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Te lo buco, quel SUV.

ATTENZIONE – Abbiamo sgonfiato uno pneumatico del tuo SUV.

Ti arrabbierai, lo sappiamo. Non ce l’abbiamo con te, ma con la tua auto.

L’abbiamo fatto perché utilizzare un’auto enorme come questa in una città come Bologna ha conseguenze altrettanto enormi per tutti gli altri.

“L’industria delle auto è molto abile a convincerci che abbiamo bisogno di auto gigantesche per muoverci, ma l’utilizzo dei SUV nei centri urbani ha reso le città più pericolose e inquinate. Le polveri sottili nell’aria uccidono migliaia di persone ogni anni (60mila solo in Italia) e la tua auto purtroppo contribuisce a queste morti. Non solo, i SUV hanno più probabilità di uccidere persone nelle collisioni, e non solo per la loro mole. Vari studi mostrano che i conducenti di SUV sono più propensi a correre rischi sulla strada. Auto enormi come questa fanno sentire al sicuro chi è al loro interno, ma mettono in pericolo tutti quelli al di fuori di esse.

I SUV sono inutili, e pura vanità. Non ha senso trascinare con te due tonnellate di ferraglia ogni volta che ti muovi.

I SUV richiedono spazi grandi per essere parcheggiati, e le loro dimensioni spropositate peggiorano la situazione del traffico cittadino, ma non rendono la vita di tutti più difficile solo a Bologna, auto di lusso come questa sono un disastro anche per il nostro clima. Non ci crederai, ma i SUV sono la seconda causa dell’aumento globale delle emissioni di anidride carbonica nell’ultimo decennio – più dell’interno settore del trasporto aereo.

I decisori politici avrebbero dovuto limitare l’uso di mezzi come questo alle (poche) persone che ne hanno davvero bisogno. Ma dato che non si è fatto nulla per limitare il loro impatto sulle città, abbiamo deciso di agire direttamente con quest’azione dimostrativa, come tante persone stanno facendo in tutta Europa. Vogliamo che possedere auto come questa diventi sconveniente, come la loro diffusione è sconveniente per tutti.

Abbiamo solo sgonfiato lo pneumatico (con una innocua lenticchia), non abbiamo fatto nessun altro danno. Lo sappiamo che hai lavorato duramente per permetterti un’auto come questa, ci dispiace averlo dovuto fare. Purtroppo le industrie sanno creare in noi bisogno che non abbiamo realmente.

Ormai quest’auto ce l’hai. Però oggi puoi spostarti a piedi, in bici o con i mezzi pubblici. E in futuro ribellati a chi cerca di convincerti che bisogna avere sempre di più. Per vivere meglio è necessaria la collaborazione di tutti.

Per ulteriori informazioni visitate il sito tyreextnguishers.com

Il testo che avete letto, riportato integralmente così come lo ha trovato il Direttore, era stampato su un foglio di carta infilato sotto il tergicristallo di un noto SUV, parcheggiato lungo un’altrettanta nota via di Bologna vicino a casa del sommo. Abbiamo deciso di scrivere due righe (“due” si fa per dire, lo sapete che siamo prolissi, ma ci piace approfondire) in merito, perché la questione riguarda più o meno tutti, il povero (?) cristiano proprietario del SUV e noialtri colleghi automobilisti o semplici cittadini.

Viene spontaneo immedesimarsi. Proprio perché siamo automobilisti e cittadini, vale a dire che abbiamo delle proprietà e, di solito, chi ha delle proprietà tende a notare quando qualcun altro ci mette le mani sopra. Probabilmente, la puoi prendere in vari modi. Se hai tempo, pazienza e grande stima per chi agisce con i fatti e non solo con le parole, la puoi prendere con filosofia, aprire il bagagliaio e raccattare quella sfigata pompetta da accendisigari, cogliendo, finalmente, un’occasione per testarla.

– O adottando soluzioni alternative… –

Ma, dato che la maggior parte di noi passa le proprie giornate fra casa e lavoro, lavoro e casa, arrancando lungo il Viale dei Trabocchetti organizzato dalla vita e dallo Stato, l’imprevisto è raramente gradito; specie se, magari, hai particolare fretta o, addirittura, un’urgenza. È quindi decisamente più probabile che, alla vista di quel foglio – che sulle prime avevi già collocato mentalmente alla lettera “P” di “pubblicità di venditori di automobili usate” o “T” come “Testimoni di Geova” e che, invece, si rivela per quello che è – dentro di te, nel profondo, qualcosa si risvegli da un sonno primordiale, come un accumulo di gas all’interno di un vulcano dormiente, una pressione che monta, che cerca una via per sfogarsi e finalmente la trova attraverso la trachea, la laringe, la lingua e, con apocalittico fragore, deflagra infine all’esterno con una roboante bestemmia.

– (foto: The Guardian)

Pensavi di averla fatta franca, di aver evitato quelli là che bloccano la circonvallazione. Te li ricordi sul GRA di Roma… Quante gliene avresti date. E se passava un’ambulanza? E invece eccone altri, che ti sgonfiano la gomma e ti fanno la ramanzina. Gente che non ha un cazzo da fare. È una piaga. Sono ovunque.

Ma, dato che a me non hanno sgonfiato nulla (perché ho una Lotus, n.d.r.), ho il lusso di poter ragionare a mente fredda, perciò cerchiamo di rifletterci su. Per dovere di cronaca, chi scrive NON possiede un SUV (ne ha posseduto uno in passato e non ha intenzione di ricomprarne uno, ma di questo parliamo dopo) e cerca, come sempre, di essere obiettivo, come deontologia impone. Per cui, andiamo ad analizzare punto per punto quel che viene affermato nel testo da questi misteriosi tyre extinguishers.

FATE LARGO

“L’abbiamo fatto perché utilizzare un’auto enorme come questa in una città come Bologna ha conseguenze altrettanto enormi per tutti gli altri”

Sono davvero enormi questi SUV? Proviamo a fare un paragone con altre auto piuttosto grandi, a partire dalle station wagon. Modelli diffusi che si vedono spesso su strada, non berlinoni da nababbi lunghi sei metri che si vedono solo davanti alla prima della Scala. E prendiamo i principali “responsabili”, i cosiddetti marchi “Premium” che un SUV ce l’hanno sempre. Per fare un paragone bello comodo, c’è l’ottimo automobiledimensions.com (trovate anche la capienza del bagagliaio):

La familiare più grande che abbiamo trovato in lista, la Audi A6 Allroad Quattro del 2020, è lunga 4951 mm e larga 1902 mm. Il più grande SUV disponibile, l’enorme Q8 del 2019 (cugino di primissimo grado del decisamente più esclusivo Lamborghini Urus, fra l’altro), è lungo 4986 mm e largo 1995 mm. Calcolatrice alla mano, il Q8 è 3,5 cm più lungo e meno di 1 cm più largo della A6. Cambia più che altro l’altezza: circa 20 cm in più per il SUV. Ma è l’altezza che causa enormi conseguenze per gli altri?

Nel caso di BMW, la Serie 5 Touring è lunga 4963 mm e larga 1868 mm, contro i 5181 e 2000 mm della obiettivamente enorme X7. Totale alla mano: + 22 cm circa e + 13 cm circa per la X7. Ma il più diffuso X5, benché molto largo (2004 mm) è perfino più corto: 4935 mm.

Anche nel caso di Mercedes, la Classe E familiare del 2020 è addirittura un filo più lunga del GLE (va però detto che il GLS è sì più grande: H 1823 mm x L 5207 mm x W 1956 mm)

Non vi tedieremo con ulteriori confronti, ma la tendenza è questa. Anzi, SUV ben più diffusi, come un Audi Q5, sono lunghi e larghi più o meno quanto una wagon media (circa 4,7 m x 1,85/1,90 m). Soprattutto: nel testo di cui sopra, sono menzionati i diffusi pick-up? No. E un “banale” Mitsubishi L200, tanto per fare un esempio, è lungo ben oltre 5 metri.

IL PESO DELLA QUESTIONE

“Non ha senso trascinare con te due tonnellate di ferraglia ogni volta che ti muovi”

Effettivamente, un grosso SUV nel traffico non è un’immagine utile ad incentivare una economia responsabile, né, volendo, una corretta educazione alimentare, dato che sembra un appassionato di fast food in fila al McDonald’s per la quinta volta questa settimana. Ma la sua mole è davvero direttamente proporzionale al peso? Sembrerebbe di sì. Per comodità, confrontiamo gli stessi modelli di cui sopra con ultimatespecs.com (peso in ordine di marcia a partire da):

AUDI

A6 Allroad: circa 1960 kg
Q8: circa 2200 kg

BMW

Serie 5 Touring: circa 1800 kg

X5: circa 2200 kg
X7: circa 2300 kg

MERCEDES-BENZ

Classe E: circa 1800 kg
GLE: circa 2100 kg
GLS: circa 2450 kg

Insomma, a parte il fatto che le automobili sono obiettivamente diventate tutte troppo pesanti (ma va detto che una volta si aprivano come scatole di latta e offrivano un decimo dell’elettronica), qui i SUV peccano di brutto. Parliamo di una differenza di peso di centinaia di kg e il peso, si sa, è tutto: sicurezza attiva e passiva. Frenare un bestione di quasi due tonnellate e mezza è un altro cinema, così come quando ti arriva sulla schiena. (Pssst… anche l’L200 di cui sopra pesucchia: parliamo di oltre 2100 kg…)

SCENDI DAL PIEDISTALLO

“Non solo, i SUV hanno più probabilità di uccidere persone nelle collisioni, e non solo per la loro mole. Vari studi mostrano che i conducenti di SUV sono più propensi a correre rischi sulla strada. Auto enormi come questa fanno sentire al sicuro chi è al loro interno, ma mettono in pericolo tutti quelli al di fuori di esse”

È vera questa cosa? Quello studio esiste? Ma soprattutto, QUALE studio? Se si riferiscono a quello della NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration), l’ente americano per la sicurezza stradale (Paese, gli Stati Uniti, dove quella dei SUV è davvero un’epidemia, ma da sempre), è così: la NHTSA parte dal presupposto che acquistare un veicolo più sicuro e, magari, più grosso e pesante, ma soprattutto alto, porta il conducente a distrarsi più facilmente. La pistola fumante è il numero di incidenti in ambiente urbano nei quali sono coinvolti i SUV: secondo la Churchill Insurance, +25% rispetto a chi guida una berlina. Secondo la NHTSA, chi cerca un veicolo sicuro guarda non tanto alle dotazioni di serie per la sicurezza attiva e passiva, ma alle dimensioni.

Il problema è che le dimensioni sono un’illusione. E la stessa tanto ricercata altezza può anche essere pericolosa: un mezzo alto ha necessariamente un baricentro più alto (è fisica: il baricentro crea una leva, quindi baricentro più alto = una leva più lunga), il che non è un toccasana in caso di sbandata, specie ad alta velocità.

LA PUZZA SOTTO IL NASO (e allo scarico)

Dimensioni più grandi uguale peso maggiore. Un peso maggiore significa un lavoro maggiore per il motore, il che, specie se combinato con una aerodinamica meno efficiente, si traduce in consumi maggiori: male per il portafogli ma soprattutto per l’ambiente.

“Non ci crederai, ma i SUV sono la seconda causa dell’aumento globale delle emissioni di anidride carbonica nell’ultimo decennio – più dell’interno settore del trasporto aereo”

EEEEEEELLLAMA**NNA, possibile?! La seconda causa dell’aumento globale di CO2 nell’atmosfera? Sembrerebbe di sì, o, almeno, così giurano quelli della IEA, citati da un articolo del Guardian di tre anni fa. Per farla molto breve, sembrerebbe che il mercato dell’auto mondiale stia influendo sempre meno sull’aumento delle emissioni di anidride carbonica, se non riducendole, grazie a motori sempre più efficienti e all’arrivo (al ritorno!) dell’elettrico; ma, al contrario di quel che verrebbe da pensare, i dati non sono positivi, perché gran parte delle nuove automobili vendute sono poco efficienti in quanto troppo pesanti e meno aerodinamicamente efficaci. In altre parole, sono SUV. Nel mondo, 4 automobili nuove su 10 sono SUV; negli Stati Uniti, addirittura 1 su 2. Dal 2010 al 2018, le emissioni sono quadruplicate e, se i guidatori di SUV fossero una Nazione, sarebbero settimi nella classifica delle emissioni di CO2.

“Le polveri sottili nell’aria uccidono migliaia di persone ogni anno (60mila solo in Italia) e la tua auto purtroppo contribuisce a queste morti”

UNA BOTTA DI CHIMICA

Se l’argomento vi interessa e volete aprofondire la questione CO2 ed inquinamento, fate una pausa e beccatevi questo interessatissimo articolo dedicato alla questione dal nostro chimico Direttore:

CO2, inquinamento, diesel ed effetto serra spiegati alla mia maestra di yoga

 

È TUTTO UN MAGNA MAGNA

“I decisori politici avrebbero dovuto limitare l’uso di mezzi come questo alle (poche) persone che ne hanno davvero bisogno. Ma dato che non si è fatto nulla per limitare il loro impatto sulle città […]”

Chi, come me, possiede un’auto diesel Euro 5 sa bene a che cosa va incontro. Così come per il discorso del bando ai motori termici entro il 2035, esistono manovre come l’Area B di Milano che hanno più a che fare con la politica che con la salvaguardia della salute fisica e mentale. Nessuno che citi i 25 gradi negli appartamenti o nei negozi con le porte aperte. Nessuno che si muova per ridurre peso e dimensioni delle auto nuove (d’altronde, le Case hanno un margine di profitto maggiore dal settore Premium). Considerate la densità abitativa e l’inquinamento, città che si definiscano moderne dovrebbero possedere infrastrutture tali da rendere del tutto superfluo l’utilizzo dell’automobile; invece giriamo ancora, per ore, alla disperata ricerca di un parcheggio blu in un oceano di gialli, arrampicandoci su vertiginosi marciapiedi sotto ad alberi ubriachi di anidride carbonica. Sarà un caso che l’assetto rialzato piace tanto?

MORALE DELLA FAVOLA

“[…]abbiamo deciso di agire direttamente con quest’azione dimostrativa, come tante persone stanno facendo in tutta Europa. Vogliamo che possedere auto come questa diventi sconveniente, come la loro diffusione è sconveniente per tutti.

I SUV sono inutili, pura vanità”

Cerco di immaginare il tizio che ha sgonfiato quella gomma seguendo anche il pratico tutorial pubblicato sul loro sito del caz. Che ha visto il SUV e ha deciso che sì, quell’auto meritava una lezione. E anche il suo proprietario. Così si è chinato, ha cavato di tasca una “lenticchia” (io pensavo si mangiassero e basta… ogni giorno si impara qualcosa), ha svitato il tappino della valvola, ci ha messo dentro la lenticchia, ha riavvitato il tutto e ha fatto il suo dovere di responsabile abitante del pianeta Terra. Me lo immagino giovane, meno di trent’anni, nemico giurato del maschio bianco etero come ultima moda impone. Perché a quell’età sei ancora ambizioso. Uno studente né troppo pigro (sennò sarebbe a farsi un aperitivo, non a sgonfiare gomme) né troppo impegnato (sennò sarebbe in Università a studiare davvero come migliorare il mondo). Una brava persona, ma, come tante altre brave persone, accecato da una frustrazione difficile da controllare, che monta sempre più a causa di un mondo che va sempre troppo in fretta e soprattutto senza proporre granché di realmente utile. Tipo automobili che abbiano senso.

Le intenzioni sono buone. Meno buoni sono i metodi. Bloccare quell’auto, costringere il suo proprietario a chiamare un carro attrezzi (non tutti sanno dove mettere le mani anche per le piccole cose) o a non poter raggiungere una destinazione importante per via di una eventuale emergenza è, secondo noi, una decisione arbitraria e lesiva della libertà altrui esattamente come sedere in mezzo all’autostrada bloccando il traffico e, magari, mettendo a repentaglio la vita di un paziente a bordo di un’ambulanza che non potrà raggiungere l’ospedale, o causando un incidente o una rissa, o un licenziamento, o favorendo un’aggressione o un furto che gli agenti di quella volante tenuta impegnata avrebbe potuto invece sventare.

Per non dire che quella lenticchia può sgonfiare troppo lentamente lo pneumatico, portando ad un abbassamento eccessivo della pressione proprio nel bel mezzo di una condizione d’emergenza, o semplicemente durante la marcia ad alta velocità, causando un incidente. Anche perché oggi sono i SUV e domani saranno le auto sportive. O no?

– oggi è vanità quella sopra, un giorno potrebbe essere vanità quella sotto. E a quel punto, dopo aver riso dei suv che tanto ci stanno sulle balle, come la mettiamo? –

Così come esistono processi perfino per i più infimi delinquenti, così bisognerebbe misurare le proprie azioni partendo dal presupposto che non si può far valere le proprie ragioni imponendo il nostro volere con la forza. Certo è un mondo sordo e imbavagliato e viene facile imbrattare un palazzo o un dipinto famoso per richiamare l’attenzione; ma il problema è che determinate azioni finiscono per essere controproducenti, per ritorcersi contro gli stessi attori dell’atto dimostrativo. Vuoi farti notare? Mettimi un cartello sul parabrezza, ma non sgonfiarmi la gomma. Appiccicami un adesivo sulla teca, ma non tagliarmi una tela antica con un coltello.

Una certa Greta Thunberg, polemiche e complottismo a parte, sta cercando di aprire gli occhi del mondo così come per decenni hanno fatto illustri scienziati. Ottenendo più che altro di essere ignorata dai decisori e addirittura derisa da tanti appassionati di auto che riempiono la rete e addirittura le carrozzerie delle loro auto di meme che la vedono protagonista. Qual è la risposta, quindi? Probabilmente è la cultura. Una cultura di base che va rivista. Un processo certamente lungo, lunghissimo, ma che prima inizia e meglio è. Un processo che ognuno di noi dovrebbe contribuire ad alimentare, fino a quando anche guidare un SUV sarà considerato un atto ridicolo e realmente lesivo della sicurezza e della salute altrui, anche prendendo spunto da quanto detto sopra, ascoltando le parole più sensate di questi attivisti: “Purtroppo le industrie sanno creare in noi bisogni che non abbiamo realmente”.

NOTA FINALE DEL DIRETTORE: 

Sollecitati via instagram, molti lettori e fan di RollingSteel si sono espressi sulla questione riservandoci non poche sorprese. Di fronte infatti ad un argomento spinoso e alla concreta possibilità di ricevere in risposta messaggi del tipo “ammazziamoli tutti!”, abbiamo invece ricevuto decine di risposte interessanti, costruttive e ricche di spunto, dimostrando invece una cosa che trovo preziosa: essere appassionati di auto, di motori e di meccanica non significa per forza di cose essere – come spesso sembra venga fatto intendere – degli sciocchi trogloditi (anche detti eterobasici o MBEB, definizioni che mi fanno incazzare come una biscia) ma, invece, persone con una chiara idea del mondo, con una certa coscienza, con una cultura e con una intelligenza che va oltre agli slogan tanto di moda ma che, consci di come funziona il mondo (anche solo banalmente saper cambiare una ruota o sapere come si produce l’elettricità, che non esce dai muri per magia), ci rende capaci di argomentare e di fare delle scelte oculate, molto più di certi fondamentalisti che vedono solo dentro la propria bolla. Certo, in giro è pieno di ignoranti e di bestie con il pollice opponibile  e spesso guidano una Golf (scherzo) ma, e di questo vado fiero, con RollingSteel abbiamo creato un luogo sano, genuino e costruttivo. Di questo, grazie a tutti voi, DI BRUTTO. (Iscriviti qui per non perderti il volume 3 in arrivo)

Di seguito alcune risposte fra le tante arrivate.

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Articolo del 18 Aprile 2023 / a cura di Davide Saporiti

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  • Alessio

    Ciao, siccome vi seguo da tempo e condivido una grande passione per le automobili, trovo che cavalcare la battaglia anti SUV, anche qui, pur se velatamente, sia poco costruttivo. A me, se un’auto piace, piace perchè mi piace: sia un suv, una coupè o una citycar. Anni fa andavano di moda le monovolume, anche piuttosto grandi, quasi di taglia “furgone”, ma non c’erano questi strali di anti-qualcosa.
    La battaglia condotta da questi gruppi rientra più nella loro vanità che nella sfera della protesta. Danneggiare qualcosa di un’altra persona non è dimostrare di aver ragione per nulla. Idem se imbratti un monumento, ma non è qui il luogo per parlarne, al netto di ogni credo politico. So bene che non esista il “codice del buon manifestante”, però questo tipo di protesta non è utile a nulla, se non a stimolare una certa rabbia, piuttosto cieca verso chi protesta. Qualcuno parla del fatto che si tratti di “ricconi con il suv di lusso”, ma se vieti loro il suv di lusso e possiedono una Huracan, staranno tutelando balene e orsi polari? Il discorso è complesso, ma io non sarei per disprezzare una categoria di veicoli e i loro proprietari, come in fondo al post sottolineate anche voi. Questa è, almeno la mia opinione e ci sta averne anche di opposte, ma sempre civilmente.

  • Lara

    A parte il fatto che per i miei gusti i SUV sono veicoli abominevoli (non me ne vogliano i guidatori di SUV, ma dai primi usciti sul mercato ho sempre guardato a quei giganti come brutte imitazioni dei grandi fuoristrada evolutisi in una propria linea autonoma di vettura brutta. IMHO), nessuna delle nobili ragioni esposte secondo me giustifica un’azione lesiva di un bene altrui prima di tutto perché di fatto non serve a una benemerita mazza.
    Non si risparmia nemmeno un grammo di co2 a fare ste cagate, anzi, si rischia addirittura di concretizzare le condizioni per cui sia necessario uno spreco di co2 (vedi l’attivazione di un carro attrezzi, l’alimentazione di un compressore da accendisigari che richiede l’accensione del motore o la produzione di pezzi di ricambio). Tutti dovremmo usare meno l’auto, tutti dovremmo pretendere servizi pubblici adeguati (e magari flessibilità oraria, lavorativa e servizi di prossimità a prezzi decenti, daje), ma questo ragionamento critico non può nascere da una ruota a terra.

  • Marco

    Che tu possieda un SUV o una lenticchia il problema è sempre lo stesso: come lo usi. La moderazione, la sobrietà ed il rispetto degli altri non sono inversamente proporzionali a quanto costa o quanto è grosso il tuo strumento di piacere (mi riferisco al SUV o alla lenticchia). In sostanza puoi trovare il modo di arrecare danno al pianeta ed ai marroni altrui in ogni caso. Vero è che a volte avere disponibilità di risorse porta ad ego smisurati che non considerano il resto del mondo. Come diceva qualcuno “La mia libertà finisce dove comincia la vostra”. SUV o lenticchia che sia.

  • Ale

    Beccarli sul fatto, e dargliene tante, ma tante!!! Poi far gonfiare la gomma a polmoni (un po’ come quando si va al mare e si gonfiano 2-3 materassini senza pompetta… Ecco!). Una volta finito, crick alla mano ruotar loro le rotule, così pure loro smettono di inquinare, non potendo più indossare scarpe (rigorosamente in plastica!!).

    A me dei suv poco importa, non piacciono.
    Ma MAI mi azzarderei a sgonfiare una o più gomme, cosa c”””o ne sai dove deve andare o cosa deve farci uno con la macchina? Magari è un dottore a domicilio per urgenze, o deve correre da qualche parte sempre per emergenza…

    A chi ha scritto “non è reato” su instagram (commenti dell’articolo) si risponde con: È REATO, INVECE.
    A chi scrive “è un comportamento fascista”: sono i comunisti che vogliono le cose tutte uguali per tutti (tranne che per loro, con Rolex al polso e macchina con autista)”.

    I SUV in città sono quasi del tutto inutili, ma finché rientrano nei parcheggi standard, non superano di dimensione la corsia ecc… Non vedo il problema.
    La gente IGNORANTE CHE NON SA GUIDARE c’è sia sul suv, che sulla 500. Entrambi sono un rischio alla pari (forse la 500 è un rischio maggiore per i pedoni).

    Inoltre… Il peso. Quanto pesa, danneggia le strade, ingombra invece una Tesla (od equivalente elettrico)? Posto privato per ricarica/colonnina nonostante strada pubblica, prodotte con elementi tossici, poco riciclabili, dall’autonomia pari a niente, si ricaricano con elettricità quasi mai “da fonti green/rinnovabili”. Ma ehi, quelle vanno bene, eh ecoCRETINI?!

  • mauro

    ripeto un mio punto di vista, messo su fb. questi idioti non pensano a chi ha disabili in famiglia (io ho l’H ma sono così “stupido” da non usarla se non in emergenza) e deve trasportare una carrozzina o un deambulatore e deve sedersi o far sedere una persona con problemi alla schiena, quindi no coupe, no spider, no sw basse. poi magari hai un suv piccolo, ibrido con emissioni basse e il gusto di avere il 4×4 per l’inverno o lo sterrato o per tirare una barchetta (con motore elettrico). 430 di lunghezza è un mostro? ma branco di imbecilli andate a concimare piuttosto

  • Daniele

    Sono fermo sostenitore nel dover cambiare l’acronimo di questi mezzi: da SUV a SIV ovvero Super Inutility Veichle.

    a ben guardare infatti NON sono più capienti e versatili di una SW, NON sono più spaziosi di un monovolume, NON permettono di fare fuoristrada se non qualche marciappiede.
    però, c’è un però:
    – Hanno una sezione frontale maggiore del 20% rispetto ad una berlina, il che li porta a consumare di più.
    – Pesano di più. perchè per forza di cose c’è più acciaio.
    – per garantire una stabilità decente col baricentro alto che hanno servono gommoni da 20″ in su con costi enormi al cambio gomme, senza considerare l’aumento dei consumi per gestire la loro quantità di moto.
    – la stabilità, appunto. che per non farle ribaltare devono avere barre di torsione marmoree che ad ogni buca sembri un cerino nella scatola agitata….

    Non capirò mai la moda. si, sono troppo, troppo razionale…

  • mauro

    ribadisco: alcuni suv piccoli sono più corti anche di berline, con sezione frontale simile, gomme da 16…. e hanno il 4×4 anche se elettronico thorsen come differenziale centrale. tra la mia misera suzuki s cross e la audi sw 4 di mio cognato chi inquina di più?

    • Alessandro

      Ora stai paragonando due segmenti diversi: una seg A e un Seg D. Allora dovremmo demonizzare tutte le auto grandi oltre le seg C cioè oltre il 4.40? Entriamo in un altro discorso…
      Nella tua valutazione dovresti confrontare auto dello stesso segmento. l’Audi A4 avrà una sezione frontale, un cx, un peso inferiore alla Q5.
      La tua Suzuki s cross sicuramente è inefficiente nei punti supra elencati rispetto ad una 308 ibrida per dire.
      Poi un altro fattore di inquinamento è il 4×4 sulle auto di tutti i giorni. Ha senso per l’utente medio? Quante volte l’anno si usa? Quanti giorni l’anno invece è un peso in più che si trascina?

  • mauro

    4 x 4 inseribile, serve a calare la barca. io la uso 40-50 giorni l’anno per pochi metri. ma il plus è la seduta alta, se ho da avere un capture che è grande uguale per avere la seduta alta che cosa ho risparmiato? nel capture ci sta il deambulatore, nella 308 ho dubbi, ognuno sceglie la macchina per quello che deve farci e per le proprie necessità. già a bologna mi proibiscono di fatto di avere un diesel se penso di tenere l’auto per qualche anno, tra poco mi imporranno auto (tipo, modello, colore) e non mi sta per nulla bene

  • Attila

    Trovo che si sia partiti dal presupposto sbagliato, ossia entrare nel merito delle rivendicazioni di quel gruppo.
    Le loro azioni sono delle prevaricazioni e con i prevaricatori non si discute e non si media, pena incentivarli a continuare o alzare la posta.
    La cosa sensata da fare è pubblicare e far circolare foto e video che li identifichino, visto che commettono reati e rischiano di causare incidenti.
    Quando qualcuno di questi avrà la fedina sporca e non potrà più fare nemmeno un concorso da bidello, agli altri magari passa la voglia.

  • Moore

    Articolo cerchiobottista, quando invece bisognerebbe essere netti nel dire che questi sono degli immaturi stronzi irrispettosi e pericolosi. Bimbiminkia à la page secondo i dettami più stupidi di questa stupida epoca che ci è toccata in sorte.

    I SUV, oltre a personalmente farmi schifo, sono grossi e mediamente più inquinanti? Allora direi ai signorini perditempo finti intellettuali con la lenticchia in tasca di non prendersi nemmeno il biglietto low cost per andare in Spagna a farsi l’aperitivo con i soldini di papà pensando a quanto siano cazzutamente alternativi. E nemmeno di scoreggiare perché il metano è un potente gas serra.

    La chimera dell’impatto zero, Ridicoli.

    “Il problema è che determinate azioni finiscono per essere controproducenti, per ritorcersi contro gli stessi attori dell’atto dimostrativo”. Non direi. Già si parla di processi per gli imbrattatori, capitasse anche a uno di questi e si trasformerebbero, con la complicità dei giornalisti, in martiri per il clima. Puro vittimismo, usato e abusato ormai in tutte le salse, buono per ogni occasione pur di trasformare chi non la pensa come vuole la narrazione dominante in carnefice sotto accusa.

    “Anche perché oggi sono i SUV e domani saranno le auto sportive. O no?”. L’avete detto voi neh, almeno qui ci avete preso.

    E Dibrutto vol 3 non lo prendo perché avete ucciso degli alberi per farlo, gnè gnè gnè.

  • mauro

    in effetti vanno condannati in tribunale. o sono ricchi di famiglia o non lavorano più nel pubblico e faranno fatica nel privato. ci mettano la faccia e la fedina penale

  • Antonio

    Quando penso ad un auto capace di andare avanti con uno sputo di benzina mi tornano in mente alcune auto degli anni 60 tipo la citroen ami6 sarebbe interessante vedere cosa proporrebbero oggi le case automobilistiche come alternativa leggera sicura ecologica

  • Claudio

    Bella disamina e bei commenti, di gente che ha le sue idde e le motiva pacatamente; isola felice nello stagno dei social. Ho, quasi, 70 anni: ho guidato moto da c4oss che le sentivi arrivare da 5 km di distanza, ho fatto trial e motoalpinismo, sempre evitando gli eccessi e gli strafottimenti egoistici. Poi, col passare del tempo e ben prima che gli untori alla lenticchia nascessero ho smesso quanto più possibile di impestare il globo terracqueo, senza peraltro rinunciare a viaggiare, anche tanto, con la mia auto (segmento B, euro 6). Ancora una volta, complimenti per l’intelligenza dello scritto.

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