San Valentino è la festa degli innamorati, quindi spero vivamente che lo stiate festeggiando e che lo stiate facendo nel modo a voi preferito, dove con “voi” intendo ovviamente della vostra dolce metà, visto che conosciamo bene quale sia il peso decisionale di noi maschi Arna – si, ho scritto Arna di proposito, non è un errore di battitura – in occasioni come queste: zero, assolutamente zero.
Se qualche fanciulla sta leggendo questo articolo e se la sente di dissentire, sono pronto a raccogliere il suo contributo e a dargli lo spazio che merita.
Ma sono ragionevolmente sicuro che ogni donna onesta (onesta non lo so, soprattutto con sé stessa, con sé stessa forse no) che vive su questo pianeta ed eventualmente anche su altri non abbia nemmeno una storia da raccontare su come il suo ragazzo, fidanzato, compagno o marito abbia avuto voce in capitolo sulla pianificazione della fondamentale giornata di San Valentino.
Esercizi di potere e di dominazione psicologica a parte, vi auguro davvero di passare un bel San Valentino.
Se invece non siete in coppia e quindi lo state passando da soli, vi consiglio di farvi un regalo, naturalmente a meno che non siate già in viaggio per uno di quei paesi europei dove delle illustri professioniste si prenderanno cura di voi in modo olistico e del tutto legale.
Nel caso, mi raccomando, non innamoratevi.
Il regalo a cui mi riferivo non ha nulla a che fare con suddette terapie olistiche, ma con il nostro altro argomento preferito, ovvero i motori!
Quindi ecco a voi una bella lista di oggetti che potreste regalare a voi stessi per San Valentino, senza nemmeno muovervi da casa, giusto facendo qualche clic al computer. Occhio solo al conto in banca.
Vi viene in mente qualcosa di più stiloso di una Formula 1 degli anni Ottanta? A me, al momento, no quindi vi propongo questa fiammante Williams FW08, con cui Keke Rosberg si laureò Campione del mondo nel 1982. Questo esemplare è il telaio numero #1, che è finito due volte a podio, è spinto dal mitico 3 litri V8 Cosworth DFV ed è dipinto nella livrea bianco-verde dove spiccano i due sponsor Saudia/Tag. La monoposto è accompagnata da tutti i documenti che ne attestano l’autenticità, dal Passaporto Storico Tecnico della Fia al certificato di autenticità vergato direttamente dalla Williams. Può prendere parte a tutti i Gran Premi storici e con 500 CV per 500 kg di peso non è certo un agnellino da portare a spasso. Guidare una F1 con il cambio manuale e tre pedali non è roba per tutti. Se la volete comprare, è qui.
Se la F1 Williams del 1982 vi intimidisce un po’ troppo ma volete comunque un’auto da corsa succosa, potete passare alle ruote coperte e alle derivate di serie, come questa Honda Nsx preparata da Seikel Motorsport per Honda Germania a inizio anni Novanta. È in perfette condizioni ed è pronta per scendere in pista e fare urlare il suo V6, così come ha fatto per la prima volta nel 1993 partecipando alla ADAC-GT-Cup tedesca. Il proprietario ci tiene a specificare che questa Nsx è molto veloce, facile da guidare e da manutenere. L’allestimento prevede degli stupendi cerchi BBS da 18 pollici, il sistema di sollevamento idraulico per le soste ai box e un impianto frenante Brembo, mentre la livrea è quella della 24 Ore di Spa del 1993, dove peraltro la berlinetta Honda aveva ottenuto la pole position. Se la volete comprare è qui.
Se quando si parla di Alfa Romeo la presenza del V6 “Busso” è già un motivo di grande attenzione, quando entra in campo l’Autodelta allora i discorsi si fanno davvero seri. Questa Alfa Romeo GTV6 Autodelta Safari ha vinto il Campionato italiano rally Gruppo N nel 1982 e poi è stata affidata alle cure dell’Autodelta che l’ha modificata per partecipare al Safari Rally del 1983. Del suo sviluppo si è occupato il mitico Sandro Munari che ha trascorso due mesi in Kenya a fare salti e traversi tra giraffe e ippopotami. Dopodiché la GTV6 è tornata in Italia, è stata smontata ed è rimasta in un garage per quaranta lunghi anni. In ogni caso è completa in tutte le sue parti, anche se ovviamente necessita di essere restaurata. È sicuramente un lavoro impegnativo ma questa è una delle sole due GTV6 Safari costruite dall’Autodelta ed è piena di dettagli sfiziosi come i sedili Sparco originali, le cinture Klippan e i coprifari Carello. La chicca finale è proprio il V6 Busso, il cui alesaggio è stato aumentato fino a raggiungere i 3 litri di cilindrata. Se la volete comprare è qui.
Ok, non è un’auto sportiva ma sono sicuro che molti di voi vorrebbero questo Volvo FH nel proprio cortile. Si tratta di un mezzo pesante piuttosto particolare, perché è stato creato da un appassionato per andare in giro a divertirsi. Questo camion, infatti, ha sia uno spazio abitativo sia un garage interno che può ospitare auto piccole, moto o quad. È stato registrato come Motorhome, quindi non ha le limitazioni di velocità dei Tir e può superare i 100 km/h. Considerato che è lungo 12 metri e alto 3,8, il proprietario ha installato un sistema di visione a 360° che si basa su quattro telecamere. All’interno è dotato di tutti i comfort e anche di un bel sistema di riscaldamento per la zona living. Il telaio è datato 2012 e la carrozzeria è del 2018, mentre finora il mezzo ha percorso circa 460.000 miglia, che per un oggetto del genere non sono tanti. La richiesta è di 349.000 sterline e lo trovate qui.
“There is no replacement for displacement” sono soliti dire gli americani ed è impossibile dargli torto, anche se da questa parte dell’Atlantico siamo abituati da sempre a cilindrate più basse, soprattutto in Italia, dove per tanti anni siamo stati penalizzati dall’IVA al 38% sui motori oltre due litri. Ma la goduria di sentire la spinta di un bel V8 da 5 o 6 litri non ha paragoni con niente altro e allora ecco, per soli 24.000 dollari, un bel 6.2 litri LT5 sovralimentato da 755 CV e 970 Nm, praticamente quello che stava sotto il cofano dell’ultima Corvette ZR1. Si tratta di un “crate engine” letteralmente motore in cassa, visto che in USA si può tranquillamente swappare qualsiasi cosa che ti venga in mente. Quindi potete comprarlo e metterlo in qualsiasi auto vogliate, sempre che ci entri sotto il cofano. Ricordiamo che questa versione dello “small block” è costruito tutto in alluminio, ha un bel compressore Roots e pure il carter secco. Lo trovate qui.
Vabbè, è palese che abbiamo scherzato, anche se magari qualcuno di voi una di queste auto se la comprerà davvero.
Naturalmente abbiamo scherzato anche all’inizio e siamo sicuri di non aver offeso nessuna signora.
Se qualche signora si sente offesa, forse è un po’ troppo permalosa e le consigliamo di farsi una risata.
Infine, cari Rollingsteeler, fatevi sul serio un bel regalo e ordinate il nuovo album di figurine F.A.S.T. al cui interno è racchiuso il segreto della felicità!
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Beh dato che siamo in tema regali e che l’unica fregna della mia vita attualmente è una Swift Sport 1.6, qualcuno ha un M18A da vendere? Non ho più upgrade da fare su quella magnifica scatoletta firmata da Espargaro