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Alfa Romeo Giulia 2.2 Diesel 210 cv. Anche così, una gran macchina

Disclaimer: questo è un articolo di parte. Sostengo una fazione ben precisa, accetto opinioni diverse, ma non significa che le rispetto. Almeno finché non cambio auto.

Vanto almeno una trentina di articoli per ///RS e qualcun altro su DI BRUTTO ma non ho mai scritto di auto. C’è un motivo del resto: ho la passione, ma una blanda competenza, lascio spazio a quelli che ne sanno davvero e resto sui temi a me cari: spazio, aerei e navi. Questo ovviamente non vi sia da scusa per massacrarmi nei commenti 😉

Quello che so di auto deriva da una stagione felice della mia vita, quando nel 2001 coi primi stipendi comprai una MX-5 NB (ovviamente 1.8 senza AC) ed entrai a fare parte di una community incredibile, si usavano ancora i forum e Facebook e gli altri social erano ancora lungi da venire.

Raduni, pista col sole e con la pioggia, magari alle 8 del mattino dopo essersi ammazzati di gnocchi fritti e lambrusco intorno a Varano. Giornate indimenticabili, un abbraccio a chi si ricorda del MX-5 Passion.

sono ancora disponibili poche copie di DI BRUTTO, il magazine cartaceo di rollingteel, non fartelo scappare che poi ti tocca di andare a prenderne uno su ebay dove girano a 200 euro a copia –

-Sono 3 anni che aspetto una scusa per caricare questa foto-

Tutto questo per dire che non ho la pretesa di essere una fonte autorevole, ma possiedo una Giulia 2.2 Q4 Veloce da 3 anni, ci ho fatto circa 33.000 km e credo di essere pronto a condividere quantomeno l’esperienza da proprietario.

– Lo screenshot originale del sito dove l’ho trovata in pieno lockdown –

C’è solo un problema: quando mi fermo al distributore non solo vado nella coda “Fai da te”, ma scelgo pure la pompa del carburante agricolo. Aspettate a mettermi in croce, lo so che benzina è più RS, ma vorrei provare a ragionare sulla Giulia come auto reale, quella di tutti i giorni. Sua maestà la Quadrifoglio è lì irraggiungibile (almeno per me) e il benzina 280 CV, sebbene più ragionevole, non è certo una motorizzazione pensata per aggredire il mercato, soprattutto in un paese piagato dal superbollo.

La Giulia di suo ha vinto premi infiniti, un esempio per tutti: l’anno scorso per la quinta volta negli ultimi sei anni l’Alfa Romeo Giulia ha conquistato il premio di ”Best Car 2022”. IN GERMANIA.

La versione diesel, nel mio caso il top di gamma 2018, è probabilmente quella che avrebbe dovuto vendere a pallettoni, rilanciare il biscione. E invece ha portato a casa volumi che definirei purtroppo trascurabili, nessuno lo dice chiaramente ma in termini di mercato la Giulia è un discreto fallimento, almeno rispetto alle attese.

Facciamo però un passo indietro, per la precisione ad un venerdì qualsiasi…

– Modello “Veloce Q4” simile a quello in dotazione al nostro –

Sono le otto di mattina di venerdì, ho sonno. Con sta fissa dello scrivere dopo cena, quando mi infilo nel letto dormo male, il cervello va per conto suo ad oltranza. Mi trascino al parcheggio, saluto da lontano la Giulia, dopo tre anni ancora non la do per scontata, ancora ci parliamo, e già questo non è poco. Salgo e allungo il piede sul freno per accenderla mentre il sedile si avvicina da solo al volante nella giusta posizione. Il ticchettio a freddo mi ricorda che il motore è alimentato con carburante agricolo, poco male sto andando in ufficio, tanto vale fare economia e comunque tra poco le passa. Sposto la rotella piacevolmente gommata su A (Advance Efficiency) e una bella Giulia verde appare sullo schermo centrale da 6,6 pollici. Troppo piccolo per il bello spazio integrato nel cruscotto, ma l’optional dell’epoca per l’8,8 pollici era poco gettonato e l’auto come la stragrande maggioranza proviene da un flotta aziendale (presa che aveva 10.000km)… tenetevi care le Giulia full optional.

Mi immetto nel traffico e schiaccio il gas, in questa modalità la Giulia è un polmone asfittico che non invoglia affatto a schiacciare, probabilmente in “A” si risparmia anche solo per quello. Le cambiate arrivano morbide in sequenza, lo ZF butta una marcia dopo l’altra a 1600-1800 giri.

Arrivo in tangenziale, nel traffico del mattino ogni tanto mollo il gas e l’auto si mette in veleggio staccando la marcia e restando a 900 giri. Dieci anni fa avrei gridato all’anticristo per una cosa del genere, ma ora ci gioco, la sfida è non toccare il freno, quando il pianetino sul cruscotto mette le stelle Greta è felice.

– Foto brutta del veleggio, ma se notate la canzone capirete però che ci stava alla grande –

Distratto dalla strumentazione finisco per entrare troppo forte nello svincolo, poco male l’Alfa se ne accorge e rimette la marcia giusta senza nessun contraccolpo.

Arrivo in ufficio e parcheggio in una selva di A4 aziendali, incontro un collega e il commento tipico è: “Ah, ma hai una Giulia” oppure “Bella la tua auto”. Quando incontrano una Giulia quasi tutti si sentono di dover dire qualcosa, a sette anni dall’uscita

La sera recupero la famiglia per un week-end in montagna. Il bagagliaio non sarebbe malissimo, ma è difficile da sfruttare perché basso e profondo, ci siamo abituati a fare tante borse piccole per ottimizzare e riuscire a caricare due livelli. Nei viaggi più impegnativi in quattro abbiamo sempre almeno un paio di borse in abitacolo, ma capita due volte all’anno. A chi mi sfodera la sua SW in genere faccio spallucce, l’era dei passeggini e dell’IKEA è purtroppo ormai un ricordo.

Piuttosto nei lunghi viaggi si soffre un po’ nell’abitacolo, dietro di me non si sta comodi, mi piace allungare bene le gambe.

Siamo carichi, tiro un santo random per gli Xeno con regolazione di profondità manuale (l’auto esce di serie con un impianto a 25W, per avere la regolazione automatica ci vogliono i 35W optional, assurdo su un’auto del genere) e passo a N (Normal), arriva un po’ di schiena finalmente e affondando i 470 Nm del 2.2 diesel si affacciano alla finestra. Un curva stretta su brecciolino mi ricorda che la trazione è 100% posteriore se non diversamente richiesto.

In autostrada è un incrociatore, l’8a marcia è un overdrive lunghissimo da 1750 giri a 130 km/h, guarda caso il punto di coppia massima. Il rumore del motore è quasi zero, ci sono al massimo fruscii aerodinamici.

Mancano gli ADAS, c’è giusto il cruise e il controllo di corsia (solo acustico), ma sticazzi. Il livello di timore che incute sulla corsia di sorpasso è invece sorprendentemente alto, nonostante una linea elegante, ma non aggressiva.

Arrivano i tornanti, ma sono larghi con bei tratti di misto in mezzo, ho accettato di portare la famiglia in montagna la sera solo per questi venti minuti, so di essere in buona compagnia qui. È il momento della D (Dynamic). Questa finalmente è l’auto dei premi, lAlfa con la A, la granturismo. Il turbolag è ridotto ai minimi termini, c’è tanta schiena e subito, il gas non ha questa risposta nemmeno affondandolo nelle altre mappe, sembra impossibile che si tratti solo un cambio di curva, nessun al mondo ora potrebbe dubitare che là davanti ci sono 210 CV e 470 nm. La giuliona inizia allegra a cambiare sui 2500-3000, non spingo oltre perché la moglie si allarma soprattutto per il rumore. E il rumore c’è, ma non è un dieselaccio, esprime una certa grinta che dà soddisfazione.

Mi prendo bene e passo in manuale, due colpetti al cambio in plasticaccia lì in mezzo (ma cazz… almeno l’hanno migliorato dopo), giusto per ricordarmi che c’è, e poi subito a pennellare i due enormi paddle di alluminio fissi al piantone.

– In questa foto ci sono avanzi di cibo dei figli e il cambio inguardabile, specie se consideriamo che sta sul top di gamma 2018, non può essere optional la pelle sul pomello-

Ricordo ancora la prima volta che ho visto i paddle, ogni volta che li tocco mi ricordo perché l’ho comprata: sembrano un misto tra velluto e alluminio e sono sempre raggiungibili. La prima volta che mi sono seduto, ho provato la posizione di guida, preso in mano il volante, fatto “click” e sapevo che l’auto era mia, poco importa se ho dovuto a abituarmi a distendere il dito e a fare il giro lungo per raggiungere la freccia.

Ora le marce entrano con una fucilata (dai Paolo, non esageriamo n.d.r.) e in salita c’è un piccolo calcio in culo che mi strappa un sorrisino ad ogni click.

Ci sono 1565 kg, solo 20 più del 280 benzina grazie al fatto che il motore agricolo è comunque interamente in alluminio. Sono un centinaio meno della concorrenza integrale e, nonostante il pieno carico, l’auto entra in curva come non vedevo dai tempi della MX-5; ci sarebbe spazio per irrigidirla, ma perderebbe in usabilità urbana.

Arrivo alla meta, apro la porta e il sedile va indietro agevolandomi l’uscita e incastrando ancora una volta mia figlia sul sedile posteriore. A quanto pare quest’opzione non può essere esclusa… comunque scarico la famiglia e trovo una scusa per scendere (la preferita è “manca il latte…”).

Questa volto forzo la mano. Ritardando l’ingresso il comportamento è sovrasterzante, ma progressivo e gestibile, la gommatura differenziata con i 255/40 dietro aiuta a gestire il tutto. Affondando decisi il gas l’auto è prima neutrale (ricordiamo 50:50 di peso) e poi, forzando, quando il Q4 entra, inizia ad allargare col muso. C’è comunque una trazione mostruosa e passato il punto di corda si può spalancare sempre.

La discesa sollecita i freni, ma la Veloce li ha maggiorati davanti e dietro e, complice il peso contenuto, incassa senza fare una piega. Anche strapazzandola resta sempre bilanciata, intuitiva e soprattutto comunicativa; lo sterzo è un settimo senso del corpo e ti dice esattamente quanto manca alla fine della tenuta.

Arrivo al supermercato, scendo dall’auto, tocco con nonchalace le ruote per sentire il calore (dai chi non l’ha mai fatto) e incasso i soliti sguardi come se fossi una mosca bianca. Nella fila dietro due tizi commentano “Bella la Giulia”.

Piccola spesa, cronoscalata e la saluto con una pacca sul culo come mi ha insegnato il Direttore.

Se potessi avere 100€ per ogni apprezzamento che ho sentito me la sarei ripagata. Eppure nonostante nelle versioni civilizzate sia perfetta in quasi tutte le circostanze (giusto il carico), in pochissimi l’hanno comprata, meglio per me, il valore lo sta tenendo alla grande.

Ora vi invito a ragionare sulla classifica europea del segmento 2020, a metà carriera della Giulia.

  1. BMW Serie 3, 118.165 (-3,0%)
  2. Tesla Model 3, 86.213 (-9,3%)
  3. Audi A4, 77.077 (-25,3%)
  4. Mercedes Classe C, 66.775 (-42,3%)
  5. Volvo V60, 50.320 (-14,3%)
  6. Polestar 2, 9.758
  7. Alfa Romeo Giulia, 7.418 (-31,2%)
  8. BMW Serie 4, 6.888 (-61,8%)

Se ne evince che la Serie 3 è irraggiungibile e l’A4 ha volumi 10x. Proviamo a capire perché.

Partiamo dai pro: due righe per ricordare a tutti che la Giulia per comuni mortali è derivata dalla Quadrifoglio venerata dal Direttore da cui riprende le sospensioni (largamente di alluminio), l’albero di carbonio e buona parte della telaistica. Documentandosi in quasi tutte le prove strumentali e di feeling si evince che la stampa la considera (dinamicamente) quasi universalmente superiore alla concorrenza. Questo da 7 anni a questa parte.

Astenetevi serenamente dai commenti se non l’avete guidata.

Poi ci sono i consumi che a mio parere sono buoni per il motore con cui ci rapportiamo. Ovviamente quando ho postato la mia media di 5.9 su 4000 km con due passi alpini in mezzo sono stato coperto di: “la mia Prius fa meglio”, “la mia A3 1.6” fa meglio, “mia nonna in discesa su carrozzella consuma meno metano perché non mangia la carne”.

Grazie, graziella e grazie al *****. Cortesemente proporre riferimenti a trazione integrale di pari categoria e prestazioni.

Anzi, ora spendo pure due parole sul dieselone da 2143 cm3.

Il progetto arriva dalla generazione precedente, ma è stato rivisto facendo anche il basamento in alluminio. Viste le forze in gioco in un diesel, rispetto alla versione in ghisa, è stato ridotto l’alesaggio da 83.3 a 83 in modo da garantire sufficiente robustezza e raffreddamento. In generale l’intera fusione del blocco rappresenta un piccolo prodigio di siderurgica (Direttore si dice così?).

A proposito di siderurgia, non perdetevi i due articoli dedicati all’ACCIAIO IL RE DEI METALLI.

Sono presenti tutti gli orpelli che una volta venivano pubblicizzati e che ora passano un po’ sottotraccia: fasatura variabile a regolazione idraulica, pompa olio a portata variabile, due alberi di bilanciatura controrotanti (con azionamento ad ingranaggi) e ovviamente TURBOPOMPA turbina a geometria variabile (con sensore di velocità sul 210 CV).

Alfa Romeo Giulia Diesel

Alfa Romeo Giulia Diesel

Una delle caratteristiche migliori di questo motore è il fatto di non usare l’AdBlue (quando me ne parlano faccio subito la stecca), questo risultato è raggiunto anche grazie ad un circuito di raffreddamento doppio. Ad alta temperatura per motore e EGR di bassa pressione e a “bassa temperatura” (ma io una mano non ce la metterei) per turbo, intercooler ed EGR di alta pressione.

Alfa Romeo Giulia Diesel

-Nelle immagini sopra il doppio circuito di raffreddamento con relativa doppia vaschetta-

Comunque dei pro però si è parlato in lungo e in largo, se vogliamo capire qual è il problema di quest’auto proviamo invece a concentrarci sui punti deboli rinfacciati all’italica (almeno per marchio) vettura.

Il primo punto che ho sentito è l’affidabilità: “Ti lascia la pozza d’olio” mi hanno detto. Preconcetti da italiani e peggio ancora da americani. Secondo “WahtCar?”, periodico britannico che ha intervistato 18000 lettori, la Giulia è più affidabile di A4, Serie 3 e classe C. Davanti a lei solo V60 e Opel Insignia(!). Cercando non si trovano statistiche più negative di altri competitor.

Tripletta per l'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio nel premio “Car of the Year 2020” della rivista “What Car?” | Alfa Romeo | Stellantis

Per quanto mi riguarda ho avuto solo 2 inconvenienti legati allo stesso evento: una bomba d’acqua mai vista.

  1. Un proiettore ha fatto condensa: ci sono voluti mesi per farla sparire, questa non gliel’ho perdonata.
  2. Si è intasato lo scolo dell’AC: l’auto era rimasta a lungo sotto le foglie e in effetti il meccanismo di aspirazione aria abitacolo non è schermato benissimo. Il nubifragio ha spinto tutto giù e qualcosa si è intasato facendola pisciare sui piedi della moglie. Costo di riparazione 400€. Colpa dell’auto, ma ci ho messo del mio non tenendola pulita bene.

Salvo i tagliandi (fatti in Alfa e costosi) questi sono gli unici soldi spesi fin qui, non ho cambiato nemmeno i tergi.

Anche le gomme sono durate un botto per i miei standard, i Cinturato P7 di primo equipaggiamento hanno fatto almeno 30.000 km e li ho cambiati solo perché usurati all’interno sul posteriore (non posso scambiarle con le anteriori), segno di un camber piuttosto aggressivo e conferma che la trazione è davvero dietro.

Tra le accuse più rinfacciate c’è anche il tema “station wagon” che su Rollingsteel mi vergogno quasi a trattare.

-Io personalmente sono orgoglioso che non esista la versione SW, ma il mercato è un altro-

Guardando un po’ di dati e facendo un media del pollo, 9/10 segmento C sono Station. Io ci vedo due ragioni:

  1. L’ovvia questione del vano di carico. (Ma davvero, quante volte all’anno serve alla massa della gente?)
  2. Un tema di design. Per ragioni ignote i costruttori per un lungo periodo non hanno più saputo disegnare 3 volumi decenti.

Una fonte autorevole mi ha detto che in FCA avevano fatto un business case per la Giulia SW, ma risultò essere negativo, fu una pura scelta finanziaria e non di mercato o di posizionamento. Immagino il calcolo l’abbia fatto Topolino perché se quello era negativo allora tanto valeva non farla. Basta vedere i volumi della Stelvio per capire che l’errore è madornale, per FCA non c’è appello, questo è stato un tallone d’Achille.

Sta di fatto che anche se la linea è ottima il mercato questo vuole: paradossalmente aveva quasi più senso fare solo SW o magari una versione 5 porte.

Apriamo ora la triste pagina dell’infotainement.

Sì è vero, nelle versioni pre restyling 2022 (che ha colmato il gap o quasi) siamo indietro, ma oggettivamente di concreto io ho vissuto solo questi problemi:

  • L’assenza di Android Auto (arrivata su versioni di poco più recenti), aggravata dagli aggiornamenti del navi a pagamento dopo 3 anni.
  • Lo schermo centrale piccolo rispetto allo spazio utile, dà un’idea cheap, anche questo inacettbile su allestimento “Veloce”.
  • La mancanza di camera posteriore visto la visibilità non è al top (e non solo dietro).

Infotainment System Overview | 2018 Giulia | Alfa Romeo USA - YouTube

Infotainment Radio I 2017 Giulia I Alfa Romeo USA - YouTube– NCS diceva Dogui: non ci siamo in questo MY/Versione-

Sugli ADAS, che manco sono certo di sapere come si scrive, c’è l’unica cosa che davvero serve: il sensore di collisione con frenata automatica. Sensore che fa il suo soprattutto in virtù di un mia tendenza a frenare tardi (con grande gioia della moglie che sottolinea ogni allarme come una vittoria personale), ma che almeno in un’occasione è partito a casaccio sparandomi un’inchiodata in curva, ma senza alcuna conseguenza.

La domanda delle domande ora è: bastano mancanza di station wagon e infotainement sotto la media a compromettere il risultato di mercato?

Come dicevo non ho questa competenza, ma la sensazione è che ci sia stato anche un grosso problema di brand perché il prodotto era davvero valido, almeno questa volta.

Del resto i “biemvuisti”, a parer mio la categoria più limitrofa all’alfista, sono sembrati largamente indifferenti alla prove della stampa specializzata che sostanzialmente hanno sempre valutato la Giulia uguale o superiore da un punto di vista dinamico. Il grosso continua a guardare all’alfona nazionale con una certa superiorità, da capire però se per un tema di stascionuagonità, infotainment, brand o altro.

BMW ALFA Burnouts - 9GAG– Giustamente prendiamo un prototipo ad esempio –

Gli “audisti” dal conto loro mi pare abbiano un posizionamento più marcato sull’infotainement, gli interni e l’estetica. Su “n” decine di post li ho beccati sistematicamente a confrontare le versioni normali dell’Alfa con la RS4, stando ben attenti a non scomodare la Quadrifoglio (che la bastona ovunque).

– E io che pensavo si parlasse di guidarle le auto –

I “mercedesisti” sono chiaramente interessati ad un altro genere e li lasciamo in pace.

Io personalmente penso che ci siano almeno 20-25 anni di prodotti errati e marketing sbagliato da recuperare, purtroppo non basta un solo prodotto e una sola generazione di auto riuscite e con un carattere finalmente ben preciso, le nuove generazioni di ragazzi (che ora sono più che trentenni) sono cresciute accecate (a ragione) dai miti teutonici e poi forse fuori da Rollingsteel si guarda davvero solo a “particolari” che per noi sono chiaramente secondari…

… tipo la stascionuagonità (e ormai direi anche la SUVvità).

Serve consolidare e riaffermare almeno una paio di generazioni di auto, possibilmente senza farle durare 10 anni ognuna.

L’alfista dovrà per ora continuare ad affidarsi alla stampa tedesca per ricordarsi che “forse non ha scelto il veicolo perfetto, ma certamente quello perfetto per divertirsi”.

Resta da vedere come l’elettrico cambierà i giochi, personalmente penso che si appiattirà un po’ tutto rendendo il brand ancora più importante, ma stiamo a vedere.

NOTA FINALE DEL DIRETTORE: da pochi giorni gira la news che la prossima Giulia sarà un bidone elettrico un’auto 100% elettrica con 1000 cv capace di coprire lo 0-100 km/h in appena 1,9 secondi. Perfetto, proprio quello che gli appassionati aspettavano.

Come diceva il saggio? Ah si: i don’t feel at home in this world anymore.

Articolo del 17 Marzo 2023 / a cura di Paolo Broccolino

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  • Carlo Marconi

    Da possessose di una giulia simile a quella descritta, con cui ho fatto 175.000 km senza il minimo problema, non posso che condividere questo post

    • Daniele

      Innanzitutto bell’articolo! Bello leggere le sensazioni personali di vita vissuta.

      Un commento sul discorso SW.
      da badare bene che non avere una station impedisce di penetrare decentemente il mercato business. Le flotte fanno la differenza nei numeri. Ma siccome alle aziende interessano solo economia e costi, ti costringono ad allestimenti demenziali.

      le audì a4 2.0 TDI business per dire, non arrivano a 140 cv, con la trazione anteriore su distribuzione dei pesi 50-50 si guidano da cani e gli allestimenti sono terrificanti (sedili in tessuto da vw polo, manca perfino l’auto hold!!!)
      Insomma. Ci ricorderemo delle Giulia come una cosa esclusiva. In fondo meglio così.

  • Vincenzo

    Fortunato proprietario di una Rarissima 2016 Q2 Performance Pack 2.0T 200cv l’unica vera mancanza è il Race Mode e il motore troppo “corto” per un benzina 5650rpm sonntroppo pochi.

  • mauro

    io con una “vecchia” 75 ho rotto con l’alfa, dover rabboccare olio e resto prima di ogni viaggio era terribile, check panel come la croma con albero di natale se non in piano, consumi abominevoli. ma auto per allora bella, 120 cavalli circa “veri” (da allora, salvo una panda, ho sempre cercato di avere almeno quei cavalli), molto più divertenti e duri di quelli successivi (fiat sedici, honda civic, ora suzukis-cross (140)). poi sono stato contagiato dalla 4×4 malattia, ma con vetture che non richiedono rabbocchi e se segnalano qualcosa è vero

    • Paolo Broccolino

      Ciao, questo è uno dei motivi per cui sono incerto sul benzina. Ma ormai è inevitabile, altrimenti consumerebbero troppo 🙁

      • Paride

        Io ho appena preso la MY22, veloce 2.2. Q4 e sono molto contento, devo dire che le “cadute di stile” del modello precedente sono state risolte quasi totalmente, sia dal punto di vista delle dotazioni che della qualità (anche se il selettore dei fari grida vendetta, ma tanto è sempre su auto), sono anche contento che qualcuno porti qui su RS la voce di chi, come me, è appassionato e vivrebbe su una fiat 130 3.2 coupè ma per necessità di utilizzo giornaliero (circa 35.000km/anno) deve rinunciare al turbobenzina per sopravvivenza del portafoglio. La macchina è bella, va bene e dà quella sensazione che solo un auto concepita con l’occhio, l’attitudine al problem solving e le imperfezioni che fanno sorridere (la portiera anteriore stretta rispetto al sedile) nostrano può regalare (a volte anche troppo). La Stelvio che ho provato a parità di dotazione non è così saporita in tema di piacere di guida. Qualche anno fa sono stato un fiero possessore di 159 2.4 Q4 (comprata con 170.000km e e venduta a due lire ad un personaggio caratteristico dell est a malincuore con 330.000km dopo una tempesta che l’aveva sfigurata irrimediabilmente) con cui ho vissuto avventure mirabolanti dopo una deviazione che mi ha portato prima su un Rav4 e poi su un Gladiator ho ritrovato la giusta via, anche se un cilindro in più è qualche ronzino in più non sarebbero guastati.

  • Alessio

    Caro Paolo, da possessore di una Stelvio 2.2 Q4 da 4 anni, in attesa di guidare una nuova…Stelvio 2.2 Q4 (sì, mi piacciono anche i suv e ho tutti i numeri di Rolling Steel a casa, tiè) ho letto con piacere e curiosità la tua recensione/prova. Ho avuto tante auto e prima della Stelvio una X1 e84 xdrive e una 320d touring Xdrive (la F31: così faccio felice il mio alter ego bimmer).
    Bazzico spesso sul web e nei forum e a proposito della domanda “Come mai Stelvio e Giulia non hanno venduto così tanto?”, ho maturato la mia risposta: la ggente parla e scrive di desiderare le Alfa come una volta, ma quando sono correttamente posizionate sul mercato, vengono ritenute care, mentre se fatte in “salsa GM” come la povera (ma bella) 159 e meno costose e/o esclusive (era troppo pesante) vengono accusare di “poverismo”. In sintesi, purtroppo non le compra nessuno o quasi e lo dico dopo essere arrivato alla mia sesta Alfa Romeo, intervallata anche da altre auto di marche diverse. Le vogliamo (vogliono) belle, performanti, premium, ma senza essere premium, roba che nemmeno la Dr riesce a soddisfare.
    Alfa è rovinata da anni di incuria di vario genere, anche umana: basta mettere piede in officina e si capisce la differenza tra un marchio premium e la vecchia “rete” Fiat. Hanno poca attenzione verso il cliente nel post vendita e tanti piccoli elementi che chi arriva dalla concorrenza tedesca conosce e non ritrova.
    Ho capito poco il progetto Giorgio di Marchionne e il suo seguito: ha messo in campo una potenza di fuoco spaventosa, senza poi dare seguito ai progetti. Ovvio che se non vendi non finanzi i progetti, però se ci fosse stata una Giulia SW, adesso non avrei una Stelvio o magari non ne avrei prese due fila. Capisco che avranno fatto analisi e come dicevo io tanti non le comprino lo stesso, ma se copri con tre modelli anzichè due il mercato, magari agganci più clienti. Idem con la coupè. E sono consapevole del fatto che le casse FCA fossero alla frutta, ma allora perchè aver investito così tanto sulla Giorgio, per poi affossarla?
    P.S.: complimenti per i consumi: io sono sugli 11km/l.
    Non avrò sotto il sedere una hot hatch, ma in montagna, tra telaio, sterzo, coppia e cambio riesco a divertirmi più di quanto non si creda..

    • Andrea

      Ciao…io ho dal luglio 2020 una veloce 210cv Q4 launch edition presa nuova grigio Vesuvio con cerchi 19 differenziati e tt gli adas…per me è un emozione ogni volta che la guardo e la guido…nessun problema serio in 50000km…solo i telecomandi e il keyless che a volte vanno e a volte no e non si capisce perché nonostante intervento.di casa madre…per il resto ottima con in più una ventina di cv dati da una centralina aggiuntiva seria (niente fumo e tanto arrosto)…la riprenderei di sicuro…sperando che ci sia ancora a luglio 2024 qua do finirà il noleggio lungo termine che ho…

  • Peppe

    E basta con queste lungaggini comprate e rivendute a 2 euro al chilo!!!!! Basta con i confronti con le teddesche,!!!! Non siete all’altezza e quindi zitti!!! Tenetevi queste italiane per fallimento e godetevela ma basta dire sulle curve la Giulia fa questo la Giulia vola la Giulia fa miracoli…..basta Dio basta ….siete destinati alla svalutazione e alla sconfitta quindi tenetevela e pazienza per i soldi buttati …e non ditemi di affidabilità e sicurezza vacca maiala non paragonare i alle altre solo alla già anzi andate a f….

    • Flynn

      Ma tu hai rotto con un Alfa di 30 e passa anni fa e ancora ci pensi. Mica sono individui che ne fai una questione personale. Eddai su!

    • Flynn

      Anche a fare in c. ci arriviamo più veloci di voi vaggari col tubbo da 101 Cv. Sei un signore proprio. 😀 😀 😀

  • Flavio

    Secondo me il problema delle vendite della Giulia, deriva da due aspetti: il primo è che premium si diventa, non si nasce, ed Alfa paga i problemi degli anni 70/80 tutt’ora. La seconda è che è un auto che va guidata, ma alla gente ormai interessano gli adas, vedi quanti sono alienati da quel frigorifero della tesla….

  • È TUTTO VERO ..!!! LA GIULIA MERITEREBBE MOLTO DI PIÙ….. SUCCESSO DI VENDITE : AUTO TOP
    SUBITO LA SW !!!!!

  • Paolo

    Presa nuova nel 2017, 2.2td 180 cv. con palette al volante, 166.000 km indimenticabili. I tagliandi rispetto all’auto made in Japan che avevo prima sono molto più economici. Nessun problema significativo, credo che staremo insieme fino a quando non sarà illegale. Le automobili non sono più di moda, la ggente non sa neanche da quale parte sta la trazione delle Audi, BMW, Mini, Golf ecc. Figurararsi se riescono a capire le qualità di un telaio. Comunque quando scendo dal mio kart KZ, l’unico mezzo nel quale salgo con piacere è sempre la mia Giulia.

  • Francesco Celi

    Sono perfettamente d’accordo con te! Il problema italiano è: esterofilia e provincialismo a bomba! Io non preso la Quadrifoglio causa maledetto super bollo di m……. Ho ripiegato sulla Ghibli v6 td (perfetta) leggermente “pompata” in Maserati (307 hp).
    Due auto nettamente superiori alle equivalenti crucche (che a me fanno lo stesso effetto di una Prinz o di una Renault …). Certo, chi ama lucine, mega schermi tv (che amo a casa…), è bene che acquisti tedesco ( così si sente più furbo e alla moda).

  • Fede98

    Anche io possessore di Giulia, una normalissima 160 CV nafta MY2019, manuale ça va sans dire. (Che insomma, diesel va bene, ma almeno lasciami il terzo pedale).
    Per quanto riguarda la guida niente da dire, ancora aspetto di provare qualcosa di migliore dal punto di vista dinamico ad un prezzo inferiore ai 200 mila euro.
    Per il resto invece mi tocca scomodare la visione dell’italiano medio sul marchio.
    L’affidabilità è il suo punto dolente, sensore PM10 ko dopo 40 mila km, frizione che slitta dopo 50 mila km per una perdita d’olio dal cuscinetto reggispinta, motore perennemente in avaria per l’EGR intasata che lo manda in banana, più i passaruota che alla prima pozza presa allegra (quindi sempre, perchè pago per 160 CV e li uso tutti) si staccano e non ultimo la leva del cambio che ha deciso di staccarsi dai leverismi del cambio stesso.
    Problemi che ovviamente infastidiscono e non poco, soprattutto considerando il valore dell’auto, ma la cosa che più mi ha dato noia è constatare come il servizio clienti reputi sempre e comunque responsabile il guidatore di palesi problemi di qualità delle componenti.
    Insomma, non sono certamente io che ho deciso di montare un sensore per il particolato che si intasa col particolato, o un cuscinetto che lascia trafilare olio sulla frizione.
    Potrei continuare con le note dolenti parlando delle concessionarie (solo alcune per fortuna) che hanno trattato un 22 enne intenzionato ad acquistare un loro prodotto come uno studentello squattrinato di passaggio.

    Aldilà di tutto però non cambierei modello di auto, è perfetta per me.
    Semmai cambierei motorizzazione passando al 200 cv a benzina, che si addice anche meglio ai percorsi che faccio.

  • Valerio Perissi

    Le Alfa Romeo possono essere solo a benzina, come motore e berlina tre volumi, o spider e coupè come carrozzeria. Diesel, due volumi e suv sono aberrazioni che fanno sanguinare il cuore di un vero alfista.
    Solo chi ha avuto la vera Giulia, o l’ Alfa 2000, o l’ Alfetta o la Giulietta degli anni 70 può capire.
    Simili aberrazioni li vadano a cercare tra altre marche!

  • Attila

    “Se potessi avere 100€ per ogni apprezzamento che ho sentito me la sarei ripagata. Eppure […] in pochissimi l’hanno comprata”
    Il livello dei commenti all’articolo aiuta a capire il perché.

  • Francesco Celi

    L’hanno comprata in pochi per l’automobilista medio italiano è definibile come: ignorante in materia tecnico-automobilistica + esterofilia come malattia degenerativa del predetto a.m.i. + provincialismo della peggiore specie + autodenigrazione come malattia psichica basica dello stesso a.i.m. .
    La Giulia (come la Stelvio) sono le migliori della loro categoria e nettamente superiori alle equivalenti tedesche (che, ove regalatemi, porri immediatamente in vendita, tanto mi fanno c….e.
    Da un felice possessore di Maserati Ghibli (con cui massacro le equivalenti “crucche”).
    Acquista il prodotto italico, supporta la ns Nazione.

  • Stefano

    Caro Peppe, sei talmente ignorante, in senso etimologico del termine, che non meriti risposte. Parlare di tecnica con te è come farlo con uno zulu. Comprati le mer…se auto tedesche, tutto fumo e niente arrosto, povero italiota provincialotto.

  • Matteo

    Bell’articolo, bravo e grazie!
    Premetto che possiedo una BMW 320D Touring xDrive (E91) automatica (una benedizione tra colonne e semafori quotidiani!) della quale sono contentissimo e che non mi ha mai dato un singolo problema e adoro guidare come il primo giorno: parsimoniosa ma grintosa quando serve, comoda, veloce e, per me esteticamente bella. Per non parlare dell’xDrive, chi ha già fatto un passo innevato in auto sa di cosa parlo! Con l’xDrive è inarrestabile, anche con 20 cm di neve fresca!
    Se dovessi cambiare auto adesso valuterei tra tre opzioni, ovvero: la discendente della E91 ovvero la G21, la Mercedes C220d station wagon (recensita un po di tempo fa dal direttore) e la Giulia, che però parte fortemente svantaggiata a causa della mancanza della versione station wagon. Chiaramente è una questione di gusti personali e di praticità, soprattutto quando si hanno bambini piccoli ma personalmente preferisco le versioni station wagon delle auto piuttosto che berlina. Del resto, se anche BMW, dopo oltre 30 anni di purismo, si è scomodata a fare la M3 station wagon, un motivo ci sarà (le vendite di Audi S ed RS e di Mercedes AMG in versione station wagon non mentono, al di là del contenuto tecnico e del gusto personale)…
    Purtroppo, nota dolente, vedo che i maleducati da tastiera sono sbarcati anche su questo sito, la madre degli imbecilli è purtroppo proprio sempre gravida, aihmé!

  • Francesco

    La station wagon non fu voluta da Marchionne, Sosteneva che le stesse facessero numeri validi esclusivamente in Italia. Io non conosco le statistiche nazione per nazione, però Marchionne proprio stupido non era.
    Evitare di insultarci reciprocamente è cosa buona e giusta. Io personalmente amo e acquisto, da decenni, auto del gruppo FCA (le chiamo sempre così…), con le quali mi sono recato in officina esclusivamente per i tagliandi programmati e rispetto i gusti altrui.
    Certo non nascondo che quando leggo post di disprezzo di italiani verso prodotti italiani…, mi incazzo moltissimo e magari non riesco a trattenermi!

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