Avvertenza: questo è un articolo da leggere a stomaco vuoto.
Purtroppo, alcune delle automobili che state per vedere sono talmente brutte da poter creare facilmente problemi alla pancia.
Quindi, occhio! E poi non dite che non vi avevamo avvisato.
State ancora leggendo? Siete pronti?
Bene, iniziamo a parlare della tremenda stagione delle coupé-cabriolet!
Partiamo dal presupposto che guidare con il vento tra i capelli va sempre meno di moda, tanto che i modelli a cielo aperto sono diventati una rarità. Ma questo ha a che fare con un cambiamento di costume e di utilizzo delle auto, che in questa sede ci interessa fino a un certo punto.
Ci limiteremo a dire che nel 2004 in Europa erano state vendute 476.000 vetture a cielo aperto, mentre nel 2019 il totale era tracollato a 163.300 unità. Non abbiamo numeri aggiornati ma immaginiamo che lo scorso anno siano scese tranquillamente intorno alle 100.000, o forse anche sotto.
Come mai? Ce lo spiega l’analista Ian Fletcher: “Ovviamente cabrio e spider sono sempre state un genere di nicchia a causa della loro ridotta praticità. Anche le idee più romantiche si scontrano con una realtà fatta di troppo caldo o troppo freddo, vento oppure puzza di gas di scarico”.
Scomodità, insomma, che solo i puristi sono disposti ad accettare.
Dunque proprio da qui è nata l’idea delle coupé-cabriolet, ovvero avere un’auto con i vantaggi di una spider ma con il comfort di una coupé.
La Peugeot ci aveva già provato nel 1934, con la 402 Eclipse, una coupé con un baule talmente grande da poter ospitare l’intero tetto rigido. Poi, però, dopo un paio d’anni ci aveva rinunciato visto che, in sostanza, nessuno la comprava.
La stessa cosa era successa nel 1957, ma dall’altro lato dell’Atlantico, quando Ford aveva portato sul mercato la Fairlane 500 Skyliner. Si trattava di un barcone lungo 5,35 metri con quattro posti (i due posteriori molto striminziti) e una coda sterminata, necessaria per alloggiare il tetto in metallo divisibile in due parti, che peraltro occupava tutto il bagagliaio. Il meccanismo elettrico, peraltro, era molto complicato, con ben sette motori elettrici e una lunga serie di relé, solenoidi e bloccaggi. Di conseguenza anche l’affidabilità di tutto il sistema era precaria. Infatti alla fine del 1959, dopo meno di 50.000 unità vendute, fu ritirata dal mercato.
Così arriviamo ai primi anni Novanta, quando, complice l’evoluzione della tecnica, qualcuno ha pensato di riportare in auge il tema del tetto rigido retrattile e l’ha fatto in un prototipo.
Indovinate chi?
Sì, ancora una volta l’azienda regina delle occasioni perse.
Sì, l’Alfa Romeo.
Immagino che la maggior parte di voi si ricorderà della 164 Protéo per la sua trazione integrale Q4, che poi sarebbe finita sulla 164 di serie, per la versione a 4 valvole per cilindro del 3 litri V6 “Busso”, o ancora per le quattro ruote sterzanti e per aver ispirato lo stile della successiva GTV. Ma in quanti ricordavate del suo tetto rigido in cristallo ripiegabile in due parti?
Nel marzo del 1991 la 164 Protéo fu mostrata al Salone di Ginevra, ne vennero realizzati tre esemplari (l’unico di cui si ha ancora traccia è al Museo Alfa Romeo di Arese) e ne venne annunciata la produzione in una serie limitata di 2.000 esemplari.
Poi i dirigenti del Gruppo Fiat annullarono tutto, sostanzialmente perché temevano di non farci abbastanza soldi.
A Stoccarda, invece, non avevano paure del genere e iniziarono a lavorare sulla futura SLK, partendo dal telaio della neonata Classe C (W 202) e accorciando il passo di quasi 30 cm. Al Salone di Torino del 1994 fu mostrato il primo prototipo (grigio), senza svelare ancora il meccanismo del tetto, mentre cinque mesi dopo, al Salone di Parigi, fu mostrato il prototipo evoluto (viola), stavolta con il meccanismo del tetto.
Infine, nel 1996, sempre al Salone di Torino, Mercedes-Benz presentò la versione di serie della Sportlich Leicht Kurz, cioè “sportiva leggera a passo corto”. Essendo lunga 3.995 mm, la SLK era la prima Mercedes nella storia a rimanere sotto i 4 metri di lunghezza, anche se questo record sarebbe stato battuto di lì a poco dalla Classe A che si fermava a 3,57 metri.
La SLK era stata disegnata dal mitico Bruno Sacco con la consulenza dello specialista Karmann e il risultato era davvero apprezzabile. Osservandola a tetto aperto nessuno avrebbe potuto presupporre la presenza di una capote rigida e anche il Cx di soli 0,33 era davvero ottimo. I designer, in pratica, erano riusciti a non appesantire troppo la coda dell’auto, perché naturalmente il tetto e il suo meccanismo occupavano molto più spazio di una normale capote in tela.
Peccato che la maggior parte dei loro emuli non sia stata così capace…
I primi a seguire la strada tracciata da Mercedes furono i francesi di Peugeot, forse per via di un impeto di orgoglio nostalgico nei confronti della 402 Eclipse.
Immagino i dirigenti in sala riunioni, in un coro di “oh là là”, “parbleu”, “c’est pas possible” e pernacchiette varie (quelle che solo i francesi sanno fare) mentre si stupiscono di come i tedeschi abbiano osato rubare la loro idea. Vabbè…
Insomma, il risultato di tutto questo è la 206 CC, che alla fine non è niente male ma in cui si iniziano già a intravedere i sintomi del virus che poi si diffonderà in praticamente tutte le coupé-cabriolet, quello che ha portato a disegnare i posteriori più sproporzionati e sgraziati che si siano mai visti. Si, perché dalla 206 in poi è nata una specie di moda, per la quale praticamente ogni costruttore voleva avere a listino una coupé-cabriolet, non importa da quale modello fosse derivata.
E se la SLK e la 206 CC sono state comunque dei successi commerciali – la prima è stata prodotta in oltre mezzo milione di esemplari e la seconda quasi in quattrocentomila – lo stesso non si può dire della maggior parte della coupé-cabriolet che sono arrivate dopo. Anzi, molte sono andate così male che la produzione è stata interrotta prima del tempo.
Perché? Ce lo spiega di nuovo l’analista Fletcher:
“La domanda era molto più debole di quanto i costruttori sperassero e per le aziende è stato impossibile proseguire, anche anche perché SUV e crossover erano già molto più redditizi”. Di quest’ultimo tema, che ha portato anche alla scomparsa delle sportive popolari, avevamo già parlato qui, ma per avere un’idea più chiara, basta guardare un marchio di massa come Volkswagen, che per un certo periodo ha avuto a listino ben tre cabriolet, non per forza col tetto rigido: la Eos, la Golf e il Maggiolino. Oggi sono sparite tutte, sostitute dalla T-Roc Cabrio, che peraltro è a fine ciclo di vita e non verrà sostituita. Del resto è inutile produrre auto che la gente non vuole.
Tornando alle nostre coupé-cabriolet, la galleria degli orrori è davvero lunga. Sono arrivate su strada automobili che, se guardate di profilo, si fa fatica a capire quale sia il frontale e quale il posteriore, molte di loro particolarmente sproporzionate proprio a causa dello spazio necessario per ripiegare il tettuccio.
È difficile stabilire quali siano state le coupé-cabriolet più brutte e inguardabili, perché la concorrenza è forte. Anche un brand che gioca in un altro campionato come Ferrari ha contratto il virus e ha realizzato prima la California e poi la Portofino. Meno male che poi ha preso l’antibiotico ed è arrivata la Roma Spider.
Così, vi metto qui sotto una bella carrellata di coupé-cabriolet, alcune ben riuscite (es. la Z4), altre decisamente meno. Del resto se siete arrivati a questo punto vuol dire che siete forti di stomaco.
Bene, a questo punto non vi rimane che ordinare Di Brutto vol. 7 che vi riporterà senza dubbio il buon umore!
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Beh dai, la California è bella, come anche SLK, la serie 3 e la Z4, passabili 206 Focus e Eos, inguardabili le altre…
Gentili .Proprio non ci siete in fatto di auto ,mutabili e libertà ; nulla di più bello di una convertibile dalla Micra cc alla California .Il brutto sono tutti quei cassoni di suv e similari che invadono paesaggi e città ,mostri non vedenti dell,universo. P.S. Articolo ben documentato e belle immagini .
Avete tolto 20 anni di anzianità alla 206 CC?
non concordo con larga parte dell’articolo. Ho una volvo c70 ed e’ la machina piu’ versatile che abbia mai avuto, ampio bagagliaio, linea piacevole, 4 posti comodi . Se la critica e’ alle linee concordo che molte sono sgraziate, ma altre sono piu’ che azzeccate, come le bmw serie 3 e z4, come la non citata mercedes sl r230-231 . E se una capotta in tela dopo 10 anni e’ da buttare, una CC come la mia dopo quasi 20 e’ come nuova.
Ho avuto la 206 cc, e ancora mi chiedo a cosa servissero quei maniglioni sul cofano posteriore, immagino per attaccare un portapacchi…forse non era la piu brutta del lotto, la tz3 faceva venire la cataratta, la focus l orticaria, l slk sempre stata bella, ma il portafoglio non poteva!!
Non sono assolutamente d’accordo alcuni modelli erano veramente bruttissimi però altre come per esempio la EOS che io ho avuto praticamente sono delle super macchine che possono andare bene d’inverno come d’estate e soprattutto la Capote non viene strappata oppure danneggiata dai vari vandali che ci sono in giro quindi ben vengano le Caprio coupé quando sono ben fatte
Alcune sono state fatte bene, come le Ferrari e la serie 3. Quest’ultima riusciva a tenere bassa la linea della coda grazie al fatto che il tetto fosse in 3 pezzi più piccoli anziché 2.
Poi ci sarebbe da citare anche la tigra twintop, la renault wind. LA RENAULT WIND.
Persino la MX-5.
esattamente , anche la mia c70 ha il tetto in tre pezzi per quel motivo. Di sicuro e’ molto complesso, ma realizzato in maniera superba tecnicamente. Dove han voluto per economizzare fare la cabrio 4 posti col tetto in soli due pezzi la linea e’ diventata sgraziata, esempio lampante la peugeot 308 cc
Perfetta analisi esaustiva di una moda che peraltro ancora una volta ha messo in luce che chi ha capacità e buon gusto vince e vende vedi SLK e206, gli altri restano a guardare.
Ma che lunga serie di idiozie. A parte che il giudizio estetico è comunque soggettivo e che automobili definite pessime esteticamente poi sono diventate delle icone una fra tutte la multipla della Fiat soprattutto la prima serie, ci vuole veramente una buona dose di snobismo gratuito a definire una California o una Portofino un obbrobrio. Altra fesseria che denota che chi scrive non ha mai guidato un cabriolet è l affermazione che siano schiave del meteo o soggette ai caprici dell ambiente. Basta chiudere il tetto e diventano delle perfette coupe’ a maggior ragione se dotate di tetto un lamiera. Avrebbe avuto un senso parlare di aumento di peso su una coupe’ sportiva ma cio’ avrebbe presupposto un minimo di competenza. Saluti.
Condivido. Da fiero possessore di Maggiolino td posso dire di aver letto alcune assurdità. Oramai chi scrive non ha un minimo di preparazione. E non solo nel campo automobili che è poca cosa.
Non si capisce perché mettere nella galleria di auto coupé cabriolet sgraziate (ne fecero molte ahinoi) un modello disegnato magistralmente come la z4. Ma anche la c70 era armoniosa: nulla a che spartire con la 306 cc e altri aborti. Prima di fare occorre pensare.
La Z4 E89?
È una macchina della Madonna… Dai suvvia
“Anche le idee più romantiche si scontrano con una realtà fatta di troppo caldo o troppo freddo, vento oppure puzza di gas di scarico”. Che poi è quello che succede in moto dove peraltro devi pure fare i conti con la pioggia.
Concettualmente io le trovo auto intelligenti, hai una spider che all’occorrenza mette su un hard top eliminando di fatto tutti i problemi tipici della capotte compresi spifferi d’aria e -pezzi di merda- che te la tagliano. Al di fuori dei gusti per me è la praticità dei 2 posti e poco spazio per i bagagli ad averne minato le vendite. Devo comprare qualcosa di ingombrante e dove lo metto? Ho il cane e dove lo metto? Sono uno sportivo e la mountain bike/tavola da surf/bombole e roba da immersione dove la metto? Nel SUV di turno che si vende come il pane tutti questi problemi non ci sono.
P.S. Non sapevo di un T-Roc cabrio, sarà che non segue Snobwagen dato che loro e l’acquirente medio mi stanno simpatici quanto le emorroidi.
P.P.S Tenendo conto di quanto scritto sulla praticità, quante MX5 vendono l’anno? Perché poi appunto devi fare i conti con le esigenze di tutti i giorni e in un clima dove tanti, troppi contano le monetine per mangiare gli ultimi giorni del mese serve una macchina -UNA- pratica e utile per la vita reale di tutti i giorni. Il concetto chiave è questo
Articolo fatto veramente coi piedi..
Alcune eran bruttarelle, ma altre tutt’altro che brutte.
Almeno erano qualcosa di diverso, ora invece che sono tutti suv sarai contento..
vorrei senza polemica aggiungere qualcosa. Mio figlio aveva una audi A4 cabrio, al confronto con la mia C70 era fatta con i piedi. Il vano cappotta era di pezzo con la scocca per cui aveva meta’ bagagliaio sempre, sia con cappotta su che giu’. La mia C70 ha 400 litri con tetto su e 200 con tetto giu’. Aggiungo come molti sapranno che tutte le cabrio /tela del gruppo VW prodotte tra il 2005 e 2013 dopo un po’ di anni avevano il lunotto in vetro che si scollava dalla cappotta in tela. QUalunque tentativo di reincollaggio durava due mesi, auto data via dalla disperazione . Cappotta nuova 3000 euro o giu’ di li’. Infine la cappotta in tela costringe a un lunotto piccolo, con penalizzazione della visibilita’. Il tetto rigido per contro ha meccanismi complessi e pesanti e sullo sconnesso dopo un po’ di anni produce qualche scricchiolio per torsione della scocca. LA mia C70 del 2007 sulle buche e’ silenziosa come una tomba a tetto aperto e fa qualche scricchiolio a tetto chiuso. Infiltrazioni acqua zero di zero. Io rimpiango le CC, e quando vado in pensione tra 3 anni mi regalero’ una mercedes SL R230. Perdero’ la praticita’ dei 4 posti ma si vive una volta sola. Dimenticavo, anche la bmw serie 4 tetto rigido e’ bella, per me assai di piu’ dell’ultima tetto in tela con la mascherina radiatore da tamarro.
Che articolo mongoloide. La Z4, la serie 3 brutte? Magari sei un cesso proprio tu
Goditi i due centesimi e mezzo guadagnati dal mio click che saranno i primi e ultimi
Bravo, vai a leggere le riviste attuali con gli interessanti approfondimenti sull’ennesimo barcone cinese a pile.
P.s: cambia dieta, mi sa che sei allergico.
Fermo restando che sono contrario alle offese nei confronti di chi ha scritto l’articolo, a mio avviso, articolo simpatico e pieno di informazioni a me sconosciute, grazie.
La EOS aveva il tettuccio apribile sul tetto ripiegabile, quasi a non sapere cosa volere bella vita
la Eos non mi piaceva molto perche’ la linea e’ un po’ banale, ma la caratteristica del tetto era veramente unica, consentiva una scelta tra tutto aperto o intermedio. Mi associo a chi non gradisce commenti volgari od offensivi, l’estetica e’ questione di gusti e ognuno ha i suoi. Par di capire comunque che anche l’articolista fosse assai certo di una opinione che poi dai commenti non ha avuto molti riscontri. Gli orfani delle CC siamo parecchi, e se sono scomparse certamente e’ perche’ manca la richiesta, ma anche perche’ la tela costa molto meno. Ovviamente oggi ce la spacciano per piu’ “sportiva”, la realta’ e’ che in una ottica di economia le poche cabrio che restano hanno la tela e purtroppo sono pure costosissime tranne la mx5. E’ finita l’era in cui si trovavano raffinatezza e originalita’ anche senza spendere patrimoni. Oggi tutto omologato…non le distingui una dall’altra.
Beh, i motivi dietro al “bello o brutto”, che restano sempre molto soggettivi, vanno di pari passo con “l’ingegnerizzabile” e il contenimento dei costi. Una delle difficoltà maggiori del “mettere il tetto in un baule” , è che semplicemente non ci sta. I montanti A e C, hanno mediamente inclinazioni che rendono impossibile lo stivaggio della loro forma “da berlina”. Lo si capisce dall’esagerata curvatura che è stata imposta loro in tutte le CC. Idem per la forma della coda: pochissime linee si sposano bene con un “sederone” alto e inevitabilmente, a tetto chiuso, la linea risultava in media sgraziata. Le esecuzioni migliori, Bmw forse su tutte, passano attraverso lo spezzettamento in più parti del tetto, molto costoso, sofisticato e pesante, perchè si porta dietro tanti pezzi per farlo funzionare. Da appassionato di auto a 360 gradi, alcune CC sono piaciute anche a me e forse le avrei desiderate, ma in un mondo in cui sono quasi sparite persino le vetture di segmento C, i diesel e tra poco forse le SW (spero di no), cosa dovremmo aspettarci?
Solite critiche italiane di un popolo ignorante che vive criticando tutti perché falliti e pieni di se e in realtà non valgono nulla
il titolo presagiva orrori e risate, ma in realtà è stato un pò “buttato là”……sarebbero da fare considerazioni più approfondite sulla guida en plen air, sempre molto piacevole
ma preferisco vedere mille volte una micra cc che una taigo o una troc, per carità di dio almeno ha qualcosa di particolare invece di quei bidoni anonimi.
Anche gioiellini come la Daihatsu copen , che sembra la spider di paperino. Troppo bella!
Non vedo la Ford Focus cabriolet pininfarina dal 2005 al 2007 per niente brutta, anzi una bella linea
e’ presente nell’ultima carrellata
Potrei sbagliare ma nella carrellata manca la Lexus SC430
Piú che la bruttezza e la poca praticitá un bel freno alle vedite è stata la possibiilitá che il tetto si guastasse e le infinite bestemmie conseguenti.