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BTCC 1992, diti medi, droga, BMW tamponate e piloti pazzi

Se leggendo il titolo non avete idea di cosa sto per raccontare, prima di andare avanti, vi consiglio di prendervi altri cinque minuti. Andate in fondo all’articolo, schiacciate play sul video, mettetevi a petto nudo e aprite con i denti una birra da 66cl: ciò che state per vedere è la massima espressione delle gare Turismo. Oppure leggete prima il pezzo e poi vi beccate il video. Insomma, fate un po’ il cazzo che volete voi.

 

Questa storia, l’epilogo del Campionato Btcc 1992, contiene anche una evidente manifestazione di quel problema chiamato, in medicina, “vena chiusa”. Cioè quella mancanza di pressione sanguigna al cervello causa rabbia che ti fa prendere a calci la macchina che non parte anche se appena aggiustata, o ad auto-sminchiarti di sberle a tutto forza mentre cerchi di prendere una zanzara che ti tortura. Oppure a inventare coloriti accostamenti santità/animali la quarta volta che non riuscite ad infilare la USB, che ricordiamo ha solo due lati ma, in particolare quando sono di fretta, almeno 450 combinazioni.

Eccoci. E’ il 1992. A Sanremo vince Luca Barbarossa con la canzone “Portami a ballare”. Giuro. Per fortuna siamo distratti da altro: questa è “l’epoca d’oro” dei campionati Turismo. Ogni paese ha il proprio campionato interno, tutti contraddistinti da gare tiratissime, sportellate e vetture realmente derivate dalla serie. Nel Campionato britannico, il BTCC, ci sono diverse Case impegnate ufficialmente nei 15 round stagionali: BMW, Vauxhall, Toyota, Nissan, Mazda, Peugeot e tra gli indipendenti anche una guappissima ma vecchiotta Ford Sierra. Per regolamento le auto devono avere cilindrata massima di 2.0 lt, motore a 4 cilindri, 4 porte, nessuna modifica alla carrozzeria, cerchi con diametro massimo di 18 pollici, cambio manuale, rollbar e aerodinamica “come è, è”: se una Casa ha in commercio un’auto con la sezione frontale del Molise si arrangia. E’ vietato montare un alettone posteriore, a meno che questo non sia di primo equipaggiamento. Tornando al motore, quasi tutte le case riescono a tirare fuori sui 300 cv lavorando duro sui propulsori di serie, che con un peso minimo a regolamento di 1200 kg si fanno sentire. Da qualche chilometro, si fanno sentire. Insomma, è il paradiso della guida nuda e cruda. Per riuscire a restare nei regolamenti la BMW è costretta ad usare la 318i E36 che ha quattro cilindri al posto della più cazzuta 320i, che di cilindri ne ha sei. La Vauxhall Cavalier (nome da medicinale per la cura delle emorroidi del fantino) altro non è che la “nostra” Opel Vectra. Poi c’è la Toyota Carina, auto per gente modesta. Che auto hai preso? “Carina”. La Nissan schiera la Primera GT, la Peugeot ha la 405 Mi16 e la Mazda la compatta 323. Inutile dire che, per quanto le versioni stradali di alcune di queste auto siano tra gli oggetti più brutti mai visti, messe giù da gara sono tutte invariabilmente fighissime. Ricordatevi l’antica regola Ming (Amedeo Ming): “anche un bidone dell’umido, se lo metti rasoterra su dei cerchi della Madonna, diventa una figata”.

I test pre-stagione ed i primi due round del Campionato a Silverstone dicono la stessa cosa: la Vectra (non riesco a chiamarla Cavalier) è l’auto da battere. In particolare il pilota ufficiale John Cleland sembra veramente in palla e mette subito in chiaro le cose: nelle due precedenti stagioni del BTCC è sempre arrivato secondo, non ride da due anni ed è deciso a vincere. La BMW, presentata ad inizio stagione come una delle squadre da tenere d’occhio, si deve accontentare di posizioni di rincalzo con i suoi due piloti, Tim Harvey e Steve Soper. Quest’ultimo in contemporanea al BTCC partecipa anche al DTM e questo lo obbliga a saltare alcuni appuntamenti del campionato. Che ideona. Oltre a questo il proprietario del team, Vic Lee, ha pensato bene di differenziare gli investimenti economici. Come? Beh, perché non sfruttare i test pre-campionato per buttarsi nel mondo dell’import-export? Di cosa, vi starete chiedendo. Avocadi? Pillole allunga pene? Ma no, l’idea è quella di andare a fare i test a Zandvort, in Olanda, di stipare i camion del Team di Cocaina per poi riportarla in UK. Davvero, le idee buone non mancano nel Team. Purtroppo la Polizia non l’ha presa bene, chissà perché. Dopo un controllo ai camion in questione trovano droga per qualche milione di sterline e arrestano il buon Lee, che verrà condannato a 12 anni di carcere. Nonostante questi problemucci, la Vic Lee Racing sta in piedi da sola e anche senza il titolare decide di partecipare al BTCC nel 1992.

La BMW sta ancora cercando di capire come far rendere al meglio la 318is ed il suo motore, derivato dall’S14 della M3 E30 ma con cilindrata ridotta a 2.0. Ed infatti, a rompere le uova nel paniere di Cleland e della Vectra ci pensa la Toyota. Durante la terza gara, che si tiene ad Oulton Park, Cleland prima va in testa e poi sbaglia clamorosamente, uscendo ed arrivando 11°. Rouse, il pilota di punta della Toyota, porta la sua Carina alla vittoria e strappa a Cleland la testa del campionato essendo anche arrivato secondo nei precedenti due round di campionato. Cleland arriva al successivo round, a Snetterton, deciso a riprendersi da subito la testa del campionato. Non ha fatto i conti con la giornata miracolata di Hoy, il secondo pilota Toyota, che parte alla Hamilton e chiude alla Hamilton, cioè sempre primo. Cleland secondo e, rullo di tamburi, primo podio per la BMW, con una wild card, Alain Menu. Cleland di nuovo primo in classifica, seguito dai due piloti Toyota. Tutti felici compresa la moglie di Cleland che lo deve sopportare quando è a casa e sa di essere secondo nel BTCC. La settimana prima, tanto per dire, è successo un piccolo incidente: dopo essersi vestita per uscire, la moglie chiede: “Mi trovi carina?” Cleland sentendo “carina” si chiude e mette su il muso per tutta la sera. In BMW intanto sembrano aver trovato la quadra: la 318is sembra più veloce delle prime uscite.

Dopo il primo terzo di campionato: Cleland e la Vectra sono i più veloci, le Toyota le più costanti e la BMW le più amate dai rapitori. Ci sta. Al quinto round succede una di quelle cose per le quali amiamo i campionati Turismo: “le vene chiuse” dei piloti che iniziano a far volare pezzi&bestemmie da tutte le parti.

Brands Hatch. Le due Toyota partono in testa ed iniziano a sportellarsi, sempre più forte. Allungano seguite solo dalla  Vectra di Cleland, che però in un paio di giri si porta in testa approfittando della lotta tra Toyota, che si fa sempre più dura. Come quando da piccoli si iniziava a darsi buffetti con un amico e si finiva per prendersi a sediate.  Finchè le due Carina (si dice Carine?) si toccano e si lanciano a muro a 150km\h. Migliorando l’estetica della Toyota, per altro, che in questo momento è Bellina. Cleland vince facile, seguito dal compagno di squadra Allam. Terza la BMW di Soper, che riesce a risalire sul podio nonostante sia partito dalla corsia box, ultimo. Quanto è migliorata la 318is? Molto, direi…

Nell’appuntamento successivo, a Donington Park, si corre due volte nello stesso pomeriggio. Così, tanto per aggiungere un po’ di pepe. Cleland, primo in campionato dopo il suicidio delle Toyota nel match precedente, appare più rilassato. In “Gara 6” Hoy porta la Carina alla vittoria senza problemi, mentre dietro Cleland strappa il secondo posto con un sorpasso strepitoso sull’altra Toyota di Rouse. Ma è in “Gara 7” che succede il delirio: alla ripartenza una 405 privata si gira e sbattendo sul muretto box si porta in dietro la Toyota di Rouse e la Vectra di Allam. Cleland è sempre più felice, ha un avversario diretto già a muro e ora deve solo contenere Hoy. Facile no? No, perché nel gruppo di testa si inseriscono la Vectra privata di Leslie e soprattutto c’è una decisissima BMW. E’ Harvey, che sta guidando come un mafioso russo. Ed infatti vince proprio il pilota BMW, facendosi largo a sportellate&kalashnikov seguito da Hoy sulla Carina. Cleland chiude 4° senza prendersi troppi rischi.

A poco meno di metà campionato Cleland è primissimo a 104 punti, seguito a distanza dalle due Toyota e dal compagno di squadra. Perché preoccuparsi del vincitore, Harvey? Dopo la prima vittoria in campionato è a 39 punti, lontanissimo. Giro di boa del campionato, Silverstone. A Cleland inizia a cadere la prima certezza: il proprio compagno di squadra. Sì, perché Buscetta Allam nelle fasi finali della gara lo sorpassa cattivo alla curva Becketts proprio mentre si trova in testa. Non solo,  un Cleland ancora a bocca aperta viene anche passato da Hoy sulla Toyota e chiude solo terzo. Rouse spacca il motore della Carina e perde anche la terza posizione in classifica generale proprio a favore del redivivo Allam. Mmm. Harvey ai piedi del podio. Vabbè, poco male pensa Cleland, sono ancora primo. Giusto?

Ci si sposta a Knockhill per un altro doppio appuntamento: Gara 9 e Gara 10. Per aggiungere un po’ di spasso al week-end di gara, BMW ha deciso di affidare una delle sue 318is ad un giovane pilota di Rally. Uno famoso per non finire una sola gara con il telaio dritto: Colin McRae. Che da subito si lamenta della distanza da bordo pista degli alberi. “Come faccio a prendere i platani se sono così distanti? Che comportamento è questo”? Ok Colin, è tutto ok. Chiuderà 8° in Gara 9 e verrà squalificato per un sorpasso omicida in Gara 10. Che per essere squalificati nel BTCC 1992 bisogna entrare come minimo nel penale, per la cronaca.

Ma torniamo ai piloti che si giocano il campionato: in Gara 9 Allam ripete l’infamata vincendo, per la felicità del gastroenterologo di Cleland. Harvey su BMW e Rouse su Toyota completano il podio. Cleland si deve accontentare delle posizioni di rincalzo, immaginate l’allegria. E Gara 10? Eh, Harvey allunga e vince davanti ad Allam e a Cleland. Per quest’ultimo le preoccupazioni si moltiplicano: Allam da un po’ di tempo lo guarda male ha iniziato ad andare un po’ troppo forte e Harvey fa punti su punti.

Gara 11, Pebley. Primo Harvey, secondo Soper sempre su BMW e terzo Sudgen. Cleland male. Male anche perché Harvey da qua in poi avrà il pieno supporto di Soper, che ha concluso la stagione DTM e quindi ci sarà in tutte le restanti gare della stagione. Felicità a palate al box Vauxhall. Gara 12/13, Brands Hatch, di nuovo. Gara 12 vede una battaglia tra tutti i migliori del campionato. Solo che c’è, come detto, un Soper che si è preso l’impegno di difendere Harvey da tutti. Tipo fratello grosso alle elementari. Infatti Soper, col pacchetto di sigarette arrotolato nella manica, durante il primo match prende la testa, sgrana il gruppo e dopo un contatto con Hoy lascia passare Harvey e tappa tutti gli altri. Si becca talmente tante tamponate da doversi ritirare, ma oramai il suo lavoro è fatto. Harvey su 318is vince su Hoy, un preoccupato Cleland e Allam. Gara 13 per quel che riguarda le prime tre posizioni ricalca l’arrivo di Gara 12. Doppietta di  Harvey, poi Hoy e Cleland. La cui moglie va dalla madre, così, per non sbagliare.

A due gare dal termine di questo campionato pazzesco Cleland è ancora in testa seguito da Hoy e Harvey, che sta volando come la ciabatta di mia madre al terzo richiamo.

Gara 14, Donington Park.  Tutto il week end per Cleland è brutto come l’arrivo di Equitalia. Le BMW su questa pista sono decisamente le  più veloci. Vince Harvey, seguito dallo scudiero bullo Soper e un Cleland che cerca di metterci un pezza. Ad una gara dalla fine Cleland è primo ad un solo punto su Harvey. Un solo punto per giocarsi il Campionato Btcc, una sola gara, a Silverstone, per vincere il titolo. Cleland si inizia a mangiare le unghie e lo fermano quando si è sbranato anche le falangette. Anche Hoy su Toyota può ancora vincere il campionato e ha il pieno appoggio del compagno Rouse. Soper intanto annusa della polvere rimasta nella sua auto durante l’ultimo viaggio in Olanda e guarda tutti con occhi spiritati.

Gara 15, Silverstone. Eccoci arrivati all’esatto punto di cui vi ho parlato all’inizio di questo racconto. La tensione si può tagliare con un grissino, tipo tonno. Già in settimana si capisce che i piloti che si stanno giocando il campionato avranno pieno appoggio non solo dai propri compagni di squadra, ma anche dai compagni di marchio. Tipo gang sudamericane. Durante la qualifica la tensione fa venire il braccino tipo Tirannosaurus Rex ai piloti protagonisti del campionato. 7° Cleland, 9° Hoy e 12° Harvey. Davanti tutti gli scudieri. Dovesse finire così Cleland sarebbe campione. Al via Harvey si porta in coda a Cleland e mette subito in chiaro le cose, attaccandolo dalla prima curva. Davanti la Carina di Rouse mantiene il comando, seguito dalle due Vectra di Allam e di Leslie, che con una Vauxhall semi-ufficiale oggi va forte. Dietro di loro c’è Soper, compagno di Harvey. Non per molto: Soper attacca Leslie per la 3° posizione ma quest’ultimo una volta vistosi passato colpisce il posteriore di Soper e lo fa girare. Mentre la 318is gira su se stessa tipo Roberto Bolle ma senza fuseaux sopraggiunge il gruppone e viene centrata nel posteriore. Vi siete mai chiesti come è nata la BMW Serie 3 Compact? Così. Soper riparte ultimo, 25°, con una 318is più corta di mezzo metro. Già da come riparte, driftando per qualche metro con il paraurti posteriore che svolazza, Soper non promette nulla di buono.

Quindi, al secondo giro: 1° Rouse su Carina, 2° Allam su Vauxhall, 3° Leslie su Vauxhall, 4° Hoy, 5° ma decisamente più staccato Cleland, che finisse così sarebbe campione. Harvey ha perso tempo nella carambola di Soper ed è solo 7°. Ma ancora per poco. Harvey in metà giro fa capire a Bayley, un pilota semi-ufficiale Toyota, che non è il caso di chiudergli le traiettorie. Infatti il pilota BMW manda a raccogliere margherite la Carina appena quest’ultima prova a difendere la traiettoria, colpendolo nella parte posteriore. Harvey si riporta attaccato a Cleland: in questo momento Hoy, Cleland e Harvey sono uno dietro  all’altro a giocarsi il campionato. Hoy  sta provando a tenersi lontano dai guai mantenendo una guida pulita e senza mettersi nelle varie risse. Dietro, intanto, Soper con la 318is Compact sta recuperando ad un ritmo incredibile: approfittando delle varie battaglie in pista si è già portato, da ultimo, a ridosso del gruppone di testa. A quanto pare non funziona malaccio la 318is, nemmeno accorciata. Harvey riesce a superare Cleland e si porta 5°. Davanti Allam e Leslie iniziano a turno a prendere a sberle Rouse su Toyota per il primo posto: dandosi il cambio tamponano ad ogni staccata la Carina per mettere pressione al pilota. Soper è già 7° e viene su tipo tappo di spumante: è chiaro che a breve riprenderà il gruppo degli aspiranti campioni.

– Arriva Soper, sobrissimo –

Harvey dal finestrino fa segno a Cleland: andiamo a prendere Hoy e poi ce la si gioca tutti e tre. Detto fatto. Hoy, Harvey e Cleland, a pochi giri dalla fine sono paraurti contro paraurti e dietro di  loro appare una 318is mezza demolita. Nel gruppo di testa Leslie decide che non basta qualche colpetto per mettere pressione a Rouse. Il pilota Vauxhall sfodera l’artiglieria pesante e tampona il posteriore della Carina blu mandandola quasi fuori e quindi sorpassandola. Rouse però ha il manico. Recupera l’auto senza uscire di strada, chiude cattivo Allam che voleva anch’esso sorpassarlo e si mette in caccia di Leslie e lo inchioda in staccata, riportandosi in testa. Spettacolo. A questo punto Allam sorpassa Leslie e gli indica la Toyota Carina: oramai non fanno più nemmeno finta, è un due contro uno. Nel gruppo dei delinquenti che si giocano il campionato Hoy capisce che starsene fuori dai guai per tre quarti di gara non è bastato. Infatti oramai è in piena bagarre: viene affiancato da Harvey che lo accompagna gentilmente sull’erba. Nella confusione che ne segue Cleland si prende la 4° posizione, seguito da Lazzaro Risorto Soper e da Harvey. Hoy si accoda pronto per approfittare delle sportellate che sicuramente stanno per arrivare. Soper è appena risalito dalla 25° posizione alla 5°: è costantemente il più veloce, non ha nulla da perdere e gli si è chiusa la vena definitivamente. Lo sponsor BMW di quest’anno è “LISTERINE”: la scritta campeggia ben visibile sul cofano anteriore. Su quella di Soper la scritta è “CLISTERIN”. Mmm, butta molto male per i non BMW.

Penultimo giro. Alla Club Corner Soper stacca una settimana dopo Cleland e si porta 4°, sorpassandolo. Cleland la prende bene: alza un dito medio verso Soper lungo come quello di Et mentre cerca di chiamare a casa. Pessima, pessima idea.

– Cleland indica il cielo a Soper –

Harvey trova il varco e affianca  a sua volta la Vectra e la sorpassa allo scollinamento sotto al ponte:  alla staccata successiva si porta a fianco di Soper, che lo lascia sfilare. 4° e campione Harvey, 5° Soper, 6° e secondo in campionato Cleland. Ma Cleland non ci può stare: due staccate dopo attacca Soper all’interno nella parte lenta: prende il cordolo talmente forte che la Vectra si solleva su due ruote, si appoggia alla 318is di Soper (che tanto riga più o riga meno…), riatterra sulle quattro ruote e si ritrova davanti. Cleland ha preso la patente da Chuck Norris.

Soper però ha avuto una giornata decisamente pesante: alla successiva curva a destra attacca ad occhi chiusi Cleland e lo sperona, spedendolo e spedendosi contro le barriere. Nella sabbia Cleland è incazzato come un biscia, altro che vena chiusa. Scende e prova ad andare a prendere a testate Soper, che dimostra di aver recuperato un po’ di saggezza e resta chiuso in auto, fingendo di cercare qualcosa nel cassettino dell’auto. La gara finisce così: 1° la Carina di Rouse, 2° Allam e 3° Leslie. Nonostante le tamponate delle Vectra, la Carina riesce a mantenere la sua forma: non ci sarà mai una Carina Compact. 4° posizione per Harvey, che si laurea campione. 5° Hoy.

– Sì ma stai calmo –

Cleland c’è riuscito a non arrivare secondo in campionato. Bravo! Infatti arriva terzo, dietro anche a Hoy. Sempre bello quando un sogno si avvera. Dopo essersi bevuto una media di Valium doppio malto dichiarerà: “Soper è un animale”.

Ora, qualcuno lì in mezzo sa perché non ci sono più i Campionati Turismo? E perché le nuove vetture sono enormi, inutilmente gonfie, brutte e sembrano rifatte dal carrozziere di Valeria Marini? E perché non ho una 318is?

Video della finale di Silverstone, tenetevi i pantaloni:

Articolo del 7 Ottobre 2020 / a cura di Marco Carito

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  • Filippo Rossetti

    Bellissimo articolo, che belle che erano le gare di turismo! Oggi c’è il WTCR che però, sembra, sia piuttosto irregolare, ma non ho approfondito.
    Un’unica osservazione: Non esisteva una 320is E36. la BMW 320is E30 non era a 6 cilindri. Aveva un 4 cilindri 16 valvole che era una bestia! Io ne ho avuta una, rivenduta a 2 lire nel 1996. Che errore! Era la versione “povera” per l’Italia e il Portogallo della M3.

  • Davide Gobbo

    Semplicemente spattacolo puro.
    Il loro.
    Il tuo articolo.
    Vi ho conosciuti da pochissimo ma sto recuperando posizioni-su-posizioni che nemmeno Soper!!!
    Grandi!

    • Flavio

      Che figata ste gare, ricordo che le seguivo spesso, e questa ancora la ricordo!complimenti x la scrittura, sembrava di stare in pista!

    • Marco Carito

      Grazie mille per i complimenti!

      • Daniele Vezzaro

        Bravissimo Marco! Che spasso leggere questo articolo. Che risate! E che nostalgia per quei campionati….

        • Marco

          Grazie Daniè!

    • Marco Carito

      Grazie davvero, Soper idolo indiscusso dei carrozzieri!

  • Fabio Mocci

    Che campionato, sarebbe stato spettacolare da vedere dal vivo ma avevo 9 anni!

    • Marco Gallusi

      Ma perché non raccontare il BTCC del ’94 vinto dal nostro Tarquini o, rimanendo in tema di “vene chiuse”, narrare la “sobria” gara di Nannini a Singen (sempre nel ’94, anno di sobrietà a palate)…

  • Giancarlo De Tullio

    grande passione e competenza superate solo dall’ottimo senso dell’umorismo!

    • Marco Carito

      Grazie davvero, ci si prova!

  • Luca

    Notevole la professionalità del commentatore Murray Walker che col ditone medio in primo piano se ne esce con “Cleland gli indica <>”
    Già già già… voleva proprio dire quello!

    • Luca

      gli indica “andrò io per primo”

      ( il sito mi ha mozzato il contenuto delle virgolette…)

  • Gabriele

    Bellissimo articolo, molto coinvolgente.
    In quest’epoca di gare piatte e dominate dall’elettronica rivedere l’ignoranza ed il piede pesante di questi piloti è quasi commovente

  • Michele

    Ho riso più del dovuto. Bellissimo!

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