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Non spalmare anche tu la tua Ferrari F40 sul guard rail, monta il kit di Officine Fioravanti!

Quando si parla di supercar di solito si entra nel territorio dell’immaginazione. A meno che non si faccia parte di quella piccola percentuale di persone particolarmente abbienti da potersene permettere una, beninteso.

Personalmente non ho mai avuto il piacere di possedere una supercar (mi ritengo già molto fortunato ad averne potute guidare alcune grazie a questo lavoro) e quindi faccio molta fatica a immaginare che cosa voglia dire gestirne una.

Non mi riferisco solo ai costi, che logicamente sono ben più alti rispetto a quelli di un’auto normale, ma proprio all’utilizzo dell’auto, visto che una supercar non si tira fuori dal garage tutti i giorni.

Che poi se ne avessi una sul serio probabilmente almeno per il primo anno la prenderei anche solo per fare il giro dell’isolato una volta al giorno.

Ma “chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti” come ci insegna il Sultano del Brunei che tiene migliaia di supercar a marcire nelle segrete dei suoi palazzi che non ha fatto assolutamente nulla per meritarsi.

Vabbè, che la vita fosse ingiusta già lo sapevamo tutti, quindi passiamo oltre e fingiamo di essere ricchi.

Se io fossi ricco mi comprerei subito una F40, così de botto, senza senso!

In verità il senso c’è e penso che non ci sia nemmeno bisogno di spiegarlo. La F40 è semplicemente unica, ineguagliabile e inarrivabile. Nessun’altra auto unisce bellezza sconvolgente, tecnica estrema e prestazioni brutali come la F40, senza contare che è l’ultima Ferrari voluta e deliberata dal grande Enzo, prima che l’azienda entrasse in una nuova era.

In altre parole, la F40 ha stabilito un prima e un dopo, tanto nella definizione di supercar, quanto nell’immaginario degli appassionati che nelle dinamiche gestionali-industriali di Maranello.

Attualmente la F40 ha raggiunto stabilmente quotazioni superiori ai due milioni di euro e in giro non ce ne sono nemmeno così poche. Considerando che ne furono prodotte 1.311, immagino e auspico che ancora un migliaio abbondante siano integre e marcianti.

Probabilmente i ragazzi di Officine Fioravanti hanno fatto lo stesso ragionamento e hanno deciso di fare un kit per aggiornarne, migliorare e rendere più fruibile la Ferrari e già che c’erano l’hanno chiamata F40 Alte Prestazioni. Dell’azienda italo-elvetica vi abbiamo già raccontato quattro anni fa, quando aveva presentato il restomod della Ferrari Testarossa, che portava 120 CV in più, 130 kg in meno e tante altre cose.

Vi viene in mente un'auto con un profilo più fico di questo? A me, onestamente, no...

Gli interventi sulla F40, invece, per ora non riguardano né il motore né la massa totale della vettura. Si tratta di una serie di modifiche pensate per risolvere alcuni difetti fastidiosi della Ferrari e di migliorarla dal punto di vista dinamico. Tra i primi ci sono le perdite della pompa della benzina, che sono anche una delle cause più frequenti di incendio nel vano motore.

Se tenete spesso la vostra F40 ferma in garage, di certo non volete che prenda fuoco.

Se invece preferite darle gas tra le curve o in pista, Officine Fioravanti ha pensato anche a voi. State solo attenti a non fare come l’amico di Lando Norris che qualche settimana fa ha spalmato la sua su un guard rail sulla strada costiera del Principato di Monaco.

Come ha fatto? Un pelino di gas di troppo nel momento sbagliato.

 

Eh si, guidare la F40 non è per tutti.

Se non credete a me, credete a Nico Rosberg che ha nel curriculum giusto un titolo piloti in Formula 1.

Il caro Nico, che dopo aver appeso il casco al chiodo ha iniziato a fare lo youtuber, qualche anno fa ha stalkerato un vicino di casa per farsi prestare la F40 e infine è riuscito a guidarla.

Questo, in sintesi, è stato il suo commento:

“È una bestia fenomenale! È incredibile quanto sia rigida. Dico sul serio, forse avrebbero potuto farla più morbida, ma c’è da dire che è davvero incollata alla strada. Avvertire il limite è difficile, perché la macchina sobbalza continuamente e i due turbo ti danno un calcio nella schiena senza alcun preavviso. È un’auto che impone la massima prudenza e bisogna stare sempre molto attenti, perché nella guida veloce è abbastanza pericolosa”

Tutto ciò considerato, Officine Fioravanti ha messo a punto un kit per aiutare i facoltosi proprietari della F40 a non mettersela per cappello. Si parte dagli ammortizzatori Öhlins TTX 36, che hanno quattro diverse regolazioni: compressione, estensione, interasse e precarico. Poi si continua con i bracci, i mozzi e i portamozzi che sono ricavati dal pieno in materiale aeronautico e hanno nuove geometrie, oltre a includere un convogliatore d’aria integrato per il raffreddamento dei dischi freno e un sensore per la temperatura degli stessi.

Dopo avere sistemato l’assetto, Officine Fioravanti si è dedicata ai freni: ecco un bel set di dischi carboceramici con pinze Brembo a sei pistoncini all’anteriore e quattro al posteriore, il tutto gestito da un Abs di ultima generazione. Poi ci sono i cerchi in lega monodado da 18 pollici all’anteriore e da 19 pollici al posteriore, che diminuiscono le masse non sospese e permettono di usare sia Michelin Cup 2 che i Pirelli P Zero. Infine ci sono il lifter anteriore e la scatola sterzo ravvicinata con servoassistenza idraulica, progettata da Officine Fioravanti.

Questo è un kit standard, ma volendo ci si può sbizzarrire con altre modifiche o elaborazioni, magari senza esagerare come Koenig con la F40 da 750 CV (le foto di questa F40 non esistono, quindi accontentatevi di quelle della Testarossa bi-turbo…). Tutti gli interventi vengono effettuati a Torino nella nuova sede operativa della Officine Fioravanti e il tempo richiesto per l’intervento è di circa 20 settimane. Tutto questo a un costo di circa 200.000 euro.

Quanto al motore, prima abbiamo detto “per ora” perché in realtà qualcosa bolle in pentola per il 2025. Ma di questo ne riparleremo a tempo debito.

L’articolo sarebbe finito qui, ma siccome sono sicuro che alcuni dei vostri cervelli smarmellati non si ricordano i dati salienti della F40, ve li riassumo qui.

Leggeteli bene e non scordateveli più!

Dentro il telaio a traliccio in tubi di acciaio della F40 è montato un 3 litri V8 biturbo che urla come un drago, sputando fuori 478 CV a 7.000 giri e 577 Nm a 4.000 giri, mentre la carrozzeria è composta da soli undici pannelli in kevlar e fibra di carbonio. Così la F40, che è ovviamente a trazione posteriore, pesa 1.100 kg a secco e si governa con un cambio manuale a 5 rapporti. Essendo stata presentata nel 1987 è priva di qualsiasi controllo elettronico, anche dell’Abs e pure del servosterzo. Le prestazioni dichiarate da Maranello sono le seguenti: 0-100 km/h in 4,1 secondi e 324 km/h di velocità massima, ottenute con pneumatici lontani anni luce da quelli odierni. L’unica concessione al comfort è l’aria condizionata, necessaria per non fare la sauna tutte le volte che si accende il V8. Per il resto sono assenti l’impianto stereo, il portaoggetti, i tappettini, le rifiniture in pelle e i pannelli delle portiere, che si aprono con cinghie di gomma. Addirittura, sui primi cinquanta modelli erano installati finestrini scorrevoli lateralmente, poi modificati con i discendenti comandati a manovella.

Mentre sbavi immaginando di possedere una F40 non dimenticarti di ordinare il nuovo album di figurine F.A.S.T. che ti farà tornare il buon umore dopo che avrai finito di asciugare la bava.

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Articolo del 31 Gennaio 2025 / a cura di Alessandro Vai

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  • Alessandro Bilbao

    Si la F40 é molto bella, e i gusti sono gusti, ma la Countach é qualcosa di inarrivabile, se pensiamo a quando é uscita direi che gioca in un’altro campionato da sola, proprio come la 916.  

    • paolo

      per me è l’esatto opposto.
      troppo spigolosa e piena di sfacettature il bolide di sant’Agata bolognese.
      però anche la f40 nn mi è mai troppo piaciuta, diciamo che l’ho trovata sempre un pò troppo boxy (scatolosa) e ” rozza ” per i miei gusti.
      molto più belle la gto, gts e 355.

  • Roberto

    un paio di cose miste:
    mi fanno impazzire le chiusure del cofano.
    perchè Rosberg l ha chiesta ad un amico?
    Rosberg la usa come se “non fosse la sua”! wow!
    senti quelle turbine come soffiano!
    quella leva che sembra uno scambio ferroviario *-* cose che non possiamo comprendere, come il mettere la marcia a regime più che giusto

  • Mauro

    Mancava anche il servofreno…

  • Marco Gallusi

    Bellissima la F40, ma dal vivo ho visto la F50 e quella mi è rimasta nel cuore…

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