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Toyota GR86 Super Test, da “chiodo” a leggenda

Toyota GR86

“There’s no replacement for displacement”

– disse il saggio –

Disclaimer: non me ne vogliano i proprietari di GT86 per la parola chiodo nel titolo, è una forzatura voluta, sapete quanto io abbia sempre difeso la vostra amata auto.

Altra cosa: mancano poche settimane all’uscita di DI BRUTTO Volume 4, iscriviti alla newsletter QUI se non vuoi perderti il lancio.

Prologo (ambientato a marzo 2022): senza nulla togliere al gioiello che è, da tempo mi ero stancato della Mazda MX-5 e cercavo un’auto un po’ più potente e sportiva, una di quelle che mi avrebbe fatto battere il cuore ogni volta aperto il garage. Sulle prime la scelta ricadde su una Lotus Elise S1, da sempre uno dei miei sogni più umidi. Feci un po’ di ricerche, mi scandalizzai di fronte a prezzi che aumentavano giorno per giorno al grido di sedicenti venditori neoaffaristi “è il suo valore!” e, alla fine, andai a vederne una proposta a 28.000 €.

Allora, vado al dunque se no poi l’articolo diventa “storia di quella volta che stavo per mettermi 800 kg di problemi in garage” e non il test della Toyota GR86. Aperto il garage la Elise si mostrò in tutta la sua bellezza. Man mano che mi avvicinavo, però, venivano fuori le magagne. Crepette nella carrozzeria in vetroresina, difetti sparsi, mancanza dello specchietto retrovisore, cartelle delle portiere una diversa dall’altra e una qualità generale – quella che oggi si chiama “qualità percepita” – sia degli interni che degli assemblaggi in generale semplicemente vergognosa. Sì lo so, l’Elise S1 è una vettura artigianale costruita in Inghilterra (con tutto quello che questo comporta) 30 anni fa, ma QUESTA Elise era particolarmente messa male, non c’era un particolare dico uno al suo posto. Le cose peggiorarono quando mi chinai sotto all’auto per controllare il telaio e, grazie al mio occhio clinico, notai una crepa nel telaio in una posizione poco avanti ad uno degli attacchi del triangolo inferiore della sospensione anteriore.

Ringraziai per il tempo – e la piacevole prova su strada che confermò quanto l’Elise sia un’auto pazzesca – e me ne tornai a casa mesto mesto con la consapevolezza che per mettermi in garage una Elise che non si trasformasse in un buco nero di denaro sarebbero serviti, all’epoca, ALMENO 40 mila euro. Troppi per me, troppi per un’auto che avete un bel da dire “eh ma li vale” se poi gli annunci restano lì due anni.

Dopo aver deciso che non era così saggio spendere quasi 30.000,00 € per mettersi in garage Lots Of Troubles Usually Serious ripresi la mia vita. Le giornate scorrevano tranquille fino a che un giorno, nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura e nel giro di un messaggio persi la retta via. Fu un collega giornalista a ridestarmi dal torpore in cui versavo scrivendomi “oh, non so se lo sai, ma stamattina Toyota ha aperto gli ordini per la GR86, se ne vuoi uno chiama questo concessionario qui (numero nel messaggio successivo) che gliene sono rimaste un paio. Fa veloce, io l’ho già ordinata”.

In quello stesso istante io ero al parco che sfruttavo il cane Lucio per avvicinare giovani ragazze, specialmente la proprietaria del bassotto Luigi, sei molto carina ciao.

Mi allontano, chiamo il concessionario e il venditore, in una specie di crisi isterica, andò giù dritto: “se ne vuoi una QUESTO è il tuo momento, ci pensi anche 10 minuti e rischi di fare senza”.

Nel retro del mio cervello sono passate in ordine le seguenti immagini:

  • me in fabbrica
  • sempre me in fabbrica che controllo il mio conto in banca giusto per constatare che ci sono 300 €
  • me che apro RollingSteel sperando in un futuro migliore dopo essermi dimesso dalla suddetta
  • mia mamma che piange
  • Isabella che mi guarda sconsolata dicendo “Lorenzo, che cazzo hai fatto?”

“Sì, la voglio, azzurra in allestimento barbone”.

Ho aspettato oltre un anno, finalmente eccola (non la proprietaria del bassotto Luigi) qui:

– posso dirmelo da solo? Bellissima –

Bene, ora possiamo iniziare l’articolo.

Guardatela bene, osservatela, lasciate che il vostro sguardo scivoli sulla sinuosa carrozzeria di questa Toyota, gustate le prese d’aria vere come i due terminali di scarico da diametro di 86 mm. Bene, ora dimenticatela, perché questa GR86 è come se non fosse mai esistita. Al momento non si sa se Toyota riaprirà gli ordini per questa vettura, sappiamo solo che dal sito italiano la vettura è sparita e che quando nel maggio 2022 Toyota aprì gli ordini per 300 vetture destinate al mercato italiano, beh, queste volarono letteralmente via in meno di due giorni, con gli appassionati – e gli intenditori – pronti a sgomitare per accaparrarsene una, chi scrive compreso.

I motivi di questo successo sono molteplici, come le motivazioni – e ne possiamo trovare a decine – per definire la nuova GR86 un’auto speciale ma, su tutte, una regna incontrastata: al momento

per l’andamento del mercato auto,

per le intenzioni dell’Unione Europea e di conseguenza delle case stesse,

per quello che i normali consumatori vogliono e si aspettano da un’auto,

per il modo in cui lavorano le case auto, dirette da uffici marketing con i loro fogli di excel tutti colorati invece che da tecnici e appassionati,

– spot nuova Stelvio 2023. Secondo voi, per aver fatto sedere la tipa (quota femminista ✓) in quella posizione di guida con le braccia dritte come due grondaie (oh magari ha le gambe lunghe e le braccia corte) e le mani là in alto, chi ha diretto, ideato e approvato lo spot è mai salito in auto almeno una volta? –

– spot nuova BMW M3 Touring (auto che desidero con ogni stilla del mio sangue): mi immagino in fase di montaggio del video l’entusiasmo e i brividi nel vedere il contagiri superare ADDIRITTURA i 3000 giri! –

questa Toyota sarà l’ultima della sua specie.

La faccio breve: probabilmente questa è l’ultima auto costruita da gente come noi per gente come noi.

Con lei, inutile girarci attorno, va definitivamente in pensione il concetto di piccola coupé sportiva, quel tipo di auto tutta guida, motore ed emozioni che nella storia – ormai centenaria – di questo mezzo di trasporto, ha fatto appassionare centinaia, migliaia, milioni di persone, sconvolte, magari da bambini per mano con papà, dal lento passaggio di un’auto, magari rossa, bassa e filante e la consapevolezza che, con quell’immagine incisa in testa, da quel giorno nulla sarà mai più come prima.

E allora, mentre nel mondo dell’auto le parole hanno completamente perso di significato, nel mezzo di un’inondazione di folle fluidità automobilistica, fra suv sportivi, suv coupé sportivi, crossover sportivi, berline elettriche da 18 quintali sportive, Toyota ha confezionato un’auto che pur senza strillarlo e scriverlo da nessuna parte è l’apoteosi del concetto di auto sportiva. Bassa, filante, sinuosa, elegante a modo suo, con la trazione dalla parte giusta (dietro), con un cambio giusto (un manuale a 6 rapporti dagli innesti telegrafici), un superbo differenziale autobloccante a slittamento limitato Torsen e un motore aspirato da 2,4 litri 4 cilindri boxer che spinge con forza dal minimo fino al limitatore a quota 7.400 giri, la GR86 è come se non fosse mai esistita ma è un’auto da antologia, è quello che qualunque appassionato di guida, di auto del gruppo VAG e auto sportive potrebbe desiderare e dovrebbe guidare almeno una volta nella vita.

– sul prossimo DI BRUTTO Volume 4 vi porteremo per mano lungo la strada che conduce a questo piccolo angolo di paradiso automobilistico. Se non l’hai fatto, iscriviti alla newsletter QUI per non perderti il lancio, su, muoviti! –

Progettata partendo dalla buona GT86 – un’auto forse poco capita, da un lato (per quanto mi riguarda) per il suo aspetto un po’ troppo da jappoboy e dall’altro per un motore caratterizzato da un’erogazione frustrante, appuntita e “vigorosa” solo in alto dove in pochi si avventurano – la nuova GR86 prende tutto quanto di buono c’era su quella vettura e lo migliora raggiungendo così vette di prelibatezza assoluta. Il motore, portato a 2,4 litri aumentando l’alesaggio da 86 mm a 94 mm (la corsa resta di 86 mm, così il motore passa quindi dall’essere un quadro ad essere un superquadro), sopperisce con la cilindrata a quel fastidioso “buco” di coppia che tanto ha fatto dannare i proprietari di GT86: il nuovo motore boxer – sempre prodotto da Subaru con la sigla FA24 – adesso tira con forza dal minimo fino al massimo, corposo, pastoso e vigoroso, attaccando al sedile a qualunque regime e regalando momenti di estasi automobilistica, grazie anche al limitatore (di tipo hard-cut) posto a quota 7.400 giri. Interessante quindi notare che nel nuovo motore la coppia massima viene raggiunta a 3.700 giri laddove nella GT86 questa veniva raggiunta ad un inutile (specialmente per strada) regime di 6.700 giri. Al piacere di guida contribuisce poi il superbo cambio a sei rapporti, dagli innesti precisi, meccanici e ravvicinati, con una caduta di giri minima fra un rapporto e l’altro con il risultato che, tenendo l’auto sopra i 4.000 giri, il motore è sempre in tiro, sempre in pieno, sempre pronto a scalare con forza il contagiri digitale per avventurasi là in alto dove solo gli aspirati – quelli con del carattere – sanno osare, vogliono girare, vanno fatti cantare.

– peccato solo che il motore sia bruttino, sembra alien –

Motore anteriore, cambio a sei rapporti e trazione posteriore. A separare le vostre velleità da pilota o da semplice appassionato di guida quella vera, a questo punto c’è solo un differenziale autobloccante meccanico di tipo Torsen, capace di regalare una trazione incredibile e di “far chiudere” le curve all’auto di gas, rendendo ogni curva, ogni tornante, ogni rotonda un libidine, una libidine coi fiocchi. Chiude il quadro di un’auto nata per appassionare un volante collegato ad una scatola sterzo che pur essendo elettrica (nella prima stesura dell’articolo avevo scritto idraulica, perdonatemi) sembra di tenere i tiranti dello sterzo con le dita. Forse non è il miglior volante del mondo e forse lo sterzo della GR86 è l’unico elemento leggermente al di sotto di tutto il resto ma rimane un comando eccezionale per comunicatività e demoltiplicazione, forse potrebbe essere un filo più veloce e diretto ma è un dettaglio che viene fuori proprio perché il resto dell’auto è eccezionale.

Nota a margine: davanti la GR86 appoggia su uno schema MacPherson e forse proprio questo causa un leggero senso di appesantimento dell’avantreno. Sicuramente uno schema sospensivo a doppi triangoli sovrapposti avrebbe dato vita ad un anteriore più preciso, veloce e divertente (vedi MX-5) ma d’altronde se Toyota la fa pagare poco più di una Polo accessoriata (ma meno di una Taigo inequivocabilmente sportiva) da qualche parte avrà dovuto risparmiare.

– schema sospensivo della nuova GR86, niente di esotico e particolarmente costoso qui –

Colpisce infine il dettaglio che, mentre i costruttori si inseguono l’un l’altro con effetti speciali, interni con strisce Led e sistemi di infotainment sempre più complessi e incasinati, schermi per il passeggero (MA CRISTO!), sulla GR86 non c’è nemmeno lo start and stop. Anche le modalità di guida son giusto due, una normale e una denominata “track”, due modalità che, per come si comporta l’auto, potrebbero venir rinominate “goduria”, e “goduria con sgommate” visto che fra l’una e l’altra l’unica cosa a cambiare è che nella modalità track, oltre alla diversa grafica del cruscotto digitale, viene disattivato il controllo di trazione, per la felicità di tutti i gommisti d’Italia.

È un’auto di cui innamorarsi perdutamente la GR86.

È un’auto che amo perdutamente la mia GR86 anche se, devo ammetterlo, non è stato facile perdere la testa per lei.

Dopo aver provato l’auto del parco stampa e tutti sapete come si guidano le auto dei parchi stampa

una volta con sotto il culo la MIA GR86 – prima volta in vita mia che ho acquistato un’auto nuova – le cose sono andate ben diversamente.

Le prime grosse difficoltà sono nate nel momento in cui ho pagato lo scotto di aver preso la GR86 in allestimento barbonline risparmiando quasi 3 mila euro ma rinunciando così agli interni in Alcantara (più delicati), ai sedili riscaldabili (più pesanti), ai fari con funzione di cornering (più delicati e costosi), all’indicatore dell’angolo cieco sullo specchietto (questo sarebbe stato utile) e, infine, ai cerchi da 18″ con lo stesso disegno di quelli montati di serie sulla Yaris GR (sulla quale però sono dei BBS Forgiati) calzanti 4 belle Michelin Pilot Sport 4.

– sedili barbonline e cerchi barbonline. Al posto dei selettori per i sedili riscaldati ho una di quelle piccole mezzelune di plastica in cui infilare le monete, molto anni ’90, la potete vedere due foto più in alto dove faccio vedere i bottoni per le modalità di guida –

No, se da un lato credo che la GR86 sia premiata dai cerchi che monta la mia (trovo che l’auto sia esteticamente più agile), dall’altro mi sono scontrato con le 4 ridicole Michelin Primacy HP (215/45 R17) che questi calzavano. Ecco, per quanto Toyota abbia un bel da dire che a montare 4 gomme del genere su una macchina con quasi 250 cv a trazione posteriore sia “utile” per poter sgommare meglio, io credo che sia una scelta estremamente penalizzante (e anche un po’ pericolosa) nei confronti di un’auto che si ritrova a poggiare a terra su quattro pneumatici assolutamente NON all’altezza.

Le Primacy, che di sicuro vanno bene su altre auto, sulla GR86 sono estremamente limitanti. Tralasciando il fatto che appena proverete a sgommare queste si metteranno a gridare come delle sirene che vi sentiranno da 2 km di distanza

i veri problemi arriveranno quando inizierete a fare i conti con una gomma dalla spalla troppo morbida. Non solo in velocità superati i 120 l’auto inizierà a galleggiare sull’asfalto ma volendo guidare un po’ come si deve, le gomme non vi offriranno mai la giusta dose di grip e vanificheranno uno sterzo altrimenti superbo. Affrontando curvoni in velocità si può sentire l’anteriore che vuole scappare con le gomme aggrappate a terra con le unghie. Non solo, arrivando in curva e girando il volante, si riesce a percepire un deciso ritardo fra il vostro comando e il momento in cui l’auto inizia a sterzare, il tutto a causa di una spalla sempre troppo morbida che filtra e ritarda il comando imposto. Stesso discorso anche in frenata, con tutto il primo mordente “mangiato” dalla gomma e dalle sue dannate deformazioni.

Ho provato a resistere ma al km 1.350 circa ho contattato Michelin che mi ha venduto (ricordate, qui di sponsorizzato non c’è nulla) 4 SU-PER-BE Pilot Sport 5, delle gomme finalmente degne di questo nome e di quest’auto che, finalmente, ho ritrovato in tutta la sua essenza che ricordavo da quando avevo guidato a manetta quella del parco stampa.

P.S: interessano 4 Michelin Primacy HP 215/45 R17 con 1.300 km? SCRIVETEMI

– poi le Pilot Sport 5 mi hanno stupito sul bagnato, incredibile il grip che riescono a mantenere anche con strada umida e viscida –

L’auto adesso è sì inchiodata a terra grazie al grip delle gomme ma ad averne guadagnato in maniera decisa è l’inserimento in curva, veloce, rapido e preciso grazie ad una spalla molto più rigida. L’auto adesso punta decisa verso il centro della curva non appena si gira il volante, aiutata da un telaio eccezionale e dal differenziale posteriore Torsen che basta tornare appena appena sul gas per sentire l’auto che chiude tanto da dover aprire lo sterzo, complice anche un motore sempre pronto e reattivo, sempre in coppia e senza mai una frazione di secondo di ritardo nella risposta al gas. Con queste gomme l’auto si è svegliata dall’intorpidimento imposto dalle Primacy, si è scrollata di dosso la polvere e finalmente adesso è quel ferro immenso che ricordavo dalla prova in pista ai tempi della presentazione. Puntuale, cattiva, decisa e vogliosa di divertirsi.

– ciò che accade alla presentazione stampa rimane alla presentazione stampa –

Adesso posso aggredire le curve, posso pestare sui freni (di cui parlerò poi) deciso e posso fare affidamento su un telaio e quattro sospensioni dallo schema forse un po’ banale ma comunque eccezionali che non mollano mai. Questa – un po’ come la superba GR Yaris – non è una di quelle sportive spacca schiena (come potrebbe essere la Mini Cooper GP o una 500 Abarth) che poi quando vai su per la Futa passi più tempo con le gomme per aria che per terra. No, la GR86 è sempre e comunque incollata a terra. Le sospensioni lavorano assieme al telaio e al tuo pensiero per gestire i trasferimenti di carico, ti comunicano tutto quello che succede per strada e ti segnalano quando sbagli: una delle cose che mi piacciono di più di queste auto è il modo in cui reagisce viva e vivida ai miei input. Ad ogni azione, pensiero, movimento dei piedi e delle mani corrisponde un atteggiamento sincero e prevedibile da parte di telaio e sospensioni. Attenzione però che, per quanto facile e comunicativa, la GR86 è anche molto sensibile, se ad esempio sei in un curvone in appoggio e vuoi buttare dentro un’altra marcia o scalare, ocio che premendo la frizione anche solo per una frazione di secondo, lo sbilanciamento improvviso farà scartare il posteriore verso l’esterno obbligandoti a ricalcolare la traiettoria e ad aprire l’angolo di sterzo. È una macchina dannatamente viva la GR86.

Ma nel suo essere viva non è mai intimorente, ti mette a tuo agio, ti sprona e ti spinge a dargliene. Ti mette alla prova, ti ascolta e ti conduce, non ti mette in difficoltà, non fa la stronza. Mai, anche con le Primacy mi faceva capire fino a che punto potevo spingermi prima che le gomme mollassero. È veloce ma confidente, potente ma sempre pastosa, precisa ma mai rabbiosa nelle reazioni.

– Dicono che per capire se un’auto è buona, divertente e piacevole alla guida, un buon indizio è dato dalla possibilità di toccare la ruota posteriore dal posto di guida (me l’ha detto alla presentazione un ex pilota di F1, non me lo sono sognato)  –

E poi, ragazzi, il motore: negli ultimi anni ho guidato parecchie auto specialmente nuove e quindi, molto spesso, dotate di motori turbo o con l’aiutino elettrico. È qui che mi torna in mente il mio professore di italiano e storia di quando facevo le Aldini (celebre, così si disse all’epoca, per essere scappato in Sud America con l’amante, motivo per il quale a metà della quinta ci si presentò in classe una supplente che non ci lasciò più) che soleva dirci che “si fa in fretta ad abituarsi bene, è tornare indietro che è difficile“. Ecco, per quanto non sia del tutto d’accordo nell’associare un motore aspirato al concetto di “tornare indietro”, c’è da dire che una volta presa l’abitudine con la coppia e corposità dei moderni motori turbo, qualunque cosa che non abbia almeno 350 Nm di coppia a 2000 giri sembrerà fermo.

La verità è che, complice la cilindrata, il motore della GR86 ci mette veramente poco a far passare la crisi di astinenza da sovralimentazione e fa capire al volo perché i motori aspirati, se fatti come si deve, sono un vero spasso. La farò breve: questo 4 cilindri boxer gira come il motore di una moto. Frulla come un dannato che pare di essere in sella ad una CBR900, corposo e presente in basso, lancinante e infinito quando si allunga verso l’alto fino a regimi che molte auto moderne non hanno nemmeno stampati nel contagiri. Il famigerato “buco di coppia” che ha guastato l’umore dei proprietari di GT86 è sparito e al suo posto è arrivata un’erogazione lineare, forte, precisa e mai deludente. Certo, a 4000 giri circa il motore fa per “tirare indietro” un istante ma vinto quel momento di pigrizia la spinta riprende fino all’infinito in uno straziante grido (amplificato nell’abitacolo grazie ad una cassa) di pura meccanica giapponese. Forse fa più rumore che strada ma rimane valida, sempre e per sempre, questa vignetta:

– per gli amanti delle cazzatine digitali, sul cruscotto potete mettervi le curve di coppia e potenza. Una buona occasione per notare la piccola buchetta poco sopra i 4000 giri che, per quanto poco poco, un po’, se ci si fa caso, ancora si sente –

Tutta da guidare, tutta da godere, la GR86 è un’auto tutta da guardare, da accarezzare, da vivere e da trattare con cura, sia perché come lei nessuna mai, sia perché se Toyota ha confezionato questo ben di dio a poco più di 30.000 euro, ovvio, da qualche parte deve aver lesinato.

È proprio osservandola nei dettagli tecnici che viene fuori la differenza fra lei e la GR Yaris, venduta a circa 10.000 € in più e dotata di soluzioni molto più raffinate, pensate e studiate solo per lei.

Un esempio sono i freni: dove la Yaris ha delle pinze monoblocco a 4 pistoncini con dischi flottanti (i quali da soli, se mai vi toccherà cambiarli, costano circa 1.000 €, l’uno), qui all’anteriore abbiamo due misere pinze “standard” (scomponibili, flottanti e a 2 pistoncini) che si, fanno bene il loro lavoro ma che dimostrano quanto l’auto sia costruita un po’ a risparmio, buona cosa però anche in vista di eventuali upgrade o modifiche o sostituzioni.

Anche alla voce qualità viene fuori un po’ il limite di un’auto sincera, che non tradisce con inutili effetti speciali ma che è quel che vedi (gli sviluppatori web direbbero WYSIWYG, What You See Is What You Get), con il baule non rivestito, con una verniciatura che a definirla delicata non si dice nulla, con il trasparente solo sulle lamiere a vista e con una qualità degli interni buona ma di sicuro non eccezionale.

– dall’alto verso il basso: baule non rivestito e con la lucina appesa un po’ a caso, trasparente solo sulle lamiere esterne e interno grezzo, bava sulle maniglie di apertura… e pensare che quando faccio i modellini passo ore a sbavare i pezzi e, infine, la parte bassa dei pulsanti (in plastica) sul tunnel centrale, grezzi e non “protetti”. Tutte cose che su un’Audi non succederebbero mai ma noi, alla qualità percepita, preferiamo la qualità vera, quella di guida –

Alla fine di questo lungo articolo, quel che ci resta è però la verità del moderno mondo dell’auto nel quale se molte macchine devono stupire con gli effetti speciali per nascondere il nulla che le caratterizza, la Toyota GR86 non ha bisogno di apparire perché lei, semplicemente, è.

Il mondo dell’auto sta cambiando e a noi resta poco da godere. Non piangete perché è finita, sorridete perché è stata e, se proprio volete, procuratevi una di queste*, avrete di che godere.

*sul mercato dell’usato se ne trova qualcuna, ovviamente venduta a quasi 50.000 €. Non c’è tregua per noi. Non oggi, non quaggiù.

Pagellone:
– il peso è riferito all’auto in versione barbonline, quella bella pesa circa 20 kg in più –

Estetica. Secondo me il passaggio da GT86 a GR86 ha fatto molto bene all’auto. La nuova GR mi pare molto più moderna, elegante e meno mangaboy rispetto alla vettura precedente, specialmente nel suo ultimo (e un po’ goffo) restyling. Mi piace vedere la GR86 un po’ come una Porsche 911, elegante, sinuosa e sorniona. Una bella auto da guidare ma anche buona per andare a cena in centro con eleganza e senza attirare troppa attenzione.

Piacere di guida. Non credo ci sia bisogno di ripetere tutto quanto scritto finora. Non ti viene voglia di salire a bordo?

Vita quotidiana. L’auto è relativamente spaziosa (non dietro, i due sedili posteriori potevano anche non metterli), mancano un po’ di portaoggetti ma, nel complesso, venendo da una MX-5, il passo in avanti mi pare clamoroso. Abbattendo i sedili posteriori ho caricato 4 gomme da 17″, ci sono andato in vacanza con la morosa, ci ho girato in lungo ed in largo senza mai rimpiangere qualcosa di più alto e comodo. L’impianto stereo funziona bene e l’audio è ottimo e idem si può dire del condizionatore che fatica solo in piena estate a causa di un motore che scalda come un drago.

Street credibility. Ho notato che la gente si ferma a guardarla, sia per strada che nei parcheggi. Auto così non ne fanno più e la gente ci fa caso. Forse è il colore, forse è il fatto che è relativamente rara (al momento in Italia ne sono arrivate circa 300), con la GR86 l’ego trova nutrimento. Per quanto io sia fermamente convinto che in giro per strada non serva un’altra auto che faccia sentire i suoi proprietari migliori e superiori, in giro con la GR86 ci si sente belli e piaciuti e, forse per questo che le Audi vendono così tanto, piacere piace, l’importante è non rompere il ca agli altri.

Fattore groupie. A parte che non so se nel 2023 ha ancora senso pensare di “andare a donne” con la macchina, considerando che purtroppo (o per fortuna) certe cose ho smesso di farle già da tempo in quanto felicemente accompagnato, vedendo un po’ in giro mi pare di notare che se veramente volete fare i fighi ad un primo appuntamento, le macchine su cui dovete puntare sono altre.

Tuttavia sono sicuro che se vi presentate sotto casa della vostra bella o del vostro bello con una GR86, magari grigia scura o blu scura in una bella serata autunnale, di sicuro non farete brutta figura. Solo lasciate stare alettoni e scarichi urlanti, quelli, per quanto mi riguarda, sono proprio fuori moda.

– BELLISSIMA –

Fattore Nerd. Se cercate lucine e smerdatine varie siete nel posto sbagliato. Il sistema di infotainment della GR86 c’è e funziona ma non è uno di quelli con cui perdere troppo tempo. La connessione a CarPlay e Android Auto c’è (con il filo, maledetti) ma per il resto, a parte le due modalità di guida e la possibilità di mettersi nel cruscotto le curve di coppia o l’indicatore della forza G mi spiace, a bordo di questa macchina vi tocca guidare.

Economia d’uso. La GR86 è un’auto economica e, come tale, cerca di pesare poco sulle tasche del suo fortunato proprietario. Il bollo in Emilia è di circa 540 €, i consumi girano sui 10 km/l di media ma ocio che se iniziate a pestarci e a farlo cantare si può arrivare a valori dimezzati (o raddoppiati, dipende da che unità di misura usate)

mentre le gomme, che nel mio caso sono delle 215/45 R17, a seconda del modello scelto, rischiano di essere costose perché questa misura è un po’ sfigata e non sempre è facile trovarle.

Oh, quanto fa? I 234 cv e sopratutto i 250 Nm di coppia si sentono e sono indubbiamente veri. Certo, fra filtri, catalizzatori e mille altre diavolerie il motore sembra un po’ soffocato e questi 200 cv non sono quelli di una macchina di 20 anni fa (per capirci, la Uno Turbo I.E. di serie aveva 105 cv e sembravano almeno i 200 di oggi se non di più) ma non si può nemmeno dire che la GR86 sia ferma: lo 0-100 in poco più di 6″ parla per lei e, comunque, se siete di quelli che fanno rimappare le McLaren perché “non va” (conosco) mi spiace, avete un problema. Forse qui non avete i numeroni con cui praticare atti di onanismo o con cui fare gli spavaldi ai semafori ma la GR86 ha di che divertire e procurare piacere. Auto come la GR86 non vanno capite, vanno guidate, per il resto ci sono le RSQ3.

RollingSteel Approved? Ne ho comprata una, che dite?

– WE THE PEOPLE –

Articolo del 26 Settembre 2023 / a cura di Il direttore

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  • Paolo P.

    Bella Bella Bella !
    Tanta sana invidia. Bravo.

  • Martino

    Articolo pazzesco! Come sempre d’altronde… La mia mi verrà consegnata settimana prossima in versione premium ma i prezzi non sono assolutamente come quelli di chi l’ha presa l’anno scorso, ora per una premium manuale bisogna sborsare 40K€… non proprio briciole.
    Comunque resta un gran ferro, e provando cercare alternative si rimane con la consapevolezza che per avere qualcosa di analogo bisogna sborsare molto di più o accontentarsi di molto meno quindi nonostante gli aumenti dei prezzi rimane un must buy, sempre se si riesce a metterci le mani.
    In concessionario mi hanno sempre detto che gli ordini fossero chiusi ma FATALITÀ ne hanno trovata una ferma in dogana esattamente come la volevo io e quando sono andato ieri a vederla dal vivo ne erano arrivate ben 7! “È un Gomblottooo1!!1!!!”

    • Max

      Così per info, posso chiederti in che regione sei riuscito a trovare un concessionario tanto “onesto” da farti pagare così “poco”? Ormai da quel che ho visto girando un po’, ogni esemplare viene venduto solo con finanziamento (costo totale con interessi e balle varie: oltre i 50k) oppure è direttamente introvabile.

      • Martino

        Ciao, io sono di Vicenza ma l’ho acquistata nuova, quelle che vedi su autoscout/subito sono tutte già immatricolate e quindi possono lucrarci sopra quanto vogliono (maledetti). Comprandola nuova questo problema non c’è e si paga il prezzo ufficiale.

    • Daniele

      Ho accompagnato un amico a cui è arrivata nello stesso concessionario lunedì sera, ben 7 e tutte premium bianche manuali, tranne una pecorella blu scuro!

      • Martino

        Ah ottimo se è di Vicenza ci vedremo sicuramente

      • Martino

        Ah ottimo! Se siete di Vicenza ci vedremo sicuramente

  • Attila

    Complimenti per l’acquisto, divertiti! E prenditi il tempo di impararla.
    Qualche appunto sparso:
    Parlare di coppia massima sull’FA20 e sull’FA24 non ha senso, tra i 2500 e i 6500 giri è piatta, al netto del buco. Se la metti sul banco a volte il valore massimo cade prima del buco (~3500 giri), a volte dopo (5000+), praticamente i picchi sono rumore. E comunque i 6400 giri sono tutto meno che inutili (ma neanche i 7400), per sfruttare questi motori bisogna saper usare il cambio.
    Il servo è elettrico.
    Anche le ps5 hanno la spalla morbida, come un po’ tutte le michelin. Se preferisci gomme stradali rigide, bridgestone potenza sport e yokohama v107 sono quello che cerchi. Stanno sui 110 euro nella tua misura, di certo non ci vai fallito.

    • LS

      Ah concordo sulle Bridgestone Potenza!

      • LS

        E concordo anche sulla coppia. Non ha senso lamentarsi della mancanza di coppia su un 2000 aspirato con 200cv. È fatto per girare alto, punto. Idem coi vtec honda, anche andando piano bisogna abituarsi a usarli a regimi più alti, farli soffrire sotto non ha senso.

  • LS

    Splendida come concetto e filosofia.
    Ottimo investimento per te su vari livelli.
    Estetica: preferivo il BRZ blu met con cerchi oro, Sarò più tamarro, ma era splendida così affilata, con quei colori e con un badge (per me) più sexy.
    Noti delle cose degli interni che non riesco a notare neanche nelle foto che fai per farle notare…
    Sulle ultime macchine decenti… provai a far passare come auto aziendale una Mitsubishi Evo X prima e un BRZ poi… fallito perché la società di leasing si rifiuto’ di quotare la prima e per un eccesso di zelo dei burocrati per la seconda… rido ripensandoci, è stato bello provarci.

  • Tommaso

    Ciao direttore ti seguo da tempo sei l’unico decente nel panorama della meccanica divulgativa (e non solo). Non ho potuto far mia una gr86 che avevo scoperto grazie a voi ma un’altra macchina si, che se non fosse stato per un tuo articolo manco avrei saputo che esisteva (BMW 2 coupe bianco taxi versione barbon). Lunga vita alle TP e ai differenziali.
    Ps vengo da una mx5 nbfl….

  • Luciano

    Beh! A 30-35k euri, la prenoterei anch’io…fammi un fischio e passami la dritta, senza speculazioni.
    Grazie

  • Alessandro

    Direttò ma, nuova penso costi uno sproposito, usata meglio, una bella alfa romeo Giulia 2.0 turbo 280 CV? Telaio sterzo sospensioni superiori, sempre TP….il cambio è automatico però, le prime versioni erano manuali…

  • Federico

    Beh intanto bell’articolo: nonostante tu l’abbia comprata hai scritto in maniera oggettiva e non da “fanboy”, mi vengono in mente quelli che chiedono le auto ai concessionari per prova e poi fanno i video sul tubo tutti WOOOW perché per forza, altrimenti il concessionario ti prende a calci in c…
    Vabbè, comunque il mondo dell’auto sta cambiando (e non trovo nulla di peccaminoso nei turbo, che oggi sono accordati come violini, nè negli aiutini elettrici), lo dimostra il fatto che anche su un’auto per puristi si diffonde il sound (del motore o artificiale?) nell’abitacolo mediante una cassa. Sicuramente meno ipocrita del brum brum per Tesla ma quasi a livello dei woofer negli impianti di scarico delle Audi diesel…

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