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Storia della copertina di DI BRUTTO A MANETTA

Io avrei fatto il logo diverso!

Bella la rilegatura, ma io avrei preferito che stampassi anche sui bordi del cartoncino (tutto vero).

Bella l’idea del sottotitolo “A Manetta”, io però avrei messo qualcos’altro, tipo A Tuono.

Non so come sia negli altri posti del mondo, non so com’era prima dei dannati tempi moderni in cui tutti si sentono in dovere di scrivere a chi fa le cose dando il proprio suggerimento spesso non richiesto (domanda: ma al ristorante andate dallo chef a dire che, forse, in quel ragù voi avreste messo più, boh, sedano o carote?), ma a volte farecose™ in Italia può essere MOLTO frustrante. Forse è la mentalità tipica de “il mio falegname con 30 mila lire lo faceva meglio”, forse è che tutti ci crediamo dei gran fenomeni ma la verità è che, dietro ogni singola scelta che compone un progetto mastodontico come DI BRUTTO A MANETTA (ma anche i volumi prima di lui), ci sono mesi di lavoro, infinite telefonate e notti insonni di pensieri, idee, proposte, scelte e decisioni. La creazione di A MANETTA è durata quasi 7 mesi, 7 mesi nei quali abbiamo definito l’indice, le gabbie, la veste grafica. Nei quali ho viaggiato per il mondo per fotografare questo o quel motore, nei quali ho comprato su Vinted o eBay vecchie pagine pubblicitarie, nei quali ho commissionato a persone che abitano in California o Virginia l’acquisto di quel libro per mandarmi la foto di una pagina

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o, infine, nei quali abbiamo dovuto scegliere la copertina, con il massimo raggiunto la sera che ne ho stampate 5 diverse, le ho portate in palestra e le ho distribuite, chiedendo ai miei colleghi di fatiche e ghisa no pain no gain una mano per scegliere.

Arrivare a quell’F-14 con la manetta in Zona 5 (full A/B) non è stata una scelta facile e nemmeno scontata, ho isolato, scelto, scartato decine e decine di copertine. Addirittura all’inizio non ero nemmeno sicuro del titolo del libro, chiamarlo solo A MANETTA poteva essere rischioso, si creava di creare un nuovo brand oltre a RollingSteel e DI BRUTTO con il rischio che alcuni utenti non avrebbero capito cosa stavano guardando, già mi aspettavo la solita email (successo con il FAST) del tipo “ehi guarda, ti stanno copiando” a cui rispondere che nessuno mi sta copiando, che sono sempre io. Poi, per quanto le nostre nonne ci abbiano insegnato che non si giudica mai un libro dalla copertina, oggi come non mai la copertina è fondamentale quindi la scelta diventa ancor più ostica, con il dubbio di aver sbagliato sempre lì che fa capolino.

Ad ogni modo, bando alle ciance, con l’idea di portarvi dietro le quinte, vi lascio di seguito TUTTE le copertine che abbiamo ipotizzato, scelto o scartato per questo DI BRUTTO A MANETTA, anche solo per condividere con voi una piccolissima parte dell’emozionante percorso che mi ha portato a chiudere questo bellissimo libro.

Ah, le copertine sono in ordine, avvicinandoci alla versione finale vedrete anche come ci sono stati ripensamenti e retromarce improvvise.

 

L'immagine che oggi si trova nella quarta di copertina fu fin da subito una delle prescelte, scartata perché temevo che in molti, non capendo cosa stavano guardando, avrebbero deciso di non prendere il volume, cosa successa con DI BRUTTO Vol.5, la cui copertina forse un po' troppo concettuale ha mietuto diverse vittime. Notate la testata A MANETTA.
Seconda prova con la testata classica e la dizione A Manetta ridotta a tagline
Una volta deciso che il volume sarebbe stato un DI BRUTTO in edizione speciale, è venuto relativamente facile decidere come utilizzare l'"A MANETTA". Non chiedetemi perché quel "Vol.0", non me lo ricordo.
Una prova a caso nella quale appare il mitico "With afterburner" che poi ho messo sul dorso
Momento punk, dio quanto mi piacerebbe fare una cosa del genere. Rischio di insuccesso 100%

A questo punto avevo deciso che l’ugello dell’F100 non sarebbe andato bene. Fighissimo ma troppo concettuale, motivo per il quale ho iniziato a sondare alternative:

Per un po', un paio d'ore forse, questa è stata la copertina definitiva. Poi c'ho ripensato.
Questa nacque in un momento di ribellione nei confronti dell'idea stessa di DI BRUTTO, anche qui troppo punk
Nella mia continua ricerca mi sono imbattuto in questa bella immagine che per una decina di giorni è stata la scelta definitiva, di seguito alcune prove su di lei.
Sempre lei ma leggermente raffreddata per essere un po' meno vintage. L'idea di questa immagine è quella di andare a citare – come feeling – il mitico libro "The jet engine" edito dalla Rolls-Royce

Come potete vedere, non trovavo la pace con le varie scritte che componevano la copertina poi, in seguito ad un intenso brainstorming con Valerio, abbiamo raggiunto la conclusione che la copertina, a livello di tipografia, deve funzionare anche senza immagine e che non esiste nel mondo che il testo si adatti alla foto scelta, si rischia di creare un precedente e comunque di diventare schiavi della foto scelta. DI BRUTTO sarebbe rimasto al suo posto e per la questione “A manetta” mi sono preso del tempo, dovevo trovare l’immagine definitiva.

Voto 10

Con l’immagine qui sopra siamo a Luglio poi io e Valerio ci siamo separati. Qui sotto alcune sue prove estive fatte cazzeggiando, nel mentre io pensavo e studiavo.

Copertina con disegno tecnico del J79, non male
Isabella tuttora vota questa

Poi, ad un certo punto, girovagando su pinterest ho trovato la foto di un F/A-18 al decollo in notturna e lì ho iniziato a capire che atmosfera volevo:

Qui ho spostato l'A Manetta per renderlo indipendente dall'immagine, scelta ottimale anche in ottica futura.
ripensamento
Perdonate l'immagine sgranata ma da indesign non troviamo più il file
Ripensamento #2
Ci avviciniamo... camminando per parigi ho notato che in moltissimi flyer e locali alla moda i nomi sono in times, tipo di font che sta tornando di moda
Ed eccoci, con ancora l'indicazione in copertina dell'edizione straordinaria e della stagione di pubblicazione
Ripensamento #3 e prova del posizionamento della tipografia

E infine, qui sopra, la copertina definitiva, il risultato, come detto, di un numero imprecisato di prove, ripensamenti ed esperimenti. A questo punto a voi non tocca altro che ordinare il libro e gustarvi gli interni, per voi 304 pagine dedicate alla storia della propulsione aeronautica a getto, con storie, dettagli schemi e tutto quello che potrebbe fare andare in brodo di giuggiole anche il più tiepido degli appassionati. Lo trovate QUI.

Articolo del 13 Novembre 2025 / a cura di Il direttore

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  • Enrico con le pezze al culo mannaggia

    Non lo compro perché sono un barbone ma se l’hai scritto SOLO te metto da parte gli spiccioli.

  • Marco Gallusi

    La capacità della gente di rompere le balle è la cosa che si avvicina più da qualsiasi altra cosa all’infinito…

    • Enrico che ti cazia. 5 punti in meno alla tua casa.

      Ti correggo, DI qualsiasi altra. E’ un refuso e può capitare ma se devi fare lo splendido e lanciare frecciatine almeno rileggi prima di inviare.

      • Flavio

        Ma na trombata no??

        • Enrico e Flavio un domani potrebbero diventare parenti acquisiti

          Fla! cerchiamo di non esagerare. Sarò un rompicoglioni ma non ho intenzione di stare qui a raccontare di me e tua sorella, sono cose personali e tali devono rimanere.

          • Enrico, un altro commento fuori posto e ti faccio evaporare dal sito. Vuoi trollare, trolla ma non rendere il mio sito un posto ostile per gli altri utenti.

            p.s. hai rotto il cazzo.

  • Alessandro

    Tutto è opinabile e su qualunque cosa si può avere un’idea diversa ma non mi è mai piaciuta la critica sterile fine a sé stessa. Chiunque nella vita abbia provato a realizzare qualcosa ne ha fatto esperienza, purtroppo.
    A me DI BRUTTO (inclusa edizione speciale with afterburner) piace così com’è. Spero che continui ad uscire più o meno periodicamente, sempre con lo stesso spirito. Lo stesso vale per RollingSteel. Peccato per qualche rompicaz…ehm…attaccabrighe di troppo nei commenti. Anche se chi viene qui per trollare più che per scambiare idee e opinioni fra appassionati di motori, alla fine, si qualifica da sé.
    P.S. diverse delle copertine scartate avrebbero fatto comunque la loro sporca figura in stampa.

  • Giorgio

    Boh? L’avrei ordinato anche con una copertina in tartan, mi interessa il contenuto non l’aspetto. Si parva licet, A Manetta è il più bello dei 7 che posseggo: e gli aerei non mi meravigliano più di tanto.

    • Grazie Giorgio, apprezzo il tuo commento, anche perché A Manetta è il primo DI BRUTTO che mi sono impaginato praticamente da solo 🙂

  • Paulo

    Le copertine con il B-1 ed F-15, in full afterburner, erano assolutamente da sbavo, veri belle…degne di comparire, tanto quanto quella definitiva.
    Non male anche quella con l’ F-35.
    Quelle con F-104, F-111 (prototipo US NAVY), F-18, invece, non mi sono piaciute un gran che, sorry! Non l’ho ho ancora ordinato, ma sono sicuro, che A MANETTA, sarà sicuramente all’altezza dei precedenti DI BRUTTO. Avanti così Direttore!!!

  • Andrea

    Devo dire che mi piacciono veramente tutte le varie prove, mi fossi trovato io a dover scegliere probabilmente non ci sarei riuscito, anche se la scelta di Isabella, l’ugello dell’F100 o la scritta di brutto cancellata sarebbero state tre scelte belle e soprattutto di rottura.

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