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Modellismo per Hobby: come imparare a costruire auto e aerei [Tutorial]

Kit per modellismo

Dobbiamo essere sinceri… tutti noi abbiamo voglia di costruirci il nostro Ferro del dio che sia da guidare, pilotare o da esporre nel nostro salotto. Ecco, ora pensate al negozio di modellismo della vostra città, quello dove passate una volta ogni tanto e di fronte alle affascinanti scatole di Tamiya venite attirati come una falena da un lampione. Entrate, ci lasciate giù mezzo stipendio, tutti soddisfatti tornate a casa, aprite questa fantastica scatola e… merda!

Quello che vi si presenta davanti è un groviglio di plastica suddiviso in buste trasparenti, un foglio grosso come il salotto di casa vostra pieno di loghi e numerini (che d’ora in poi chiameremo decal) e delle istruzioni che definire incomprensibili è un eufemismo, codici colore, sequenze di montaggio, taglia la, stucca qua, incolla quello, fai un salto, fanne un altro.

tra il sotto e il sopra ci sono in mezzo diverse bestemmie. Quante dipende solo da voi, dalla vostra pazienza a dalle vostre abilità. Ma non disperate, da oggi ad accompagnarvi in quella via crucis chiamata modellismo ci siamo noi –

Tutto ok? Vi siete ripresi dallo shock?

Non preoccupatevi, da oggi Rollingsteel viene in vostro soccorso con una breve guida per diventare modellisti in sole dieci bestemmie e quattro semplice mosse!

Prima, ed unica, regola fondamentale: il modellismo è un hobby, dovrete essere soddisfatti voi e nessun altro del risultato. Nessun essere vivente “nasce imparato”, per cui una volta trovata l’ispirazione e scelto il vostro primo kit, provate sbagliate e riprovate!

I soggetti da valutare non sono solo auto ma spaziano dal contesto militare a quello civile, dagli aerei alle moto, dai Gundam alle navi e molto altro. Quindi fatevi guidare dalla vostra passione e concentratevi sul soggetto che volete ottenere. Qui però dobbiamo aprire una piccola parentesi riguardo una delle domande che spesso noi modellisti ci sentiamo fare da chi è alle prime armi:

“mi sai dire un buon kit per iniziare?”

Rispondere a questa domanda non è proprio facile perché, in fin dei conti, non esistono kit per principianti e kit per esperti, dipende solo dalla vostra voglia di buttare via dei soldi. Andando al sodissimo diciamo che, all’inizio, quel che vi consigliamo è di non spendere 100-200 euro per l’ultimo Tamiya in 1/32 con il rischio di buttarlo nel cesso quando invece vi conviene spendere 10-15 euro per un tranquillo kit Italeri o Airfix o Revell con cui sgranchirvi le dita, iniziare a nominare gli animali della fattoria e, nel caso, fare dei pasticci.

Italeri ha una linea dedicata ai principianti, con kit accattivanti dotati già di quei due/tre accessori fondamentali. Li trovate sul loro sito o, visto che questo Mig-29 appare come esaurito, potete ripiegare sul solito Amazon

In questo caso, poco male, alla peggio avete buttato via pochi euro e non avete “sprecato” un kit di valore. Anche qui però va aperta una ulteriore parentesi nella parentesi: per quanto più costosi, i kit di alta gamma (tipo Tamiya, Aoshima o Hasegawa) permettono anche ai meno esperti di ottenere risultati interessanti con incastri e accoppiamenti sempre perfetti mentre alcuni kit più economici – e lo sono perché magari gli stampi sono di qualità inferiore – richiedono diversi sforzi (e tubetti di stucco) per diventare perfetti.

– Lancia Strato’s in scala 1/24 costruita dal direttore, un kit economico firmato Italeri che può regalare grandi soddisfazioni. Recensione QUI

– modello del direttore ottenuto unendo QUESTO kit a QUEST’ALTRO kit, una gran figata non troppo complessa a cui mancano solo gli omini, prodotti in un lontano passato dalla Hasegawa e ora introvabili –

In linea di massima, comunque vada, per non lasciarvi con il cerino in mano, eccovi alcuni kit che ci sentiamo di consigliarvi se siete alle prime armi, ci siamo sbizzarrirti saltando dalle auto agli aerei arrivando agli U-Boot, scegliete voi il soggetto che vi gasa di più. Ognuno di questi, fidatevi, va benissimo per iniziare.


– direttamente dal film-capolavoro U-Boot 96, la replica in scala 1:144 di un Type-VII, modello relativamente semplice e con un poco di pazienza può portare a grandi soddisfazioni. Lo trovate QUI

Sempre di Revell questo F-4U che, come potete vedere, viene indicato come un “level 3”, ideale per chi è alle prime armi. Pochi pezzi fatti bene e una livrea semplice, cosa volete di più? Lo trovate QUI

Sempre dalla “nostra” Italeri un bel F-51 (versione post guerra del noto P-51) in scala 1:72. La scatola contiene le decal per ben 6 versioni, un buon kit per imparare senza spendere una follia, lo trovate QUI

le macchine sono ottime per i principianti perché spesso (come in questo caso) hanno la carrozzeria già del colore finale, evitandovi così imprecazioni mentre cercate di improvvisarvi carrozzieri.
Questa bella Miura può essere vostra cliccando QUI

sempre per il discorso i cui sopra, Tamiya ci offre questa bella Supra, facile da montare e che non vi farà impazzire per essere verniciata. Poi c’è la questione scatole Tamiya, che sono la cosa più bella del mondo. Potete prenderla QUI

per non farci mancare nulla abbiamo anche i Gundam, ideali per i principianti perché si montano senza colla e i pezzi sono già verniciati, a voi toccherà solo pulire i pezzi dalle bavette con una limetta, cosa volete di più?
Ah, si compralo! Lo trovate QUI

Bene, procediamo. Avere tra le mani il vostro primo kit non sarà ancora sufficiente per diventare “modellisti”: vi serviranno attrezzi ed accessori fondamentali per dar forma al vostro piccolo ferro in scala. Alcuni produttori vi verranno in aiuto includendo nel kit parte di questa dotazione fondamentale, come nel caso della nostrana Italeri che include nella confezione tutto il necessario per muovere i primi passi come visto nel Mig-29 messo poco sopra.

Oltre a questo aggiungerei un set base con tronchesino, lima, cutter ed un pratico tappetitno anti taglio che diventeranno compagni inseparabili per rifinire il vostro kit. Sempre Italeri ci viene in aiuto con questo kit basico per iniziare oppure si può optare con qualcosa di più completo, che includa attrezzatura che vi farà sicuramente comodo più avanti, come ad esempio questo kit qui sotto, reperibile su Amazon e che contiene TUTTO quello che potrebbe mai servirvi (a parte le bestemmie, quelle dovete mettergliele voi):

Le ultime cose da comprare prima di iniziare sono un set di pennelli (magari non sintetici), nastro per mascherature e (se serve) un colore di fondo per il modello oltre al primer da stendere come primo strato; a chi chiedere se non alla cara e vecchia mamma Tamiya?  Vi sparo un po’ di link di Amazon in modo da avere chiaro cosa prendere:

  • Pennelli – è sempre comodo averne a disposizione di varie forme e dimensioni mentre si colorano i dettagli;
  • Nastri per mascherare – esistono in vari spessori e servono anche a tenere assieme i pezzi durante le fasi di incollaggio. Fidatevi, il nastro giallo Tamiya diventerà il vostro migliore amico;
  • Primer Tamiya – lo dice sempre anche Edd China: “la fase più importante della verniciatura è la preparazione”. Ecco perché vi serve il primer, utile per far ancorare al meglio i colori se si sceglie di verniciare con bomboletta o aerografo, superfluo se si sceglie di lasciare la plastica al colore naturale o con colori dati a pennello;
  • Colore in bomboletta Tamiya – bisogna fare distinzione tra due tipologie: PS, che a noi non interessano (servono per le carrozzerie in lexan delle rc, accenniamo alla cosa QUI) e TS,  che sono specifici per i modelli in plastica;

– come potete vedere ci sono anche bombolette (a destra e in basso) dedicate proprio alle livree degli aeroplani, con colori specifici per ogni forza armata –

Ora basta pipponi teorici, evito di menarvi il belino ulteriormente e vi mostro in pratica cosa c’è deve fare una volta aperta la vostra bella scatola: partiamo con due cose fondamentali, trovatevi uno spazio dove poter esprimere la vostra creatività senza dover smontare tutto ogni volta, avere un posto fisso dove poter montare il kit è molto utile nonché comodo, in mancanza di altro anche il temporaneo tavolo del salotto (con qualche sacrificio) va benissimo.

La seconda è quella di non fissarvi con video su youtube, esperti di facebook o con modellisti professionisti, l’unico risultato che avreste è una enorme aspettativa, un po’ come guardare tutti i porno presenti sulla rete prima di cimentarvi nella vostra prima vola, non tutti siamo Rocco… state imparando, va bene prendere spunto dagli altri ma, consiglio personale, non fatevene una malattia, come in tutti i campi anche nel modellismo ci sono i fuoriclasse.

Prendete la scatola del kit e guardatelo, scrutatelo. Dovete studiarlo in ogni punto, cercare di capire a cosa serve ogni singolo pezzo. Mettete da parte i pennelli, colori e colla compresi nel kit, in questa fase non vi serviranno.

– come potete vedere, questo kit della tedesca Revell viene fornito dei colori e della colla, sempre utile –

Pronti? Questa, per me, è la fase fondamentale per capire come affrontare il kit. Ogni modello, anche tra marche differenti, ha un approccio diverso. Prendete le istruzioni leggetele, studiatale più volte, fate attenzione fase per fase a tutti i colori che servono, dove mettere la colla e, se vi può essere d’aiuto, scrivetevi degli appunti.

attenzione, oltre alle istruzioni sono molto utili foto dei modelli reali, nel caso di questo RB26 vi potrete anche divertire scegliendo il colore del coperchio punterie, se lasciarlo nero traslucido come nella R32 originale o sbizzarrivi in piccoli esperimenti di tuning –

Una volta studiato come procedere levate le varie parti dalle sprue (così vengono chiamate in gergo modellistico i telai di plastica che sorreggono i vari pezzi) pulitele in acqua e sapone per piatti, con il cutter, lima o tronchesino eliminate le varie bave e verificate che si montino con la rispettiva controparte. Questa fase si chiama anche montaggio a secco (ovvero unire alcune parti del modello stesso tramite l’uso del nastro) ed è utile per evidenziare errori e difetti vari e per controllare se i pezzi vanno assieme bene, pensate se ve ne accorgete a modello quasi ultimato… le bestemmie arriverebbero in massa.

Puliti i pezzi, sia dall’unto che dalle bave, avete superato il primo livello, da questo punto in poi avete di che sbizzarrirvi con primer, colori, mascherature (se necessarie) e dettagli vari.

– una bella mano di primer aiuta ad esaltare i dettagli e prepara il pezzo per la successiva verniciatura –

Spesso è necessario fare dei dettagli di colori diversi rispetto a quelli di fondo, penso che chi progetta i kit o non pratica sesso da mesi o si diverte a farci imprecare… vi metto un esempio per farvi capire quanto sono sadici i produttori. Si possono utilizzare sia le mascherature per verniciare i particolari a bomboletta (state attenti a quanto colore stendete) e ad aerografo, mentre alcuni particolari conviene farli a pennello. 

Alla questione verniciatura ci sentiamo adesso di rispondere ad un’altra domanda esistenziale di qualsiasi modellista in erba: devo per forza comprare un aerografo?

Beh, sarò sincero, si.

Senza aerografo avete due possibilità: pennelli e/o bombolette. Il primo caso è quello più immediato ed economico ma i risultati, a meno di non essere dei fenomeni, spesso sono deludenti. I colori acrilici che si trovano in commercio mal si sposano con la stesura a pennello (specialmente i lucidi) e far venire una bel “manto” liscio e lucidò è quasi impossibile. Insomma, scordatevi una carrozzeria bella lucida facendola a pennello. Il discorso è diverso per i piccoli dettagli, che si possono fare tranquillamente a pennello senza troppi problemi mentre la questione è meno spinosa se si utilizzano colori opachi i quali, anche su grandi superfici, tendono a stendersi e a tirarsi meglio in fase di asciugatura, perdonando così gli errori e i segni delle pennellate.

Poi ci sono le bombolette, che costano un botto (siamo sugli 8/10 € l’una), fanno una gran puzza e sono poco precise, vanno benissimo per una carrozzeria o per una aereo intero ma sono un problema per i dettagli o per una livrea un pelo più complicata, nel qual caso non avrete mai la precisione e il controllo necessario per portare a casa i lavori più fini.

Poi c’è l’aerografo, di cui parleremo in un articolo a sé, che p un oggetto che costa relativamente poco (per iniziare va benissimo QUESTO, a cui però vi dovete ricordare di aggiungere un compressorino) ma che, in cambio, vi permetterà di ottenere risultati stupefacenti fin dall’inizio. Banalmente, con l’aerografo entrerete in un mondo fatto di precisione e controllo totale, potrete verniciare con successo sia grandi superfici che dettagli minuti e, importante, potrete divertirvi creando gli effetti più disparati, tipo questo qua sotto, fatto dal direttore a poche settimane dall’acquisto del suo primo aerografo.

 

– recensione di questo kit QUI

Infine, cosa importante, con l’aerografo ringrazierà anche il vostro portafogli perché, a patto di una spesa iniziale un pelo più corposa (fra aeropenna e compressore siamo sui 100,00 €), le boccette di acrilico, a patto di non dover verniciare il Titanic in sala 1:1 vi dureranno in eterno.

Ora, risolto l’affaire aerografo sì/aerografo no, procedete seguendo le istruzioni, alla fine è un lavoro “ripetitivo”, taglia-incolla-colora finché non si arriva al mostro finale, ciò che spaventa ogni modellista (oh espertoni vi vedo che fate finta di nulla, anche voi temete questo passaggio)…. le decal!

Anche qua, guardatevi il foglio decal che, ovviamente, cambia in base al soggetto che farete. Non è difficile imbattersi in stampe incomprensibili, questo è dovuto al fatto che molte volte dello stesso kit si possono realizzare versioni differenti anche con gli stessi colori di base.

Scegliete quella che più vi piace e seguite fedelmente, le istruzioni.

Ah, sulle Decal vi voglio lasciare una piccola guida alla loro applicazione, all’interno dei kit non è quasi mai indicato come applicare le decal.

  • Munitevi di un contenitore d’acqua, qualcosa dai bordi bassi (va bene anche il piattino della tazzina da caffè) e riempitelo con acqua tiepida.
  • Tagliate la decal interessata (non preoccupatevi nell’essere precisi, sono a loro volta pre tagliate), immergetela  per qualche secondo e quando si distacca dal supporto in carta è pronta per essere applicata.
  • Prendete supporto e decal con una pinzetta per aiutarvi e fatela scorrere in posizione con un pennello, asciugate l’eccesso d’acqua con un pezzo di carta ed è fatto.
  • Ripetete l’operazione seguendo i numeri indicati sulle istruzioni, fate asciugare tutto con calma e circa in un ora sono pronte per essere maneggiate senza correre rischi.

Il risultato dovrebbe essere questo, una livrea appagante che vi darà una soddisfazione immensa, al limite dell’onanistico.

Arrivati a questo punto si apre un capitolo infinito, che i professori del web conoscono bene, sigillare il modello con un trasparente protettivo (lucido o opaco che sia) proteggendo le parti trasparenti. Personalmente è una cosa che faccio abitualmente ma lo sconsiglio se si è alle prime armi, quindi no… non fatelo, godevi il modello così come vi è uscito che con il trasparente, se non si usano un po’ di accortezze si rischiano di fare dei casini su un modello che fino a due minuti prima vi sembrava perfetto. Punto. Godetevi il vostro modellino così com’è, il resto, per ora, non conta.

Ah, per il momento non ho menzionato stucchi, tipi di colore, lavaggi, alieni venuti da galassie lontane ed altre diavolerie perché all’inizio non servono assolutamente a nulla.

Buon modellismo a tutti!

Di Luca Boero, in arte Enos Model Workshop, andatevi a vedere che robette che fa!

Articolo del 5 Gennaio 2022 / a cura di La redazione

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  • Luca

    Mi è ritornata prepotente la voglia di ricominciare dopo circa 25 anni

  • frank

    Sto sito è un cazzo di paradiso, pure di modellismo si parla… Mi viene nostalgia della 2CV bicolore che ho maldestramente verniciato quando avevo 12 anni, ed è pure venuta decente. Della LaFerrari che, a parte l’apparenza un po’ rialzata di dietro e tre calendari per verniciarla (a un certo punto mi sono fatto mandare una carrozzeria nuova dalla Revell), è venuta già meglio; dello Spitfire che invece mi è uscito proprio figo, e del Turbostar telonato che devo ancora finire di verniciare… chissà, nella prossima vita…

  • Claudio

    Buonasera complimenti attualmente sto facendo il lince di italeri che è difficile ma mi piace molto

  • Claudio

    Buonasera sto facendo un lince di italeri ma è difficile ma mi diverto molto

  • Marco Gallusi

    Ammiro tantissimo chi è modellista, io dopo lustri dall’ultimo modellino della collezione “aerei da combattimento” ho fatto in questi giorni una Delta Integrale Monte Carlo 1990 della Italeri: mi è venuta, ma se avevo smesso coi modellini da costruire a quelli “già fatti” il motivo c’era e c’è tuttora…

  • marco

    E’ vero, il già fatto è più semplice, però: le farfalle allo stomaco che ti assalivano entrando in un negozio di modellini, l’odore della colla (probabilmente altamente tossica) e quell’idea magica della potenzialità racchiusa in una scatola di cartone a finitura lucida, contornata da ideogrammi e sigle. Ahhhhhhh, quelle sensazioni lì mi hanno fatto correre a ripescare in garage le scatole impolverate, ma che sprigionano ancora gloria: il b1b italeri, il b29 hasegawa, sr 71 sempre italeri, il mi-24 hind hasegawa con i particolari microscopici in metallo, brrrrrrrrrrrrrrrrrr.

  • Mario

    Bello

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