Sarò molto onesto.
Nonostante il mio lavoro di analista mi imponga di basarmi sui dati e sui numeri, quindi di essere assolutamente freddo e imparziale, tutte le volte che mi trovo a trattare l’Alfa Romeo devo tenere a bada una serie di emozioni.
Al cuor non si comanda – dice il proverbio – e quindi vedere lo stato in cui versa attualmente il Biscione non può fare che male.
Quindi non starò a rigirare il coltello nella piaga e vi rimando a quanto avevo scritto a ottobre in occasione della presentazione della Tonale. A questo proposito, l’unico aggiornamento degno di nota è che nel 2025 le vendite europee delle Alfa Romeo sono un pochino risalite. Dopo aver toccato il fondo con le 45.419 auto consegnate in tutto il mondo nel 2024, nei primi undici mesi del 2025 ne sono già state totalizzate 51.422. Quindi, quando a fine mese arriveranno i dati ufficiali di tutto lo scorso anno, forse si potranno superare le 55.000 unità. Sarebbe una crescita di quasi il 25%.
Nel frattempo, la dirigenza di Stellantis ha pensato bene di sfruttare il Salone di Bruxelles per presentare la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, che vedete nelle foto.
Nel caso non ve ne foste accorti, circa sei mesi fa Alfa Romeo aveva annunciato la partnership ufficiale con il team velico italiano più famoso del mondo. Cosa c’entra il Biscione con la vela? Assolutamente niente, ma nel 2027 la America’s Cup si terrà per la prima volta in Italia, in particolar modo nel Golfo di Napoli e dunque può essere un’ottima occasione per alzare il livello di attenzione sulle Alfa Romeo e vendere qualche macchina in più.
È un’operazione molto simile a quella fatta legando il nome del brand milanese a quello delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Questi grandi eventi, pur essendo costosi da sponsorizzare, restituiscono una grande visibilità e sicuramente sono più funzionali rispetto alla Formula 1. Infatti, tutte le decine di milioni di euro spese per diversi anni per cambiare nome al team Sauber, non hanno portato nessun beneficio in termini di vendite, anche perché la gamma stradale non aveva assolutamente nessuna attinenza con la F1.
Il famoso concetto di “Win on sunday, sell on monday” che ha funzionato nella Nascar, nei rally e nel DTM, non ha mai dato grandi risultati in Formula 1, ma forse in Alfa Romeo non lo sapevano.
Ad ogni modo, tornando al presente, dalla partnership con Luna Rossa è scaturita l’ennesima versione speciale della Giulia Quadrifoglio, forse la più brutta mai vista. Ne verranno costruite solo dieci, tutte già vendute, quindi è lecito ipotizzare un prezzo insensato, sicuramente superiore ai 200.000 euro, forse anche vicino ai 300.000 euro, ed è stata sviluppata da BOTTEGAFUORISERIE (sì, scritto tutto maiuscolo come piace ai geni del marketing).
Quest’ultima è la nuova sezione per le personalizzazioni che Stellantis ha creato sia per Alfa Romeo che per Maserati, tentando di rivitalizzare due tra i suoi brand più in crisi. L’idea non è per niente originale: marchi come Ferrari e Lamborghini lo fanno da anni, seguiti più recentemente anche da Aston Martin e Porsche. Ma un conto è aggiungere 200.000 euro di tinte, rivestimenti e materiali pregiati su una Aventador da 500.000 euro, un altro è spendere decine o centinaia di migliaia di euro per trasformare auto obsolete e con poco appeal, che già nelle versioni base faticano a trovare acquirenti, come per esempio la Maserati Grecale , di cui è appena stata presentata la versione speciale Cristallo.
Ma torniamo alla Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, che viene prodotta a Cassino – dove la cassa integrazione ormai è un’abitudine – e poi ” successivamente trasformata attraverso un processo artigianale, coinvolgendo anche una selezione di partner italiani specializzati in lavorazioni di altissima qualità e innovazione” come dice il comunicato stampa.
Le novità tecniche riguardano il nuovo pacchetto aerodinamico in fibra di carbonio che genera “fino a cinque volte il carico della versione di serie mantenendo al contempo un valore di resistenza sorprendentemente contenuto” che però non viene dichiarato. L’unico dato ufficiale è che questa Giulia genera 140 kg di carico a 300 km/h. Tanto per avere dei riferimenti, la GTA generava un carico aerodinamico una volta e mezzo superiore a quello della Giulia Quadrifoglio, mentre la GTAm arrivava al triplo. In ogni caso, senza altri dati è difficile dire qualcosa di sensato su questa nuova configurazione.
Anzi, una cosa si può dire tranquillamente: lo spoiler (gli spoiler?) montato al posteriore di questa Giulia Luna Rossa è uno dei più brutti e sgraziati che mente umana ricordi. Forse su un altro tipo di auto e su un’altra tipologia di carrozzeria queste ali potrebbero anche stare bene, ma sul baule della berlina Alfa c’entrano come una cabina telefonica su Marte. L’idea originale era quella di ispirarsi ai foil – le appendici idrodinamiche che sollevano le imbarcazioni sull’acqua – degli AC75 di Luna Rossa e a livello teorico aveva anche senso. Peccato che il risultato a livello pratico sia disastroso.
Anche il resto del trattamento estetico riservato a questa Giulia lascia parecchio perplessi. Si salvano solo i cerchi in lega, che anzi sono originali con la loro colorazione bicolore progressiva. Il trapezio nero opaco sul cofano, invece, non fa che appesantire il frontale e non ha nemmeno particolari radici storiche, visto che non ci sta lo Scorpione sul cofano. I loghi rossi, poi, sono una cafonata che non si era mai vista, mentre le strisce rosse con le scritte bianche a contrasto sulle fiancate sembrano l’opera di un bambino che ha staccato delle decal dal modellino di una barca per metterle su quello della macchina. In tutto questo chiasso visivo, inoltre, si perdono pure i dettagli di pregio, come alcune appendici aerodinamiche, lo scudetto anteriore, gli specchietti e il tetto, che sono tutti in fibra di carbonio.
All’interno, invece, questa Giulia è caratterizzata da speciali sedili Sparco, da alcuni pannelli in fibra di carbonio e dall’avere un pezzo del materiale delle vele di Luna Rossa appiccicato sulla plancia davanti al passeggero. Quanto alla meccanica nulla è cambiato, con il 2.9 V6 bi-turbo da 520 CV e 600 Nm, che suona le sue note attraverso lo scarico Akrapovic e scarica la sua potenza sulle ruote posteriori mediante il differenziale autobloccante meccanico (dal 2023 ha sostituito il Torque vectoring) con percentuali di bloccaggio del 35% in tiro e del 50% in rilascio.
Insomma, questa Giulia Quadrifoglio Luna Rossa è esclusivamente un esercizio di marketing e di stile, che di per sé poteva anche avere senso, ma che in realtà sembra solo un’accozzaglia di pezzi presi qua e là e mixati da un tuner balcanico sotto effetto di droghe psichedeliche.
Non mi pronuncio su questa versione, ma la Giulia già di serie non mi piace. Non sto a discutere di questioni tecniche, semplicemente trovo abbia una linea pesante, esattamente come ce l’aveva la 159. E ben lungi da fare il nostalgico continuo a preferire la 156 con la sua linea filante, elegante e sportiva al contempo.
Quoto pienamente l’ultimo paragrafo dell’articolo, di mio ci aggiungerei una sola frase:
“Sta bo, fata boracciata di macchina….”
Ah, io sono un’altro Enrico.
“io sono un altro Enrico”
Grazie a dio.
Ma quell’altro in fondo è un bravo ragazzo e quando vuole credimi che sa mettere in campo sia serietà che conoscenze, solo non regge i post di celodurismo “è mellio la ferogissima e cattivissima centovendisedde spord della 595 Abbard perché non ci ha l’eleddroniga, quando c’era l’orgollio idalianoo non come adesso vergonniaaa”. Secondo me tolto il periodo troll cagacazzi se lo prendi per il verso giusto potrebbe stupirti in positivo, che come diceva tempo fa c’è un rollingsteeler anche in lui, solo è sepolto sotto la cenere delle troppe cagate che girano su internet.
Cosa hanno in comune una barca a vela ed un’automobile? Niente, davvero…
Quindi se parti con questi presupposti il risultato sarà molto probabilmente pessimo e questa povera Alfa Romeo lo dimostra, la Maserati azzurrina in confronto é un capolavoro.
‘tuner balcanico sotto effetto di droghe psichedeliche’, che altro dire se non che il balcanico avrebbe comunque preferito un marchio tedesco?
Zio billy che troiaio..
Un campionario con le ruote di tamarraggine ed inutilità.
Eppure la Quadrifoglio è così bella di serie..
penso che in realta’ sia sbagliato l’accoppiamento grigio/rosso.
Se il rosso era obbligato dallo sponsor, bisognava fare rossa pure la macchina, cosi’ la scritta non sarebbe sembrata una decal da aliexpress, e tutto il resto avrebbe avuto coerenza. COncordo che cil cofano nero potevano risparmiarselo, e sullo spoiler hanno sbagliato. Non male invece gli interni.
Va fatta una premessa: in Alfa hanno capito che prodotti come questo consentano di monetizzare con margini impensabili, rispetto a qualsiasi altra scelta commerciale. Chiusa questa parentesi, secondo me questa versione è semplicemente una pacchianata, realizzata con elementi pregiati e costosi, ma con l’effetto di rappresentare un tuning malriuscito, proprio come viene scritto qui. A mio modo di vedere, questo è lo specchio di Alfa e di Stellantis oggi. La Giulia e la Stelvio sono state lasciate morire di una lenta agonia. Inutile dirlo: non vendono più da anni e sono state rinnovate in ritardo, con lifting spacciato per restyling e senza un vero restyling. La cura Imparato avrà anche fatto monetizzare (ricordate: mai più tanti cerchi, volanti, colori) ma le poche Stelvio o Giulia in circolazione sono tutte identiche. Ineccepibile economicamente, lo ripeto, ma l’acquirente potenziale non cerca la Ford T e proviene da auto tedesche, dove la personalizzazione esiste (lo è anche su Cupra e Skoda, tanto per dire). Il risultato? Auto da NLT, la stessa fine che sta facendo la Tonale e presto farà la Junior. Ora, per Giulia e Stelvio, forse sarebbe stata possibile una versione speciale Luna Rossa, magari con qualche tinta extra e cerchi diversi. Forse se ne sarebbe venduta qualcuna, ma torniamo al punto di partenza: qui si continua a fare le nozze coi fichi secchi, mentre i clienti attuali scappano abbandonati dalla casa madre e i potenziali non si avvicinano nemmeno. Inutili i proclami, perchè qui servono i fatti.
P.s.: parlo da possessore, quindi ho un minimo di esperienza.
P.p.s.: quell’accostamento cromatico e di materiali sugli splendidi sedili Sparco mi ha fatto tornare in mente la Y10 Fila, che peraltro mi piaceva un sacco. Sulla Y10 mi facevano un certo effetto, ma erano gli anni ’80 ed era un’utilitaria, mentre qui secondo me vanno un po’ a mortificare come effetto e colori.
Riguardo alla parentesi, anche ammesso ricavino 100.000€ da ogni auto, sono a malapena un milione di guadagni, gocce nel deserto nel bilancio di tutto il gruppo.
Tuttavia, è da tempo che sostengo che i marchi in difficoltà, ma con un glorioso passato, debbano fare auto eccentriche in tiratura quanto più limitata, se vogliono sopravvivere.
Questo è il massimo dello stile italiano di cui tanto ci vantiamo?
Sono quasi certo che se a dei bambini si davano le foto di una Giulia e Luna Rossa, dicendogli “fai l’auto ispirata alla barca” ne uscivano idee migliori.
Vorrei avere la cartella clinica dei dieci fortunati…
A me piace e capisco perché l’abbiano fatta. Non per il guadagno ma per pubblicità. Questa è una macchina da collezione ed il suo valore può solo salire. È un ottimo investimento. Dopo le esperienze molto negative con questo marchio io non prenderei mai più un’Alfa nemmeno se me la regalassero! Tedesche tutta la vita! Ma io vengo dai Balcani. ♂️
La doppia ala posteriore sdoppiata vince l’oscar per la bruttezza. Più che Luna Rossa, è la Giulia “Maranza”
Voci non confermate sostengono che a guardarla per più di 30 secondi ti partano in testa canzoni italiane degli anni 60 in un tripudio di nazionalismo tanto becero quanto cringe. Veramente tanto cringe. Roba che quando passano certe pubblicità in tv mi viene voglia di prendere una cinese a caso come gesto di protesta, così, a sfregio.
Nostalgia della 124 spider Azzurra…