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La TVR Cerbera Speed 12, troppo veloce per tutti noi.

Qualche tempo fa abbiamo provato una Tuscan Speed6, trovate l’articolo QUI

 

Ti Vu eRre, tre lettere che scaldano il mio cuore. Non so quanto voi sappiate della storia del marchio, ma per spiegarlo in breve, le loro auto appartengono ad un altro mondo, un mondo senza religione. È come se qualcuno avesse montato 4 ruote a belzebù.

Com’è carina con quei faretti tondi, eh? E invece sul bagnato ti azzannava: 340 cv sulle ruote posteriori, senza alcun tipo di controllo, la Griffith 500.

Il marchio nacque dalla mente di Trevor Wilkinson (TreVoR, TVR, nessun acronimo presuntuoso ed intellettuale), che nel 1947 fondò un’azienda che potesse costruire telai e componenti per auto da corsa a Blackpool, nel Regno Unito. Negli anni, la Casa ha sfornato auto davvero ignoranti divertenti da guidare, leggere e spinte da grandi motori, producendo a mano la maggior parte dei loro componenti. 

La prima TVR, la Grantura, 34 cavalli da un 997 cc Ford, classe 1958.

Tra tutte le TVR speciali di cui potremmo parlare, oggi ne abbiamo scelta una un po’ più speciale delle altre: la Speed 12. Ricordo delle fredde serate a casa, dopo aver ricevuto il permesso dei miei, passate fino a tardi davanti alla TV a guardare Top Gear e il loro discutere di questa auto come qualcosa di extraterrestre. 

Avevano ragione, e adesso vi spiego.

È il 1996, e alla sede centrale di Blackpool qualcuno propone un’idea, un’idea senza tempo che spiega la superbia dell’uomo, che è stata formulata almeno una volta nella sede di qualsiasi marchio automobilistico sportivo.

“E se realizzassimo l’auto più veloce del mondo?”

In casa TVR nacque così il progetto “Project 7/12” per trasformare quell’idea in una realtà sotto forma di vettura da competizione per la classe GT1 di Le Mans. Il nome del progetto rispecchiava il presunto motore del concept, un V12 da 7 litri, che poi però venne tristemente scartato. In favore di un V12 da a 7 litri e 7. “I bei vecchi tempi” è già stato detto? 

Chi ebbe le palle il coraggio di proporre un’idea simile? Signore e signori, Peter Wheeler, un ingegnere chimico che aveva fatto una fortuna vendendo attrezzature tecniche per l’estrazione del petrolio, ma questo non ci interessa. Peter Wheeler era un grandissimo appassionato di auto e di ingegneria meccanica, nonostante la sua applicazione in maniera poco convenzionale. Le TVR prodotte dopo la sua acquisizione nel 1981 non utilizzavano tecnologie all’ultimo grido (spesso non le utilizzavano affatto): erano automobili pure, gioiose e meccanicamente semplici. Questo, e la mancanza di aiuti tecnologici, garantiva una carattere assolutamente brutale alla guida. 

Pietro il Ruotaio, con questa famigerata vettura, voleva annientare i propri rivali: Porsche, Ferrari, qualsiasi marchio di auto sportive esistente. Scelse però di soffermarsi su di uno in particolare: McLaren e la sua F1, l’auto più veloce del mondo ai tempi, con la sua velocità massima di 386 km/h.

La foto non è in bassa qualità, è che il mondo era un po’ più sgranato negli anni ‘90.

Dunque, da dove cominciare se non dal mostro dentro l’armadio, il precedentemente citato 12 cilindri a V.

Il motore usato dalla casa, dopo il pensionamento del V8 Rover da 3.9 litri (altra leggenda automobilistica), era lo “Speed Six”, da 3.6 o da 4.0 litri in base al modello. Era un sei cilindri in linea progettato da Al Melding, tutto in alluminio, 24 valvole e doppio albero a camme, che nella sua versione di punta riusciva a sviluppare ben 400 cavalli. Ottimo per un sei cilindri degli anni ‘90, ma non abbastanza per arrivare ai 380 all’ora, figuriamoci per superarli.

Come aumentare la sua potenza? Mettendo un turbo forse, anzi due, oppure un bel compressore volumetrico, no?

Mi sa che non mi sono spiegato bene, TVR non era proprio un marchio “razionale”. E così, tra le scelte precedentemente elencate, si optò per prendere due Speed Six ed unirli in un angolo di 60°, fino ad arrivare a sette litri e sette, e circa 880 cavalli. 

Chi ben comincia è a metà dell’opera.

Il telaio era una monoscocca in acciaio tubolare con pannelli in fibra di carbonio che urlavano AUTO DA CORSA da ogni singola appendice aerodinamica. La vettura sfiorava i 1000 kg di peso, con un sorprendente rapporto potenza-peso di circa 900 cavalli per tonnellata. Mancavano circa 10 anni alla prima Bugatti Veyron, che di cavalli ne aveva “appena” 523 per ogni 1000 chili. Capito di cosa stiamo parlando?

Prima di assemblare il tutto, ogni buon ingegnere dovrebbe testare il proprio equipaggiamento. Dai, giusto per sicurezza, mettiamo il motore sul banco di prova. 

Un rumore primordiale, mai sentito prima, proprio un’auto da corsa. Se non fosse che, grazie ad 880 Nm di coppia, il motore fece saltare in aria il banco di prova. Ecco il motivo per cui parliamo solo di dati stimati. 

Attimi prima del disastro. Però, chi di voi non monterebbe un banco prova nel proprio scantinato?

Le stesse stime ci parlano di uno zero-cento sotto i 3 secondi, se riuscite a cambiare marcia abbastanza velocemente attraverso il cambio manuale a sei rapporti, e se riuscite a tenere giù il pedale oltrepasserete i 386 km/h, proprio la celeberrima cifra della F1.

Per quanto mi piaccia sognare, purtroppo niente di tutto ciò è stato accertato. Parliamo invece di qualcosa di concreto: il campionato GT1, e il suo regolamento. 

Questo maledetto regolamento causò non pochi problemi nello sviluppo della Speed 12:

  • il peso minimo richiesto di una tonnellata, quando la TVR pesava 975 kg.
  • la rumorosità massima poteva essere di 110 dB, infranta con quasi 130 dB.
  • doveva esserci un minimo di sicurezza passiva, come ABS ed ESP, totalmente assenti.
  • le appendici aerodinamiche non erano proprio conformi.

E la vendita di almeno 25 esemplari da strada, per poter partecipare regolarmente.

Subito dopo aver compreso che il campionato GT1 sarebbe stato inavvicinabile, si tentò di passare al GT2, con un regolamento meno stringente. Venne scelto come corpo vettura la carrozzeria della (all’epoca) nuova TVR Cerbera.

Carina eh? Inve

La Cerbera era una coupé a quattro posti, il terzo modello creato sotto l’impero di Wheeler, con sotto il cofano il motore Speed Six, oppure un V8 progettato proprio come un motore da corsa. Ecco, la sua carrozzeria venne posta sulla meccanica che vi ho descritto prima, per creare questo tripudio di cattiveria ed appendici aerodinamiche: la TVR Cerbera Speed 12 da GT.

Delicatissima la livrea Scania.

Dopo qualche test e qualche gara sperimentale fuori dal campionato, ahimè anche questo tentativo fu un buco nell’acqua, a causa di diversi problemi di affidabilità.

Non rimaneva che provare a salvare il progetto addomesticando la belva con una conversione ad uso stradale, per poi metterla in vendita. Ci provarono, parliamoci chiaro, solo su carta. Date un’occhiata agli interni della Cerbera Speed 12 da strada.

Occhio a non sbattere la testa quando entrate! Anche se una qualsiasi accelerazione qui dentro sarebbe al pari di una concussione.

Con “conversione a stradale” intendo aggiungere specchietti più grandi ed una targa davanti e dietro alla Speed 12 da GT2, per poi andare al pub a fine giornata. Non cambiarono neanche il nome della vettura.

Ecco quindi spiegato il seguente aneddoto: pare che una sera, Peter Wheeler prese le chiavi, accese la Speed 12 e si diresse dall’ufficio verso casa sua, una strada che conosceva come il palmo della sua mano. Una volta arrivato nella sua dimora, nonostante il tardo orario, chiamò tutto il team di sviluppo della Speed 12 e cancellò in tronco il progetto. Fine.

Non ci casco, anche senza spoiler non riesce a mimetizzarsi con la civiltà.

“troppo pericolosa per l’uso stradale” disse Wheeler, e aveva ragione. L’auto da strada non aveva alcun tipo di assistenza alla guida, né ABS nè ESP, nemmeno il servosterzo. Il motore della GT2 era limitato 675 cavalli, ma per la conversione si era scelto di lasciarlo senza briglie: presto si resero conto che la stima iniziale di 880 cavalli non era stata proprio corretta, dato che in realtà si arrivò facilmente a poco meno di mille cavalli (sul serio, è stata successivamente testata al banco una bancata delle due del V12, che da sola produceva ben 480 cavalli da corsa: il calcolo è facile).

Erano stati realizzati tre prototipi di sviluppo, e ne venne chiesta la distruzione immediata di due esemplari, tanto era stata definita pericolosa. Quell’eroico esemplare, targato W112 BHG, è stato prima venduto nel 2003, poi nel 2022 per più di 600mila sterline. Siete voi i proprietari? Non oso pensare a che enorme coraggio avete, per non parlare delle… multe prese in pista, sentite che baccano.

Il prototipo 7/12, le pistaiole Speed 12 e Cerbera Speed 12, insieme alla sua omonima da strada, erano semplicemente “troppo”. Troppo costose, troppo veloci, troppo brutali, figlie legittime di Peter Wheeler, un uomo che aveva troppa personalità, nel migliore dei modi.

Toh, guardate un po’ cosa riesce a fare su Gran Turismo 2.

Se non riuscite a scaricare un emulatore, o la Play 2 è fin troppo impolverata, la morbida carta di Di Brutto: A Manetta riuscirà a soddisfare ogni vostro bisogno di adrenalina.

Articolo del 4 Dicembre 2025 / a cura di Giuseppe Matera Capicciuti

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  • Luigi Cavallo

    Ho avuto la fortuna di vedere la Speed 12 a Silverstone, ho anche delle foto, c’erano altre TVR e mi ricordo di una Saleen oltre a tante auto storiche da corsa. Poi nei parcheggi c’erano Tamora,Marcos Mantara, Noble M12 … Era il 2001 o 2, a ripensarci oggi sembra un sogno!

  • Marco Gallusi

    Su Gran Turismo 2 l’ho consumata, desiderata, amata…

    • Enrico. Sempre lui.

      Ti capisco. A fine anni 90 inizio 2000 internet costava uno sparo, ce l’avevano in pochi e comunque non c’erano tutti i siti e le informazioni che abbiamo ora. GT2 pur con mille difetti è stato oro per chi era ragazzino all’epoca. TVR Speed 12, Espace F1, quella accidenti di Skyline R31 Gr. 5 che sembrava partorita da una notte di passione tra una Skyline e Mazinga.

  • Nicola

    Ricordo ancora il numero di EVO con l’articolo che mi lessi in un bar al posto di andare in università…ho in mente una foto di questo drago rosso a cui nella versione da strada non avevano tolto nemmeno i martinetti idraulici per alzarla nei Pit…geni

  • Romeo pianta

    Fotomontaggio e neanche fatto bene!! Cambiate mestiere!!

    • Leo

      Romeo piantala

  • sergio prandelli

    Io so dov’è

  • Enrico. E chi se no?

    Il RollingSteel che mi piace. Ora si che ragioniamo.

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