A volte uno pensa di avere delle certezze.
Mica tante, qualcuna.
Tipo che gli aerei volano e le barche navigano, che le auto hanno quattro ruote e le moto due, e che i quad servono per andare dove non c’è l’asfalto.
Semplice, no?
No, perché poi un bel giorno scopri che un pazzo tizio tedesco prende delle moto super sportive e le trasforma in quad stradali e che vanno anche forte.
Il tizio in questione si chiama Sebastian Jornitz, è nato nel 1984 ed è appassionato di quad fin da bambino. Nel 2007 ha un’idea e la mette in pratica: progetta, realizza e installa per la prima volta le sospensioni anteriori push rod su un quad, precisamente su uno Yamaha Banshee e vince subito una gara (qui e qui potete vedere un po’ di immagini di repertorio). Dopodiché, nello stesso anno fonda la SJ-Racingspecializing, una società specializzata in parti racing per i quad, e diventa concessionario sia di Polaris che di Suzuki.
Le sospensioni anteriori push rod hanno un ruolo centrale in questa vicenda, perché rappresentano l’innovazione tecnica che permette di creare un quad stradale ad alte prestazioni e di farlo curvare nel modo appropriato, cioè sostanzialmente senza cappottare.
Tornando alla storia, nel 2009 Jornitz realizza per un cliente il primo quad stradale spinto da un 4 cilindri e questi decide di chiamarlo Megabum. È la premessa per la fondazione della Exeet, che avviene nel 2012 e che porta con sé l’interruzione dell’attività di dealer di altri marchi.
Jornitz ha deciso: si concentrerà solo sulla produzione di quad ad alte prestazioni.
Due anni dopo è pronto il primo quad basato su una motocicletta, precisamente una Kawasaki Z1000. Osservandolo dal lato, il profilo ricorda quello di un toro e così scegliere il nome è facile: Blackbull. Nel 2018, poi, arriva la versione aggiornata, con la sospensione anteriore all’ultimo stadio di sviluppo. Lo schema con gli ammortizzatori verticali posizionati al centro e la barra stabilizzatrice realizzata ad hoc rimarrà lo stesso per tutti i quad prodotti successivamente.
Nel 2020 arriva il Blackbull H2, costruito sempre partendo da una Kawasaki, ma stavolta usando il motore sovralimentato dell’omonima motocicletta. Così, arrivare a 200 CV è un gioco da ragazzi. Ma a Jornitz non basta: quando Bmw presenta la S1000RR ne compra subito una e sviluppa il nuovo Exeet RR.
Così arriviamo ai giorni nostri e alla MR Competition che vedete qui sotto. La base su cui è stato realizzata è una Bmw M1000R, ovvero una Superbike senza carenatura e con il manubrio dritto, che ha la bellezza di 207 CV a 13.750 giri e 116 Nm a 11.100 giri. Un motore a cui senza dubbio piace girare in alto e che spinge questo quad fino a 230 km/h, dopo averlo fatto scattare da 0 a 100 km/h in 2,75 secondi.
Ma come si trasforma una moto sportiva in un quad? Bé, intanto bisogna intervenire sul telaio, modificandolo e aggiungendo le parti necessarie per ancorarvi sia la sospensione posteriore sia quella anteriore. La prima sfrutta il monoammortizzatore posteriore, a cui viene collegato un prolungamento della catena di trasmissione, che a sua volta confluisce in un differenziale da cui partono due semiassi che vanno direttamente alle ruote. Praticamente un ponte rigido a tutti gli effetti.
La seconda, invece, è uno schema a doppio braccio oscillante, con ammortizzatori push rod Öhlins a gestione elettronica e che permette di gestire i movimenti delle ruote anteriori con una certa raffinantezza, considerando che la natura intrinseca di questo mezzo è quella di sollevare la ruota anteriore interna nelle curve più strette, come facevano certe Alfa Romeo Giulia (quelle degli anni Sessanta) in pista.
Naturalmente anche l’impianto di scarico è stato completamente ridisegnato, visto che i collettori fanno il giro dai lati del motore e non più sotto lo stesso. Così anche i terminali sono diventati due e si trovano al centro della coda, belli sparati verso l’alto.
A questo proposito, il pacchetto di controlli elettronici di base è lo stesso della M1000R per quanto riguarda l’hardware, mentre il software è stato personalizzato. Ci sono diverse modalità di guida, dieci in totale, che partono dalla più tranquilla “rain” fino ad arrivare ai tre livelli finali di “race pro”. C’è anche il pulsante per limitare la velocità in corsia dei box.
L’altezza da terra è di 10 centimetri scarsi, quindi bisogna fare attenzione sui dossi e sui fondi sconnessi, ma del resto questo è un mezzo che ama l’asfalto liscio e regolare, come raccontano anche gli pneumatici Maxxis Spearz montati su cerchi in lega VBW da 10 pollici, nelle misure 190/50 all’anteriore e 225/40 al posteriore. Il cambio è lo stesso a 6 marce con quickshifter della moto di serie, ma è stato aggiunto un motore elettrico per la retromarcia. L’impianto frenante, invece, è composto da tre dischi: uno per ruota davanti e uno centrale (come sui kart) dietro. Quanto alle misure, l’Exeet MR Competition è lungo 1,98 metri, largo 1,48 e alto 93 cm, ha un serbatoio da 16,5 litri e pesa 254 kg a secco.
Ma come si guida questo quad completamente fuori dagli schemi?
In attesa che Sebastian ci inviti in Germania per provarlo, prendiamo in prestito le parole dell’ad della sua azienda, tale Thorsten Arenz, anche se l’effetto è un po’ quello di chiedere all’oste se il vino è buono.
“Sembra una monoposto di Formula 2 con un manubrio da moto: davvero pazzesco. Su strada è estremamente precisa: ingresso in curva deciso, grande feedback, frenata brutale ma controllabile. In pista diventa un’esperienza da brivido: frenate molto tardive, velocità elevate in curva e accelerazione da Superbike in uscita di curva, ma con molta più stabilità”
In tutto ciò, questo quad è omologato per circolare su strada, anche con due persone a bordo, e non serve nemmeno la patente A, visto che è sufficiente la B. È anche dotato della connessione Bluetooth, per collegare il cellulare e il casco, telefonare e ascoltare la musica, ma dubito fortemente che vengano in mente attività del genere quando ci si trova in sella a questo attrezzo, che in ogni caso ha un rapporto peso/potenza molto vicino all’1:1.
Chi ha dato, anche solo una volta, tutta la manetta a una sportiva mille dell’ultima generazione, sa a che cosa mi riferisco.
Essendo prodotto completamente a mano, l’Exeet MR Competition è personalizzabile in diversi modi, sia per quanto riguarda componenti più o meno pregiati, sia per le colorazioni e i rivestimenti. Il prezzo di partenza, considerando quanto costa la moto di serie e tutta la tecnologia utilizzata, non è nemmeno folle: 59.500 euro.
A questo punto, per concludere, ecco un bel video della Exeet MR Competition, giusto per vederla in azione.
Folle, inutile e pericolosissimo…
Ma ha anche dei difetti
Sicuramente, quella targa fronte marcia, perpendicolare all’asfalto e decentrata che vediamo a 6:35 è un doppio insulto. Aerodinamica ed estetica uccise con un colpo solo. Ma con un 60000+ € sono sicuro che una soluzione si trova. Io la comprerei (ma non posso).
Un folle!
come trasformare una moto sportiva in un quad da 230 km/h …e fare la coda al semaforo ( guardando tutto gli scooter che ti passano davanti)
oh si alessandro, che profilati sono quelli la?
Un commento che forse è solo un mio pet peeve, mi disturba usare il faro (cioè il volto) di una moto di una marca, su una moto di marca diversa. Mi fa la stessa impressione di vedere il muso di un carlino sul corpo di un cane lupo…. fa strano