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Va all’asta la Toleman TG183B, la prima Formula 1 di Ayrton Senna

“Ho speso gran parte dei miei soldi per donne, alcol e macchine veloci. Il resto l’ho sperperato” diceva George Best e ammetto senza alcun problema che sono completamente d’accordo con lui, sebbene il mio conto in banca non sia in alcun modo paragonabile a quello che probabilmente è stato il miglior calciatore britannico della storia. Il mio IBAN vede soldi solo in dosaggi omeopatici.

Ma se così non fosse, se sul mio estratto conto ci fossero degli zeri in più, li userei esattamente per le stesse ragioni che raccontava l’ala del Manchester United e sono convinto che la maggior parte di voi farebbe lo stesso. Una delle cose che comprerei subito è la Toleman TG183B del 1984, telaio numero 05, che andrà all’asta a Monaco il prossimo 25 aprile e per la quale è attesa una quotazione compresa tra i 2,8 e i 3,8 milioni di euro. Non è una monoposto qualunque, perché è quella che Ayrton Senna ha guidato al suo debutto in Formula 1 nel Gran Premio del Brasile del 1984 e nei successivi tre GP, conquistando anche il sesto posto sia nel GP del Sudafrica che in quello del Belgio, guadagnando i suoi primi punti iridati.

Ma prima di raccontarvi la storia di questa Toleman TG183B, facciamo un passo indietro.

Non c'è bisogno di presentazioni

Nel 1983, a 23 anni, Senna aveva vinto le prime nove gare del campionato britannico di Formula 3, attirando l’attenzione di alcune scuderie – Brabham, McLaren e Williams – che gli proposero di fare diversi test. Nessuna di queste, tuttavia, poteva offrirgli un contratto, così il giovane brasiliano firmò per tre anni con la Toleman, che era un team a conduzione famigliare ma comunque non era per niente male, visto che aveva vinto campionato di Formula 2. Così, all’inizio della stagione 1984, la giovane promessa brasiliana era pronta a debuttare in F1, ma la nuova TG184 non era ancora pronta; era una cosa abbastanza comune in quegli anni, in cui la Formula 1 aveva una dimensione molto più artigianale rispetto a oggi. Di conseguenza, Senna e il suo compagno di squadra Johnny Cecotto – il venezuelano è uno degli ultimi piloti ad essere andato forte sia in moto che in auto – iniziarono a correre con la TG183B aggiornata, che era stata progettata da un certo Rory Byrne e da John Gentry.

Senna in azione con la Toleman TG183B. Di certo le proporzioni non erano il suo pregio migliore...

La sue caratteristiche più particolari erano il radiatore montato sull’ala anteriore e le doppie ali posteriori. Soluzioni creative che oggi non potrebbero esistere, ma la Formula 1 degli anni Ottanta era certamente più fantasiosa. La monoposto di Senna era un telaio completamente nuovo, costruito durante l’inverno, e nelle qualifiche del GP del Brasile la condusse al 16° posto, battendo subito Ceccotto. Poi, durante l’ottavo giro della gara, il turbocompressore Holset, che soffiava nei quattro cilindri del motore Hart da 1,5 litri (il primo motore britannico turbocompresso a debuttare in F1), decise che ne aveva abbastanza e alzò bandiera bianca. Nel successivo Gran Premio del Sudafrica le cose andarono meglio: grazie ai consigli dell’ingegnere di pista Pat Symonds, Senna si piazzò 13° nelle qualifiche a Kyalami, per poi risalire fino a 6° posto in gara, nonostante l’ala anteriore danneggiata al primo giro. Questo lo rese anche il primo pilota con gomme Pirelli, visto che i primi cinque avevano pneumatici Michelin o Goodyear, all’epoca superiori.

Nel terzo GP del 1984, a Zolder, Senna si qualificò diciannovesimo e in gara risalì fino al 7° posto, che diventò 6° dopo la squalifica della Tyrrell per l’intera stagione, a causa del peso troppo basso della monoposto e della presenza di un sistema di rifornimento d’acqua irregolare. L’ultima gara del telaio TG183B-05 fu a Imola, dove ci furono diversi problemi di pneumatici, che portarono Senna a chiedere a gran voce di passare alle Michelin in vista dell’imminente arrivo della TG184. La situazione con Pirelli divenne tesa, tanto che Senna e Ceccotto dovettero saltare le prove libere del venerdì, semplicemente perché erano senza pneumatici.

Il primo GP dove Senna corse con la TG184 fu quello di Digione e il seguente fu quello leggendario di Monaco, in cui Ayrton arrivò secondo partendo dalla tredicesima posizione, in una gara interrotta per la forte pioggia al trentunesimo giro. Al comando c’era Alain Prost, seguito proprio da Senna che stava riducendo il distacco, danzando con la sua Toleman sotto il diluvio universale, e lo stava raggiungendo.

Prost mentre guida nel diluvio al GP di Monaco

Al trentunesimo giro, al passaggio sulla zona dell’arrivo, Prost chiese a gesti di interrompere la gara. Un giro dopo il direttore di gara, Jacky Ickx, interruppe la corsa con la bandiera rossa, proprio nel momento in cui Senna superava Prost; Ickx espose anche la bandiera nera, ma al suo fianco c’era un commissario di gara, con la bandiera a scacchi, che creò una certa confusione. Ad ogni modo, alla fine fu considerata valida la classifica del trentunesimo giro e vennero assegnati la metà dei punti. Prost aveva fatto valere la sua superiore esperienza, scrivendo anche il primo capitolo di quella che forse è stata la rivalità più grande e affascinante della Formula 1. Tuttavia, col senno di poi, sarebbe stato meglio non chiedere l’interruzione: Prost perse quel mondiale a favore di Niki Lauda per solo mezzo punto, quindi gli sarebbe bastato arrivare secondo dietro Senna ma prendendo punteggio pieno.

Come dice Guccini "Gli eroi son tutti giovani e belli"

A questo proposito, l’amministratore delegato di Toleman Motorsport, Alex Hawkridge, nel 1990 disse: “Non potevamo ingaggiare una superstar troppo costosa e nemmeno un pilota esperto con un compenso minimo: le nostre vetture non avrebbero potuto esprimere il loro pieno potenziale nelle mani di un pilota di Formula 1 medio. Dovevamo puntare su un giovane talento. Dovevamo trovare qualcuno abbastanza bravo da far progredire la vettura, e sapevamo che Ayrton ne era capace”.

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Tornando alla Toleman TG183B-05, inizialmente fu conservata dal team di Enstone, poi nel 1992 venne venduta negli Stati Uniti e restaurata con cura. Successivamente la monoposto tornò nel Regno Unito, prima di essere acquistata dal proprietario che la mise in vendita nel 2017. La sua storia iniziò nel 1980, quando venne realizzato il 415T, ovvero il primo motore turbocompresso di Formula 1 costruito in Gran Bretagna, che dai suoi 1,5 litri tirava fuori 580 CV a 9.500 giri e 385 Nm a 7.500 giri. Nel 1983, tuttavia, era stato vietato l’effetto suolo, dunque Byrne disegnò un nuovo pacchetto aerodinamico, che includeva la famosa ala anteriore con il radiatore integrato. Questa soluzione aveva una doppia funzione: da un lato recuperare parte della deportanza perduta con la rinuncia all’effetto suolo e dall’altro raffreddare correttamente il motore Hart che era tutto in alluminio. La TG183B era costruita intorno a un telaio monoscocca in fibra di carbonio, aveva le sospensioni pull-rod all’anteriore e push-rod al posteriore, mentre il cambio era un Hewland FGB a cinque rapporti. Il peso totale, da regolamento, era di 540 kg ma è impressionante la quantità di benzina che la Toleman poteva imbarcare: 398 litri.

Praticamente a bordo c’era una quantità di carburante che quasi raddoppiava il peso della macchina. Quando si dice che una volta in F1 si rischiava la vita ogni volta che si entrava in pista, le motivazioni erano sostanzialmente due: la poca resistenza dei telai e la presenza di centinaia di litri di benzina intorno al pilota.

Ad ogni modo la Toleman TG183B-05 di Senna è perfettamente conservata e ha ancora diversi pezzi originali, come la leva e il pomello del cambio. Addirittura sul poggiapiedi c’è ancora la scritta “Aryton” con l’errore di ortografia originale. Infine, è perfettamente omologata per gareggiare nelle serie storiche di Formula 1, incluso il prestigioso Gran Premio Storico di Monaco. Se avete i tre o quattro milioni di euro per comprarla, sicuramente ve ne avanzano un altro paio per portarla in giro a fare qualche garetta tra miliardari smanettoni.

Oh, nel caso, fate un fischio che veniamo a vedervi!

P.S Qualche mese fa è andata all’asta anche la McLaren con cui Senna vinse per la prima volta in Brasile. Se non avete letto la sua storia, la trovate qui.

 

Articolo del 24 Aprile 2026 / a cura di Alessandro Vai

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  • alessandro

    Se vi è mai capitato di vederne una da vicino, avrete notato gli enormi endplate curvati dell’alettone posteriore-centrale: sono in legno stratificato!

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