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Fast and Furious: era meglio la droga.

by Filippo Roccio

L’anno corrente è il 2001, il mondo è un filino scosso per una cosa che è successa a settembre, tipo due giorni prima che cominciasse scuola e, in cuor mio, speravo rimandassero l’inizio delle lezioni.
Al posto degli smartphone c’erano i palmari ma erano roba per tipi in carriera, tipo… Va beh, tipo gente che faceva i soldoni e se avevi già la Play 2 forse eri figlio di uno di questi uomini da big money.

In questo periodo succede una cosa buffa che, in bene o in male, cambia la vita di tutti noi.

Spunta fuori, praticamente dal nulla, ad Hollywood, un individuo che “Ciao, sono Rob Cohen, un tamarro senza speranza che una mattina si è svegliato e in down da bamba ha deciso di mettere in piedi un circo automobilistico che è poi divenuto un franchise da millemila dollaroni: The Fast and The Furious.”

Se vi state ponendo la domanda di cosa sia questo titolo, forse è il caso che torniate nel vostro buco per terra e ci rimaniate per altri vent’anni.

Fast and Furious (abb. FnF) è tipo quel meteorite che ha cancellato i dinosauri, l’illuminazione suprema per qualunque adolescente appassionato di auto; gli adulti lo guardavano come a dire “ma che è sta cafonata”, dichiarando guerra a noi ragazzini che, affascinati gli urlavamo che non capivano un cazzo e che le Civic nere con i neon verdi erano una figata.

Oggettivamente i grandi non avevano torto, col senno di poi; tant’è che ci ritroviamo a spulciare autoscout per sportive giapponesi anni ’90, imbattendoci in esemplari caratteristici dell’epoca FnF, con grafiche improbabili e Lambo Style Doors.

Siccome sono benevolo ed accondiscendente, vi metterò a parte di cosa sia questa pellicola che ha macchiato più mutande di tante attrici per adulti, pronti?

La vicenda si svolge attorno al protagonista, Bryan O’Conner (Paul Walker, RIP), infiltrato FBI nel giro delle corse clandestine a Los Angeles, per smascherare i colpevoli di numerosi furti di autotreni carichi di videoregistratori, CD e mangiacassette.

“Occhio alla scritta Rodgers sul camion.”

La pista più accreditata secondo i federali è quella relativa al mondo delle corse clandestine per via di segni sull’asfalto lasciati da pneumatici Mashamoto ZX.

Che cosa succede a questo punto? Il Bureau mette in pista un biondino scanzonato, cui affidano una Mitsu Eclipse per nulla vistosa che se non te la ricordi vai a setacciare il riso, affiancato da un ricettatore spaventato dalla propria ombra.
Al biondino serve il Nos, dateglielo anche se ha il piede pesante.

Siccome anche i migliori devono nutrirsi, O’Conner si dirige al bar dei Toretto, dove ordina il suo solito panino al tonno senza crosta, che fa schifo. Ragione per cui viene pestato.

Giunge il momento di infiltrarsi tra i “maledetti streetracers” e allora cosa fa un ragazzo bianco, capelli biondi, occhi azzurri e di buona famiglia? Quello che farebbe qualunque ragazzo bianco, capelli biondi, occhi azzurri e di buona famiglia: andare in un’area industriale di L.A. zeppa di brutti ceffi, potenzialmente armati, con ferri elaborati grazie a proventi di dubbia provenienza.

Tutto a posto.

Succede che una cricca di tamarri più tamarri degli altri si presenti al meeting sgasando di brutta maniera, roba che se fosse scappata una frizione, avrebbero falcidiato un tot di spettatori; per fortuna non guidavano Mustang.

Facciamo la conoscenza, in questo momento, di Dominic Toretto (Vin Diesel), Letty Ortiz (Michelle Rodriguez) aka la ragazza di Toretto, quello bello coi capelli impomatati, quello brutto con la barba e quello col nome da femmina e la Jetta.

L’allegra combriccola scambia saluti da ghetto con diversi delinquenti appassionati fino ad arrivare alla Eclipse del “Pupazzo di neve” che viene subito messa sul piatto come scommessa per la gara che sta per svolgersi.

Ora, come sapete, non sono un esperto di auto, preferisco collezionare francobolli ma, facendo una ricerca su Google Images, un’auto da 10 secondi sul quarto di miglio non ha la faccia di quelle che si presenteranno alla linea di partenza, tanto meno hanno la faccia della Integra di Ja Rule né delle tette di “Monicaaaaaaa!”.

La strada viene legittimamente chiusa e il regista che all’epoca faceva il pizza pony per mantenersi gli studi, viene invitato poco garbatamente a trovarsi un’altra strada.
Maledetti streetracers.

Le auto si allineano e Via!
Fiamme, neon, sgommate, tutta roba che a qualunque ragazzino avrebbe causato le prime polluzioni.
La competizione vera è tra Bryan e Toretto; il primo, adesso che ha il Nos, preme il bottone della magia e viene proiettato nell’iperspazio saltando avanti a tutti ma, evidentemente, non è abbastanza e allora daje di altro Nos.
Come sarà successo già a molti, la GS-T si smonta, perdendo il pianale del passeggero, difetto comunissimo nelle auto dell’epoca; questa mossa però gli permette di passare in prima posizione.
A Toretto salta il cappello e decide che deve dare una sonora magnolata al biondino, allora pigia il Nos e vince, ovviamente.

Bryan, siccome ha la lingua lunga, viene pure preso per il culo dal vincitore dopo la gara. E cazzo, hai perso regazzì, stacce. Ma… Fermi tutti! Arriva quello col nome da femmina che a motore chiuso ha già capito che il nostro protagonista ha bruciato cosa? Esatto!


Trovate i patacchi nel nostro shop

In tutto questo trambusto, non potevano passarla liscia questi ragazzacci: ecco che la polizia arriva a sirene spiegate e comincia un inseguimento adrenalinico con tanto di freni a mano e scintille, in cui il nostro eroe porta in salvo – o così pensa lui – il buon Dominic Toretto.
I giovanotti finiscono nel territorio di Jhonny Tran… Tram… Trans… Insomma, l’asiatico poco diplomatico che fa esplodere, senza troppi complimenti, l’Eclipse.

A questo punto Bryan è nelle grazie del proprio nuovo amico, il quale lo invita ad una festa presso la propria tana e dove si avvicina alla sorella Mia Toretto (Jordana Brewster), palesemente adottata, scatenando le ire di quello brutto con la barba.

Abbiamo parlato di auto da 10 secondi ed in questo risiede il debito di Bryan nei confronti di Dom dunque, giustamente, il biondo decide di presentarsi con una Supra bruciata, un rottame immondo, targa -perché siamo in California- che, al comando “Pop da hood”, meraviglia delle meraviglie e tra lo stupore generale, ha un 2JZ.

E che cazzo di motore avrebbe dovuto avere? Un BMW 6 in linea?

La simpatica compagnia di amici si mette gioiosamente a ricostruire la macchinina con 10 candele ed un necessario e fondamentale impianto stereo da 300Kg, che sai mai siano utili in una drag race.

E i federali? Beh, da bravo bambino sotto copertura bisogna che il nostro agente preferito si metta ad indagare ed ha un paio di piste da seguire, la prima è quella di Hector che non sa pronunciare il proprio cognome e -giuro, gliel’ho chiesto- che sta preparando, guardacaso, tre Honda Civic;

la seconda pista è quella del calmo ed educato Jhonny asiatico.
Colpo di scena, Bryan viene sgamato mentre sbircia nel Garage di Hector, dal suo amico/nemico brutto con la barba,  venendo tramortito col calcio di un fucile a pompa e accusato di lamentarsi come uno sbirro. Gli sbirri della California hanno un modo tutto loro per lamentarsi, per cui ha rischiato di far saltare la copertura davanti a Toretto.

Morale della favola, gli Ispanici non hanno le Mashamoto ZX sotto le Civic, è il momento di passare al garage degli Asiatici dove, dopo aver assistito a diverse lamentele relative all’assenza di motori SR20 sotto al cofano di alcune Toyota Paseo, sono spettatori della spassosa scenetta in cui un nanetto vestito di pitone offre un drink a base di Castrol al meccanico.

Maledetti streetracers.

Siccome a Bryan gli stanno sulle palle i Cinesi decide che è giusto che la SWAT faccia irruzione in casa loro.

In tutto questo la Supra è praticamente finita e pronta per un test su strada, giacché manca una settimana all’evento dell’anno, le Race Wars.
Eccoli, O’Conner e Toretto, belli come il sole di Los Angeles, sulla loro Supra sobria, affiancare un F355 ad un semaforo; dopo uno scambio di battute tutt’altro che socievole, comincia uno sparo da folli, sul lungomare, con Bryan che guida come un disperato, piantando un casino per poi finire a mangiare gamberetti sulla spiaggia, col suo fidanzatino.

Tempo di Race Wars!

Flash forward ad una ex base militare nel mezzo di un qualche deserto, dove i nostri simpatici amici si cimentano in spari su quei 400 metri polverosi.
Quello col nome da femmina ci sorprende tutti con un colpo di testa, dopo esser stato, per tutto il film, il secondo personaggio più insipido dopo quello bello coi capelli impomatati: decide di scommettere la Jetta del padre in una gara contro Jhonny asiatico e la sua S2000.

Ovviamente perde.
E scappa.
Maledetto streetracer.

Per un po’ possiamo dimenticarcelo, giacché Toretto & friends decidono di andare ad assaltare un camion nel mezzo del nulla.
Manco a dirlo finisce in un macello visto che il camionista, che ne ha un filo le palle piene di farsi assaltare da banditi muniti di arpione, decide che un un deterrente efficace ed innocuo possa essere un fucile a canne mozze.
Lontana da ogni aspettativa, questa soluzione, funziona alla grande: quello brutto con la barba rischia di perdere un braccio, Letty fa un tot di avvitamenti con la propria auto, a Dom spara ad una ruota quand’ecco che, il nostro eroe, a bordo dell’amata Supra, dopo aver fatto saltare la propria copertura con Mia, si lancia al salvataggio.

Qui possiamo vedere quello brutto con la barba, sbatacchiato come un salame appeso in un Fiat Ducato

Ricorderete bene che la Supra in questione è targa e ricorderete anche che Bryan fa volare via il tettino; di tanto in tanto mi chiedo cosa valga un tettuccio tra i mercatini di appassionati, facendomi venire i brividi.
La “Toyotona” diventa un trampolino auto-camion-auto, grazie al quale il biondino riesce a salvare quello brutto con la barba.

Al momento di chiamare i soccorsi per salvare la pelle a sto povero cristo barbuto, Bryan fa saltare del tutto la propria copertura di fronte a Toretto che non sembra prenderla bene.

Ma quello col nome da femmina dove è finito? Eccolo che ricompare di fronte alla casa del pelatone muscoloso!

Passa Jhonny con suo cugino pitonato, in moto, sparano e fanno secco il nerd con lo smalto: quello che si merita uno che mette la cuffia in estate a Los Angeles.

Inseguimenti, salti, scintille cappottamenti e spari, forse Tran resterà in coma tutta la vita ma che ce ne frega, adesso c’è Charger contro Supra, bene o male quello che un po’ tutti aspettavamo!

La Dodge nera e cattiva come il peccato risucchia passeri dal blower sul cofano mentre i nostri due ragazzi aspettano il verde per partire.
Le ruote sgommano, il V8 americano impenna e i contendenti sono testa a testa, quando qualcosa va storto sotto il cofano del mostro di Detroit (ancora oggi, chiacchierando con amici che qualcosa capiscono di auto, non sono arrivato ad una conclusione definitiva) ma tanto sticazzi, Toretto butta dentro una marcia e riprende la testa della corsa.
In fondo alla via c’è un passaggio a livello e, in maniera del tutto imprevedibile, si chiude mentre un titanico treno merci si avvicina di gran carriera.
Noi, che sappiamo già che tanto sti matti ce la fanno, aspettiamo solo il momento in cui le sbarre in polistirolo esploderanno contro i musi dei due mezzi sovralimentati.
Passano, sfiorano il treno, polistirolo ovunque, ci sono riusciti!

E invece no.

Toretto centra un furgone della Bartolini e dà il giro, atterrando rovinosamente ma proprio male male e il guidatore? Per fortuna aveva il rollbar che gli ha fatto una chiazza in testa stile Gorbaciov.

Le sirene risuonano in lontananza, Dominic è alle strette e il suo amichetto sotto copertura dell’FBI cosa fa?

Gli dà le chiavi della Supra per permettergli di scappare.

Spero che vi siate goduti Point Break.

E questi li hai letti?

5 comments

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Martina 13 Febbraio 2019 - 10:01

Adoro il sarcasmo e l ironia di qs articolo!!! Non vedo l ora di leggere qls su fnf8!!!

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RollingSteel
RollingSteel 13 Febbraio 2019 - 21:13

Grazie Martina… ma non credo arriveremo mai alla vera trama di Fast and Furious 8… è unammerda!

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Luca 13 Febbraio 2019 - 13:53

Come minimizzi e distorci tutto. Non ho assolutamente gradito il tuo commento, tant’è che ho smesso di leggerlo prima di arrivare a metà.

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Stefano80 11 Aprile 2019 - 17:08

La frase più bella ‘Spero che vi siate goduti Point Break.’ Basta scambiare i surf con le auto e sono esattamente lo stesso film

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Mr. Mpn 2 Luglio 2019 - 11:39

Io sto aspettando che commentate tokio drift con tutti i riferimenti al mondo jdm

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