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Porsche 911 GT3 RS, un ferro atomico

by Il direttore

La Porsche 911 GT3 RS è uno dei più eccitanti controsensi della moderna industria automobilistica. Facciamo un ragionamento: oggigiorno le auto – lo sappiamo e ce ne lamentiamo tutti i giorni – si vendono quasi esclusivamente per questo sistema di infotainment o per quell’altro dispositivo che vi permetterà di essere “sempre connesso, anche in auto!”. Tutti questi dispositivi elettronici, oltre a distrarre maggiormente una generazione di guidatori distratti – che non vedo l’ora arrivi la guida autonoma, forse a quel punto la gente, smettendo di guidare, saprà guidare – fa lievitare il costo delle auto, sia all’acquisto che una volta dal meccanico perché il computer di bordo si è imballato (fidatevi, capita). Tutto questo discorso raggiunge vette incredibili nel mondo delle supercar le quali, dopo aver cambiato il nome in hypercar, sono diventate potentissimi laboratori di tecnologia fotonica con cui stupire i nerd a suon di numeroni da capogiro che manco durante una tombola: pensate alla Lotus Evija o alla nuova Ferrari SF90 Stradale, praticamente due robottoni di Pacific Rim, una vestita da tamarro di periferia, l’altra con l’abito sartoriale; saranno issime in tutto ma, boh forse sono io, le trovo un po’ poco affascinanti. Mi ricordano Pamela Anderson… oggi

Le mode passano, lo stile rimane.

– ferro da boomer? –

A proposito di stile immortale, eccoci a lei, la Porsche GT3 RS che, nel 2020, per la modica cifra di 201.000 € vi vende un telaio, un motore, un set di cinture di sicurezza da corsa, un roll-bar e, già che c’è, vi scardina lo stermino dal cofano (senza lasciare i segni del cacciavite) e vi ci piazza un patacco che pesa di meno: in poche parole pagate un botto per avere di meno. Che figata. Volete stare comodi? C’è il Cayenne. Volete la tecnologia e la macchina che vi coccola? C’è la Taycan. Volete divertirvi in auto, per caso, fatemi capire, volete addirittura Guidare? tac, eccovi la GT3 RS, una macchina che costa tanto, tantissimo, per darvi giusto quel poco che serve. Perché la GT3 RS, sia chiaro eh, non è assolutamente una supercar, è una sportiva. Una gran sportiva, forse è LA sportiva.

Poi, per darvi poco? ne siamo sicuri? Ragioniamo. La GT3 RS vi darà poco in un mondo in cui si pagano migliaia di euro per avere lo schermetto centrale da 10″ invece che da 7″; forse vi darà poco di tangibile e con cui fare gli sboroni con la sbarbina di turno ma, un po’ come un buon psicoanalista – di quelli costosi mi vien da dire – il lavoro che fa la GT3 RS con il vostro fisico, la vostra mente e la vostra anima più profonda è sottile, non tangibile, difficilmente tattile e descrivibile a parole ma vero quanto le farfalle nello stomaco. Vi toglierà le parole di bocca, vi farà innamorare, vi farà divertire, vi farà battere forte il cuore. Non è una macchina da cui scendere e dire “va a busso”, il listino è pieno di auto di cui lo si può dire. Non è un ferro con cui pavoneggiarsi per la sua accelerazione da 0-100 from semaforo to semaforo, idem come sopra (che poi mi manca il senso di tutta questa accelerazione fine a se stessa). La 911 GT3 RS è molto di più, è un’esperienza totale, di velocità, rumore, vibrazioni, sensazioni e adrenalina. È un’auto da cui scendere e dire “vacca boia, questa è una macchina”. Quello che fa questa macchina è farvi sentire vivi. E nel 2020, per una sensazione del genere, 200.000 euro non sono poi nemmeno troppi.

Come faccio a saperlo? Beh, ci ho passato una giornata, una intensa speciale intima giornata in pista, dalla quale sono tornato a casa senza parole, solo con il labbro inferiore esteso nella classica e professionale espressione del “vacca che roba”.

Qualche tempo fa, Cervesina, Pavia

L’autodromo di Cervesina, dedicato a Tazio Nuvolari, è un infido budello: sembra facile e si tende a trattarlo con sufficienza perché molto corto e poco famoso ma in realtà è un nastro d’asfalto particolarmente tecnico: il circuito infatti presenta due tratti che in apparenza possono sembrare molto simili ma che in realtà vanno affrontati in maniera e a velocità molto diverse.

attenzione a non farsi fregare, 2-3-4-5 sono molto diverse da 6-7-8-9-10, dall’alto sembra ovvio ma non lo è –

Con questa pista avevo già preso la mano qualche tempo fa dopo averci scorrazzato felice (molto) e allegro (di più) con una pazzesca Radical Rapture e già all’epoca mi ero accorto di quanto fosse tecnica e divertente la pista, non avrei mai creduto di aver l’opportunità di girarci a tutto gas con una Porsche GT3 RS con, in più, accanto a me un pilota messo lì apposta per darmi le indicazioni migliori per spremere l’auto e divertirmi, non solo correndo forte ma, cosa più importante, imparando.

– scrivete “Sì lo voglio” nei commenti per spingermi a scrivere di questa macchina –

Ora veniamo alla macchina, una 911 GT3 RS serie 991 (della 992 devono ancora presentarla ma nel dubbio ho già iniziato a sbavare), spinta da un fenomenale 4 litri aspirato capace non solo di 520 cv ma più che altro di girare a quasi 9.000 giri al minuto. Roba che la prima volta che tirate una marcia non ci credete, la quantità di spinta, l’allungo infinito e il motore che urla ad una frequenza che lo sentono solo i cani, sono l’essenza stessa della GT3, un ferro nucleare. La potenza del flat-six più famoso e sexy del mondo infine è scaricata sulle ruote posteriori attraverso un cambio automatico a doppia frizione PDK. Già sul cambio la prima sorpresa: il PDK della GT3 RS è stato acchittato per farlo sembrare più ruvido, più simile ad un sequenziale meccanico che ad un classico automatico robotizzato. La differenza anche rispetto al PDK di una Carrera normale è abissale, questo è molto più secco, ruvido e tangibile. Quando da fermi tirate la levetta destra per mettere in prima, l’intera macchina fa un lieve scatto avanti, fermandosi sui freni, un po’ come quando le moto al semaforo mettono la prima e si sente la catena tendersi con il classico SCLA-CLAC. Con la prima dentro e il freno pigiato potete chiaramente sentire la GT3 tendersi e spingere sui freni, vogliosa di lanciarsi e di fare strada. È assurdo, tutto in questa macchina è messo a punto per regalare le sensazioni tipiche di una vera auto da corsa. Questo PDK, rispetto al PDK di una 911 “normale” è come la differenza fra un moderno Magnum “omologato” e un vecchio Zeus: sono entrambi petardi, solo che con lo Zeus ci facevi piangere le vecchie.

Ma il cambio è solo la prima delle sciccherie che contraddistinguono la GT3 RS. Un esempio? Il tettuccio in magnesio, ottimo per trasformare un eventuale cappottamento in uno spettacolo pirotecnico. Poi ci sono i sedili da corsa con le cinture a quattro punti. Ricordate: prima di mettervi le cinture e di stringerle, chiudete la portiera: una volta con le cinghie strette non ci arriverete e dovrete rifare il giro da capo. Poi c’è veramente poco altro, se non un telaio che è 60 anni che mettono a punto e quindi mi viene da dire che sarà a posto e un motore che, come fra poco avrò modo di sentire sul mio cul sulla mia schiena, è completamente folle. Ah, quella che ho guidato io non aveva il Weissach Balancing Pack, che consiste in due pacchi di sabbione sotto al cofano anteriore per equilibrare meglio i pesi, spero non sarà un problema.

È stato sufficiente il primo allungo per capire che razza di macchina sia questa e di quanto carattere abbia: basta infatti affondare il gas per venire letteralmente catapultati in avanti da un flusso di potenza fluido costante e crescente, accompagnati dal latrato più soave e riconoscibile al mondo (in questo caso un po’ tarpato dal complesso sistema di scarico Euro 6, mannaggia*). Ho capito di essere a bordo di qualcosa di esagerato quando, sciocco!, ho cambiato marcia a 7.000 giri, con il pilota accanto a me che mi ha detto “uè, ne hai ancora altri 2000 eh, usali pure”. Ok, usiamoli: beh, ragazzi, la prima volta a 9000 giri con questa è semplicemente estasiante, dai 7000 giri ai 9000 si entra in una specie di terra di nessuno dove solo pochi motori osano e nei quali questa macchina diventa completamente viva ma mai scorbutica, agile ma mai scomposta, nervosa ma mai pericolosa. Sembrano pochi, ma in quei 2000 giri si nasconde tutta l’essenza di questo ferro e del suo straordinario motore. È assurda, questa macchina è totalmente devota alla causa: non fa una piega, non una smorfia, non un accenno di fatica, è fatta per andare forte e ci va con tutta se stessa, dandoti l’impressione di farlo con una facilità quasi banale, probabilmente anche grazie alle gomme esagerate su cui appoggiava questa Porsche, un set di nuovissime Michelin Pilot Sport 2 Connect, il massimo in fatto di gomme auto sportive, con in più la possibilità di connetterle al vostro smartphone e aver così la vostra stazione telemetrica personale (che poi non costano nemmeno molto, ho buttato un occhio su Euroimport Pneumatici e si trovano attorno ai 350 fleuri l’una a seconda delle misure, un buon prezzo per come vanno).

Non è un’auto rabbiosa e nervosa che mette soggezione, non è una macchina ignorante. Per nulla, la GT3 RS è anzi piuttosto seria nel suo essere determinata: non scoda (a meno di provocarla), non fa inutile baccano, non fa del cinema, va solo veramente a busso in pista. Il fatto che poi lo faccia con tale facilità fa sembrare di andare più lenti di quanto si stia andando, non state lottando contro la macchina ma lei è il vostro strumento per sbriciolare il cronometro e questo senso di collaborazione vi da modo di concentrarvi sulle traiettorie, migliorandole giro dopo giro, staccando sempre qualche metro più in là, dando gas un po’ prima e, man mano, aumentare la fiducia in voi stessi. La velocità con cui sono arrivato a fare sia la prima che la seconda chicane di Cervesina ce le ho ancora negli occhi ed è pazzesco come la macchina non abbia mai fatto una piega, arrivi, pinzi, butti dentro e scivoli fuori dalla parte di la con il culo della GT3 inchiodato a terra e il muso, sì leggero ma mai impreciso, che già punta la curva successiva. Pazzesca.

Tempo fa – mi preparo alla sassaiola di insulti – avevo provato per strada un Cayenne Coupé Turbo ed ero rimasto molto colpito dal surreale lavoro di Porsche per far sembrare quel carrozzone gigantesco e pesante una vera auto sportiva. Ecco la GT3 RS è tutto quel know-how ma, invece che sprecato su un coso da tamarri, qui è messo in pratica un’auto molto più piccola, bassa (non poi così leggera, 1.430 kg non sono pochi, specialmente per un’auto vuota) e sportiva davvero, con in più un motore folle. Tutte le cincaglierie elettroniche che con la Cayenne vi permettono di guidare con il coltello fra i denti come fosse grande e pesante la metà (tipo le barre antirollio attive e le quattro ruote sterzanti), qui sono al servizio della prestazione vera, dura e pura. È come portarsi Cracco ad una grigliata: non solo magari non vi servirà un Canadair come se grigliassi io, ma sicuramente mangerete bene, con la carne cotta il giusto e con una quantità di sale umana.

Al volante di questo ferro incredibile si raggiunge un livello di confidenza e di concentrazione che in vita mia avevo trovato solo nei kart, un po’ come il dolore ai polsi una volta sceso dalla macchina. E chiunque abbia mai provato un kart 2 tempi sa quanto e come vadano forte. Questa Porsche, un po’ come un kart, è fatta per andare forte in pista, e basta, e lo fa nel migliore dei modi, mettendoti nelle condizioni di farlo nel migliore dei modi. Non solo il telaio e le gomme generano una quantit di grip meccanico infinito, ma anche lo sterzo ed il cambio diventano parte stessa del gioco: il volante è superbo, sembra di voltare con il pensiero, è duro e preciso alla perfezione mentre il cambio, con il suo feeling ruvido e la sua folle velocità, fa diventare la guida in pista di questa auto simile ad un videogioco.

Insomma, concludendo, 200 e rotti mila euro per un ferro così, hanno senso? Sono tanti, è vero, e vorrei provarne una su strada per capire se e quanto è sia sfruttabile che divertente nella vita quotidiana o se in mezzo al traffico è impacciata. Anche perché, a quel punto, mi troverei indeciso fra questa, una meravigliosa, perfetta eccezionale sportiva tedesca o, alla metà del prezzo ma con la stessa potenza (circa, cari i miei amici pignoli), una Giulia Quadrifoglio, che non ho provato in pista ma che su strada mi ha fatto tornare bambino che ancora me la sogno la notte per quanto mi ci sono divertito. O forse, potendo, io farei così: le prenderei entrambe. Ecco, nel mio garage dei sogni ci sono loro due.

Ho paura ad aprire gli occhi, facciamo che continuo a sognare.

E questi li hai letti?

10 comments

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fm 15 Settembre 2020 - 11:14

si lo voglio

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Alessandro Urselli 15 Settembre 2020 - 11:34

Si lo voglio

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Daniele 15 Settembre 2020 - 12:05

Si lo voglio

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Gabriele 15 Settembre 2020 - 14:01

Si, lo voglio!

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Gianni 21 Settembre 2020 - 21:54

SI LO VOGLIO!

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Salvatore 15 Settembre 2020 - 14:28

Si lo voglio!!!

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Guido 15 Settembre 2020 - 21:37

Bello come sempre l’articolo ma con tutto il cuore ti auguro di provare una 997 gt3rs o ancora meglio una 996 gt3rs. Allora si che avrai una macchina fatta per essere simile a una macchina da corsa, una vettura veramente devota solo a farti andare più velocemente possibile, a stampati il sorriso più ebete possibile e a farti capire che non sei buono a guidarla

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Mauro 16 Settembre 2020 - 10:21

Si, lo voglio!!

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bcc 16 Settembre 2020 - 23:37

Una poesia il tuo articolo.
Rimette a quelli come me la voglia di lavorare su macchine così, ricordandomi perché (tanti anni fa) ho iniziato il mio mestiere.
Domani lo leggo ai colleghi.
Grazie
Ps. Ottime scelte per il tuo garage dei sogni 😉

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Giovanni 18 Settembre 2020 - 12:09

Si cazzo!! Comunque il cerchio piu’ a sinistra nel cruscotto e’ senza dubbio il piu’ importante 🙂

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