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Pagani Huayra R, il turbo mi turbava

de Davide Saporiti

Costa 2,6 milioni di euro IVA esclusa e Pagani ne farà solo 30. Che saranno già tutte vendute, ovviamente.

Ecco. Così ci mettiamo subito il cuore in pace. Adesso che l’abbiamo archiviata nella sezione “automobili che (per noi) non esistono“, come dice il mio caro amico Beppe, andiamo a vedere com’è fatta la nuova creatura di Horacio.

Signori, ecco a voi l’erede della Zonda R. Il suo obiettivo? Ribadire che in Pagani non esiste il concetto di ‘non si può fare’. L’unico limite è la legge. E infatti sono il codice della strada e le normative anti-inquinamento a costringerla in un circuito: la Pagani Huayra R è destinata al solo uso in pista (probabilmente fino a quando qualcuno non entrerà in motorizzazione con una borsa di contanti sufficientemente grande).

La Huayra R è la più estrema Pagani di sempre. Sotto il cofano, alla faccia del downsizing, delle emissioni, dell’ibrido e di tutte le altre menate che affliggono perfino quelle tre o quattro supercar che circolano sul pianeta, c’è un V12 di 6.0 litri da 850 cv (838 cv a 8250 giri) e 750 Nm di coppia (a 5500 giri). Numeri in parte inferiori a quelli della Huayra BC perché, udite udite, qui non c’è ombra di sovralimentazione: niente turbo, niente compressori volumetrici, niente “aiutini”. Si chiama “V12-R” ed è un V12 aspirato della partner storica di Horacio Pagani, la AMG (più precisamente HWA); questa ha messo a punto un dodici cilindri da 9000 giri che pesa meno di 200 kg con interventi di manutenzione fissati ogni 10.000 km, il che lascia intendere quale sia l’affidabilità. Un motore che ti avvicina gli scarichi in Inconel 625/718 rivestiti in ceramica all’orecchio e ti bisbiglia frasi sconce come “il mio suono è quello di una vecchia F1…”, mentre snoccioli le marce del nuovo cambio sequenziale a sei rapporti non sincronizzato che contribuisce alla rigidezza strutturale (+51% flessionale e +16% torsionale) della monoscocca in Carbo-Titanio HP62 G2 e Carbo-Triax HP62, la quale incorpora anche i sedili.

Funzionale ma anche bella, a differenza di altre supercar della stessa natura; perché ok che secondo qualcuno ‘la forma segue la funzione’, ma Horacio (laudato si’) ritiene che anche l’occhio voglia la sua parte e ha quindi cercato di renderla non solo aerodinamicamente efficace – con sospensioni attive che comunicano direttamente con l’aerodinamica attiva – ma anche dotata di una linea seducente. Nella sua mente di appassionato ci sono sempre Ferrari P4, Ford GT40, o, soprattutto, la Porsche 917, che pare sia la sua preferita. “Le auto di oggi sono spesso il risultato dei test in galleria del vento” scrive Horacio sul suo sito, “ma negli anni ’60 e ’70, benché pericolose e molto veloci, erano splendide. La Huayra R nasce dal desiderio di libertà e dall’esperienza della Zonda R”.

Bella è bella, la Huayra R e pesa appena 1050 kg a secco (-150 kg rispetto alla Huayra di serie), oltre ad essere in grado di sviluppare una deportanza quasi equivalente (1000 kg) a 320 km/h. Nel frattempo, nuove prese d’aria raffreddano meglio i bollenti spiriti dell’impianto frenante carboceramico CCM-R Brembo (da 410 mm all’anteriore e 390 mm al posteriore), mentre sul tetto ritorna l’airscoop, con tanto di pinna centrale. I cerchi sono monodado forgiati APP Tech da 19” e montano Pirelli sviluppati appositamente, gomme derivate dalla classe GT3 per le quali la casa nostrana annuncia un bel +30/40% di grip in più; misurano 276/65 e 325/70 e sono disponibili in due mescole, rain compresa.

In abitacolo, chiaramente, non c’è nulla che non sia indispensabile per dedicarsi a quell’attività che le automobili tradizionali, perfino alcune delle più veloci e sofisticate, stanno lasciando da parte: Guidare. Parliamo comunque di un mostro da 850 cv che necessita di un minimo di gestione elettronica e così controllo di trazione, gestione ABS, comunicazioni radio e molto altro sono state raccolte nel corposo volante regolabile e sganciabile con paddles incorporati; sulla console centrale, invece, troviamo fari, mappe motore, mappe sospensioni e bilanciamento freni. La pedaliera è stata progettata in collaborazione con AP Racing proprio per la Huayra R.

Ovviamente, c’è anche la telemetria, anche perché Pagani sta avviando un nuovo progetto attorno alla Huayra R che si ispira, evidentemente, a ciò che offre la concorrenza: il programma Arte in Pista, che prevede trackday di gruppo o individuali in compagnia del team Pagani e di piloti professionisti. Come dice Horacio: “Non è solo un’auto da pista, ma un club molto intimo di veri amanti dell’adrenalina”.

Sembra sia tutto, almeno per il momento. Attendiamo che Pagani esca qualche altra informazione per conoscere questa bestia più in dettaglio.

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1 commento

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gioboni 1 Aprile 2021 - 1:31

Dite che a sound se la gioca con l’Aston Martin Valkyrie.

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