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Siamo andati al Tokyo Auto Salon 2020

by Filippo Roccio

Vi presento il signor Mashamoto, un onesto lavoratore, un uomo tutto vestito di grigio e con la cravatta grigia, tutto casa, famiglia e tempio shintoista. Il signor Mashamoto lavora nel reparto contabilità di una compagnia di import-export di prodotti ortofrutticoli, timbra alle 8.30 la mattina ed alle 17.30 la sera; non fa gli straordinari perché gli va bene così, anche se ogni tanto, dopo lavoro, esce a bersi qualche birretta con i colleghi e con il proprio capo reparto, per poi tornare a casa un po’ barcollante con una confezione di okonomiyaki comprati per qualche strana ragione che nemmeno lui conosce.

Mashamoto-San va per la cinquantina e ha già un po’ di piazzetta in cima al cocomero ma non è stato sempre così.

Da giovane era un temutissimo Bosozoku, uno di quelli cattivi che, con la sua Honda CB400 tutta tappezzata col sol levante terrorizzava le strade di Tokyo, assieme ai selvaggi della propria tribù, sfidando anche mostri sacri dell’asfalto come vari membri del Mid Night Club (clicca su queste parole colorate per venir catapultato in una storia incredibile).

Poi la polizia ha fatto piazza pulita di tutti i Bosozoku in Giappone e Mashamoto s’è ritrovato a fare i corsi serali per trovarsi un lavoro vero.

Ma il nostro piccolo ometto di grigio vestito sa che non può scappare al passato, 25 anni non sono bastati a cancellare il rombo dei motori, le sprangate agli specchietti delle pattuglie e le nottate a lavorare sulla moto per renderla il più folli possibile.
Proprio per questo, ogni anno, il buon ragionier Mashamoto si concede un piacere vizioso che lo riporta indietro ai tempi del capello impomatato: il TAS, ossia il Tokyo Auto Salon, dove la tamarria diventa professione e gli ammiocuggini nipponici possono esprimersi in tutta libertà.

Credits: @libertywalkkato

Ora, dicono che quest’anno ci siano state un gustoso tot di novità, da cose cui è difficile credere fino ad altre che ci riportano ai bei tempi in cui “cazzo guardi”.

Partiamo da quella che è stata considerata come LA grande notizia; non parliamo di un preparatore nel senso stretto del termine ma di un reparto sportivo ossia la Gazoo Racing (mi fa sempre molto ridere. Lol Gazoo), la divisione performance di Toyota, che ha presentato una Yaris che va forte.

Credits: Gazoo Racing

Sì, la Yaris.
Quella che una volta era comoda per andare in camporella perché i sedili dietro scorrevano indietro.
Quella che percorreva 7 anni luce con un ditale di benzina.
Quella che veniva comprata alle ragazzine neopatentate o alle nonne e, per qualche strana ragione, nessuna donna dai 25 ai 50 ce l’aveva.

La Yaris GR promette di essere una bella bestiolina incazzata, come quelle che avevamo tanti anni fa; certo c’è l’elettronica, ci sono i controlli e tutte la varie porcate che ci propinano i sistemi di sicurezza ma -tenetevi le mutande di riserva accanto- avrà 268CV, un cambio manuale a 6 marce, trazione integrale e, chicca delle chicche, gli spruzzini d’acqua sull’intercooler.

Credits: Gazoo Racing

Tutto quanto sembra una bella ricetta ma c’è di più?
Sì: la piccola iena sarà equipaggiata con  un differenziale torsen per asse e un differenziale elettronico centrale che fungerà come ripartitore di coppia per le diverse modalità di guida, permettendo di ripartire la coppia del piccolo tre cilindri fino ad un 30% verso l’asse anteriore ed un 70% verso quello posteriore.

Barzotto eh?

Da un altro lato dell’enorme Makuhari Messe, che accoglie il Tokyo Auto Salon, troviamo un amico di vecchia data, sia nostro che del buon Mashamoto-San: l’inafferrabile Smokey Nagata che con tutti i suoi mezzi Top Secret si è portato a casa, di nuovo, il superpremio del TAS.

Credits: @topsecretjapan

Quest’anno ha voluto presentare una GT-R con un aero kit studiato minuziosamente per soddisfare la fame di fluidodinamica di cui questo arzillo ometto va ghiotto e per cui è divenuto famoso.

Credits: @topsecretjapan

S’è detto e stradetto, il 2020 è l’anno della Supra A90 e dopo averne viste un’infinità tutte uguali, col loro kit Pandem al SEMA, al Tokyo Auto Salon ne abbiamo due esemplari con dei widebody kit tutti nuovi.
Sto parlando della Supra HKS, presentata in due varianti: una di un bel bianco candido, angelico e immacolato ed una con la classica livrea del marchio che ci riporta indietro ai bei tempi di Gran Turismo 2

Credits: superstreetonline.com

Credits: superstreetonline.com

e della Supra presentata da Tom’s, che un po’ di esperienza ce l’ha, con le Toyota.

Credits: superstreetonline.com

Credits: superstreetonline.com

Altre Supra 2020 presentate al salone sono quella di Blitz, che pare una tartaruga ninja

Credits: tokyoautosalon.jp

e quella di Varis, col nuovo kit Supreme 90 che tuttavia sparisce accanto alla Supra A80, sempre loro, con livrea Rothmans e degli allargamenti degni dei migliori anni ’90.

Credits: tokyoautosalon.jp

Credits: varisna.com

Che differenza c’è tra noi ed i Giapponesi?
No, quello è razzista, smettila.

La differenza è che loro hanno la NATS, una sorta di accademia del tuning, dove si insegnano discipline per le lavorazioni di carrozzeria, di meccanica e di elettronica, dove tutto quel che riguarda le modifiche ad un’auto viene insegnato.
Ovviamente ogni anno gli allievi del NATS sono presenti al TAS e quest’anno non ci sono andati leggeri, presentando una Supra A90 kittata Rocket Bunny, livrea della Supra del primo Fast and Furious incredibilmente convertita in cabrio, con tetto in lamiera ripiegabile (tipo quel ravaldone della Nissan Silvia Varietta).
La base è una Lexus SC430 cui è stato trapiantato il buon vecchio 2JZ.

Credits: superstreetonline.com

Il risultato è estremamente ben riuscito nel complesso come anche la sedicente GT-R R35 CABRIO, con livrea Paul Walker, accanto alla suddetta A90.
Anche in questo caso si sono serviti di un’altra base, cui è stato fatto un gran lavoro di carrozzeria; la donatrice dello scheletro è una 350Z cabrio, cui è stata stravolta la faccia.

Credits: carscoops.com

Credits: carscoops.com

Ovviamente viste così fanno un po’ ridere ma immaginatele tutte in tinta unita, senza lucette e bomboloni di Nos.
Non male eh?

Come ciliegina sulla torta concludiamo con Liberty Walk che, fuori salone, ha piazzato una cazzutissima Skyline ER34 (la versione FR che monta il buon RB25DE) con un kit completo che richiama la Skyline R30 “Super Silhouette” del Gruppo 5 che ha ispirato tanti Bosozoku a schiantare a terra le proprie Cressida, con spoileroni ed alettoni fuori misura.

Credits: @libertywalkkato

E proprio da bosozoku è stato il finale del salone, con una bella schermaglia tra i ragazzacci di Morohoshi e quelli di Liberty Walk, in pieno stile “cazzo guardi?” da giostre tra tamarri.
Alla conclusione del Tokyo Auto Salon 2020, al momento di sgomberare i padiglioni, i sobrissimi malfattori di Star Dropper, decidono di far sentire a tutti quanto siano arroganti gli impianti di scarico delle proprie lambo, sparando fiammoni e madonne a 9000db, in barba alle richieste cortesi dell’organizzazione di abbassare il volume.

E’ a questo punto che gli uomini di LBWK si lanciano al soccorso dell’udito di tutti gli astanti, scatenando lievi tafferugli tra i due gruppi.

Per fortuna, il nostro Mashamoto-San, che era nei paraggi, ha sedato la lite, ricordando a tutti chi comandava sul loop della C1, attorno a Tokyo.

E questi li hai letti?

1 comment

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Valentino 16 Gennaio 2020 - 16:55

Bello questo finale stile My special car di Rimini dove ci si parcheggiano le mani in faccia per capire chi fa più casino 😀

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