Home / / Quei 36 secondi che hanno consegnato McRae alla storia

Quei 36 secondi che hanno consegnato McRae alla storia

Vi raccontiamo una delle stagioni più combattute del mondiale rally, quella che ha visto come contendenti Carlos Sainz e Colin McRae. Una rivalità storica che ha regalato moltissime emozioni agli appassionati di tutto il mondo

Che sport da paura  il rally, niente sorpassi telefonati né pit stop o mappature varie che decidono le gare. Solo tu, la strada, la macchina e il cronometro. Nella passata stagione del mondiale si sono visti rally vinti per qualche secondo. La competizione è così al limite che anche dopo centinaia di chilometri in speciale a guidare come degli sciamannati i tempi sono così vicini che basta un secondo per decidere le sorti di un rally.

Beh, allora sicuramente non vi stupirete se vi dico che si è deciso un mondiale intero per ben trentasei secondi (circa quanto ci mette quella baracca della Tata Nano a raggiungere i 100 km/h… se ci arriva).

Per questo dobbiamo andare indietro al 1995, quando a correre il mondiale c’erano Carlos Sainz, Tommi Makinen, Richard Burns, Colin McRae, Kenneth Eriksson e Francois Delecour e quando la competizione era in mano alle berline sportive giapponesi 4×4 tipo la Subaru Impreza o la Mitsubishi Lancer Evo. La Delta Integrale ormai era fuori gioco da tempo (Eh ma il deltone cit.) e le altre vetture semplicemente non erano all’altezza, ma in particolare la nuova nata di casa Subaru, la Impreza, era letteralmente imprendibile. Con ben cinque vittorie su otto rally totali (Eh già, il mondiale all’epoca era bello cortino) era la macchina da battere, e altrettanto lo erano i due piloti di punta di casa Subaru: Carlos Sainz e Colin McRae.

Foto via WRC.com

Il primo è stato già due volte campione del mondo con la Toyota nel 1990 e nel 1992 e fu ingaggiato dal manager ProDrive dell’epoca David Richards per dare solidità alla squadra e per avere un pilota veloce ed affidabile, mentre il secondo era tutto il contrario. Velocissimo ma per niente affidabile, sfasciamacchine e poco controllabile. Parliamo di Colin McRae, un giovane scozzese di 27 anni che appena nel 1993 aveva vinto  il suo primo rally iridato al volante di una Subaru Legacy e che ha continuato a accartocciare sviluppare le auto da rally Subaru fino ad ottenere il posto ufficiale e una Impreza nuova di zecca al pari di quella di Sainz. Come terza guida c’era un esordiente Richard Burns, di cui forse parleremo più avanti.

Foto via Pinterest

Nonostante tutti i buoni auspici, la stagione per McRae parte veramente malissimo, due ritiri, un podio e un quinto posto che lo vedono relegato indietro nella classifica mondiale, mentre Sainz ed Eriksson sbocciano champagne peggio di un diciottenne che festeggia il compleanno con gli amici in discoteca. Più indietro anche Makinen e Delecour fanno fatica a tenere il passo di Sainz, ma in Nuova Zelanda, gara preferita di McRae, arriva la prima vittoria, totalmente inaspettata. Da lì inizia la rincorsa di McRae che arriva a podio anche in Australia dove finisce di poco secondo dietro a Eriksson mentre Sainz si ritira malamente, lasciando sul terreno punti preziosi.

Kenneth Eriksson – Foto via Snaplab

Alla fine Sainz e McRae arrivano alle fasi finali del mondiale praticamente appaiati, ed è nelle ultime due gare in Spagna e Inghilterra che si scatena il putiferio.

Spagna

Ah la Spagna, Ibiza, Formentera, divertimento, discoteche, gnagna…

NO

Per gli appassionati di rally Spagna significa asfalti veloci e puliti, la patria degli asfaltisti del mondiale, appannaggio da sempre dei piloti “latini” (a parte qualche eccezione). Nel 1995 la situazione era abbastanza delineata ma incerta, sia Sainz che McRae stampavano tempi da paura in prova ma senza che l’uno prevalesse sull’altro.

Colin McRae – Foto via autocar1
Carlos Sainz – Foto via Rallyssimo

Se McRae avesse vinto in Spagna sarebbe arrivato con 5 punti di vantaggio su Sainz all’ultimo appuntamento del mondiale, ma David Richards ha in mente qualcos’altro. Per mettere fine alle diatribe tra i due, ha deciso che stavolta a vincere sarà Sainz, in modo che i due possano arrivare pari punti in Inghilterra e giocarsi lì il mondiale una volta per tutte.

Colin non ci sta, è lui ad essere in corsa per il mondiale, è lui che sta andando più forte e vuole vincere a tutti i costi.

“Ho praticamente vinto il rally, sono in corsa per il campionato, perchè dovrei finire secondo?”

Colin McRae

Sainz in quanto pilota d’esperienza accetta gli ordini ma McRae no, continua a spingere come un matto e a restare sui tempi di Sainz e a mettergli pressione. David Richards è furioso, talmente incazzato da mandare due dei suoi uomini a fermare fisicamente Colin durante una prova.

Hai detto fermare?

Alla fine però è costretto a soccombere agli ordini di scuderia, timbra un minuto in ritardo e consegna a Carlos Sainz in rally di casa, dove Subaru ha stravinto con la tripletta Sainz-McRae-Liatti (Già, quello a destra è proprio il nostro “Pierino” Liatti).

Inghilterra

Eccoci qua al RAC Rally 1995 in Inghilterra, la patria del fish and chips e della gente che guida dal lato sbagliato a sinistra. Questo non è un finale di stagione come tutti gli altri, infatti ci sono i due piloti di punta del team più forte del mondiale a pari punti, basta un nulla e si butta via una stagione intera. La tensione è alle stelle, almeno però non ci saranno ordini di scuderia a fermare la battaglia tra i due. Iniziano sin da subito a colpi di botta e risposta di cronometro, monopolizzando le classfiche delle speciali e infiammando il pubblico.

Il primo colpo di scena arriva sulla prova di Hamsterley, dove McRae riesce incredibilmente a recuperare 29 secondi in 27 chilometri a Sainz prendendo il comando. Lo spagnolo è incredulo, stava dando il 110% eppure Colin volava sulle speciali. Dopo le speciali nelle foreste inglesi Colin però è ancora dietro a causa di una foratura e qualche toccata di troppo. Scende la notte e si riapre la sfida…

“Nessun problema, ho il rally in tasca”

Colin McRae

Colin McRae

Sainz è sfinito e oltre il limite, non riesce più a reggere lo scontro con McRae e cede ad sulla speciale di Hafren dove perde 22 secondi in 29 chilometri. Da lì è tutta in discesa per Colin, che vince tutte le speciali della quarta tappa e si aggiudica il RAC Rally per il secondo anno consecutivo con solo 36 secondi di vantaggio su Carlos Sainz, nonché il campionato del mondo rally 1995.

Per McRae sarà l’unico mondiale nella carriera, ci andrà vicino anche nel 1996, nel 1997 e nel 2001 con la Ford Focus. Una grande carriera quella di Colin, che non sarà stato il pilota più vincente di tutti ma sicuramente è stato colui che ha lasciato di più il segno nei cuori degli appassionati di rally. Sono ormai undici gli anni passati dal terribile incidente in elicottero che lo ha portato via, ma il ricordo rimane indelebile.

Ciao Colin, dagli del gas!

Articolo del 15 Settembre 2018 / a cura di Mattia Limonta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Altre cose da leggere