che non sono contrario all’elettrico, che ha i suoi pregi, ma all’elettrico sportivo.

  • Andrea Longoni

    Questo articolo è un monumento alla definizione di sportività e come questo sia il modo d’intendere le auto che emozionano per noi appassionati. Ognuno ha la sua opinione, che rispetto, ma questa coincide con la mia. La macchina può anche essere lenta ma deve emozionare, devi sentire l’odore di benzina, la puzza di bruciato, le vibrazioni del motore, lo sterzo che dica qualcosa, il cambio che ti colpisca. Per assurdo L’esperienza più bella di guida che abbia mai avuto è stata con un rottame di formula Renault di almeno 30 anni. Tecnicamente un auto che le prenderebbe pure dalla prima vettura moderna che esce dal concessionario, ma suscitava emozioni nel suo modo grezzo di intendere la guida. emozioni che francamente quando guido sulla Tesla ed il suo “one pedal”, non trovo. Poi chiaro, l’elettrico in città per andare da A a B è imbattibile, muoversi in una bolla di assoluto silenzio suscita altre emozioni, ma quelle che mi fanno saltare ogni parvenza di lucidità sono altre e sono pericolose e puzzolenti 

  • Filippo

    Il vero e unico plus della cd sportiva BEV (ognuno metta nella categoria quello gli pare) è l’esenzione dal superbollo. Finchè dura.

    • Marco Sanlorenzo

      In realtà le elettriche il superbollo lo pagano.

      • Filippo

        Detta così ….. sembra vero.

        Guardiamo con attenzione:

        Esenzione 5 anni: Per i primi 5 anni, l’esenzione è quasi totale su tutto il territorio nazionale.
        Dopo il 5° anno: Una volta terminato il quinquennio, si torna a pagare, ma con uno sconto notevole: la tassa è ridotta al 25% dell’importo previsto per le auto termiche equivalenti.
        Eccezioni regionali: In regioni come Lombardia e Piemonte, l’esenzione dal bollo per le auto elettriche è permanente (non si paga mai), il che solitamente include anche il superbollo.

        Amorale della favola: nessuno comprerebbe BEV dai 260 cavalli in su senza ti politiche di favore.

  • Franco Negri

    Per i suddetti motivi ho preso una Ford Mustang 5.0 V8 7500 giri 450 hp aspirati. Una emozione ogni volta che l’accendo.

  • Ugo

    io resto sempre un po’ perplesso a leggere articoli riguardo le EV su RS, perchè non mi è chiarissimo dove si vuole andare a parare.
    cioè, se RS è una testata esclusivamente concentrata ai mezzi con motori termici, bene, bello, ma quindi che ne parliamo a fare di EV?
    se RS è una testata interessata ai trasporti in generale, alla tecnica, alle soluzioni ingegneristiche innovative, allora mi torna chiaro il perchè degli articoli sui treni, sugli aeroplani, sulle moto… ma non mi è chiaro l'”astio” verso mezzi che, al di là di qualsiasi considerazione ambientale, politica, pratica, hanno comunque interessanti aspetti tecnici da valutare e discutere.

    per dire, da una testata “tecnica” mi aspetterei una disamina dei pro e contro delle scelte di BMW di tornare ai motori a spazzole quando tutti gli altri sono sui magneti permanenti, o del perchè i motori a riluttanza ibrida di Tesla riescono ad essere così efficienti, o di qual’è lo stato dell’arte sui motori a flusso assiale che sembrano essere the next big thing.
    cioè, se vogliamo parlare di EV questi sono temi che magari potrebbero essere interessanti, credo.
    sennò si dice no, il nostro giornale di EV non ne parla perchè non ci interessa e bona. legittimo, il giornale è vostro, mica siete costretti a parlare di EV se non ve ne frega niente…

    ma parlarne per dire, con tutto il rispetto, cose… meh… mi pare abbassi un po’ il livello qualitativo.
    poi è vero che serve anche la condivisione, l’engagement, il fomentare il pubblico di riferimento contro il “nemico”.
    però… non c’è già facebook per quello?

    allora, nel merito:

    “la correlazione diretta tra il potere d’acquisto dei cittadini e la diffusione dei veicoli elettrici: la quota nel mercato del nuovo di questi ultimi supera il 15% solo negli stati in cui il Pil pro-capite va oltre i 45.000 euro, mentre dove scende sotto i 13.000 euro, la quota arriva al massimo al 3%.”

    può essere.
    ma questo non mi pare un difetto della tecnologia dell’auto elettrica quanto più un problema di potere d’acquisto.

    “ha ammesso che la Macan elettrica è stata una stronzata errore”

    forse ho dati sbagliati, ma mi sembra che la Macan EV sia il 60% delle vendite del modello, e della nuova 4S EV ne parlano tutti con abbondanza di lodi.

    salto avanti un attimo che poi torniamo indietro parlando dell’unico punto su cui sono d’accordo

    “Lancia Ypsilon HF, sottolineando che nonostante le sue ottime prestazioni e un prezzo abbordabile (rispetto a quello iniziale Stellantis lo ha tagliato di brutto), gli appassionati non la considerano nemmeno per sbaglio.”

    non la considerano nemmeno per sbaglio perchè è l’ennesima 208 ricarrozzata per sostituire un modello che prima comprava la squinzietta per andare a fare l’ape con le amiche.
    ormai qualsiasi cosa esca da Stellantis è radioattiva per un appassionato.
    si sono bruciati qualsiasi credibilità sul mercato e non è con l’adesivino dell’elefante che di colpo la recuperi.

    “ne sanno qualcosa anche alla Maserati che, dopo aver investito un miliardo di euro sul progetto Folgore, ha cancellato la MC20 Folgore e non riesce a vendere né le GranTurismo né le GranCabrio a batteria, tantomeno la Grecale.”

    ne sanno qualcosa in Maserati che è praticamente fallita e non riesce a vendere niente di niente, a prescindere dalla motorizzazione, perchè hanno fatto harakiri mettendosi allo stesso prezzo di Ferrari con un prodotto inferiore e senza lo stesso valore di marchio.
    200.000 euro per una Granturismo.
    sono fuori di testa.
    il progetto Folgore è ottimo, le caratteristiche ci sono (a parte alcune cagate, ma vabbè, nessuna macchina è perfetta), solo che se gli stessi ingegneri poi la presentano dicendo “eh, vabbè, pesa tanto, ma adesso la tecnologia è questa…” vuol dire che loro per primi non hanno capito il punto e non ci credono granchè.

    e Porsche sta facendo la stessa cazzata, quando una volta la 911 era la macchina che potevi comprarti senza ipotecare la casa e con cui farti la giornata in pista e uscire per andare a prendere i bambini a scuola, ed ora chiedono 200.000 euro pure per quella.
    Taycan vendeva esattamente quanto le 718 nonostante costasse il doppio, quindi non mi pare che il problema sia l’avere un motore elettrico di per sè.

    “deve emozionare!
    E per farlo deve avere un rapporto peso/potenza decente, una distribuzione dei pesi corretta, un baricentro ragionevolmente basso e trasferimenti di carico limitati.”

    Lancia Delta Integrale (1988), da gara: 1130 kg con 295 CV = 3,83
    Tesla model 3 performance: 1830 kg con 460 CV = 3,97 con baricentro più basso e trasferimenti minori. oltre a costare 35.000 euro invece di un appartamento.
    e a me Tesla sta pure sul cazzo eh…

    per il resto, se per “emozionare” deve fare brum brum per forza a me viene in mente Paul Schmucker di Everyday Driver che quando provava la 718, bistrattata da tutti perchè “senz’anima con solo 4 cilindri” nonostante fosse più potente, più leggera, più veloce, più semplice, meno costosa della precedente, disse “Grow up! This is a great car”.
    eh.

    “Inoltre deve comunicare con il suo pilota, inviandogli informazioni attraverso i comandi e il sedile, per permettergli di stabilire un feeling e creare una sintonia. Insomma, non deve essere troppo filtrata.”

    oh, alleluja.
    su questo sono del tutto d’accordo. è da anni che dico che devono smettere di progettare le elettriche come fossero delle lavatrici.
    sull’Alfa 75 avevamo temperatura acqua, olio, pressione olio, pressione turbo, benzina, contagiri, consumo istantaneo, alternatore…
    sapevamo sempre tutto quello che stava succedendo.
    su un’elettrica… boh.
    se c’è qualcosa che non va prima vedevi una lancetta che ti dava un’idea di quale fosse il problema, adesso “critical failure. rivolgersi all’assistenza”.
    eccheccazzo.

    poi arriva Hyundai, ti fa il brum brum finto con le cambiatine simulate e tutti vanno in brodo di giuggiole. 
    e Porsche dice “eh, magari lo facciamo pure noi…” 

    • Alessandro Vai

      Caro Ugo, RS non è solo una testata tecnica ma anche di passione e questo articolo di JPM fa proprio questo, cerca di contestualizzare e spiegare una passione. Le analisi tecniche dei motori elettrici le lasciamo ad altri. Detto questo, ti rispondo su ogni singolo punto:

      – l’alto costo dell’auto elettrica è assolutamente un problema, perché viene proposta come soluzione generale e necessaria per tutti. Se è per tutti, se la devono poter permettere almeno in tanti, ma così non è.

      – Tutte le elettriche “sportive” di Stellantis hanno numeri imbarazzanti sul mercato, nell’ordine delle poche decine di unità.

      – il progetto Folgore sarà anche ottimo, ma nessuno, sottolineo nessuno, compra le Maserati elettriche, a prescindere dal prezzo.

      – la Taycan è un altro flop clamoroso, dopo il primo anno i numeri sono costantemente scesi. L’usato ha un valore residuo bassissimo e il nuovo resta invenduto, nonostante fortissimi sconti.

      Su tutto il resto, mi pare di capire che tu sia d’accordo.

      • ale

        – tutte le auto odierne costano troppo, che siano benza, diesel, gpl ev o metano. non solo le ev, tant’è che quali sono i modelli più venduti? quelli che costano meno aka dacia e marchi cinesi che stanno erodendo sempre più quote di mercato

        – tutte le auto stellantis hanno numeri imbarazzanti sul mercato, stellantis come detto da altri sopra è radioattiva, si son fatti una nomea imbarazzante e la cosa si riflette nelle vendite.

        -non sono solo le ev maserati a vendere poco, sono tutti i modelli maserati che non vendono, il 2025 è il peggior anno dal 2012 a sta parte..

      • Ugo

        Caro Alessandro, riprendo solo il tuo primo punto perchè mi sembra importante:

        l’alto costo, come detto NELL’ARTICOLO è un problema solo per le società con un basso problema d’acquisto.
        personalmente credo sarebbe più importante risolvere il problema di un’economia in cui negli ultimi 20 gli stipendi reali sono calati, prima di preoccuparsi del prezzo di un prodotto.
        l’auto elettrica è la migliore e più efficiente soluzione (proprio da un punto di vista termodinamico) al problema che abbiamo e, come ho già detto rispondendo ad altri articoli, il problema resta che a noi piaccia o no.
        ripeto: non è un problema di gusti, di preferenze, di voglie. è una necessità.
        è come una persona a cui piace tanto tanto mangiarsi i maritozzi ma gli viene il diabete.
        non è che perchè lui preferisce mangiare il maritozzo invece dell’insalata allora a posto, non ha più il diabete.
        e infine, nessuno si “deve poter permettere niente”. avere un’auto, una moto, un’aeroplano, non è un diritto costituzionale, per quanto antipatico possa suonare.
        se te lo puoi permettere e se non causi danni alla collettività, ti si dà il _permesso_ di guidarne una (infatti si chiama “licenza” di guida).
        sennò, no.
        ed è un permesso che può venire revocato in qualsiasi momento.

        quindi per favore piantiamola con le frignatine che “eh, ma a me piaceva di più il due tempi a miscela” (anche a me), “eh, ma non mi posso permettere la macchina che vorrei” (nemmeno io).

        visto che come ricordano in tanti qui il valore delle elettriche usate è scarso, beh, mi pare una buona notizia per tutti.
        la mia prima elettrica è stata una Zoe 22 kWh, 10.000 euro.
        una macchina orribile, ma tant’è.

    • Alessandro

      Sintesi perfetta!

  • Davide

    A me al contrario di qualcuno, questo articolo di Mendoza è piaciuto molto e non solo: condivido ogni singola cosa scritta. Non avrei saputo esprimere in maniera migliore e più chiara ciò che in un vero appassionato di automobilismo, questa era sta provocando in questo settore ormai allo sbaraglio che tenta di lanciare novità alla rinfusa. Fornendo i termici con linee e interni antiquati e modelli elettrici super accattivanti con interni spaziali. Vi faccio un esempio: se si mettesse un motore (ovviamente non un pure tech) su Renault 4 e 5, ne riuscirebbero a vendere tantissime…e sarebbero un successo. Stessa cosa ovviamente per Twingo. Provate a proporre questi modelli sia termici che elettrici e vediamo come vanno le vendite!

    • Davide

      Ah e dimenticavo…la cosa più importante. Il mio Re indiscusso è Akio Toyoda, lui si che sa cosa è una vera auto sportiva!! E lo sta facendo ricordare al pianeta intero. Vediamo se lo capisce anche l’Europa…e se la smette di fare la maestrina.

  • Sebio Acquaviva

    Gli odori, i rumori, le vibrazioni…ma di che parlate. Si vede che siete dei semplici giornalisti sportivi faziosi e totalmente privi di conoscenza tecnica vera. Ogni volta che leggo articoli dei vari giornali di auto mi rendo conto che a scrivere è un ex studente di ingegneria che non era capace di proseguire e ha fatto giornalismo. Perché l’ingegneria, quella vera, non è fatta di parole prive di significato fisico, parole che trovano grande diffusione in questi giornali. E lo fanno perché sanno che i loro lettori ne sanno ancora meno e si abbeverano di queste fandonie prive di contenuto tecnico. Mi rendo conto tuttavia che se fossero veramente tecniche e meno faziosi non troverebbero tanti lettori, quindi continuate a dire balle in un terreno fertile.

    • Alessandro Vai

      Caro Sebio, il nostro JPM non è un ingegnere bensì un analista laureato in economia. Detto questo, a proposito di parole prive di significato, non siamo riusciti a capire la tua critica.

  • Francesco De Notariis

    L’articolo è veritiero. Le emozioni che descrive sono le mie stesse. Anch’io capii i ferraristi ascoltando il magico e incazzatissimo ( anche al minimo ) rombo Ferrari e ne rimasi stregato! Cionondimeno sono assolutamente per la transizione elettrica per ragioni contingenti di sostenibilità del pianeta. Stiamo sparando in atmosfera quello che la natura ha messo sottoterra milioni di anni fa. Le auto sportive in fin dei conti son solo giocattoli ….

  • Morgan

    A questo punto metterei Dirprè in Formula E che fs pure rima!
    Come slogan ci sta da urlare a bordo pista.
    nel tal caso parlerebbero del E prix per anni tra condotta in pista (che di piste ne sa eccome) e casino nei paddok a non finire magari qualcuno se li filerebbe di sicuro

  • Jack

    Innanzitutto grazie di non aver paura di dire quello che pensate; vi ho scoperto da poco (purtroppo) ma vi leggo sempre con grande interesse.

    Siamo certi che sia giusto dare la colpa della mancanza di sportività al powertrain? A mio avviso il problema è che ormai le auto sono studiate da comitati per massimizzare i profitti, dando luogo a progetti generalisti e senz’anima che non rispecchiano nulla di ciò che viene propinato ai potenziali clienti dal dipartimento del marketing di turno.

    Questo problema è trasversale e affligge anche le auto a combustione, ed è aggravato dalla presenza inevitabile di telai grossi e pesanti, elettronica invasiva, e numeri da capogiro che rimpinzano la scheda tecnica, ma nella pratica non giovano a nessuno. Le auto “sportive” dovrebbero essere immediate (nel senso proprio del termine), semplici, leggere, e anche un po’ scomode, tutti termini che vengono visti come il male assoluto da chi deve vendere il prodotto, dato che lo rendono inevitabilmente di nicchia.

    Purtroppo dati i costi di sviluppo sempre più elevati e il fatto che i grossi gruppi automobilistici sono fondamentalmente in mano al mercato finanziario (i.e. l’obiettivo non è più fare auto, ma massimizzare i profitti), temo sia difficile vedere un’inversione di tendenza. Riuscite a immaginare STLA che si mette a produrre in serie la Opel Manta GSe? Roba da pazzi per le attuali condizioni del mercato (purtroppo)!

    Speriamo che Mazda riesca a portarci una nuova MX-5 degna di tale nome e che progetti come la GT86 non cessino di esistere in futuro, sia che progetti elettrici potrenzialmente interessanti come la Caterham Project V e la SSC SC-01 vedano la luce e trovino un mercato.

  • Alberto

    Perfettamente d’accordo con l’articolo. Chi preferisce l’elettrico libero di comprarselo. Ma aggiungerei all’articolo, si dovrebbe smettere di incentivare auto private utilizzando denaro anche di chi l’auto non ce l’ha. Ci sarebbe un lungo discorso in merito, giusto per chiarire chi effettivamente ci guadagna.

  • Capri

    Tutti quelli che sostengono la “sportiva” elettrica dovrebbero farsi un giorno a Maranello paese, scegliersi la sportiva a motore a scoppio che preferisce e noleggiarsela per mezz’ora, non di più perché crea dipendenza, e capire la differenza. Forse apriranno gli occhi e mente.

  • dario

    condivido pienamente tutto l’articolo, sono solo dei bussolotti elettrici senza futuro alcuno. per intantro tiene il marchio BYD (BYD,one) ma tutta la gente che ha comprato quei bidoni e bidincini fgra qualche anno dovranno fare i conti con il…mercato dell’usato o del ferrovecchio.

  • Aldo Varrica

    Ottimo articolo. Finalmente qualcuno spiega, come molte definizioni di sportività, siano figlie del marketing e della generalizzata ignoranza tecnica dell’acquirente medio delle auto.

  • Gianluca

    è un editoriale e come tale va inteso: espone la legittima opinione (non verità eh, opinione!) di chi lo ha scritto. Non mi soffermo su questo, l’ho letto comunque volentieri, anche se condivido poco alcune delle opinioni espresse.
    Quello che mi permetto di consigliare è di fare attenzione a certe premesse che guardano ai famosi “trend”, alla lettura di certi dati ecc. bisogna fare molta attenzione ad appiattirsi su letture proprie del nostro microcosmo europeo (tantomeno di quello italiano che è ancor più piccolo e insignificante sia come vendite che come produzione) che, da molti decenni, non è più il centro del mondo ma sempre più una periferia minoritaria. RS ci ricorda, e a noi appassionati piace tanto anche per questo, un passato che è stato ma che dobbiamo essere onesti con noi stessi: non tornerà mai più. Che ci piaccia o no l’automotive è un settore che è esploso a livello globale, semplicemente è cambiato il mondo e i numeri quindi vanno guardati tutti. Nessuno si senta offeso, ma giudicare il mondo esclusivamente in base alla propria esperienza personale è una delle manifestazioni tipiche dell’analfabetismo funzionale.

    con immutata stima

  • roberto crovetto

    sono un ing. elettrico con 40 anni di esperienza di motori elettrici e inverter nell’industria. QUindi non posso essere accusato di essere di parte. Nel contempo appassionato da sempre di motori, ho costruito la mia prima moto da cross 50 anni fa. Questo per dire che la mia visione potrebbe essere obiettiva.
    Il mtore elettrico regolato elettronicamente incarna i sogni bagnati di ogni ingegnere, ha una curva di coppia che e’ sostanzialmente una riga orizzontale, fin dal primo momento. Puo’ rigenerare, non serve cambio e frizione, non deve tenere il minimo, insomma, confrontato a un motore a scoppio e’ come un F35 rispetto a un me109.
    Detto questo, io posso agire sulll’invertere VOLENDO per avere una erogazione tipo caterpillar, oppure tipo formula 1, tiro in basso, in alto, a meta’, come mi pare.
    perche’ ho scritto VOLENDO? perche’ questi trucchi servirebbero solo a dare personalita’ a un motore che non ne ha.
    La personalita’ e’ l’imperfezione, e’ quella caratteristice di erogazione che e’ tipica delle diverse configurazioni a scoppio, del numero di cilindri, di quanto e’ “tirato” il motore, quando entra in coppia, quel qualcosa che te lo fa sentire vivo e dotato di personalita’. Il rumore, persino le vibrazioni. Aspettare i giri giusti, sapere come risponde. TUtto questo e’ l’essenza del motore imperfetto ma che da’ emozione perche’ lo sentiamo come dotato di carattere suo.
    Ecco, si puo’ giustissimamente parlare di peso, di handling, ma quello che ho descritto e’ scientificamente inquantificabile ma e’ quello che da’ il gusto di un motore imperfetto rispetto a uno “troppo” perfetto. Spero di essermi spiegato.

    • Fede

      caro Roberto, mi fermo a questa tua bella frase:
      Il mtore elettrico regolato elettronicamente incarna i sogni bagnati di ogni ingegnere, ha una curva di coppia che e’ sostanzialmente una riga orizzontale, fin dal primo momento. Puo’ rigenerare, non serve cambio e frizione, non deve tenere il minimo, insomma, confrontato a un motore a scoppio e’ come un F35 rispetto a un me109.

      Davvero la passione vera è quella che rigetta la tecnologia?
      Il vero cambio è quello manuale o un doppia frizione che non ti fa staccare le mani dal volante ed è talmente veloce che in pratica si ha la sensazione di una spinta che non si interrompe?
      Un buon motore è un vecchio turbo con un lag imbarazzante e una gestibilità discutibile o un moderno sovralimentato, magari con turbine azionate elettricamente, che regala una cavalleria impensabile 20 anni fa?

      Se la propulsione elettrica ha questo potenziale da “wet dream” perché invece di bistrattarla a prescindere non se ne fa una disamina onesta, dopo una prova altrettanto onesta?

      Ricordo l’articolo del Direttore dopo aver provato la Tesla, pur essendo di parte era molto più oggettivo e soprattutto si basava su un test drive e non su luoghi comuni.

      La passione per la meccanica e la tecnologia non dovrebbe avere sapore di tifoseria calcistica o fede religiosa, a mio avviso.

      • Alessandro Vai

        Fede, la risposta a tutte queste tue domande si può sintetizzare in questo modo: non è detto che la tecnologia più efficiente sia la più emozionante. Il cambio ne é un’ottimo esempio: se mi devo divertire e provare piacere nella guida, preferisco mille volte un manuale rispetto a un doppia frizione, perché mi richiede più impegno e perché mi pone in collegamento diretto con la meccanica dell’auto.

        • roberto crovetto

          questo e’ il succo. La tecnologia piu’ perfetta non e’ detto che procuri emozioni. Andiamo indietro nel tempo e facciamo un po’ di filosofia. PErche’ e’ nata l’automobile e pure la moto? per portare una persona e merci da A a B. La stessa cosa che fa un treno, una nave, un aereo. Uno scopo preciso, un “attrezzo” , come la lavatrice serve a lavare.
          Ebbene, per quale motivo auto e moto poi sono diventate anche attrezzi ludici? perche’ agli inizi per dimostrare la superiorita’ tecnologica si fecero subito gare , finalizzate a dimostrare la qualita’ del prodotto. SIa chiaro, anche i treni, le navi e gli aerei hanno avuto le loro gare e i loro record, tecnologici e prestazionali. Il famoso nastro azzurro per le navi era ultra ambito e per i treni i record di velocita’ erano orgoglio.
          Ma auto e moto sono oggetti di massa. Ed ecco perche’ e’ nato lo sport motoristico.
          Ora, torniamo un attimo al “via”. Se la tecnologia arrivera’ a una auto totalmente autonoma , dopo essere partiti che la auto era un oggetto per andare da A a B, si completera’ il giro come col monopoli e si tornara’ a un oggetto cosi’ “perfetto” che ci portera’ da A a B come oggi fa un treno, senza che lo guidiamo, e col vantaggio che ci fermera’ esattamente davanti a casa mentre leggeremo il giornale. La perfezione del concetto : ti porto da A a B col mnmo sforzo e la massima efficienza.
          Ma allora lo sport motoristico e’ destinato a scomparire, perche’ l’uomo diventa uguale a una merce trasportata. Ecco perche’ un veicolo dove l’uomo deve dare contributo e ricevere emozioni puo’ essere sportivo. L’altro e’ perfetto ma non sara’ mai sportivo nel senso del termine.

        • Fede

          ok, prendiamo pure per buono che sia più emozionante premere la frizione togliendo il piede in appoggio e cambiare manualmente marcia lasciando la presa sul volante con la mano destra: vogliamo però ammettere che il cambio manuale nel 2026 è un vezzo da nostalgici e che le auto più prestazionali hanno senso solo con un automatico? Mi risulta se non sbaglio che da almeno 10 anni non vi siano Ferrari manuali a listino, e credo che stiamo parlando del marchio sportivo per eccellenza.
          Di passione ed emozioni possiamo discuterne fino a domani, ma occorre anche essere oggettivi ed evitare i luoghi comuni.

          • Alessandro Vai

            Dici di evitare i luoghi comuni e poi citi Ferrari come marchio sportivo per eccellenza. Se sicuro di questa categorizzazione? Ferrari è sempre più un marchio di lusso e la scelta di abbandonare l’automatico, per loro stessa ammissione, è stata motivata sostanzialmente da tre ragioni: facilitare l’esperienza cliente, abbassare le emissioni, aumentare il controllo delle prestazioni attraverso l’elettronica. Quindi, ecco che torniamo alla differenza tra un’auto sportiva e un’auto veloce. Le due cose non vanno sempre di pari passo, allo stesso modo delle emozioni, che non hanno per forza a che fare con la velocità. Sempre a proposito di Ferrari, per esempio, nella prova della Amalfi che puoi leggere qui su RS ho criticato apertamente lo sterzo, che è molto lontano dall’essere come dovrebbe, perché molto filtrato e assolutamente non comunicativo. Il contrario, insomma, di come dovrebbe essere su una vera auto sportiva.

  • Gianmarco Manfredini

    Penso che si saranno dette le stesse cose quando si è passati dal cavallo ai cavalli vapore…qualcuno sentiva nostalgia della puzza di cacca di cavallo…

    • Luigi

      Lo stavo per scrivere 🙂

  • Carmelo

    Ma soprattutto le classiche opportuniste non ti sentono arrivare con l’auto elettrica il brumbrum attira il pelo si sa

  • Paolo Falbo

    Il problema non è tanto il pensiero personale, ma il soggettivo fatto certezza. Chi pensa diversamente è un coglione. Questa è la grossa di un articolo nostalgico carico di livore verso l’elettrico, che non si riesce a capire. Anche chi andava cavallo ha odiato le macchine, perché il cavallo da si vere emozioni e non una scatola che fa tanto rumore.

  • Sebastiano

    È come leggere un nuovo vangelo.Da anziano automobilista concordo : nel futuro, passata la sbornia, ci sarà posto per le citycar elettriche soltanto.Saluti.

  • Emiliano

    Ora come ora è possibile costruire una Roadster commerciale sotto i 1000kg. Quindi, sì le auto sportive elettriche esistono, sono costruibili, e se fatte bene vendono.

    • roberto crovetto

      ecco, si e’ parlato della differenza tra auto sportiva e auto veloce. Amo le auto e pure le moto, e su queste ho 50 anni di esperienza.
      Una moto (molto piu’ di una auto) puo’ essere tanto piu’ sportiva, godibile, divertente, tanto piu’ e’ leggera.
      Ho cambiato miriadi di moto nella vita, ultimamente ho un paio di Bmw boxer 1200, e mi son tolto lo sfizio di comprare un zanzarino di kawasaki 300 . Ebbene con quest’ultima ho ritrovato il sorriso della guida col coltello tra i denti, il cambio usato freneticamene per tenerla in coppia, le manovre violente. In ambito auto sarebbe come dire una mx5 vs una tesla . La seconda va il triplo numericamente, ma l’altra ti diverte anche a 70 km/h su un passo di montagna. perche’ il divertimento alla guida e’ proporzionale all’impegno, e quindi tutto cio’ che ti sgrava da un impegno ti fa andare piu’ veloce, ma toglie “merito” alle tue risorse.
      PEr esemplificare, se un controllo di trazione mi cnsente di spalancare anche se sono un incapace, andro’ piu’ forte e piu’ sicuro, ma di “mio” non ci metto nulla. Il divertimento della guida sportiva e’ “interpretare ” il mezzo con le proprie capacita’.

  • Paolo

    Per divertirsi con tutte le buone vecchie sensazioni è sufficiente tornare sulle vetture degli anni 80, dove la meccanica era pura e i carburatori dettavano legge. La guida era decisa dal pilota e dalla fortuna, non dall’ elettronica, ed il sound era magico.

  • GENTILE VITTORIO

    Articolo per l’uomo del ventesimo secolo, il futuro sarà altro.

  • Maurizio Mattaboni

    Signori, vi amo.

  • Andrea Pittalis

    Il primo ricordo che ho di quando da bambino sono andato a vedere una gara a Vallelunga è quello del silenzio della strada alle 8:30 del mattino squarciato dai V8 della 360 Modena e dal 6 cilindri della 911. Uno dei ricordi più indelebili è l’urlo del V10 Judd del prototipo di Durango che alla 6 ore preparava la Le Mans dell’anno successivo, un motore che faceva vibrare le gradinate in marmo e che mi ha fatto fischiare le orecchie per i 4 giorni successivi. A me l’idea dell’elettrico non dispiace, per andare in ufficio va benissimo, tanto non supero i 60 manco per sbaglio grazie al traffico di Roma, ma in pista voglio provare le emozioni descritte sopra

    • Paulo

      Bravo! Complimenti! Ottimo commento!

  • Stefano

    Non so se ridere o piangere: ogni volta che si fa una qualche critica alle auto elettriche si alzano scudi e forconi in loro difesa.. anche quando queste non vengono attaccate in toto ma semplicemente si fa notare che forzare un aspetto non loro (la sportività) è sterile e fine a se stesso (lo dice il mercato e lo dicono le varie Case che fanno retromarcia una dopo l altra sul full elettrico..)

  • Luca

    Mamma mia quante pippe mentali su questi commenti, santo iddio un auto termica ed elettrica sono 2 cavolo di prodotti completamente diversi per esigenze diverse. Ci sono molte persone che hanno il bisogno di avere determinate tipologie di emozioni dal loro mezzo a 4 ruote, odori, vibrations, engagement. Altri che ne cercano altre. Mi sembra irrispettoso oltretutto non inclusivo darci addosso, la sportività elettrica è un ossimoro ragazzi, magari da appassionato posso apprezzare un EV per molti aspetti ma non per le emozioni o esperienze alla guida

  • Rudi Caldesi

    Bravi! Sono con voi! 

  • Paulo

    Dopo aver letto tutti i commenti, sono meravigliato dal fatto che: alcune persone, abbiano scritto opinioni che collidono con lo spirito di RS. Secondo me, siamo tutti qui, perchè siamo gente che è appassionata della vecchia tecnologia termica, e perchè cerchiamo di tenere in vita (finchè sarà possibile) la passione per le emozioni che i mezzi a motore ci hanno regalato fino ad ora. L’articolo, a mio guidizio, è abbastanza chiaro; l’elettrico non riuscirà ad eguagliare la sportività dei vecchi motori termici.
    Se poi, si vuole discutere di mobilità, inquinamento, fruibilità, tecnologia, non penso che RS sia il luogo adatto. Le auto elettriche di oggi, potranno essere veloci, prestazionali, tecnologiche, all’avanguardia, etc, etc, etc, ma non hanno niente di sportivo (per ora).

  • Ottavio

    Grande articolo! Pregno di sacrosante verità, almeno per chi ama i motori veri.
    Finalmente un’analisi tecnica seria. La sportività automobilistica è un sistema complesso (massa, gestione termica, continuità prestazionale), e ridurla allo 0-100 è una semplificazione fuorviante, soprattutto se alla quarta/quinta accelerata vedi ridurre drasticamente l’autonomia della batteria

  • Salvatore Lavitola

    Giusto x farvi capire xchè il futuro è elettrico!……….All’inizio la formula 1 era a combustione, poi è stato affiancato 1 motore elettrico adesso sono 2 elettrici e 1 a combustione in futuro la Formula 1 sarà full electric!

    • Mech

      Dubito fortemente.
      Nell’articolo c’è scritto, la Formula Elettrica esiste già e non raccoglie lo stesso consenso, io sono della stessa opinione.

  • Massimo Malavasi

    Ottima analisi, compresi gli epiteti ma spiegata con fatti reali e documentabili. Volare senza rumore è una caratteristica degli uccelli ma trasferire queste sensazioni sulla strada rimane ancora nei sogni. Anche i maratoneti “sentono” la strada con il rumore dei passi. Continuate così…

  • Marco

    Articolo troppo categorico (ma che bello leggere una rivista che scrive ancora articoli
    categorici!) Io sono vecchietto e ricordo quando, circa 40 anni fa, dicevamo che una sportiva non poteva essere catalizzata; e poi, qualche tempo dopo, che mai avrebbe avuto il cambio automatico.
    I tempi cambiano, apprezzeremo anche le sportive elettriche.
    E poi: sono pesanti? Si, ma guidiamo sportive termiche da oltre 2 tonnellate e non ne facciamo una tragedia.
    Non fanno bruum, è vero, ma questa è una questione di gusti, c’è del bello nel termico ma anche nel l’elettrico.
    Piuttosto concordo che l’elettrico sdogana i 1000hp per tutti, ma questo non vuol dire che le auto si distingueranno solo per gli interni, tanta potenza non vuol dire per forza bella guida, c’è assetto e assetto e qui che Ferrari deve riuscire a dire la sua. Del resto se tutti hanno 1000hp non sono più un fattore
    Determinante per l’acquisto.

  • Francesco Paolo Ausiello

    Articolo prossimo a delirio

  • MASSIMILIANO

    BELLA LI, UNA SOAPBOX E’ PIU’ EMOZIONANTE!
    A PROPOSITO, A QUANDO UN ARTICOLO DEDICATO? 🙂 E STATE TUTTI CALMI

  • Stefano Maroso

    Il problema e’che l’auto elettrica e’stata pensata inizialmente come soluzione green soprattutto nelle grandi città.Elon Musk ne e’ il rivoluzionario che ha pensato che un ‘elettrica per vendere deve essere prestante e accessibile alla massa.E le sue tesla (ho la model 3 e ne sono orgoglioso) sono il perfetto connubio tra potenza e auto familiare.Puo essere sportiva ma al tempo stesso ci fai lo spesone e ci vai in vacanza.Il casino e’venuto fuori col green deal e le case automobilistiche piegate dalla logica che tutto deve essere elettrificato.A parte che in Europa il costo di produzione e’ maggiore e le city car costano troppo rispetto alla Cina,ma le sportive prestigiose come Ferrari,Porsche,Lamborghini tali devono rimanere,sono impensabili in altro modo.Gia il fatto che Tesla e’nata elettrica e non da una linea convertita e così come tante marche Cinesi al limite una sportiva e deve nascere come tale e non provenire da una situazione sempre stata endotermica.

  • Hai detto tutto te… Una cagata di ovvietà una dietro l’altra

  • Rosario

    L elettrico e un errore colossale anche il mercato dell’usato ne risentirà chi comprerà mai un auto elettrica usata poi avremo fra un po’ di anni macchine intere da smaltire con batterie ko sono d’accordo sull articolo ma il discorso va ampliato a tutte le aut9

  • Cristiano D. F.

    Condivido l’articolo, parole sante, ho avuto una golf gti 1.6 del 1979 ed era per me magica anche se imperfetta, ma era perfetta per me, mi dava tante emozioni che diverse auto oggi non fanno anche se bellissime

  • Federico Allegretti

    Anche a me piacciono i treni a vapore.

  • Nalin Silvano

    Purtroppo c’è gente come lei che ragiona con lo stomaco anziché con la testa. A me diverte guidare senza rumori stupidi nonché dannosi ed inutili. Faccia lei

    • Gianluca Oppo

      Io mi diverto molto ma molto di più con l ‘elettrica. Purtroppo gli uomini non accettano i cambiamenti, quando inventarono l ‘automobile la gente diceva che mai nessuna cosa avrebbe sostituito i cavalli ed invece…

    • Mech

      Il fatto che ci sia gente che ama gironzolare su strada nel totale silenzio cosa c’entra con un articolo che parla di sportive che danno emozioni?
      State confondendo la guida di tutti i giorni che, si, è ottima grazie alle qualità delle EV, con la guida sportiva, in pista, con un motore termico dietro la schiena che scalcia e urla come un demonio, poca elettronica a fare da filtro e tanta meccanica a restituire le informazioni essenziali.
      Sono due cose ben diverse, c’è scritto. 😉

  • Angelo

    Tenete per voi gli 0-100km/h fatti in totale silenzio, continuo a preferire le mie MX5 1.6 e Civic EG6.

  • Simone Costantini

    Trovo che il giornalista che ha scritto l articolo sia bravissimo. I miei complimenti per la chiarezza e lucidità di analisi ed anche per il linguaggio utilizzato!

  • Lazzaro Pierfrancesco

    Bell’articolo. Condivido tutto

  • Ciro

    Solo un idio… Più scrivere tante scem… In un articolo che di tecnico ha il contenuto di un libro di favole! Un chiaro esempio di chi non capisce nulla di tecnica, fisica, meccanica, ecc. Uno che deve “sentire” rumori, vibrazioni, ed altre idiozie inutili e dannose in termine tecnico su un motore in termini di prestazioni, sprechi, rendimento e logiche prestazionali! Insomma discorsi di vecchi rincoglioniti che non capiscono nulla!

  • Luigi

    Spero cogliate la sintesi di ciò che comporta un bel “E QUINDI??” come risposta al vostro articolo.

  • Michele

    Tutto vero, se… andate in pista per un track day (magari con delle semislick e un minimo di assetto). Se invece guidate su strada… behh state disquisendo sul sesso degli angeli. Ve lo dico da appassionato che guida un’auto da 600 CV.

  • mauro maccagnani

    da ingegnere credo sia possibile fare un mezzo sportivo, le batterie hanno vantaggi terribili sull’accelerazione e potenzialmente sulla stabilità se messe il più possibile in basso. io ho guidato diverse stradali elettriche e mi piacciono, accelerazioni brucianti, nessun rumore (a me il rumore non piace più a quasi 70 anni, a 20 lo adoravo). si devono passare due problemi, più batterie metti per l’automia più pesano e il consumo smodato ad alte velocità. una sportiva non può essere “raccomandata” al 110 kmh per poter tornare a casa. quindo o citycar brillanti con poca autonomia o ibride stile la nissan che ricaricano solo le batterie col termico. poi se come dicono ogni 6 mesi usciranno nuove batterie che pesano meno, contengono più energia e si ricaricano in 20 secondi <> allora sarà facile. cosa che finora è uscita nei commenti solo sotto traccia ma caricare un’elettrica ad ala velocità – oltre che rovinare le batterie (vedi la fisica) costa più che la benzina

  • Giovanni Di Giusto

    Certo che l’emozione di cavalcare liberi e poter superare ostacoli sarà sempre insuperabile.
    Il rapporto che si crea tra uomo e animale è unico.
    Parliamo di cose diverse e inconfrontabili; il cavallo, i motori tradizionali e quelli elettrici sono mondi diversi, ma possono e devono coesistere e possono dare diverse emozioni.

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