Quale è la tua auto preferita?
Quale è la tua Ferrari preferita?
Due domande, che per parecchie persone diventano una sola domanda, a cui a volte non è facile rispondere, perché prima bisogna trovare un criterio da cui far scaturire la risposta.
Personalmente quello che fa la differenza è sempre la tecnica, naturalmente contestualizzata nel periodo storico.
Per questo, alla prima domanda rispondo Lancia Delta S4, della quale potete leggere qui lo splendido articolo scritto dal nostro analista JPM, mentre alla seconda rispondo F50.
A questo punto, già sento il rumore dei pensieri di alcuni di voi “Ma come? Dove la lasci la F40?”.
La verità è che la lascio un passo indietro, anche se credo che sia la Ferrari più bella di sempre e che la sua linea sia diventata talmente famosa in tutto il mondo, da essere un’icona di cultura pop, conosciuta anche da chi non sa nulla di automobili.
Ma a livello tecnico, pur essendo stata la migliore supercar della sua generazione e un’auto incredibile per i suoi tempi (ma ancora oggi), si pone un gradino sotto alla F50.
Il motivo di questo distacco è molto semplice: la F50 è l’unica Ferrari con il motore realmente derivato da quello di una Formula 1 e fino al 2022, quando è uscita la Mercedes-Amg One era l’unica auto nella storia ad avere questa caratteristica.
Inoltre, la vicinanza della F50 con le Formula 1 degli anni Novanta è evidente anche in un altre scelte tecniche assai determinanti. Ma prima di raccontarvele, facciamo un passo indietro.
Nei primi anni Novanta la Ferrari non se la passava così bene. Pensare che fosse anche solo lontana parente dell’azienda che è oggi – l’azienda di Maranello ha un margine operativo vicino al 30%, un valore che nel mondo automotive semplicemente non esiste – è assolutamente sbagliato.
Orfana del Drake e a digiuno di successi in Formula 1 da oltre un decennio, la Ferrari aveva pure una linea di prodotti non così appetibile. Dal cancello di via Abetone Inferiore uscivano gli ultimi risultati dello stretching del progetto Testarossa, la mai completamente amata 348 e la grande 456 GT che a sua volta sostituiva la 412, rimasta sul mercato per quasi diciassette anni. In questo contesto la F40 era certamente il fiore all’occhiello della Ferrari, ma la sua produzione era esaurita da tempo e non si poteva aspettare il cinquantennale per far debuttare sul mercato la sua erede.
Produrre in fretta una nuova supercar era dunque assolutamente necessario. La F50 fu fortemente voluta da Luca Cordero di Montezemolo e doveva rappresentare l’apice assoluto della tecnologia delle auto stradali. Il suo compito era trasferire tutto il know-how delle corse su una supercar in serie limitata. Disegnata da Pininfarina, aveva il telaio progettato in-house dal reparto Ferrari Engineering della Carrozzeria Scaglietti di Modena. La monoscocca era in fibra di carbonio pre-preg T300 e costruita, insieme alla carrozzeria sempre in fibra di carbonio, da ATR in Italia. In totale pesava solo 102 kg.
Come sulle Formula 1 dell’epoca il gruppo propulsore V12 era un elemento portante ed era imbullonato direttamente al telaio, con le sospensioni posteriori montate sulla scatola del cambio. Anche queste ultime erano di di derivazione racing, con lo schema push-rod e i doppi bracci oscillanti sia all’avantreno che al retrotreno e gli ammortizzatori Bilstein a controllo dello smorzamento elettronico. Ma il pezzo forte della F50 era senza dubbio il V12 aspirato derivato direttamente dalla Formula 1.
Il monoblocco, derivava strettamente da quello delle stagioni 1990 e 1991, con la cilindrata aumentata da 3,5 a 4,7 litri; i regolamenti stavano cambiando e nel 1996 la Ferrari avrebbe gareggiato in F1 con il primo 10 cilindri della sua storia, di 3 litri di cilindrata. Da un lato era un peccato non sfruttare tutta l’esperienza accumulata con il V12 di 65°, dall’altro bisognava anche occuparsi della 333 SP. In realtà il suo V12 da 4 litri era molto simile a quello della Ferrari F92 A che partecipò al campionato di F1 1992; ma siccome il regolamento del campionato IMSA imponeva la derivazione del propulsore da quello di una macchina stradale, a Maranello partirono proprio da quello della F50.
Come di dice: due piccioni con una fava.
Tornando al 4.7 V12 della F50, ha il carter secco, il basamento in ghisa molto sottile, la testata in lega leggera, la distribuzione a 5 valvole per cilindro, le punterie idrauliche e i cornetti di aspirazione ad altezza variabile. Il regime di rotazione è ridotto rispetto ai 13.000 giri del motore di F1 ma esprime comunque la potenza massima di 520 CV a 8.500 giri e una coppia di 471 Nm a 6.500 giri. Per gli amanti dei numeri sono 111 CV/litro, un record per gli anni Novanta. La trasmissione, situata dietro al motore, era rigorosamente manuale a 6 rapporti, con frizione bidisco a secco, prodotta internamente dalla Ferrari con il supporto di ZF e coadiuvata da un differenziale autobloccante. Quanto agli aiuti elettronici, semplicemente non ci sono, nemmeno l’ABS, il servosterzo o il servofreno, figurarsi il controllo di trazione.
Altre caratteristiche tecniche straordinarie per l’epoca erano: il serbatoio in tessuto gommato di derivazione aeronautica da 105 litri, i mozzi in titanio e il sistema frenante Brembo con dischi in ghisa da 355 mm all’anteriore e da 335 mm al posteriore. Tutto questo senza contare i cerchi in magnesio da 18 pollici che montavano pneumatici Goodyear Fiorano, appositamente studiati, da 245/35/18 all’anteriore e 335/30/18 al posteriore. La distribuzione dei pesi era 42:58 e il peso in ordine di marcia si fermava a 1.230 kg. Di conseguenza le prestazioni erano incredibili: 325 km/h di velocità massima e 3,8 secondi per passare da 0 a 100 km/h, ma, soprattutto, quattro secondi in meno a Fiorano rispetto alla F40.
Presentata al Salone di Ginevra nel 1995, la F50 è stata prodotta in soli 349 esemplari e oggi vale non meno di 5 milioni di euro. Quando arrivò sul mercato costava 852.800.000 di lire e dunque era molto più esclusiva rispetto alla F40.
Nel paragone con quest’ultima, sicuramente la F50 esce sconfitta dal punto di vista estetico, anche se ha la peculiarità del tetto rimovibile. Il fatto è che le due auto hanno diversi elementi estetici in comune, ma le linee tondeggianti e morbide tipiche degli anni Novanta, non riescono a conferire la stessa cattiveria delle linee tese e squadrate del decennio precedente. Soprattutto nel disegno del frontale, la F50 appare quasi docile, mentre la F40 è minacciosa da qualsiasi parte la si guardi. Ma quando il V12 si risveglia e inizia a cantare, la F50 dimostra subito di che pasta è fatta.
Vado fuori dal coro e dico 488 Pista, prestazioni al vertice e un’estetica racing che mi fa morire. A seguire F430 Scuderia perché era la Ferrari di punta e sviluppata d Michael Schumacher quando ho iniziato a seguire come si deve la F1, ora mi sembra sia passata una vita. Son quelle cose che a pensarci ti sale un po’ di nostalgia perché fanno parte della tua vita da ragazzo prima che i dannati capelli bianchi cominciassero a bussare.
P.S. Al primo che caga il cazzo dicendo che “eMMaH hanno l’elettroniKa keskifoH nn sn vere Ferrari sn merda in konfronto all’effequarante orgoglio italiano” giuro che vado avanti a trollare fino a Natale 2085
È ma la f40……:PPPP
Due persone me sono veramente eccezionali una è la F430 e una e non lo direbbero mai gli amanti Ferrari la GTC 4 Lusso che ho avuto il piacere di guidare
Favolosa! Penso che Ferrari non favolose non ne esistano! Il mio sogno sarebbe provarne una, qualunque!
Ammetto di aver sempre sottovalutato la F50. Ricordo quando l’ho vista dal vero per la prima volta: nonostante il fascino del V12 non mi ha dato le stesse emozioni della F40 (che, per me, resta per distacco la Ferrari più desiderabile – la più bella però è la 288 GTO).
Devo dire che, vista con gli occhi di oggi, la F50 mi piace decisamente più di allora, non solo meccanicamente. Sarà che le hypercar di oggi non hanno un minimo dell’anima di quelle?
Cosa significa che non hanno anima? Mi sembra un qualcosa di vagamente astratto e molto discutibile. Io credo che si resti legati alle auto che abbiamo avuto o in questo caso di hanno fatto sognare quando eravamo più giovani, finiamo col raccontarci balle su quanto fossero più genuine, addirittura più veloci (si vabbè) e la puttanata de “erano da veri uomini non come quelle di oggi che con l’elettronica le guida anche un bambino” (si vabbè parte 2) ma io son sicuro che ad avere la fortuna di salire su una Ferrari o una qualsiasi supercar nuova ci bagneremo le mutande dall’emozione e tutte le cazzate sulla old school svanirebbero come neve al sole.
Oh yeah!!!
@Enrico
Finché l’auto resterà (anche) un oggetto emozionale tutto resterà meravigliosamente discutibile: le emozioni sono viscerali, non razionali.
Non scherziamo, quelle di oggi sono *molto* più veloci, e chi lo nega? Ma per esempio, fra una Countach LP 500 e una LPI 800-4, potendo scegliere, quale prenderesti?
Poi oh, i gusti son gusti. Qui ognuno la vede come vuole. Siamo ancora in democrazia, no?
P.S.
– Fra le hypercar di oggi mi piacciono le GMA di Gordon Murray.
– In garage però mi piacerebbe avere una Caterham 7: abbastanza divertente da non desiderare niente di più.
– Sarà “da uomini veri”? Non mi pongo neanche il problema, è un concetto di cui non mi frega assolutamente niente! Ma in genere se ci sono tre pedali (per me) è meglio.
In ordine sparso:
Clio Williams
Sierra Cosworth 2 volumi
Sierra Cosworth 4 porte 2WD
Lancer Evo 6 blu
Shelby Cobra 289
Porsche 356
Porsche 964 Turbo
Porsche 993 Club Sport
Skyline GTR R32
Skyline GTS-R R31 e relativa versione Tommy Kaira M30
Toyota Land Cruiser HJ70
Lista che potrei aggiornare tipo ogni giorno ma te ne ho sparate un po’ alla rinfusa. E no, la Countach sarò strano ma non mi è mai piaciuta. Tanti direbbero F40, F50, 288 GTO. Io vado proprio matto per la 488 Pista.
HJ60 pardon
Aggiungo: Impreza WRX STi seconda serie, quella coi fari tondi denominata bug eye. Fa schifo al mondo, è la mia preferita.
Tosta la GMA, ha tutto ciò che una supercar analogica deve avere.
L’appassionato comune ignora quanto Murray sia folle e al contempo geniale: facciamo gruppo d’acquisto per ottenere uno sconto?
Anche la Seven è tosta, mi pesa il culo però e un minimo di confort lo voglio (leggasi: tetto), perciò rispondo con Elise S1 col Rover K 120: semplice e ampiamente alla mia portata.
Ho già le moto per stare all’aria aperta.
@MotoMedonte: Rover altro marchio importante che ha sfornato auto prestigiose tra cui sportive V8 come l’SD1. Anche tra le più piccole come la 400 e la successiva 45 (per non parlare delle grosse come la 800) è tutta pelle e radica! Auto di cui non parla mai nessuno se non per sfottere coi problemi del Serie K. La stragrande maggioranza di chi commenta ha una cultura automobilistica che non va oltre le solite stupidaggini su lattine turbo anni 80, Alfa 75 e Delta Integrale. Poi ci sono quelli che elogiano qualsiasi cosa solo perché d’annata. E alla fine ti rompi il cazzo.
Però già tipo mi dicessi preferisci la nuova M4 o l’M3 E30 non avrei dubbi. Sono anche amante del marchio Lotus, una bella Elise prima serie o un’Esprit S4 o V8 liscia senza alettone. La passione c’è, peccato che le occasioni di parlarne e approfondire manchino visto il livello medio (molto basso) che c’è in giro e perfino trollare certi soggetti è come sparare sulla croce rossa.
Naaahh! Secondo me la ferrari piu bella (epoca moderna diciamo) é la 288 GTO. La sua linea é unica nel mondo supercar, la F40 pur essendo famosissima é meno riconoscibile al primo sguardo. Forse anche grazie alsuccesso planetario del telefilm Magnum PI che porto nelle case degli italiani (spensierati all’epoca) una linea originale e unica. Non parliamo poi dell’F50 che stilisticamente paga pegno grazie allo stile in voga negli anni 90.
In Magnum P.I. c’è la 308 non la 288 GTO.
si ma la forma é quella
Purtroppo è tutto lì, nelle linee gentili, la chiave del suo poco seguito.
Abituati alle linee tese delle 288 e F40 che fecero storia, la F50 appariva mansueta, fu spiazzante.
Per il resto era ineccepibile, l’ho sempre considerata la prima delle Ferrari moderne, anni luce avanti su soluzioni tecniche, assemblaggi, ricerca sui materiali, più in linea con la Ferrari di oggi che dell’epoca.
Anche nel marketing, scegliere di farne solo 349 (un terzo circa delle F40 prodotte) senza eccezioni, pur con una lista d’interessati più lunga, era un modo per aumentare il prestigio dell’auto che del costruttore.
Guarda che fu così anche per l’F40 infatti si creò un mercato fatto di speculazione dove i clienti le rivendevano subito a cifre ben superiori trattandole come merce di scambio per fare affari. Quando poi uscì l’F50 nel contratto di acquisto inserirono una clausula che impediva di rivenderla prima di 2 anni. Successe la stessa cosa anche con la prima Sierra Cosworth, il “Pinnone”. Esemplari appena acquistati subito rivenduti a prezzo più alto.
davvero va così più forte della F40?
nel video Best Motoring (giapponese) la F40 batte la F50 di quasi due secondi (con pista libera tutte e due)
PERCHE’ LA EFFE GUARAND NON SI BATTE! STUDIA! CI FA IL CULO ANCHE ALLA 488 PISTA! CHE VERGONNIA CHE A MARANELLO ANNO FATTO UNA MACCHINA CON LELETTRONICA! COME LA PLEI STESCIO CHE ANCHE I BAMBINI CI VANNO FORTE! CON L’ EFFE GUAAARAND I CONTROLLI SONO LE TUE MANI E I TUOI PIEDI E SE NON SEI UN VERO PILOTA SEI MORTO! ADESSO TUTTO FACILE CHE VERGONNIA!!
Il fascino che questo esemplare di macchina ma tutti i modelli di quell’ epoca sono e saranno per sempre unici al mondo. Oggi la tecnologia ha rovinato tutto il valore umano di quel tempo… Oggi tanta malinconia
Si la f50 una stra auto, quoto e condivido quanto espresso nell’ articolo
La mia preferita
La mia Ferrari preferita?
Sarà che starò diventando anziano e quindi la F40 è meglio lasciarla ai miei sogni da bambino nato negli anni 80…
Ma ad oggi la mia Ferrari preferita non esiste.
Forse la Roma/Amalfi, ma in quel segmento preferisco altri costruttori.
Maserati su tutti.
Mentre se andiamo all’estero AM, Jaguar, una 911 non estrema.