Complicato, enorme, impossibile da far girare decentemente, fruibile quasi solamente da piloti esperti, ma ha anche dei difetti. E’ uscito da qualche settimana Microsoft Flight Simulator e spacca i culi. Vediamolo!
Nell’Anno Domini 2020, se dici la parola simulatore, anche il peggior scappato di casa che non ha manco il Game Boy (con il quale abbiamo poi imparato a truccare le centraline dei motorini) associa questo termine immediatamente alla simulazione di guida (no non a Tabboz Simulator, lo so che i più guzzi di voi lo hanno pensato). Soprattutto dopo il funesto lockdown da Covid-19, dove piloti veri, influencer (anche asintomatici) e addirittura il tuo vicino di casa, si sono attrezzati con mega volantoni e mega pc galattici, sfidandosi a suon di tempi sul giro con Assetto Corsa, Gran Turismo e vari ed eventuali (tutto molto bello ma ricordiamoci che le sfide da veri uomini si fanno a Sega Rally arcade, rigorosamente alla fiera del paese guadagnandosi il rispetto dei giostrai, ma questa è un’altra storia).

– CIAONE –
Faccenda ben diversa era, fino a qualche lustro fa, dove la parola “simulatore” veniva associata ad un unico e solo tipo di simulazione, quella di volo.
Ebbene si, solo negli ultimi anni hanno preso piede i simulatori di guida, sia chiaro, esistevano già ma erano molto di nicchia e non raggiungevano un livello pari a quelli attuali, vuoi anche per via di periferiche di controllo per nulla al livello delle attuali.
– Vi voglio vedere giocare a GP Legends con la tastiera, fenomeny –
A differenza dei simulatori di guida, per i simulatori di volo esiste invece un mercato florido e variegato già dagli albori del gaming pc, i tanto amati 80s, fatti di spalline rinforzate, Testarossa bianchettate e PC IBM-compatibili. Un mercato fatto di periferiche dedicate (cloche, joystick, pedaliere, addirittura plance di comando intere) e svariati titoli che simulavano ogni tipo di volo, da quello commerciale a quello militare, dedicati a simulare vari velivoli, passando dall’aliante e arrivando fino agli X-wing. Ma solo uno può vantare di essere il primo, vero e unico simulatore di volo che abbia raggiunto la massa. Ebbene si, parliamo proprio di lui, il cui nome è alquanto eloquente… Microsoft Flight Simulator.
Ma prima di parlare del re incontrastato, ripercorriamo un attimo la storia di questa tecnologia. Partiamo proprio dagli albori dell’aviazione dove i nostri pionieri per prepararsi al volo simulavano la fisica in aria dell’aeromobile, attraverso l’uso di 2 mezze botti sovrapposte mosse da dei colleghi, permettendo al novello pilota di abituarsi a gestire la precarietà del velivolo e perché no, della propria vita.
Con l’avvento della prima grande guerra l’evoluzione ha portato gli istruttori di volo a infilare i propri cadetti all’interno di abitacoli finemente ricreati, ma sempre azionati da poveri tapini tramite l’uso di complessi sistemi di leve e specchi. Si erano però evoluti e ora dei plotter (grosse stampanti) disegnavano su una mappa la rotta simulata in base agli input dati dal pilota. Solo nei primi anni ’60 sono arrivati i primi cockpit mossi da motori su 3 assi, e solamente negli anni ’70 sono sorti i primi sistemi di rappresentazione video della rotta (erano grossi schermi neri con dei puntini bianchi a rappresentare il terreno, si, sembrava più un simulatore spaziale, ma effetto wow assicurato). Arriviamo quindi al 1975, dove un giovanissimo Bruce Artwick presenta una tesi di laurea sulla computer grafica. E voi direte, chi cazzè sto giovane Bruce, e che cosa ci interessa della computer grafica? Sarò lieto di rispondervi.
Questo Bruce, con l’ausilio di un 6800 (rivoluzionario microprocessore a 8bit della Motorola, che ora possiamo trovare dentro un’asciugatrice), realizzo un’animazione di un aeroplano che volava da un punto A ad un punto B. Ragazzi, che ci crediate o meno, così nacque Flight Simulator.
Ebbene si Artwick è l’inventore dell’oggetto di questo articolo, nonché fondatore di subLOGIC la prima software house che sviluppò e distribuì (prima mediante ordini postali, tipo il Postal Market ma senza le tipelle in mutande) la prima versione ufficiale di Flight Simulator, allora solo per pc Apple II, nel ormai lontano 1980.
La versione 1.0 del simulatore di volo più amato dalle casalinghe americane, possedeva una ridottissima mappa composta da un piano di 6×6 “quadratoni”, recintati agli estremi da un muro di monti invalicabili. I pionieri del volo virtuale del tempo, potevano decollare da un qualcosa di simile a una pista, e girare “liberamente” all’interno di questo recinto montuoso. Diciamo che la strada era ancora lunga.
Nonostante le limitazioni, per l’epoca quel primo Flight Simulator fu qualcosa di mindblowing, a tal punto che una allora ancora piccola Microsoft nel 1982 si interessò al progetto e propose a Artwick di occuparsi della distribuzione del suo simulatore di volo e così nel 1985 nacque Microsoft Flight Simulator 2.0, sviluppato da Bruce e il suo team, ma distribuito e venduto da Microsoft su pc IBM e compatibili.



Fu proprio su questa piattaforma che Flight Simulator conobbe i primi grandi successi, diventando addirittura un benchmark standard (insieme a Lotus 1-2-3, no non centra un cazz Colin Chapman) per definire se un pc fosse o meno degno dell’appellativo IBM Compatibile. In questa versione venne aggiunto anche il supporto ai joystick e migliorata la strumentazione di bordo. Con la versione 3.0 del 1988 invece venne aggiunta la possibilità di visualizzare l’aereo dall’esterno (in precedenza era presente solo la visuale dal cockpit), mentre con la versione 4.0 del 1989 venne rilasciata anche l’SDK ufficiale (Software Development Kit) aprendo così il mercato di pack espansione e mod sviluppate da software house terze. Nacquero quindi i primi pack di scenari, aerei e addirittura sound pack per poter espandere l’esperienza.

Nel 1993 ci fu un’altra mini rivoluzione di Microsoft Flight Simulator, con la versione 5 venne introdotto l’utilizzo di grafica 3D texturizzata, abbandonando quindi la grafica a blocchi monocolore, mentre nel 1995 uscì un inutile versione 5.1, che differiva dalla precedente solo perché distribuita su CD-Rom aggiungendo lo scenario dell’Europa. Fu anche l’anno in cui subLOGIC vendette l’ip di Flight Simulator a Microsoft, che da distributore passò a sviluppatore, sempre mantenendo la consulenza del nostro amico Bruce. Microsoft Flight Simulator 95 usci nel ’96 (Microsoft andò lunga coi rilasci, ma mantenne il nome per richiamare il loro nuovo sistema operativo), mentre nell’anno successivo uscì Microsoft Flight Simulator ’98, il primo della serie a permettere anche di pilotare un elicottero.
Due anni più tardi, prima del millenium bug, FS entrò a far parte del Guinness World Record, grazie alle sue 21.000.000 copie vendute. Nello stesso anno usci FS 2000 che introdusse in maniera ufficiale il fantasmagorico Concorde e il supporto al sistema GPS. Le versioni successive furono la 2002 e la 2004, quest’ultima realizzata in concomitanza del centenario dell’aviazione moderna. Arriviamo quindi al 2006, anno in cui uscì l’ultima versione conosciuta di Flight Simulator, la X (con la sua discussissima, ingannevole immagine promozionale) fino ad oggi usata da alcune compagnie aeree e addirittura dall’Aeronautica Militare Italiana (in una versione opportunamente modificata) per addestramenti e test di volo.
– Sopra com’era realmente, sotto come lo presentavano, furbetti –
Da quell’anno in poi il NULLA (sorvoliamo la brevissima parentesi di Microsoft Flight, una versione free to play pezzotta che nessuno vuole ricordarsi): dal 2006 in poi i nostri amici fanatici di aviazione e simulazioni hanno dovuto giocare e rigiocare versioni uber moddate dell’ormai vetusto FSX, fino a consumare gli scenari e gli aeroplani del gioco… il tutto fino al 18 Agosto di questo 2020 bisesto e funesto in cui, Microsoft quasi a sorpresa, così, de botto, rilascia Flight Simulator (si senza anno ne numero ne niente, va di moda ultimamente rilanciare vecchie ip così, lo fanno tutti, perché non può farlo mamma Microsoft?).
E con questo Flight Simulator Microsoft è tornata in grande stile oserei dire: titolo sviluppato da zero da Asobo Studio (sviluppatore che finora aveva sempre fatto titoli per Disney), con mappa completa dell’intero pianeta terra, completamente esplorabile e basata sulle mappe satellitari di Bing, su cui viene creato in real-time dinamicamente un mondo veritiero e vivo da algoritmi applicati da un ia gestita sul Cloud Azure, il tutto per raggiungere uno spettacolare fotorealismo, quasi disarmante rispetto ai titoli precedenti (finalmente l’infausta immagine promozionale di FSX è realtà, anzi è pure meglio!)
Finalmente potrete farvi un volo VFR come dio comanda!
Per rendere l’idea di quanto è next-gen e violento questo titolo a livello grafico, attualmente non è in commercio nessun pc in grado di reggere il gioco con impostazioni di grafica al massimo, garantendo un frame rate giocabile (anche impostando il livello di grafica al minimo, il gioco resta comunque spettacolare chiaramente). Forse è per questo che Nvidia ha appena presentato delle nuove schede grafiche? Chissà, fatto sta che siamo tornati ad aver a che fare con un Flight Simulator che rappresenta un benchmark a livello prestazionale per i nuovi componenti hardware in uscita. Oltre a quanto già detto abbiamo meteo dinamico, modificabile manualmente in ogni dettaglio, possiamo generare intere tempeste, arcobaleni e persino eclissi solari, oppure sincronizzarlo col meteo mondiale in real time. Il sistema grafico di generazione delle nubi è basato su una nuova tecnologia e la resa è pazzesca, soprattutto quando l’aereo si infila in nubi tempestose, robe fuori di testa. Per rendervi il livello di dettaglio posto in questo simulatore, le stelle sono posizionate in base alle coordinate e alla stagione impostate nel gioco.
Per quanto riguarda invece il terreno, beh abbiamo il mondo intero da esplorare, oltre 2.000.000 città e 37.000 aeroporti, dal più piccolo e isolato con pista di erba, fino ai mega-aeroporti come Atlanta (30 fra i più importati sono stati modellati in 3d manualmente in ogni loro dettaglio, è possibile addirittura interagire con la crew di terra per rifornimenti e trasferimenti). Le città, i paesi e le varie strutture di tutto il mondo sono generate proceduralmente dalla IA Blackshark.ai, ovviamente il risultato non è fedele al 100% alla realtà, ma l’approssimazione, soprattutto da quote di volo, è impressionante (anche in questo caso 400 fra le principali città sono modellate a mano, e quindi fedeli quasi al 100%). Per rendere il tutto ancora più realistico e vivo, i ragazzi di Asobo, hanno aggiunto veicoli, treni, barche e altri aerei (è possibile attivare il traffico aereo reale preso sempre in real time) e addirittura in alcune zone, animali che scorrazzano per il terreno.
Sul fronte velivoli abbiamo 20 modelli nella versione base per i poveracci, mentre ne troviamo 30 nella versione premium da manager di Fininvest (purtroppo non c’è ancora l’elicottero). Ogni aereo è realizzato con una cura maniacale nel minimo dettaglio (robe da seghe modellistiche) ed è possibile interagire con quasi ogni elemento al loro interno, quindi si, tutti i pulsantini e le levette che vedrete sono azionabili, causando i peggiori disastri aerei della storia. Ma parliamo di disastri aerei, in una simulazione che si rispetti ci si schianta ogni 3 secondi (esiste un menù per simulare i guasti in volo, eccitante), in questo caso però il titolo è godibile sia dai niubboni che non hanno mai neanche preso l’ascensore, sia dai provetti assi dei cieli alla Barone Rosso, con difficoltà e simulazione completamente regolabili. Per i piloti più pigri abbiamo anche la modalità Tesla col volo assistito (esatto esce il pilota automatico gonfiabile del ”Aereo più pazzo del mondo”), oppure se ci sentiamo ancora meno pronti alla vita da pilota, è possibile fare il copilota o addirittura il passeggero (l’hostess maiala sportiva sarà in qualche espansione futura).
Tutti questi dettagli e questa ricerca della perfezione, però, hanno un peso di 91Gb (novantuno) sul vostro disco rigido, poi se volete potreste scaricarvi fino a 2 Petabyte di dati dal cloud, ebbene si perché se giocate senza internet attiva scordatevi le mega figate del terreno generato proceduralmente dalla IA: senza internet avrete sì tutta la mappa globale, ma a livello base con una grafica un po’ vintage. Ma hanno pensato anche a questo, dando la possibilità di scaricarsi una cache dei luoghi che più visiterete. Sempre restando nell’ambito dei numeri del gioco, la quota massima raggiungibile è 275.000 piedi (quasi al pelo della linea di Kàrmàn).
– UN PO’ DI GIGA QUA? –
A livello di gameplay siamo davanti ad un simulatore puro, quindi scordatevi modalità storia o missioni varie, si vola e basta, volete la storia? Preparate 20 sacchi, iscrivetevi ad una scuola di volo e prendetevi il ppl. Esiste però una modalità multiplayer dove è possibile condividere rotte con amici online, o vagare in un mondo virtuale pieno di altri piloti reali. Lo sviluppatore inoltre ha garantito oltre 10 anni di supporto al titolo, con espansioni sia gratuite che a pagamento, oltre alle immancabili espansioni e mod di terze parti.
Quindi, che dire di questo nuovo Microsoft Flight Simulator? Bhè raga siamo davanti al primo vero e proprio titolo “next gen” che ha alzato l’asticella del livello di realismo, e crediamo che resterà in vetta per un bel periodo, non ci resta che spendere l’equivalente di una macchina da track day in un mega pc che ci permetta di farlo girare a tuono, e trovarci tutti nei cieli virtuali di Microsoft, sperando di non cilindrarci come agli autoscontri, o forse si?






















strano, non avete citato che microsoft-flight-simulatorera stato usato come allenamento anche da quei simpatichelli che han giocato ad abbattere due palazzoni a nyc virando un Boeing 767 ad altezze bassissime