Sud-est asiatico, Mar Cinese Meridionale, isola del Borneo, terra tropicale di antiche civiltà, esotiche e misteriose per la maggior parte di noi europei.
Qui prospera dal 1368 un piccolo sultanato popolato da mezzo milione di anime, retto da quarant’anni da Hassanal Bolkiah, il ventinovesimo Sultano.
Fine dell’introduzione romantica, il Brunei è la solita petro-monarchia dove il Sultano gigazilionario fa quello che vuole, il regime controlla qualsiasi mezzo di informazione, in ogni edificio pubblico dev’essere appeso un quadro del Sultano e della moglie, bar, alcol e fumo sono vietati e gli omosessuali vengono lapidati a morte.
Però la benzina costa meno dell’acqua ed al nostro amico Hassanal piacciono le automobili, quindi tutto bene… no?
Dato che qui siamo su Rollingsteel e non su Amnesty, ci concentriamo sulle automobili. A dicembre 2024 sono emerse dagli abissi dell’internet un migliaio di foto, in cui l’infinita e golosissima collezione di automobili del Sultano fa bella mostra di sé.
I file originali delle fotografie, scattate da un’umile Canon PowerShot G1, riportano date comprese tra il 7 ed il 12 dicembre 2001, e come vedrete già molti interni presentano tracce di muffa. Fonti impossibili da verificare affermano che buona parte di queste opere d’arte riposi in edifici non climatizzati, quindi – considerando che stiamo parlando di un Paese tropicale – sia conservata nelle peggiori condizioni possibili.
Giusto per mettervi di buon umore già a inizio articolo.
C’è di tutto, ma in questo articolo ci concentriamo sui ferracci britannici veloci e lussuosi marchiati Bentley.
Giusto per dare un po’ di contesto, ad inizio anni ’90 Bentley e Rolls Royce sono un’unica entità, economicamente a galla ma non proprio sommersa d’oro.
La gamma è vecchia, Rolls Royce ha in listino la Corniche III e la Silver Spirit II, mentre Bentley è solo un altro brand per la Corniche (Continental) e la Silver Spirit (Mulsanne e la più povera Eight).
Un giorno, però, il signor sir David Plastow si sveglia la mattina e capisce che il marchio Bentley ha molto più potenziale di quello attualmente sfruttato. Bisogna differenziare la gamma e nel 1991 nasce la Bentley Continental R, la prima Bentley a non condividere la carrozzeria con una Rolls Royce da quasi trent’anni.
La più veloce e la più potente del marchio, la più costosa al mondo.
Vestita di rosso vermiglio, viene segretamente portata sullo stand Rolls-Royce/Bentley del Salone di Ginevra del 1991.
A qualche stand di distanza c’è la nuovissima e clamorosa Mercedes-Benz classe S W140 e, con la bava alla bocca e le dita sudate, vi ricordo che quel ferro montava il primo V12 Mercedes dai tempi dei Messerschmitt Bf 109, finestrini doppi, clima tri-zona, soft-close, sospensioni elettroniche, airbag, ABS, ASR… 34 anni fa!
Eppure la Panzerwagen teutonica, quel giorno, non può nulla contro l’elegantissima Continental R, che colpisce al cuore il nostro Sultano Hassanal. La guarda, la tocca, estrae il portafogli, fruga tra gli spiccioli, sgancia 2 milioni e mezzo di dollaroni ai rappresentanti di turno e se la porta a casa.
In fondo, qualche decina di classe S la si può prendere quando si vuole, la Continental R invece è una serie limitata!
Non è la prima Bentley acquistata dal Sultano, ma è quella che darà inizio ad un periodo di commissioni fuori di testa, sia in termini di richieste, che di esemplari, che di cifre.
Le Bentley arrivate in Brunei negli anni ’90 sono circa 240, che se sommate alle 20 Rolls-Royce, considerando che sono quasi tutti esemplari unici, risultano un volume enorme per una casa così di nicchia com’era Bentley/Rolls-Royce. Tant’è che per riuscire a soddisfare il Sultano (e suo fratello, Principe Jefri), Rolls-Royce ha dovuto allestire una divisione speciale, il “Blackpool Team”.
Ma bando alle ciance, fuori la mercanzia.
Abbiamo detto che dal Salone di Ginevra ’91 si è portato a casa la Continental R; ma sebbene sia modello più potente del marchio (320cv) è ancora un chiodo per i gusti veloci di Hassanal, che quindi fa un chiamata a Crewe e chiede qualche puledro in più.
Nasce la Bentley Superfast Continental R, per gli amici SuFaCon. Il V8 turbo Bentley diventa biturbo e raggiunge quota 527cv, freni, cerchi, gomme e sospensioni vengono adeguati, ed i ragazzacci della Styling International provvedono ad aggiungere delle gnocchissime griglie sul cofano, i sedili della Azure e qualche altro tocco estetico. Quattordici esemplari potrebbero bastare, pensa il Sultano.
Solo che poi si accorge che per un auto da padre di famiglia quattro porte sono meglio di due e allora ordina anche diciannove esemplari berlina, sempre con motore SuFaCon. Questi vengono costruiti dalla Hawtal Whiting.
Nell’utilizzo quotidiano, però, potrebbe risultare comodo un po’ più di spazio, ecco perché il Sultano aggiunge all’ordine altri quattordici esemplari di berlina a passo lungo.
Ma dato che la sicurezza non è mai troppa, meglio farsi mandare anche altri sei esemplari blindati.
Per quanto riguarda il tragitto casa-garage, invece, potrebbe tornare utile un’auto più piccola, più facile da parcheggiare, quindi nel dubbio il Sultano commissiona 3 “Supershort”, o “Camelot”. È basata sulla Continental R ma ha il passo accorciato e monta motore SuFaCon portato a 542cv.
Per fare casa-garage col sole, invece, Hassanal chiede dodici Continental R Convertible, prodotte da Pininfarina.
Per la famiglia, però, forse una berlina quattro porte è troppo poco, meglio essere comodi e comprare una station wagon.
Però trenta è meglio di una, no? Così arrivano in Brunei trenta Bentley Sports Estate, di cui sei blindate. Sempre su base Continental R, motore SuFaCon, vengono disegnate e costruite dalla Hawtal Whiting, mentre la blindatura è eseguita da Lebbe in Francia.
Di plebee Continental R di serie, invece, ne abbiamo più di una decina, di cui vi lascio una carrellata di foto:
Ma questi ricarrozzamenti sono noiosi, sono troppo vicini alle auto di serie. Ci vogliono delle linee nuove, delle linee fresche, ci vuole una carrozzeria seria.
Ecco che spunta l’ing. Paolo Garella, Pininfarina Prototype Manager dal 1992, successivamente fondatore di Manifattura Automobili Torino.
Su base Continental R, dunque, il nostro Hassanal fa costruire le Bentley B2 e B3.
In un’intervista rilasciata a rrsilverspirit.com, Paolo racconta di come la B2 sia stata una corsa contro il tempo.
“L’auto dev’essere pronta per il compleanno dei principi Jefri ed Akine, ma i tempi sono strettissimi e la costruzione è in ritardo. Tra mille salti mortali si riesce a finire l’auto ed a spedirla appena in tempo; è il giorno della festa di compleanno, l’aereo atterra e l’auto viene portata direttamente in officina per l’assemblaggio finale. Il meteo è pessimo, cade una pioggia torrenziale. Carrozzeria ed interni sono fradici, metà elettronica non funziona. Paolo ed i meccanici corrono per asciugarla e renderla presentabile, riescono nell’impresa e la portano davanti al palazzo dove si sta svolgendo la festa. Panico: il volante è storto. Uno dei meccanici comincia ad armeggiare, ma ecco che la portiera si apre ed appaiono il principe Akine, il Sultano e tutta la corte. Paolo assiste alla terribile scena nascosto dietro un pilastro, ma a parte la lavata di capo al meccanico e qualche screzio iniziale, l’auto piace”.
Gli interni della B2 verranno rimpiazzati con quelli della B3, la sua evoluzione stilistica, ed in totale tredici esemplari tra B2 e B3 finiranno nella collezione del Sultano.
↑ Qui sopra, carrellata di B2 e B3 della collezione reale. L’umidità della lussureggiante giungla del Borneo, già nel 2001 stava reclamando gli interni di una B3 conservata nelle condizioni sbagliate.
Andiamo avanti.
Al Salone di Ginevra del 1994 viene presentato il concept Bentley Java, su base BMW E34, un colosso spinto da un V8 BMW biturbizzato da Cosworth.
Bentley l’ha costruita come concept, non come modello di produzione. Ma al Sultano non interessa, l’auto gli piace così tanto che ne ordina diciotto: sei coupé, sei spider e sei station wagon.
Qua se la sbrigano gli inglesi, niente Pininfarina. I progettisti sono il capo designer Bentley/RR Graham Hull e Roy Axe della Design Research Associates; le auto vengono costruite dalla MGA Developments di Coventry.
Dopo aver visto i ferri pistaioli del Salone di Ginevra, il Sultano decide che vuole una Bentley più pistaiola di tutte le altre. Fa un’altra chiamata, sgancia i milioni, ed ordina sei Bentley Grand Prix, un modello completamente esclusivo con telaio in alluminio disegnato da zero (!), biposto, motore SuFaCon ancora più potente (ma non sappiamo di quanto) anteriore centrale, trazione integrale e fibra di carbonio a profusione. Di lei non si sa altro, solo che l’auto è stata progettata da Peter R. Hill e costruita da Pininfarina ed FF Developments, quelli che hanno fatto le trasmissioni 4×4 di quasi tutte le Gr.B all’infuori di Audi.
Tuttavia, per essere pistaioli col sole, serve un modello spider con hard top retraibile, ed ecco che arriva l’ordine per otto Bentley Silverstone.
Progetto Hawtal Whiting e produzione American Sunroof Corporation di Detroit.
Il sole chiama Gran Turismo, e per fare Gran Turismo bisogna avere un’auto più comoda e spaziosa rispetto alla Silverstone, quindi Bentley sforna e spedisce sei (stimate) Bentley Monte Carlo.
Base Continental R, hard top smontabile, progetto Design Research Association di Warwick e produzione Motor Panels di Coventry.
Resosi conto di quanto fosse orribile quel design, ordina sei (stimate) Bentley Imperial. Sempre base Continental R, sempre disegnate e prodotte da DRA e MP.
↑ Giù gli occhi dalle Countach, quelle per un altro articolo. Forse.
Di fronte alle Monte Carlo ed alle Imperial, il nostro Sultano si ricorda che italians do it better, quindi telefona al buon Paolo e gli chiede di risolvere la situazione. Pininfarina fa qualche bozzetto, ed i bozzetti diventano nove Bentley Spectre e nove Bentley Phoenix, tutte dotate del motore SuFaCon. Parte della produzione viene realizzata nella carrozzeria Coggiola di Torino.
↑ La Spectre
↑ La Phoenix
Ormai appassionatosi alle linee più morbide della seconda metà degli anni ’90, il Sultano decide che servono nuove berline quattro porte. Ecco che arrivano sei Bentley Highlander, di cui non si sa niente se non che montano motore SuFaCon, che sono state disegnate dalla già citata DRA e costruite dalla californiana Metalcrafters.
Di quest’auto non abbiamo foto provenienti dalla sua collezione, solamente qualche (pixelloso) scatto rubato quando nel 2008 Principe Jefri Bokiah si è fatto un giro a Londra.
↑ Notare la targa con le sue iniziali. Giusto per dare un po’ di carattere al personaggio, ha uno yatch chiamato “Tits”, realizzato dopo due gare d’appalto chiamate “Nipple 1” e “Nipple 2”. © bentleyspotting.com
Altro mezzo frutto della matita libera e dei milioni del Sultano è la Bentley Buccaneer, coupé 2+2 con motore SuFaCon. 6 esemplari, design Geoff Matthews Design di Coventry e costruzione France Design di Le Pin.
Siamo nel 1996, ormai le sei Java station wagon hanno la vetusta età di 2 anni e le 30 Continental R Sports Estate ne hanno addirittura 3, meglio mettersi in garage qualcosa di più nuovo. Arrivano diciotto Bentley Pegasus, sei coupé, sei spider e sei station wagon. Chassis Continental R allargato, motore SuFaCon, qualche dettaglio estetico che anticipa la futura Arnage. Disegnate e costruite dalla Motor Panels di Coventry.
Su base Java, invece, vengono spedite in Brunei sei Bentley Rapier, con il SuFaCon da 542cv della Camelot. Design DRA e produzione Hawtal Whiting.
Come abbiamo visto con Monteverdi (link articolo), non c’è berlina, coupé o spider che tenga, prima o poi un SUV spunta fuori. E che facciamo noi, ce ne priviamo?
Ecco a voi il Bentley Dominator, l’antenato dell’odierna Bentayga.
Né in Bentley né in Rolls Royce c’era il know-how per costruire questi mezzi inutili, quindi per la base si è andati a bussare in Range Rover. Non si sa altro. Disegnato da DRA e costruito da Rig Design Services di Southam, ne sono stati costruiti sei, tutti per la famiglia reale del Brunei.
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I modelli citati fino ad ora erano a parer mio quelli più interessanti e particolari, nonché gli unici esclusivamente riservati al Brunei. Per amor di completezza vi lascio con una carrellata finale di altre Bentley emerse dalla collezione del Sultano:
↑ Bentley Azur Coupé AWD, nessuno straccio di informazione sull’internet.
↑ Bentley Corniche Convertible
↑ Bentley Turbo R “Emperor Limousine”, carrozzata da Hooper
↑ Altre Bentley Turbo R ed RL (passo lungo) in varie salse. Le Azur Convertible, sia due che quattro porte, sono state commissionate nel 1989 da Jefri a Pininfarina ed hanno la trazione integrale.
↑ Bentley Val d’Isere, su base Turbo R, disegnate e carrozzate da Robert Jankel Design. Non era un modello esclusivo per il Brunei, ma nella collezione del Sultano ne sono arrivate 11.
↑ Bentley Azure Convertible, 1995. Pininfarina produceva carrozzeria e cappotta, l’assemblaggio finale avveniva a Crewe.
↑ Bentley Arnage, 1998.
Bentley ha ricevuto un flusso pazzesco di denaro in quegli anni ee il maggior contribuente è stato il (petrolio del) sultanato del Brunei. Grazie a questo, Bentley è arrivata in forze al 1998, anno in cui un’apparentemente invincibile Volkswagen l’ha acquisita e l’ha portata sul trono dove siede oggi.
I milioni del Brunei hanno permesso anche alla nostrana Pininfarina di divertirsi, ma quando Jefri, Hassanal & Co. hanno smesso di fare acquisti folli, la carrozzeria piemontese si è scoperta troppo dipendente da quel cliente. La crisi d’inizio anni 2000 ha falciato uno dopo l’altro i tre stabilimenti, portando Pininfarina a dismettere completamente l’attività produttiva e a ritirarsi nel Centro Stile nel 2011. Anche la Carrozzeria Coggiola, legata a Pininfarina, non sembra aver superato la prima decade del nuovo millennio, ma le informazioni a riguardo tendono a zero.
Nella collezione del Sultano ci sono una marea di altri pezzi interessanti, tra Ferrari, Bugatti (quella di Artioli), McLaren, Aston Martin, BMW, AMG, Jaguar e Lamborghini. Fateci sapere se vi interessa ficcanasare di nuovo tra gli interni ammuffiti dei bolidi del Sultano!
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certo che mi piacerebbe sapere altro sulla collezzione della famiglia del sultano del brunei, che storia incredibile, complimenti
Reputo questo articolo ben strutturato e sopratutto molto coinvolgente. Fin dalle prime righe regala emozioni facendo notare quanti beni culturali e pezzi di storia siano stati abbandonati a se stessi e la loro creazione sia stata sprecata. Spero di leggere presto un nuovo articolo altrettanto emozionante.
Salve, i vostri articoli sono stupendi. Mi piacerebbe leggere qualcosa col vostro tocco che parli della Dauer 962 Le Mans, di cui il sultano mi pare ne abbia 5 o 6 esemplari. Vi ringrazio.
Sapete se il sultano ha bisogno di qualcuno che tutti i giorni accende una sua vettura e gli fa fare un giretto, giusto per mantenerla in condizione? No perché sarei disponibile. 😀
Questa storia farebbe diventare comunista qualsiasi capitalista. Ma puo esistere un’essere umano tanto capriccioso e sprecone? Va bene tutto ma questo supera di lunghezze siderali la decenza. Non trovo nulla di interessante se non una certo senso di nausea, oltretutto gurdando le foto pochissime si salvano, sono assolutamente orrende, fortuna per la Bentley si é un po risollevata e qua a Monaco quelle che girano sono piu proporzionate e di gusto.
Quanto spreco sfacciato e formidabile cattivo gusto! Ce ne sarebbe da sfamare un intero paese dell’Africa o dell’India.
E qui un “mecojons!!!!” ci sta tutto.
Che domande, ABBIAMO BISOGNO di altri articoli su sta collezione….e magari anche su altre collezioni particolari da miliardari e non…
Sinceramente, sono “quasi” preoccupato nello sperare di vedere un nuovo articolo che mostra parte, oppure il resto della collezione del sultano.
Un pò per invidia, ed un pò per la rabbia che potrebbe salirmi, nello vedere le condizioni in cui sono mantenuti i veicoli!
Maledetto miliardario!!!