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Marketing così così: Mercedes Classe A F1 Edition

Il percorso che mi ha portato a questo articolo è semplice. Entro, mi chiudo la porta dietro, volto a destra, fugace occhiata allo specchio, mi giro, calo la braga e mi siedo. A destra ho un piccolo sgabello ingombro di riviste, una bella copia de La Manovella di qualche anno fa con all’interno un sontuoso servizio sulla storia della Lancia Thema con focus su tutte e tre le serie prodotte della bellissima berlina torinese, sotto di lui un libro illustrato “ARMI DA GUERRA” comprato per pochi euro ad una fiera e, ancora sotto, per i miei momenti anni ’90, una copia di Selen.

Però oggi no, sono stufo, voglio spegnere il cervello, allungo una mano alle brache calate e tiro fuori il telefono e apro YouTube. Fra un video musicale e un altro – uso YouTube al 99% per ascoltare musica, principalmente vecchie registrazioni della Deejay Parade sentite qui che sound grande Alba –, cattura la mia attenzione questo video:

Bene bene bene, un video dei regaz della F1 Dimenticata assieme a quelli del Pistone Podcast sulle auto stradali derivate e/o ispirate dalla Formula 1, un bel toccasana per questo momento tutto mio. Lo ascolto con curiosità, quelle che vengono elencate, a parte la bellissima Honda Civic Jordan che sono sincero me l’ero persa, sono tutte auto che conosco molto bene e di cui qui su RS o su DI BRUTTO abbiamo già avuto modo di scrivere.

Arrivo a fine video e dentro di me però rimane una sensazione strana, come se mancasse qualcosa. Ci rifletto, spengo il telefono e lì, nell’oscurità della mia stanza privata, mi si accende una lampadina.

Cazzo!

Va bene l’F50, la Carrera GT e pure l’Espace F1 ma, diobò, possibile che questi regazzini si siano scordati del peggiore, del più tirato, plumone, ridicolo, assurdo ed inutile esempio di auto veramente ispirata dalla Formula 1? Possibile che questi giovani d’oggi, ah i bei vecchi tempi!, si siano scordati della Mercedes Classe A F1 Edition?

Ebbene sì, è successo, motivo per il quale oggi sono qui, in mezzo ad un nutrito gruppo di studentesse che combattono il patriarcato lasciando intravedere capezzoli inturgiditi dal freddo da sotto i loro maglioni (in breve, sono venuto in biblioteca a scrivere dopo aver passato una settimana a fare il magazziniere per spedire le nuove copie di DI BRUTTO A MANETTA),

per raccontarvi la storia di questa particolare, un po’ sfigatina a dire il vero, Mercedes e della sua esagerata livrea.

Cher in sottofondo a tutto volume con if i could turn back time e torniamo al 1997 quando Mercedes, dopo diversi anni di anticipazioni e speculazioni, presenta ufficialmente la sua Classe A, piccola monovolume votata all’uso cittadino, un’auto intelligente, rispettosa dello spazio e alla moda, figlia di un’epoca, quella dei miti e delle leggende, quando le automobili erano furbe davvero e non ancora inutili obesi pachidermi. Presentata in pompa magna, vittima del famigerato test dell’alce che vide la vettura provata ribaltarsi rovinosamente

Vi ho sbloccato un ricordo eh?
Incredibile vista laterale del motore della Classe A W168, disegnato in questo modo per poter "scivolare" sotto all'abitacolo in caso di impatto frontale.

obbligando Mercedes a richiamare tutte le vetture consegnate per installarvi l’ESP, l’epopea della Classe A va di pari passo con il ritorno in Formula 1 della Mercedes come costruttore di motori 50 anni dopo il tremendo incidente di Le Mans, fornendo i gloriosi V10 al team McLaren a partire dal 1995 (EDIT: come mi fate notare nei commenti il ritorno ufficiale di Mercedes in F1 era avvenuto già nel 1994 fornendo i motori alla Sauber C13), anno in cui venne presentata, a mio dire, una delle Formula 1 più belle e cazzute di tutti i tempi, capace di unire una livrea storica come quella Marlboro ad una linea più moderna rispetto a quella che spontaneamente associamo a questi colori.

Se la collaborazione fra il costruttore tedesco e il team di Woking iniziò un po’ a singhiozzo, le cose cambiarono rapidamente nel 1998. Ricordo ancora bene la prima gara di quell’anno, la consueta alba di Melbourne. Ricordo che non mi svegliai per guardare la gara ma che, quando a colazione beccai mio padre e gli chiesi com’era andata la gara lui mi rispose con un rassegnato – da appassionato ferrarista – “le McLaren hanno doppiato tutti”.

L'arrivo delle due McLaren, dietro di loro, il vuoto.
Terzo sul podio il mitico Heinz-Harald Frentzen, anche lui doppiato

Così, dopo tre anni di relative difficoltà, nel 1998 iniziò il biennio d’oro che vide la McLaren-Mercedes contrapporsi alla Ferrari dando vita alla storica ma che dico, epica, sfida fra Michael Schumacher e Mika Häkkinen, dualismo che ha fatto da sfondo alla mia adolescenza e uno dei più belli ed appassionanti della storia della Formula 1. Ricordo ancora come un tiepido abbraccio le consuete immagini della moglie di Mika ai box, figurine sbiadite di un tempo oramai andato e che mi manca da morire, quando la Formula 1 era cavalleresca, ancora un po’ ingenua, cazzuta e rumorosa, viva e vivace, spavalda e appassionante, sé stessa fino in fondo senza paura, piena di uomini che si sfidavano in pista laddove oggi sembrano tutti bambini a scuola “maestra quello mi ha guardato” ma guida cazzo. Dio che bello che è stato.

HUNGARORING, HUNGARY - AUGUST 16: Erja Hakkinen watches the race with the McLaren team during the Hungarian GP at Hungaroring on August 16, 1998 in Hungaroring, Hungary. (Photo by LAT Images)

Comunque, il discorso è semplice ed è sempre quello: corri, magari vinci, la domenica e vendi il lunedì e, fra la Mercedes che spinge come una matta la sua nuova Classe A – spoiler: ne sono stati venduti oltre un milione di esemplari, il successo fu assoluto tanto che poi molte altre case seguirono l’idea della Stella a tre punte, su tutte mi viene in mente la straordinaria Audi A2 – e la McLaren che una domenica si ed una no batte o comunque combatte ad armi pari con la Ferrari, il reparto marketing di Stoccarda si trova per le mani una bomba ad orologeria. Sono innumerevoli gli spot dell’epoca che sfruttano Mika Häkkinen e David “ti spacco la faccia stronzo” Coulthard per pubblicizzare la Classe A ma il vero colpo di genio arriva nel 1998 quando, per festeggiare le vittorie in F1, la Mercedes decide di calare l’asso presentando una serie speciale della Classe A, la più speciale delle speciali.

No no no, non parliamo della misteriosa Classe A190 Twin Study caratterizzata da due motori 1.9 – uno collegato all’asse anteriore, uno a quello posteriore, ognuno da 125 cv, ognuno con il suo cambio e un complesso sistema per sincronizzarli – per un totale di 250 cv e una velocità massima di oltre 230 orari

Il nostro biondo eroe ci illustra il secondo mille-e-nove nascosto sotto al pianale della Classe A con due motori.

ma parliamo bensì della strepitosa Mercedes Classe A F1 Edition, una serie speciale della nostra piccola monovolume presentata nell’ottobre del 1998 al Motor Show di Essen e costruita in 250 esemplari numerati di cui 125 dedicati a Mika Häkkinen e altri 125 dedicati a David “ti spacco la faccia stronzo” Coulthard, rispettivamente la Edition Häkkinen e la Edition Coulthard, una con il numero 9, l’altra con il numero 10.

In tutto ciò fa sorridere che, se pensiamo alla gamma Mercedes dell’epoca, per celebrare le vittorie in Formula 1 non venne scelta la CLK 55 AMG e nemmeno la S63 AMG. Nemmeno la C63 AMG, no no. Venne scelta una normalissima Mercedes A160 Elegance con sotto al cofano un modesto 1.6 da ben 102 cv con giusto un pizzico di componenti speciali tra cui, oltre alla verniciatura che ricalcava quella dei bolidi da corsa, figuravano il pomello del cambio semiautomatico prelevato dalla SLK, i cerchi AMG da 17”, un terminale di scarico doppio e cromato, le minigonne speciali più pronunciate, un impianto stereo BOSE (oh rega, stasera andiamo a bose!) e gli interni rivestiti in sobria pelle rossa con pedaliera in alluminio.

Fine.

Dimenticavo il battitacco personalizzato, che sciccheria.
Notare il pomello del cambio numerato ma, più che altro, il grande pedalone del freno e l'assenza della frizione. La Classe A era dotata di un particolare cambio semiautomatico dotato di un sensore che, quando mettevate la mano sulla leva del cambio, disinnestava la frizione da solo permettendovi il cambio marcia per poi reinnestrala completata l'operazione.

Così, con un’operazione di marketing opinabile, Mercedes creò una macchina che, se all’epoca non si cagò quasi nessuno – dicono che a Modena ne giri una, io vi rispondo che a Bologna gira una Aston Martin Cygnet CROMATA –, oggi, nella follia totale che è diventato il mondo dell’automobile e dei collezionisti, questa Classe A è diventata un vero must per qualunque collezionista degno di questo nome, con esemplari andati all’asta a cifre decisamente importanti tra cui una Edition Häkkinen andata venduta all’asta nel 2021 a circa 45.000 euro, un bel po’ di soldi per quella che, alla fine della fiera, è una Classe A con giusto un paio di modifiche estetiche.

Tuttavia, se siete collezionisti, se siete italiani e se, come me, rimpiangete quegli anni di Formula 1, il vero bolide che non potete lasciarvi sfuggire è la risposta italiana alla Classe A F1 Edition, l’ancora più base, tirata, plumona e ridicola vettura ispirata alla Formula 1 della storia, la Fiat Seicento Schumacher. Perché, ricordate, i veri campioni rispettano le regole. Ma non amano passare inosservati.

Ciao merde, vi ricordo dell’esistenza di DI BRUTTO A MANETTA, che RollingSteel non sta in piedi da solo e un sostegno dai suoi lettori è sempre gradito.

Articolo del 31 Ottobre 2025 / a cura di Il direttore

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  • eheheheh e chi sarà mai?

    Sorvolando sulla valanga di discorsi fuori contesto a partire dall’intro infinita dove descrivi il tuo cesso #tuttomoltointeressante per finire con la… boh… frecciatina a non si sa bene chi o cosa? sulle ragazzine che se la raccontano da femministe, probabilmente scelsero la Classe A perché era un nuovo modello e gli interessava spingere sulle vendite delle versioni normali tirando fuori una serie limitata, e alla fine non è niente di nuovo! Le corse stesse hanno sempre spinto il mercato delle stradali, in particolare rally e turismo. La Stratos fu pensionata anzitempo per schierare la 131, una vettura da famiglia che vinceva il mondiale rally, e quante 131 non Abarth ma normali hanno venduto sulla scia di quei successi? Quante Delta 1.3 e 1.5 vendettero perché l’HF Integrale vinceva a ripetizione? E per quanto riguarda la Seicento Sporting è sempre stata l’auto economica per far divertire ragazzini squattrinati, con un assetto da pochi soldi sui passi di montagna era goduriosa pur avendo 4cv in croce. In un mondo di “appassionati” che esaltano quella lattina di merda da ex bulletti di quartiere che risponde al nome di Uno Turbo penso ci possa essere spazio anche per Cinquecento e Seicento Sporting, se poi c’era scritto Schumacher ti piaceva ancora di più. Concludo che hai dimenticato di scrivere almeno due righe sul fatto che nei midici anni novanda c’erano le vere macchine, non come gli elettrodomestici di oggi. Giusto per restare fedele al trend ridondante che (purtroppo) ha contagiato anche RollingSteel. 10 punti a Grifondoro per la foto della Jordan.

    • Avevano finito le brioche buone stamattina?

      • Con sincera stima e scazzo per cosa sta diventando RS, Enrico.

        Non lo so, non ci vado al bar che poi ci sono i cazzari che parlano di calcio. Caffè e focaccia a casa poi si corre a trollare su rollingsteel. Vi leggevo con piacere quando scrivevi solo tu e mi gasavi raccontando di aerei, macchine e modellismo con competenza e leggerezza ma senza mai fare il cagone. Poi è diventata un po’ troppo la miliardesima pagina con discorsi beceri su quanto avessimo il cazzo lungo noi italiani quando facevamo la seddandascingue e la Uno Turbo che quando ammiocuggino thomas calascibbetta facivv shgummammend I biemvù m3 MUTI che ci avevano paura di prendere schiaffi mentre ora vergonnia che facciamo le alfa pegiò con la elettronicadomestica e a seguire stormi di esaltati coi soliti commenti triti e ritriti e vuoti come le scarpe da nolstalgia becera. Ora se vuoi silurarmi a fanculo lo capisco perché mi rendo anche conto di essere un cagacazzi. Però se ti va rifletti anche un attimo su quanto detto.

        • Caro Enrico, secondo me trolli troppo e leggi poco. Quello di cui parli te è molto più vicino al RS di qualche anno fa che all’ultimo. Per fare un esempio, solo nelle ultime settimane abbiamo pubblicato – visto che rimpiangi gli articoli a tema aerei – la storia dell’Hawker Trident, la prima parte della storia e tecnica dell’ala a freccia negativa, la storia del Sukhoi T4 e tanti altri articoli che, per quanto mi riguarda, sono un vero vanto. Un saluto.

          • Dai cazzo Direttore qui urgono provvedimenti!

            Ho visto e mi ha fatto piacere leggerli, ma ho visto anche l’articolo sulla Tonale “si stava meglio quando si stava peggio – Ieri perfezione e gloria oggi merda e vergogna” e articoli con titoli tipo: “Le auto più sfigate” dove l’unico intento sembra sia solo denigrare. Poi intendiamoci! Solo il primo a dire che nel panorama odierno mi piacciano esteticamente 4 modelli in croce, che ben vengano gli ADAS se evitano di farmi finire in sedia a rotelle ma possono risultare invasivi (terribili i commenti che glorificano ed esaltano la pericolosità di certi mezzi) mi rendo anche conto che se devo cambiare il paraurti alla Clio del 2001 me la cavo con 60-70 euro verniciatura esclusa, ora con radar integrato mi parte una fortuna. Così come per primo dico che la distribuzione con cinghia a bagno d’olio sia vomitevole. Però alla fine andare avanti vita natural durante a rimbalzare tra una critica a tutto ciò che è moderno e ad esaltare il passato in un loop di nostalgia e celodurismo alla lunga stufa e non vi rende diversi da una qualunque pagina fessbook dove tutto è ridotto a meme e cagate o a certi canali youtube con galletti sboroni. Poi fate un po’ come vi pare, la pagina alla fine è la vostra.

          • 30 ne conta novembre con april giugno e settembre, di 28 c'è febbraio e tutti gli altri ne hanno un paio

            Confido di tornare a gasarmi trovando articoli su roba come la Speed 12 o la Lotus Esprit oppure uno speciale su roba giapponese di nicchia come Spoon S2000 o Tom’s T020. Ricordo un bellissimo articolo sui problemi del serie K e mi sarebbe piaciuto leggerne un altro sulla storia del marchio Rover che in Italia ci caghiamo in 4 troppo presi dal dire sempre le stesse cose su 75/Uno/Delta.

    • Loris Marangoni

      Esaltare la pericolosità delle old school è quanto di più miserabile possa esserci. C’è gente che è morta o è rimasta invalida per colpa di auto che non avevano nemmeno l’ABS e l’airbag lato guidatore. Ben venga tutto ciò che serve a preservare la vita e in questo l’elettronica ha aiutato moltissimo e negarlo per darsi arie da gradassi è semplicemente roba da figli di puttana.

      • Simone Oddo

        Se mi è permesso, aggiungerei un mio parere in risposta ai vari commenti…rollingsteel a me piace perché unisce tecnica e storia delle nazioni nelle varie epoche con un tocco simpatico e 2 battute che male non fanno.
        Non credo debba essere preso per oro colato, insomma non è una istituzione, non è legge ciò che viene scritto, io eviterei di incazzarmi se vengono osannate auto senza abs o airbag ecc,ecc e se a volte capita che facciano troppo i nostalgici.
        Insomma converrete con me che nel panorama italiano non vi è di meglio, io credo che rs vada preso per quello che è e evitare di esagerare con i commenti.
        Correggere eventuali errori ok, dare consigli idem, ma senza esagerare, torno a dire non è da prendere tutto come se fosse un oracolo o bo che ne so io….godetevelo per quello che è.
        Saluti a tutti.

        • Guarda, credo che qui sopra nessuno dei due che ha commentato/trollato abbia letto l’articolo nel quale, basta leggere, l’argomento elettronica si/elettronica no non viene nemmeno menzionato. Lascia fare che RS l’ho creato io e va benissimo com’è.

          • Rollingsteeler

            Per quanto mi riguarda, continua così e ricordo a chi viene qui a rompere il Cazzo che questo sito non è Facebook o X, per cui non è obbligatorio scrivere qualsiasi cosa quando un articolo non piace. Alla larga i cagacazzo (ultimamente leggo sempre più commenti di cagacazzi)

  • MotoMedonte

    Io ne vedo una tutte le volte che vado dai miei, scala 1:18 Maisto.
    Sa come si dice direttore, brutta ma talmente brutta che fa il giro da diventare bella.
    Che poi non la trovo brutta, solo imbarazzante, come un paio di Reebok Pump al ballo delle debuttanti.

  • Marco Gallusi

    Ce l’aveva in casa un mio ex compagno di classe, pagata uno sproposito e durata quanto un gatto in tangenziale (pare che il cambio semiautomatico fosse più una croce che una delizia). Sulla 600 Schumacher un esemplare rosso stava per essere acquistato ma visto (anche qui) l’esborso extra la “specialità” si virò su una 600 Sporting rossa normale…

  • Flavio

    Domanda: se erano numerate 9 e 10, perché la prima foto ha l’8? Seconda: chi è la gnocca sulla jordan??

    • Bella domanda, non lo so, i numeri probabilmente cambiano a seconda del momento in cui è stata fatta la fito, nel 1997 Hakkinen aveva l’8 e Coulthard faccia da cazzo aveva il 9 mentre nel 1998 avevano rispettivamente il 9 e il 10… per quanto riguarda la pussy non lo so

    • Marco Gallusi

      La “Jordanina” dovrebbe essere Tracy McAndews (lo dice Google)

      • Marco Gallusi

        Sulla questione numeri non ho notizie, anche perché il possessore che conoscevo io (o meglio il figlio, chi la comprò fisicamente non è più tra noi) non ricorda di aver avuto numeri o nomi sulle fiancate, alla luce anche dei quasi 30 anni passati…

  • Alessandro

    Ma Dai! Allora era una macchina ufficiale! ne vedevo una a Bordighera quasi 20 anni fa e ho sempre pensato fosse la creazione di cattivo gusto di qualche tamaeeo. A pensarci bene il dubbio rimane perche non vedendalo piu da 10 anni non posso avvicinarmi per controllare gli interni e capire se fosse un fake. Pero un fake nei primi anni 2000 mi sembra piu difficile di adesso e la vicinanza di Montecarlo  (dove vive Hakkinen che ho pure incontrato) mi lascia il dubbio che fosse vera.

  • Fabio

    Trollare va ancora di moda? Mamma mia che segaioli che girano! Belli erano i tempi in cui se non ti piaceva il programma, cambiavi canale senza rompere troppo i coglioni.
    Avanti così, Direttore, che RS è sempre di più tanta roba. Se poi mi scrivete la seconda parte della storia delle funivie, è tantissima roba.
    Ma un consiglio: do not feed the trolls!

  • Daniele

    Provo a dare uno spunto per un articolo facendo un collegamento astruso..qui si parla di un’auto che tributa la massima classe automobilistica benché alla sfigata maniera. Ora mi viene da pensare all’opposto: le homologation special, auto che al contrario, non partono da una base modesta arrogandosi velleità sportive che non hanno, anzi possiedono qualità tecniche intrinseche e passano (o meglio passavano) per auto sfigate. Ovviamente non sto parlando di tutte le varie leggende del bar( delta,m3 e30, 190 evo II etc..) faccio riferimento a quelle auto che hanno soluzioni tecniche raffinatissime derivate direttamente dalle competizioni e nessuno si caca di striscio. Una su tutte è il mitsubishi Segaiol..ehm Pajero/Montero/Shogun v60. Il terza serie, quello obeso per intenderci. Auto sottovalutatissima ma strettamente derivata, a livello di geometria delle sospensioni, dal PajEvo o pajero Evolution, o v55w o come pipo lo si vuole chiamare.( Si lo ammetto ne ho qualcuno,li sto restaurando e mi ci intorpidisco la libido con quei cosi). Mi piacerebbe vedere un articolo innanzitutto sul pajero( leggendario per me al pari della lancer) con particolare focus sulla correlazione tra Evolution e 3ª serie. E poi un articolo su tutti le auto che la gente può comprare per due spicci e avere una tecnologia,un sistema o qualche chincaglieria direttamente derivata dalle corse. Direttore, mi appello a te e al tuo gusto dell’orrido ma funzionale.

  • Matteo

    Mercedes era tornata in F1 nel 1994 fornendo il motore della Sauber C13

    • Grazie, mi era sfuggita, ho modificato l’articolo!

  • Morgan

    La 600 Shumacher è AGGHIACCIANTE
    davvero “ammiocuggino” la avrebbe fatta molto meglio!

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