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Costruiamo la macchina di Rowdy Burns in Giorni di Tuono

Iniziamo creando l’atmosfera giusta, per la lettura di questo articolo suggerisco QUESTA colonna sonora.

Quello che state per leggere è un assaggio del prossimo DI BRUTTO Montami, numero speciale del vostro magazine preferito e interamente dedicato al modellismo, una sorta di manuale dedicato a tutti quelli che vogliono affacciarsi al mondo del modellismo ma, per un motivo o per l’altro, ne son spaventati e intimoriti. Non preoccupatevi, grazie a Montami, uscita prevista febbraio 2026, anche tu potrai iniziare a divertirti bestemmiando.

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Bene, come detto, quello che segue è un estratto del magazine nel quale, fra le varie, ho inserito la costruzione completa di tre modellini perché, come diceva il saggio, sbagliando guardando si impara.

[…] quando ho deciso che fra i vari work in progress inseriti in DI BRUTTO Montami ci sarebbe stata pure una macchina ci ho messo un po’ a scegliere il soggetto e, fra le tante scatole che costellano la mia collezione, alla fine ho deciso di estrarre dalla pile of shame un kit da uomini coraggiosi, una Chevrolet Lumina in scala 1/25 (complimenti, ottima idea) con cui, grazie ad un foglio decal acquistato online da Mike’s decal (punto di riferimento per gli amanti dei kit dedicati alle auto Nascar), ricreare un ferro leggendario, la macchina di Rowdy Burns nel mitico film Giorni di Tuono, quella che no signore guidala pure ragazzo ma se fai anche solo una piccola ammaccatura a questa pupa ti strappo le palle.

L’ho scritto, kit da uomini coraggiosi. Sì perché, dopo l’F-35 della Tamiya che va assieme da solo, dopo tanti kit che stanno assieme a stucco (uno su tutti il B-17 che vedete a pag. 143), dopo un numero imprecisato di moccoli rivelatisi necessari per non dire fondamentali per portare a compimento il Turbostar delle pagine 174-175, con il tempo ho imparato a girare alla larga da kit problematici. Preferisco perdere tempo per migliorare un kit che per cercare di far combaciare pezzi di plastica che non vogliono saperne di stare assieme; ecco, quando prendete in mano un kit come questo, per quanto il soggetto sia strepitoso, preparatevi a infinite sessioni di taglia e cuci necessarie per far si che i pezzi possano combaciare, per eliminare le bave o anche solo per mettere una pezza al lavoro (svogliato, mi pare evidente) dello stampista che a suo tempo non si impegnò abbastanza.

Ad ogni modo, bando alle lamentele e, foto per foto, seguitemi che un kit come questo, facile o non facile, serve allo scopo ma facciamo due: mettermi in casa una delle auto più iconiche di sempre (per me), guidarvi nella costruzione di una macchinina che oh, mica a tutti piacciono gli aerei.

Partiamo dalle basi, la macchina utilizzata in Giorni di Tuono è una Chevrolet Lumina o, almeno, ha le forme di una Chevy Lumina appoggiate su un telaio tubolare in tubi d’acciaio saldati. Il film è stato girato nel corso della stagione della Nascar 1990 quando in pista si prendevano a sportellate auto ispirate alla Buick Regal, alla Chevrolet Lumina, alla Ford Thundrbird, alla Oldsmobile Cutlass e alla Pontiac Grand Prix.

Nascar 1990, la Pontiac Gran Prix di Richard Petty, oh povero Richard, è proprio sfortunato quest'anno
Nascar 1990, direttamente da Giorni di Tuono, la Ford Thunderbird Texaco Havoline pilotata da Davey Allison, pilota che morirà in un incidente in elicottero (oggetto più pericoloso mai costruito dall'uomo... dopo la donna) nel 1993
Nascar 1990, la Buick Regal di Brett Bodine.
Nascar 1990, la Oldsmobile Cutlass di Harry "Handsome Harry" Gant, quello che Wheeler mi ha spinto contro Gant, Gant è fuori!
La Sunoco Special Oldsmobile Cutlass di Terry Labonte (da proncunciare llabondi) da kit AMT in scala 1/25, anche lei sarà su DI BRUTTO Montami
Nascar 1990, Darrel Waltrip accanto alla sua Chevrolet Lumina, bellissima la livrea Tide
Infine la Chevrolet Lumina stradale, l'auto a cui si ispira quella da corsa.

Qui sotto la scatola della macchina, prodotta dalla AMT/Ertl nel 1992 e caratterizzata da una stronza scala 1/25. Stronza perché assieme ad altre auto risulterà fuori scala (ovvero più piccola di quanto sia in realtà), stronza perché renderà (come stiamo per vedere) difficile scambiare pezzi con altre auto da Nascar magari prodotte dalla Monogram la quale, per semplificarci la vita, ha usato la più canonica scala 1/24. Accanto a lei il foglio decal acquistato per l’occasione e necessario per riprodurre la macchina di Rowdy.

Qui sotto il kit della Monogram che ho acquistato per circa 25 soldi su Vinted e da cui ho recuperato le ruote della nostra Lumina numero 51, dopo vediamo il motivo, rimane il fatto che, alla fine, saranno un filo troppo grandi.

Qui sotto ciò che troviamo aperta la scatola della macchinina. I pezzi di plastica sono ammucchiati dentro una bustina trasparente e sono accompagnati da un foglio istruzioni stampato in bianco e nero, cara vecchia scuola.

I numerosi pezzi che costituiscono il motore
Il motore completato, ho rimosso le paratie presenti sui coperchi delle punterie, presenti solo su alcune auto da Nascar ma, a seguito di numerose ricerche, non presenti su quelle preparate dalla Hendrick Motorsport
Base del telaio della macchina. Si può notare che con lo stucco sono andato a chiudere i buchi lasciati dagli espulsori dei pezzi di plastica dagli stampi, brutti e non presenti sulla vettura reale, qui sopra il prima...
... e qui il dopo. Una volta verniciato il telaio non si vedrà più nulla.
Stesso discorso per la parte posteriore dell'alettone, qui già pulita dallo stucco e pronta per la verniciatura.
Alcuni dei pezzi della rollcage, pronti per essere assemblati, per aiutarmi li ho incollati e, con la colla ancora fresca, messi in posizione sul telaio in modo che fossero in squadro (foto qui sotto).
Una volta incollata la rollcage e verniciata (ho dato una mano di Tamiya LP36 (Insignia White) seguita da una di trasparente X22 in modo da renderla lucida) l'ho preparata per colorare in rosso la retina laterale...
... che solo ora mi rendo conto essere venuta fotografata fuorifuoco, dio d'un dio.
Procediamo coni lavori installando il motore nella sua posizione finale e aggiungendo l'estintore, la leva del cambio e, là dietro, il serbatoio del carburante.
A questo punto inizio a complicarmi la vita, prima bestemmiando come un indemoniato per incollare il tubo in treccia utile per simulare il condotto del liquido di raffreddamento dal motore verso il radiatore e poi, pelando uno di quei cosi che si usano per chiudere la pasta, ricreare non solo i cavi candele ma anche tubi e tubicini presenti nell'abitacolo, in questo caso quello del sistema antincendio, realizzato aiutandomi con alcune foto delle auto da corsa dell'epoca. Qui sotto il risultato di questo lavoro.
Stesso discorso per alcuni tubi presenti alla base del telaio, qui ricreati con del fil di ferro da 0,8mm opportunamente verniciato
A destra il filtro dell'aria del kit, troppo "stradale" e decisamente diverso da quello impiegato sui motori da corsa... che ho ricreato utilizzando del plasticard ritagliato a dovere. Qui lo vedete bianco, poi l'ho verniciato color alluminio.
La carrozzeria della macchina pulita dalle bave e pronta per essere verniciata
Nel frattempo l'abitacolo prende forma, installato il sedile è il momento di costruire le cinture di sicurezza, lavoro svolto alla grande - non senza imprecazioni - grazie ad un kit aftermarket (qui sotto)
Roba costosetta (specialmente la busta di destra, credo giri sui 30€) ma utile. Degne di nota le decal con le varie marche di cinture di sicurezza, nel mio caso utilizzerò quelle della Simpson.
Per poter attaccare le cinture di sicurezza alla rollcage sono necessari dei punti di ancoraggio, ricreati utilizzando il solito fil di ferro piegato a modo.
I punti di ancoraggio incollati al loro posto
Le cinture di sicurezza pronte per essere incollate al sedile... ci sarà di ridere per farle girare attorno alle anelle che ho creato
Qui il risultato di tante fatiche, le cinture si notano poco ma ci sono
Il lavoro di dettagliamento dell'abitacolo prosegue con il volante, per il quale ho ricreato il cavo spiralato stringendo del filo nero da 0,4 mm attorno all'ago dell'aerografo.
Anche il cruscotto mi ha fatto lavorare parecchio. Qui ho voluto ricreare i cavi elettrici che partono dalle due centraline rosse. Le ho forate e poi, con santa pazienza, ho incollato del filo rosso e nero intrecciato. Qui il prima...
... e qui il dopo.
Prossimo step sono le protezioni in gommapiuma attorno ai tubi, ricreate con del nastro Tamiya verniciato di nero opaco tenuto poi in posizione da delle piccole anelle in fil di ferro da 0,4 mm
Qui la vasca dell'abitacolo quasi completa con al loro posto le cinture, il cruscotto, il volante e il cavo spiralato. Possiamo procedere con il resto, più avanti torneremo a lavorare sul motore.
Le gomme sulle quali è presente una scritta Good Year in rilievo, difficile da verniciare e soprattutto non realistica. Molto meglio le decal (gomme in alto) applicate sull'altro lato dei copertoni, lisci e pronti per accogliere le decal
Le ruote presenti nel kit, decisamente sbagliate per finire sull'auto di Rowdy
La macchina di Rowdy, si notano i cerchi con i 5 fori
Qui le ruote del kit Monogram, leggermente più grandi (meno di 1 mm sul diametro) ma dalla forma corretta. Si nota come i fori siano tappati, mi è servito un intenso lavoro di dremel per aprirli dal retro delle ruote (foto qui sotto)
Il retro di due ruote, una lavorata per aprire i fori e una ancora da lavorare
La carrozzeria pronta per essere verniciata. Le protezioni in carta gommata sono necessarie per evitare di rovinare l'interno della carrozzeria, già verniciata di bianco/grigio.
Dopo aver aspettato che il nero si asciugasse ho proceduto a mascherare la carrozzeria per colorare le griglie, qui sotto il risultato.
Incollaggio delle sospensioni anteriori. Sono state necessarie le maniere forti a causa della scarsa qualità degli stampi e dei pezzi che non volevano saperne di combaciare.
Mentre la carrozzeria si asciugava ho proceduto ad aggiungere tubi, cavi e cavetti al vano motore in modo da renderlo quanto più "busy" e realistico il tutto aiutandomi con numerose foto di Lumina da corsa reali.
Il telaio della nostra Lumina completato, manca solo la carrozzeria.
Decal al loro posto e trasparente steso, manca poco
La carrozzeria ultimata
Siamo agli sgoccioli, a questo punto con mano ferma e un po' di pazienza possiamo mettere la carrozzeria in posizione per poi, con molta molta attenzione, dare piccoli goccini di colla in punti mirati e incollarla. Prossimi step sono l'aggiunta dei trasparenti e dei dettagli all'interno del "bagagliaio".
Due dettagli importanti: il primo è il tubicino che sbuca dall'angolo in alto a sinistra della coda della macchina per lo sfiato del serbatoio del carburante. Assente sul kit (la carrozzeria è chiusa), ho realizzato un foro con una punta da 1,2 mm e poi ho tagliato uno spezzone di ago da una siringa e l'ho incollato al posto. Altra cosa da notare è il logo EXXON, ritagliato attorno al passaruota, lavoretto delicato per il quale serve una lametta NUOVA, ocio che qui il rischio di fare casini (e di tagliarsi brutalmente) è elevatissimo.
Finestrini laterali: la maschera per la verniciatura l'ho creata io con spezzoni di nastro Tamiya. OCIO: se possibile i trasparenti vanno verniciati dall'interno, vengono molto meglio.
Ultimo tocco, la toppa Simpson sulla retina laterale

E infine, dopo numerose bestemmie, eccovi la macchina finita, assolutamente arrogante nella sua presenza scenica. Non amo i kit della AMT ma devo ammettere che, nonostante diversi problemi di fitting dei vari pezzi e della carrozzeria sul telaio (ho dovuto fare mille prove di incastro prima di “chiudere” la macchina), il risultato riesce sempre a sorprendermi. Le auto da NASCAR, complici livree spesso variopinte e, specialmente sulle auto più vecchie, uno stile decisamente grintoso con carrozzerie che fanno fatica a contenere la meccanica sottostante, sono sempre bellissime.

La macchina di Rowdy finalmente è pronta per finire accanto alla sua acerrima nemica, la Superflo Lumina di Cole Trickle. Queste due auto sono protagoniste, per quanto mi riguarda, della parte più bella del film, quando i due "nemici" sono a pari livello e lo scontro diventa un gioco fra loro due, bellissimo. La Lumina rosa è da kit Monogram in sala 1/24, leggermente più grande di quella nera ma, per quanto mi riguarda, i kit AMT riescono a replicare meglio le linee aggressive delle Lumina da Nascar mentre il kit Monogram mi pare un po' sproporzionato, con l'auto troppo lunga e stretta.

Bene, se quanto avete appena visto vi gasa, se il modellismo vi piace ma vi spaventa, se anche voi sognate di realizzare un modellino come questo per mettervi in casa la vostra auto o il vostro aereo preferito, non perdetevi il prossimo DI BRUTTO Montami, iscrivetevi alla newsletter QUI per non perdere il lancio e, già che ci siete, non perdete il nuovo DI BRUTTO A Manetta, l’ultimo numero del magazine definitivo dedicato agli appassionati di motori, Ciao merde e ricordate, SPINGERE È CORRERE!

Articolo del 7 Gennaio 2026 / a cura di Il direttore

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  • Enrico

    Giorni di tuono fa parte dei classici della mia infanzia, a ruota con Top Gun, Grosso guaio a Chinatown, Trappola di cristallo, Last Action Hero, Interceptor e… ok la smetto!

    Mi gasa che ti arrangi con roba varia per sopperire a mancanze del kit, avevo fatto qualcosa di simile con la R5 Turbo Tamiya dove mancava il quaderno delle note e l’antenna, oltre che sul Beaufighter dove è finito uno stuzzicadenti e un pezzo di filo nero da cucire. O la ruggine marcia fatta col bicarbonato e la colla. Cazzo devo ricominciare col modellismo.

  • Enrico

    Ah tra l’altro noto ora lo sponsor Die Hard! Che vorrei una di quelle batterie solo per il nome! Che tra l’altro è scritto con lo stesso carattere del titolo del film. #figatatotale

  • Simone Oddo

    Di Brutto Montami sa troppo di fumetto hard…toccherà comprare anche questo….
    Buon anno a tutti!

  • Marco Gallusi

    Nella mia “pila” c’è il combinato Italeri F14+ A4 e un F5E che smania di diventare un mig28…

  • Daniele

    Complimenti per il lavoro svolto, eccezionale! Questi articoli sono sempre di grande ispirazione, non vediamo l’ora arrivi Montami

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