Barbara Riolfo ha fatto una cazzata, su questo non ci sono dubbi, ma il modo in cui i social la stanno mettendo alla gogna (qui ne parla Dagospia), dimostra ancora una volta che questo splendido Paese in realtà è pieno di trogloditi.
Il concetto è molto semplice: Barbara Riolfo ha perso il controllo della sua Lancia Rally 037 nello stesso identico modo in cui poteva perderlo un uomo, come dimostrano molti episodi simili accaduti in passato. Il fatto che sia una donna non c’entra assolutamente niente. Purtroppo, però, ci sono ancora molti italiani che hanno una visione quantomeno medievale del sesso femminile e non perdono occasione di esternarlo a gran voce da dietro lo schermo di uno smartphone o di un pc. Un esercito di impavidi che, protetti da un display e da un nickname sono pronti a partire per le crociate e che invece vorrei proprio vedere ripetere le stesse parole di fronte alla diretta interessata. La verità è che il mondo è pieno di vigliacchi e i social gli rendono la vita ancora più facile.
Ma RollingSteel.it non è certo un’aula universitaria dove si tiene il corso di sociologia (e di sicuro non vuole diventare la nuova frontiera del femminismo e/o dell’inclusività ma solo dare a Cesare quel che è di Cesare) e quindi cerchiamo di capire che cosa è successo domenica scorsa durante il Salone dell’Auto di Torino. Barbara Riolfo era alla guida della Lancia Rally 037 con accanto la figlia Alessia e stava percorrendo il tratto di Via Roma che si immette in Piazza San Carlo, lasciandosi alle spalle Piazza Castello. A un certo punto la Lancia ha accelerato e in men che non si dica è partita in sovrasterzo, puntando le transenne alla propria destra e abbattendone alcune (cinque o sei). In quel punto c’era parecchia gente, ma fortunatamente la 037 procedeva a bassa velocità e quindi le conseguenze sono state piuttosto contenute. Si parla di una dozzina di feriti lievi, tra cui una ragazza che forse si è rotta una gamba e un signore che ha riportato una ferita piuttosto profonda vicino alle parti basse, che è stato operato di urgenza e dimesso il giorno dopo.
Naturalmente tutto questo non va per niente bene, ma tutto sommato poteva andare peggio. Per questo non staremo a riportare alcune dichiarazioni degli offesi che sembrano calibrate ad arte per ingigantire l’accaduto e nemmeno quelle di alcuni politici che hanno approfittato del momento per demonizzare l’automobile a priori. Noi preferiamo concentrarci su quello che è successo in Piazza San Carlo. Osservando i vari video realizzati dai presenti, che filmavano la parata delle diverse supercar, la dinamica dell’incidente è assolutamente chiara. Quando Barbara Riolfo ha premuto un po’ di più sul pedale del gas, la 037 si trovava in una situazione di aderenza differenziata. Le ruote di destra sul pavè e quelle di sinistra sul lastricato, entrambe superfici molto scivolose, ma in modo diverso. Quando il 2 litri volumetrico ha inviato un po’ più di coppia al retrotreno, il differenziale autobloccante integrato nel cambio ZF a 5 rapporti ha fatto il resto. Non sappiamo a qualche percentuale fosse regolato il differenziale, ma se fosse quella prescritta per l’utilizzo racing dell’auto sarebbe del 75%, un valore che determina un intervento piuttosto aggressivo, soprattutto su una superficie a scarsa aderenza.
Barbara Riolfo, dunque, non poteva più fare nulla dopo aver esagerato con il gas, perché la 037 era ormai fuori controllo e lo spazio tra lei e le transenne era estremamente ridotto. Ovviamente le dichiarazioni rese dalla Riolfo non sono proprio trasparenti al 100% anche se ha ammesso le sue colpe “È stato un errore umano, può succedere. Ma stiamo anche facendo valutazioni sulla vettura per capire se ci siano stati problemi meccanici. Andavamo a 10 km/h, si è trattato di una fatalità”. No, cara Barbara, hai fatto una cazzata, lo sai tu, lo sappiamo noi e lo sa chiunque se ne intenda di auto e osservi i video con un minimo di attenzione.
Ciononostante, la crocifissione a cui sei stata sottoposta è assolutamente barbara e ingiustificata. Non sei la prima ad aver fatto un errore del genere e non sarai l’ultima. Solo tre anni fa, durante la terza edizione della Motor Valley Fest di Modena era successo un incidente ben più grave. Un ex-pilota professionista come Olivier Beretta – 24 partecipazioni alla 24 Ore di Le Mans e 10 GP in Formula 1 – aveva colpito un meccanico della Scuderia Ferrari mentre questi si trovava sul ciglio della carreggiata. Beretta era al volante di una SF70H e alla fine l’uomo di Maranello ci ha rimesso un piede. Ma nessuno aveva messo sulla croce Olivier Beretta.
Infine, è vero che un paio di mesi fa Barbara Riolfo aveva fatto un po’ la splendida sui social, pubblicando un post dove si vantava di saper controllare la 037 restaurata insieme a suo marito – i due sono titolari di un’officina specializzata – anche sotto la pioggia e con le semi-slick. Ma il discorso è sempre lo stesso: gli uomini possono fare gli splendidi e le donne no? Anzi, qualcuno è anche diventato un personaggio facendo lo splendido…
Quindi, tirando le fila di tutta questa storia, speriamo che le persone coinvolte nell’incidente e infortunate vengano debitamente risarcite. Speriamo anche che non ci siano conseguenze negative per la prossima edizione del Salone di Torino, un evento che in ogni caso fa bene agli appassionati e all’automotive. Da ultimo, esprimiamo la nostra vicinanza a Barbara Riolfo, che è senza dubbio una di noi, e le diamo un’affettuosa pacca sulla spalla consigliandole di essere un po’ più delicata con il piede destro.
vero verissimo anche le donne sanno guidare una 037 e anche bene, ma sapendo della aderenza differenziata della macchina leggera e gomme slick un/una pilota dovrebbe ben sapere che si accelera piano altrimenti il sovrasterzo e sempre in agguato
Donna o non donna sicuramente è una incapace. Schiantarsi durante una passerella è ridicolo. Articolo buonista ed inutile a mio parere.
Non vedo il buonismo. Nel testo dell’articolo c’è scritto chiaro e tondo che Barbara Riolfo ha fatto una cazzata. Il senso dell’articolo (e che io condivido) è che è sbagliato dire che Barbara Riolfo, al volante, non poteva fare altro che fare cazzate in quanto donna.
Non mi pare che può accompagnare solo sia stato trattato meglio, quindi articolo buonista ed inutile…
Mi dispiace perché apprezzo molto tutto ciò che Rollingsteel pubblica, ma è difficile essere completamente daccordo con l’ interezza di questo articolo, concordo che il comportamento da bestie sui social sia da condannare sempre e comunque, ma qui la signora prima si è vantata di poter fare una cosa da maschi e poi ha palesemente sfrizionato (alla stregua della partenza del nonno) provocando la nobile bestia che le si è rivoltata contro. Ha raccolto ciò che ha seminato. Auguri ai feriti, poteva andare peggio.
Chi legge Rollingsteel conosce Michèle Mouton e non ha bisogno di articoli come questo.
Alle sagge parole di questo articolo aggiungerei solo che spero che una solenne sciocchezza, per non definirla altrimenti, non sia il pretesto per cancellare una manifestazione nel complesso per me riuscita. A dispetto dei detrattori trovo infatti l’eleganza di Torino la cornice ideale per un evento del genere. Alla “pilota” consiglierei invece in primis delle scuse per l’accaduto. Quando sbaglio io perlomeno faccio così…
Ho visto neo commenti definire “una sciocchezza”… non ho parole, fatevi spezza re le gambe voi da chi vuole fare lo splendido … per l’articolo, mi spiace davvero ma siamo davvero fuori da ogni logica, solo buonismo, vorrei vedere voi …
Ho l’impressione che la signora possa permettersi un avvocato, non le serve essere difesa qui.
L’ha fatta fuori dal vaso e l’ha combinata grossa, una gamba spezzata non è una ferita lieve.
Indipendentemente dal sesso questi atteggiamenti danno appiglio a tutti i rompicoglioni livorosi che vorrebbero girare a 30 all’ora e il superbollo sopra i 60 cavalli.
Molti uomini sono stati più che crocifissi per cappelle simili, alcuni sono pure diventati un meme:
https://www.youtube.com/watch?v=A0CPTVBRzUg
https://www.youtube.com/watch?v=W9QIE1OytWg
La signora ha fatto una cappella bella grossa, ed è stata crocifissa soprattutto per le fanfaronate, e sul sessismo l’ha messa lei prima degli altri. Torna a girare il sugo può essere sessista, ma vai a lavare i cerchi è assolutamente unisex. I commenti beceri ci saranno sempre, perché troll e leoni da tastiera sono animali tutt’altro che in via di estinzione. Ma chi non ha mai giudato nulla a parte il suv o la mild hybrid di turno, può accompagnare solo! Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Io ad esempio ho fatto una cappella simile al mio primo giro su una Honda S2000, senza però ferire o uccidere nessuno, a parte il mio orgoglio. Alla Barbara Riolfo non dico di tornare a girare il sugo, ma la guida di certe auto in certe maniere e in certe condizioni non è per tutti ma per pochissimi, uomini o donne che siano. Oggi è una gamba rotta, domani è una vita spezzata. E almeno quello che si è rotto solo la gamba si è potuto lamentare. Altro che a girare il sugo, l’avrà mandata…
Commentatori tutti, volete sposarmi?
(Tutti tranne uno)
Tutto condivisibile, non commento mai ma questo articolo fa scadere nel femminismo un sito “””macho””” come il vostro; mi sento offeso in quanto lettore e devo commentare.
Semplicemente, senza polemica, trovo poco adatto il paragone con Beretta. Mi riferisco al fatto che non conta l’errore, l’incidente, che è giustamente umano ed imprevedibile (non l’ha fatto apposta, ci mancherebbe, ma ha sbagliato consapevolmente, ha deciso lei di schiacciare il piedino) ma il terribile fatto che la Dulcinea in questione abbia pubblicamente sfoggiato tramite quel post col sorrisone il paragone con il sesso forte, abbia lanciato lei la sfida “anche noi ce la possiamo fare”, noi DONNE, semislick senza la c, spazi inesistenti e punteggiatura da rivedere: ha lanciato il sasso, perché sull’internet tutto resta, come questo commento che sto facendo io e quel commento che ha pubblicato lei. Ha voluto LEI per prima fare la splendida. Beretta non l’ha mai fatto. E’ un discorso ampio sulle discriminazioni (razziali, sessuali, qualsiasi tipo). Non avesse pubblicato quel post, avrebbe avuto tutta la mia comprensione ed il mio “rispetto”, oltre che la mia vicinanza affettiva come essere umano, virtualmente parlando. Ha offeso sia le sue colleghe, dimostrando che nessuno può azzadarsi a dire di essere in grado di “saper guidare” né può vantarsi di riferirlo al mondo; tutti i migliori piloti, quelli veri di cui il sito è pieno, non hanno mai nemmeno pensato a cose del genere. Non condivido la chiusa, LEI non è “una di noi”. “Può accompagnare solo” lo è, in quanto min***one e tamarro all’inverosimile ma umile da non sentirsi né in difetto né in vantaggio rispetto a nessuno (nell’intervista parla solo di lui, è egocentrico a livelli siderali, ma il suo paragone è lo specchio, non uomo/donna) , e non aver bisogno di dirlo (o scriverlo). Come Beretta, che non ha mai avuto bisogno di scrivere “anche noi piloti di categorie minori/collaudatori siamo in grado di guidare una SF70H” né si è mai sognato di farlo. I veri campioni, i veri uomini, e forse le vere donne, una volta adulti smettono di “paragonarsi” con gli altri, uomini, donne o accompagnare solo che siano, e si concentrano su sé stessi, o sul cronometro. “Ogni onore è gloria” (cit.), ma per favore. Terrificante.
“Dare a Cesare quel che è di Cesare”, in primis un 5 altissimo per la citazione ad hoc.
Secondariamente sono piuttosto d’accordo con l’articolo, anche se credo che la signora abbia fatto un bel danno da principiante qual’è, come ovviemente avrebbe potuto fare un qualunque maschio nelle stesse condizioni, magari però poteva mantenere un atteggiamento più dispiaciuto nelle interviste post incidente oppure stare proprio zitta e rifiutare i commenti, visto che il mondo dei Social aspetta solo quello per scatenare la cagnara.
Spero non venga cancellata la manifestazione, perché è sempre bello poter vedere e sentire questi veicoli in movimento.
Articolo difficilmente accettabile, nulla a che vedere con gli standard eccellenti di RS.
Facciamo chiarezza: è la Riolfo che fa la splendida tirando fuori il paragone con gli uomini.
È la Riolfo che fa la splendida (bis) andando addosso alla gente.
È la Riolfo che fa la vittima (preventivamente) parandosi dietro ad un presunto sessismo che in sostanza si traduce in un paio di battute.
È la Riolfo che adduce scuse bizzarre e fatica ad ammettere di aver sbagliato, come il Fonzie di turno.
È semplice: se fai il fenomeno e poi sbagli proprio facendo il fenomeno, ti becchi le prese per il culo, che tu sia uomo donna animale o vegetale.
A causa di questo nauseante buonismo, il femminismo diventa argomento fantoccio dietro al quale nascondersi, sminuendo il valore del femminismo stesso.
Mhhh…
sinceramente, sto articolo non mi fa ne caldo ne freddo.
TUTTI possono fare i fighi o, in questo caso, le fighesse, sopratutto se hai a mano una 037. Il punto e’ che una 037, se ne frega. E come in questo caso, quando fai lo sborone senza saper guidare (sarebbe buffo sapere quante ore di guida abbia la signora su qul mostro, escluso carrozzeria-casa-baretto), questo e’ esattamente quello che ti spetta. Sulla melma mediatica, non mi esprimo…la gente non ha un cazzo da fare e fare il leone da tastiera e’ gratis. Ma su un punto, con questo articolo, sono assolutamente daccordo: e’ andata grassa. Poteva andare peggio.
Secondo me, è sufficiente dire che un pilota ha sbagliato, come anche i piloti sbagliano in pista, in montagna, nel parcheggio, in passerella. Forse c’è un po di invidia, perché nessuno dei leoni da tastiera nemmeno si siederà su una 037…
non perché una persona é donna uomo o comodino vada insultata per ció ma lei la cagata la ha fatta eccome.
Lei e chi ha predisposto il percorso su una simile superfice sapendo cosa comporta; una n strada asfaltata o quantomeno una dal fondo uniforme era troppo difficile!?
Dubito bene che gli organizzatori di un simile evento non lo sappiano e una pilota nemmeno una bella leggerezza da tutte e due le parti.
Non é un auto stradale ma un mezzo da corsa con un motore amichevole come un cinghiale ferito.
Il giorno in cui dovessi far del male a diverse persone incolpevoli (più che star fermi dietro ad una transenna…) mentre faccio qualcosa che va al di là delle mie capacità solo per vanità, credo mi sentirei estremamente mortificato e penso la sensazione durerebbe a lungo. Io pagherei senz’altro delle conseguenze. La signora Riolfo non mi pare si sia sprecata in comunicati stampa di cordoglio per l’avvenuto e la figlia é stata anche piuttosto aggressiva sui social in risposta allo shitstorm sulla madre. Non vedo mortificazione, non piovono scuse e non si saprà se ci saranno risarcimenti e di che entità. In pratica non sapremo mai se la signora si sia pentita della fanfaronata e se gli offesi si potranno ritenere soddisfatti della (eventuale) riparazione. Quindi rimane una storia triste e dal prosieguo opaco. Bastava fare un po’ di baccano da fermi e poi procedere piano come le auto che la precedevano. In questo senso, é stata davvero stupida, la condotta della signora. Se non se ne rende conto lei per prima (“é stato un errore umano, può succedere”, ipse dixit), inutile perdere tempo in commenti.
Concordo sulla condanna dei commenti sessisti.
Il pilota ha dimostrato di essere incompetente, a prescindere dal sesso.
Purtroppo il motorsport, soprattutto il collezionismo, non è questione di capacità al volante, ma di quanto è grosso il conto in banca.
Comunque mi sarei aspettato un articolo più critico.
Non solo sono state ferite e messe in pericolo delle persone…
Chi guida un’opera d’arte rara e preziosa come la 037 ha una responsabilità anche verso tutti noi appassionati, per la conservazione di un’auto unica.
Il problema non è uomo o donna. La lancia 037 è uno strumento pericoloso, difficile da guidare e controllare a causa della spaventoso coppia che il suo motore da competizione sviluppa. Questa signora aveva l’ esperienza giusta per pilotarla? Non credo . Fare una cazzata non è un incidente , è mancanza di esperienza e volersi mettere in mostra. Va condannata! Non parlo di tribunale reale , ma di quello mediatico.