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Guida all’acquisto del tuo primo kart

by Il direttore

A qualunque appassionato di motori e di automobilismo prima o poi verrà il voglino di provare un kart. Non parlo dei tosaerba (giustamente motorizzati Honda) che danno a noleggio, parlo piuttosto di veri kart da corsa a due tempi, di quelli che oggi come una volta, formano i piloti che corrono nelle massime categorie dell’automobilismo mondiale.

Sappiate che, qualora vi capitasse mai l’occasione di provarne uno, sarà poi una bella gatta da pelare tornare a guardare la vostra auto, fosse anche un’auto sportiva, con gli stessi occhi di prima. Su di un kart da corsa TUTTI i vostri riferimenti e preconcetti verranno letteralmente sgretolati, sbriciolati alla prima accelerazione, annichiliti alla prima staccata, polverizzati alla prima curva a tutto gas.

Non c’è nulla la fuori, a quattro ruote, che possa darvi le emozioni e le sensazioni di un kart da corsa. Parlo ovviamente del mondo di noi comuni mortali, pare infatti che solo dalle prestazioni di una Formula 3000 in su si possa battere quanto regalato dal kart.

Una volta provato un kart, quindi, vi verrà voglia di comprarne uno. Si ma quale? È una scelta difficile ma non preoccupatevi, noi di RollingSteel veniamo in vostro soccorso con questa breve guida esaustiva all’acquisto del miglior mezzo con cui devastare il vostro conto in banca.

Intanto vediamo in soldoni quali sono le “categorie” tra cui destreggiarsi. Iniziamo con la distinzione più ovvia, kart a marce e monomarcia. Nel primo caso avrete un mezzo più simile, come impostazione di guida, ad una automobile mentre nel secondo avrete una esperienza di guida tutta a sé, esperienza che è unica del kart al 100%, esperienza che può comunque venire “travasata” nello stile di guida di una automobile.

Fra i kart a marce, la scelta può ricadere solo ed unicamente su quello che in gergo tecnico si chiama KZ. Parliamo di un classico kart con però montato sopra un motore due tempi, 125cc raffreddato a liquido a sei marce con cambio sequenziale. Sono kart che, nella migliore delle ipotesi (migliore specialmente economicamente parlando) sono capaci di oltre 45CV per circa, con pilota a bordo, 170 kg. Il risultato di questi ultimi due numerini è, a seconda del rapporto, una accelerazione da 0-100 in meno di 4 secondi con velocità di punta di oltre, anche in questo caso a seconda dei rapporti, 200 km/h. No, non è un giochino.

Tipica gara KZ, dite che c’è della bagarre? in un battito di ciglia ti sorpassano in sei se non stai in orecchia.

Alternativa al KZ è il kart monomarcia. In questo caso ci sono mille categorie diverse con mille differenze fra loro. Ora come ora il massimo in termini di kart monomarcia è l’OK (che viene utilizzato nel campionato mondiale ed europeo) ed è un classico kart con motore 125cc raffreddato a liquido in presa diretta con l’asse posteriore. Anche in questo caso si parla di mezzi da “pelo sullo stomaco” capaci di circa 35CV che sono in grado, su alcune piste, di girare più velocemente rispetto ai KZ, questo grazie specialmente alla maggiore velocità di percorrenza in curva, nonché al peso inferiore (145 kg).

Questo qui sotto è un tipico motore OK, con la caratteristica valvola allo scarico utile affinché l’espansione sia sempre “intonata”.

Nel 2017 sta però succedendo una cosa curiosa. In questi ultimi due anni (circa eh) abbiamo visto tornare in auge (non voglio utilizzare il termine “moda” che mi viene male) i vecchi kart 100cc, quelli che correvano fino ai primi anni 2000. La cosa interessante di questi kart è che ci se ne può portare a casa uno con, spesso, molto meno di mille euro, a volte ne bastano 500.

Tipico kart 100cc vecchia scuola, con al volante Davide Forè (5 volte campione del mondo, uno dei cinque piloti più forti nella storia del Kart). Si notano subito le dimensioni più contenute e il motore “raffreddato” ad aria.

Visti quindi la grande differenza di prezzo, l’esasperazione delle prestazioni e la totalità dell’esperienza di guida, voglio concentrare questo articolo su questa scelta: un vecchio 100cc o un moderno KZ? Due mezzi agli antipodi ma accomunati dall’essere, in maniera molto diversa, il massimo del divertimento a bordo di un kart.

Vediamo quindi in breve i pro ed i contro di questi due mezzi. Ah, il contro di entrambi è che vi rovineranno, meglio che lo sappiate subito così evitiamo spiacevoli sorprese. Uomo avvisato, mezzo salvato.

100cc, perché sì:

Perché, nonostante siano passati 20 anni da quando sono stati “banditi”, vi propongo un kart raffreddato ad aria di soli 100cc? Per lo stesso motivo per cui stanno tornando alla grande, per lo stesso motivo per cui, se con un meccanico o un pilota ne nominate uno, potrete vedere i loro occhi accendersi di una luce nostalgica.

Intanto i motori sono delle opere d’arte:

Poi, estetica a parte, questi kart sono la cosa più folle sulla quale vi capiterà di appoggiare il vostro sederino. Sono enormemente più leggeri e semplici rispetto ad un kart moderno. Sono più facili da maneggiare e da gestire, si smontano in pochi minuti e si infilano nel baule della macchina, senza fastidiosi impianti di raffreddamento da svuotare e con cui sporcarsi. Detto tutto questo, questi piccoli mezzi sono capaci di circa 30CV a 20mila giri.

Si.

Avete letto bene, 20mila giri.

La prima volta che ne proverete uno, superati i 16mila giri vi renderete conto che quella cosa li alla vostra destra non è altro che una piccola bomba collegata alle ruote. Un vecchio 100cc a valvola rotante a pieni giri fa letteralmente paura, vi lancerà in un mondo in cui i concetti di inerzia e rispetto per la meccanica sono inesistenti. I vostri primi 20 mila giri saranno un po’ come il primo bacio, roba da ricordare.

Vi sembrerà di romperlo e la cosa bella è che per andarci forte bisogna guidarlo come se lo si volesse rompere. L’allungo sembra poter durare fino all’infinito, frasi del tipo “superati i 16 mila giri è tutto in mano al signore” vi sembreranno del tutto sensate.

La cosa brutta è che alla fine tutto si romperà. Spesso ancora prima di iniziare. Questi motori sono talmente tirati, raggiungono regimi di giri talmente elevati, che la rottura sarà solamente una conseguenza del tutto. Un vecchio 100cc non è mai aggiustato, semplicemente sta per rompersi. Espressioni come “il 100 da, il 100 toglie” diventeranno di uso comune nel vostro vocabolario.

Con uno di questi motori dovrete imparare a fare i conti con grippaggi e sbiellate molto più frequentemente di quanto il vostro cuore o portafogli possa sostenere. E questo è veramente un gran peccato perché le continue rotture vanno ad inficiare l’esperienza di guida di questi kart che è veramente da fuori di testa. O forse l’imparare a convivere con le imminenti rotture fa parte dell’esperienza, non so. Resta il fatto che questi piccoli gioielli di meccanica richiedono una manutenzione costante e fatta a regola d’arte, ogni minima imperfezione avrà ripercussioni sul vostro conto in banca.

E per quanto riguarda la guida di questi kart?

A differenza di un moderno KZ, un vecchio Formula A (questo il nome con cui venivano identificati i vecchi 100cc) ha un solo freno a disco sull’asse posteriore e questo, unito al fatto che il motore entra in coppia solo sopra 8mila giri (o anche dopo), obbliga a guidare in maniera estremamente pulita per evitare che si faccia scendere troppo di regime il motore con il risultato di ritrovarsi “piantati” a centro curva.

Oltretutto bisogna imparare a tappare il filtro con la mano al termine di ogni rettilineo lungo il quale siete stati a gas spalancato per più di due-tre secondi. A stare a pieni giri per troppo tempo si rischia seriamente che il motore smagrisca troppo con la – ovvia – conseguenza di sbragare tutto. Ecco quindi che torna particolarmente opportuno, al termine di ogni rettilineo (o comunque un paio di volte al giro, che male non gli fa) piazzare la propria manina destra sui fori del filtro andando quindi ad ingrassare la miscela.

Questo è il tipico “tappare”, arrivare a buttarsi dentro una curva con una mano sola? No problem.

Questa particolare “tecnica” ha inoltre il duplice scopo di aiutarvi in staccata andando a creare un po’ di freno motore. spesso, per affrontare le curve più veloci, potete anche evitare di frenare ma dare semplicemente una tappatina per rallentare la vostra folle corsa e per poi buttarvi dentro. Roba da pelo sullo stomaco, roba che dopo sorriderete a 33 denti.

Infine, altra cosa, questi motori sono particolarmente sensibili alla carburazione (particolarmente è un eufemismo) specialmente se mezza pista è al sole e mezza in ombra. I più esperti e sensibili rifanno la carburazione più volte al giro in modo da avere sempre la migliore risposta del motore a seconda della curva che si sta per affrontare. Si arriva in curva, si tappa, ci si butta dentro e a centro curva manina destra sul carburatore a regolare le viti per aver poi la migliore risposta non appena si ridà gas. Capito, non proprio come i kart a nolo eh.

Anche l’accensione di uno di questi kart è una storia a sé. Dimenticatevi la spintarella che richiede un KZ o un moderno kart con la valvola di decompressione. Con uno di questi dovrete imparare un paio di mossette che metteranno a dura prova i vostri riflessi e la vostra agilità e, se dovesse succedere che mentre spingete cadete in terra con il kart che si va a schiantare da solo contro la prima barriera, non preoccupatevi, fa parte del gioco e non siete i primi a cui è successo.

Insomma, è una esperienza travolgente nel suo toto, vi ritroverete a guidare una lama affilatissima con la quale percorrere le curve a velocità folli, con la quale imparerete a pregare il Dio dei pistoni e delle bielle, con la quale raggiungerete vette di godimento altrimenti inarrivabili. Il tutto per, lo ripeto, un prezzo di mercato attuale di meno di mille euro (ovviamente, meno spendete e più la probabilità che la biella venga sputata dal carburatore alla prima accensione aumenta)

Ed il lappatore diventerà un vostro grande amico.

Infine, non dimentichiamolo, anche l’occhio vuole la sua parte, i vecchi 100 sono troppo belli. La loro linea pulita e semplice, capace di esaltare la semplicità e leggerezza del mezzo è insuperabile. E poi si sa, il vintage va di moda!

Kart 125 KZ, perché invece scegliere lui.

I tempi vanno avanti, la tecnologia avanza e con essa i motori migliorano. Un moderno KZ è quanto di più estremo e rabbioso si possa trovare all’interno del panorama kart. Non sorprende se i piloti di Formula 1 e MotoGp li usano costantemente per allenarsi, sia fisicamente, che psicologicamente. Le velocità folli, unite al dover utilizzare il cambio in modo frenetico, obbligano ad una prontezza di riflessi che di comune ha veramente poco.

In questa rara immagine di repertorio abbiamo un mio amico con il suo 100cc che infastidisce – non poco – il buon Franco Morbidelli (attuale leader della classifica Moto2) sul suo KZ con il numero 21.

Con un kart di questi vi avvicinerete in maniera altrimenti impossibile all’esperienza di una moderna monoposto da formula. L’erogazione tipica del due tempi, rabbiosa, rumorosa e al contempo fluida unita ad un cambio a sei marce sequenziale, vi lasceranno letteralmente senza fiato. 

La leggenda narra che Lewis Hamilton, che passò alle monoposto dopo aver corso solo con i 100cc, dopo un paio di anni in McLaren venne invitato a Lonato a provare un moderno KZ. Dopo qualche giro scese e disse: “wow! it’s fucking fast!!”

Capito? Dopo una McLaren da Formula 1 non disse robe tipo “beh si non male” o “si dai, un bel giochino” o “la mia va di più” o “il mio falegname con 30 mila lire fa di meglio”. No. Disse “è fottutamente veloce!!”. Forse questo vi può aiutare a capire di cosa stiamo parlando.

Nel caso vi rimangano dei dubbi, il direttore stesso ha fatto una prova dimostrativa:

 

La prima volta che ne proverete uno, dopo le prime due-tre marce che tirerete, vi dovrete fermare un attimo per cercare di capire chi siete, dove siete e come vi chiamate. L’accelerazione brutale e le velocità folli che raggiungerete al volo sono poi controbilanciate da un impianto frenante completo. Parliamo di doppio disco all’anteriore e singolo al posteriore con ripartizione di frenata modulabile a piacimento in qualunque momento. Insomma, con un KZ potrete assaporare da vicino il concetto di staccata. È uno spasso arrivare in curva a chiodo, attaccarsi ai freni e al contempo, con la mano che si fa accompagnare dalla violenta decelerazione, andare a buttare giù due-tre-quattro marce al volo. Roba da rimanerci sotto.

Purtroppo però, come tutte le cose moderne e tecnologicamente aggiornate, un KZ inizia a costicchiare. Per portarsene a casa uno, messo bene sia di telaio che di motore, preparatevi a spendere non meno di 3000-3500 euro ai quali aggiungere l’abbigliamento e una macchina-furgone dentro cui far stare tutto. Purtroppo un kart di questi è più ingombrante e pesante rispetto ad un vecchio monomarcia e spesso il baule di una moderna station wagon non basta.

Scordatevi di fare come me:

Le prestazioni estreme inoltre richiedono un fisico ben allenato. Personalmente – e non sono proprio uno sportivo – con un KZ faccio fatica a stare in pista: specialmente al primo turno della mattina, bastano 5-7 giri dopodiché mi devo fermare per i crampi alle mani. Un mezzo di questo tipo richiede un allenamento costante, mentale e fisico, altrimenti il rischio di venirne sopraffatti è altissimo. Ricordate, su un kart da corsa molto spesso il limite siete voi.

Infine il motore. Un moderno 125cc raffreddato a liquido a marce gira, al massimo, a circa 14500 giri anche se, grazie al cambio ed alla coppia, non c’è sempre bisogno di spremere fino all’ultimo giro, basta cambiare a 13800 giri circa e stare un po’ attenti in staccata, ed un motore di questo tipo vi accompagnerà senza troppe storie per un bel po’ di domeniche. Tra una revisione e l’altra, se fatta bene e se trattato con cura, ci sta in mezzo tranquillamente ben più di qualche gara (cosa che invece non avviene con i vecchi 100cc che possono tranquillamente sbriciolarsi al primo allungo dopo il rodaggio o dopo 60 litri andare ancora come nuovi).

Quindi, quale kart scegliere?

Alla fine di tutto questo discorso, cosa è meglio scegliere? Non c’è una risposta definitiva, tutto dipende dalle proprie tasche e dalle proprie voglie. Siete dei nostagici della carburazione fatta a centro curva, su tre ruote con una mano sul volante e l’altra sul carburatore? Siete degli appassionati di meccanica che avete voglia di provare a revisionare da soli qualche motore sul vostro banco in garage? Avete poco spazio o volete provare l’ebbrezza dei 20mila giri? Andate tranquilli con un vecchio 100cc, non vi deluderà affatto. Le emozioni forti saranno garantite; conosco almeno un paio di persone che dopo aver provato un vecchio 100 hanno venduto il KZ.

Con i soldi presi ci si fa un bel parco di 100cc

Siete invece degli amanti della botta di coppia, della potenza pura, della sensazione della staccata? Avete spazio e modo di stare dietro a qualcosa di più impegnativo? Volete magari partecipare anche a qualche garetta e, perché no, crescere nel mondo del kart? Beh allora un KZ è quello che fa per voi.

Sono due esperienze enormemente diverse e incredibilmente simili, provatene uno e sono sicuro che, comunque sia, ne rimarrete stregati. Infine, come vedete, in quest’ultimo passaggio non ho nominato il fatto soldi. In fin dei conti un vecchio 100cc, se usato regolarmente rischia di diventare un KZ… acquistato a rate!

E questi li hai letti?

2 comments

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Matteo 2 Aprile 2018 - 13:00

Scusami, come farei ad avere informazioni sul mio kart 100cc storico?

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Gabriele 15 Settembre 2020 - 15:11

Ami la meccanica e scrivi benissimo… un gusto leggerti!!! Grazie

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