Home Aerei B-2 Spirit – Se fosse d’oro costerebbe di meno

B-2 Spirit – Se fosse d’oro costerebbe di meno

by Il direttore

Questa è la stramba storia del sogno di Mr. Northrop e di quell’aereo nero che i contribuenti degli USA hanno pagato letteralmente a peso d’oro. E non è solo un modo di dire, questo coso di cui parliamo oggi ha un costo chiavi in mano unitario di 2.13 miliardi di dollari! Per cui, dividendolo tale prezzo per il peso a vuoto del ferro alato (71668 kg) costa la cifra (folle) di 30 dollari al grammo, poco più del prezzo dell’oro. Di cosa stiamo parlando? Ovviamente di quel ferro immenso del B-2 Spirit!

B2 Spirit

Ma facciamo un salto indietro e torniamo al caro Mr. Northrop. Dovete sapere che Mr. N. aveva ideato una teoria semplice semplice secondo la quale, per volare, un aereo aveva bisogno soltanto di un’ala per generare portanza e di motori per generare spinta, tutto il resto è noia superfluo. Il velivolo che sarebbe stato sviluppato a partire da questa teoria (semplice semplice, ricordate) sarebbe stato un vera e propria “ala volante”. Negli anni addietro gli ingegneri erano talmente folli che avevano iniziato addirittura a sviluppare la teoria e furono creati addirittura due velivoli “tutta-ala” (cioè senza impennaggi, come gli aerei tradizionali): l’XB-35 del ’46 con 4 motori ad elica spingente

e, nel 1949, il YB-49 equipaggiato con 8 motori a getto.

Northrop YB-49 in flight. (U.S. Air Force photo)

Tali velivoli erano talmente avanti da essere assolutamente instabili e praticamente impossibili da controllare con la tecnologia dell’epoca e, come tutti i ferri che sono precursori dei tempi, ebbero lo stesso successo dei telefoni cellulari Olivetti (per chi non se li ricordasse, erano delle cabine telefoniche portatili, avete presente il Dandi nell’ultimo episodio della serie Romanzo Criminale?). Telefoni a parte, il mondo ha dovuto aspettare altri 30 anni, nei quali furono sviluppati controlli computerizzati e motori della Madonna, per vedere realizzare un’ala volante che potesse funzionare.

ops ho sbagliato foto, scusate

B2 Spirit side by side with an F15

Foto di Alex Layzell from Norwich, Norfolk, United Kingdom

Gli USA avevano bisogno di un bombardiere stealth e, dopo che la Lockheed aveva sviluppato l’F-117 (che vi raccontiamo qui) con la sua forma a diamante con spigoli a iosa che manco la Lamborghini Countach, la Northrop Grumman, grazie ai computer più avanzati presenti negli anni ’80, riuscì a capire che la forma migliore per risultare invisibile ai radar era proprio quella sognata dal suo fondatore: l’ala volante! Quasi mi commuovo… in pratica questa volta il cervellone elettronico tirò fuori una soluzione “a curvatura continua” per sfuggire ai radar, mentre per l’F-117 aveva usato la forma detta “alla Shining”: prendi un’ascia e taglia un po’ dove cazzo ti pare! Da questa forma molto morbida (e fighissima), senza spigoli, senza impennaggi, nacque quello che oggi conosciamo come B-2 Spirit, il cui nome indica che il velivolo porta in seno lo spirito degli Stati Uniti d’America.

Infatti, nel suo ventre può arrivare ad ospitare la bellezza di 16 bombe nucleari (si, proprio 16 bombe all’idrogeno) B83: trattasi della bomba a caduta libera (non guidata) più potente mai costruita, 1.2 megatoni di distruzione. Pensate che Little Boy, più nota come “la bomba di Hiroshima”, aveva una potenza di 1.5 kilotoni (kilo- vs. mega-)… e con questo passo e chiudo.

Capite da soli la pericolosità di questo mezzo (e degli americani in generale), nel senso che in caso di caduta potrebbero essere cazzi amari e, se consideriamo che la sua forma (un’unica ala con angolo di freccia di 35°, con bordo d’uscita a “dente di sega”, le cui linee sono perfettamente parallele al bordo d’attacco) lo rende per natura assolutamente instabile, i cazzi diventano automaticamente amarissimi.

Si, ma come nasce il B-2 Spirit? Tramite specifiche tecniche segretissime, venne richiesta la costruzione di un HAPB: High Altitude Penetrating Bomber (no, non la penetrazione ad alta quota che pensate, zozzoni!). Vari studi iniziarono a circolare e a metà degli anni ’80, quando gli USA avevano già speso 23 miliardi di dollari (nota tecnica, 23 in gergo tecnico corrisponde a “bucio di culo”, bucio di culo → fortuna, fortuna → soldi, soldi → oro, oro → B-2) per svilupparlo, si decise di riprogettarlo perché non era più necessario un bombardiere di attacco ad alta quota ma un bombardiere che potesse attaccare a bassa quota (poche idee e confuse, insomma).

Essendo un progetto classificato come segretissimo, nessuno dei contribuenti ebbe modo di criticare la folle spesa, semplicemente perché nessuno ne era a conoscenza. Solo nel Novembre del 1988 fu presentato al pubblico e qualcuno iniziò a chiedersi “figo è figo, ma quanto costa?”, leggenda narra che la risposta fu “un tot. al chilo!”, ma questa è un’altra storia. Il primo volo avvenne il 17 Luglio 1989 e il primo esemplare fu chiamato “Spirit Of America”, che non è il titolo di una canzone degli U2 (il gruppo più sopravvalutato della storia della musica), e consegnato il 17 Dicembre del 1993 (giusto in tempo per Natale).

Agli appassionati di aeronautica questa data suonerà di certo famigliare, ebbene si: il 17 Dicembre 1903 i fratelli Wright fecero decollare il primo aereo della storia dell’umanità, il Flyer 1. Vi raccontiamo una chicca by RS: ogni B-2 Spirit si chiama “Spirit of + nome di uno stato americano”, ad esempio “Spirit of Georgia”, tranne il s/n 1 (Spirit of America, appunto) e il s/n 19 che si chiama “Spirit of Kitty Hawk” che non c’entra una sega con Hello Kitty, ma è il nome della cittadina della North Carolina in cui i fratelli Wright spiccarono il primo volo.

Fate caso al portello del carrello principale

Siccome oggi mi sento buono, voglio regalarvi un’ulteriore chicca: il simulatore di volo veniva chiamato “Spirit of Hell” (letteralmente “Spirito dell’Inferno”) perché l’addestramento era un vero Inferno. Infatti, i due piloti (comandante di missione a destra e pilota a sinistra) venivano sottoposti a prove durissime per via delle durate assurde delle missioni (dalle 30 alle 50 ore di volo continuativo), arrivando addirittura ad essere soggetti a studi di privazione del sonno. La macchina era governabile, in alcune fasi della missione, da uno solo dei piloti e nel frattempo l’altro poteva andare al bagno, preparare un caffè o il pranzo (non stiamo scherzando!). Pare che fosse possibile configurare la macchina per ospitare un terzo membro dell’equipaggio, adottando una configurazione dell’abitacolo simile a quella della mitica McLaren F1 di Gordon Murray.

Si ma cosa può fare sta macchina? In poche parole, spaccare il culo ai passeri. Ma lasciateci raccontare un altro paio di cosette. In primis le superfici mobili per il controllo sono annegate nell’enorme ala, la cui apertura supera i 50 metri (per intenderci, la bestia è grande quanto mezzo campo da calcio), e sono controllate da un sistema fly-by-wire a 4 canali che si sposa con un sistema di pilota automatico che permette di stabilizzare in automatico la macchina senza input da parte dei piloti (della serie, senza mani!!!).

Pare che in teatro operativo (cioè quando deve sganciare i bomboni), per limitare ulteriormente la tracciabilità radar le superfici mobili non vengano nemmeno usate. Infatti, azionando una superficie mobile, il flusso aerodinamico si “sporcherebbe” e si verrebbero a creare delle scie che rischierebbero di far saltare la copertura. Quindi, come fa a cambiare direzione? “Semplicemente” i 4 turbofan F-118 prodotti dalla General Electric (118 perché, una volta che è passato il B-2, è quello il numero che devi chiamare) che equipaggiano il velivolo, sono in grado di variare la spinta in modo differenziale dandogli la direzione richiesta. Roba da mutanda umida eh.

Inoltre, grazie al sistema LIDAR (sistema avvisatore formazione scie) montato sulla coda dell’aereo, i piloti vengono avvertiti immediatamente nel momento in cui dovessero formarsi scie visibili e, con l’aggiunta di un sistema di sensori che permette di calcolare la riflessione dell’aereo (parliamo di riflessione della luce solare), suggerisce ai piloti a quale quota posizionarsi e con quale assetto per risultare il meno visibili possibile.

Pensate che il B-2 è talmente poco visibile che, quando non viaggia in incognito, attiva un riflettore radar tramite un pulsante che potremmo definire “bottone dell’invisibilità”, che gli permette di essere visto dalla torre di controllo e dagli altri velivoli. Una volta attivata la modalità invisibile (della serie, ti vedo, ti vedo, non ti vedo più), sembra che la tracciabilità radar sia quella che lascia un frisbee. Giusto per farvi cadere la mascella, sto ferro qua pare abbia una capacità stealth di 100 volte migliore rispetto a quella dell’F-117.

Un’altra particolarità del B-2 è quella di montare un sofisticato following terrain radar che permette di viaggiare ad alta velocità (circa 900 km/h, non si tratta infatti di un velivolo supersonico) in completa autonomia a circa 60 metri da terra! Questa particolare capacità, unita all’invisibilità gli permettono di colpire 16 differenti obiettivi in una sola missione.

Dovevano essere prodotti 132 esemplari di B-2, ma l’ordine è stato ridotto prima a 75 e poi a soli 21 esemplari, per via dei costi di produzione e di gestione. Pensate che la vernice RAM (radar-absorbent-materials, da non confondersi con lo Scottex) e i materiali compositi poco riflettenti di cui è fatta la superficie alare devono essere trattati in un ambiente a temperatura ed umidità controllata, per cui è stato necessario costruire degli hangar dedicati progettati appositamente per ospitare il B-2 costati al governo americano circa 5 milioni di dollari l’uno. Solo il fatto di avere una porta così grande, basterebbe per affermare che il B-2 è un grandissimo Ferro del Dio.

Testo di Matteo Viscogliosi, il nostro inviato nel pericoloso mondo delle macchine volanti.

EHI EHI, NON ANDARTENE!  I NOSTRI PATACCHI TI ASPETTANO!

E questi li hai letti?

10 comments

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roberto orsini 19 Giugno 2020 - 19:41

Se non erro la leggenda narra che mister Northrop fosse molto grato chi gli riportò come souvenir dall’europa un Ho-229..

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Varchetta Salvatore 1 Luglio 2020 - 23:34

Caro Direttore, essendo la prima volta che lascio un commento su questo sito iniziare facendo gli elogi per il contenuto e la forma dei vostri articoli è imperativo! Fatti i dovuti complimenti, sul B2 ci sarebbe moltissimo altro da dire, relativamente al fatto ad esempio che (si narra) sfruttasse l’effetto Biefeld-Brown per generare un gradiente gravitazionale solidale all’aereo il quale avrebbe potuto consentirgli da solo di farlo volare indefinitamente anche a motori spenti! Il tutto sarebbe stato ottenuto tramite soluzioni tecnologiche che consentivano di ionizzare negativamente i gas di scarico e caricare positivamente il bordo d’attacco del tutt’ala, così da renderlo in pratica un grande condensatorone asimmetrico che era alla base del sopra citato effetto. Questa cosa avrebbe avuto come contropartita il fatto che la bestia non sarebbe stata poi così invisibile, il moto turbolento ad alta velocità degli ioni negativi nei flussi di scarico avrebbe generato infatti onde elettromagnetiche nella frequenza delle onde radio e tv. La leggenda narra sempre che, durante la guerra in Yugoslavia infatti, i serbi monitorassero i disturbi sui segnali TV delle residenze domestiche come sistema di allarme della vicinanza di un B2 americano…per risolvere il problema gli Yankee bombardarono le loro torri di trasmissione televisiva (fonte: “Secrets of antigravity propulsion”, di Paul LaViolette).

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Bono vox 18 Luglio 2020 - 9:38

Beh che gli U2 sono un gruppo sopravvalutato perché a lei non piacciono veramente uno smette di leggere e chiude la pagina, se voleva fare il critico musicale poteva chiamare il sito rollingstone, ma purtroppo l’ha chiamato steel, citando il grande pomata di febbre da cavallo adattandolo a vostra maestà” a direttò datte all’ippica ” Saluti

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Il direttore
Il direttore 18 Luglio 2020 - 11:28

Lei non solo non ha smesso di leggere e ha chiuso la pagina, ma è anche arrivato in fondo a commentare. Che dire, missione compiuta.

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Luciano 20 Luglio 2020 - 19:05

Complimenti!
E mi riferisco al fatto che è molto meglio se non fantastico assumere notizie tecniche, scritte con una giusta dose di ilarità, che ci sta proprio bene.
La vera cultura generale che annienta quella che ci propone la tv spazzatura e i tg faziosi!
Ad majora, Dir!

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Massimo Negri 20 Luglio 2020 - 12:41

Direi che il Direttore ti ha colpito e affondato, capita. P.S. a me gli U2 piacciono

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Marcello Gargiulo 18 Luglio 2020 - 13:29

Ho trovato interessantissimo l’intero articolo ed anche l’olio piacevole il “modus esprimendo” ARIA: brevetto di pilotaggio aereo, brev. di paracadutismo, bungee-jumping (mt. 250). TERRA:gare ufficiali con moto, auto e kart su pista e su circuiti chiusi al traffico con relative licenze. ACQUA: patente nautica senza limiti, brev. scuba diving secondo grado, sci nautico.

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Marcello Gargiulo 18 Luglio 2020 - 13:33

Errata corrige:non l’olio piacevole ma MOLTO PIACEVOLE

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PetroliniVideo 19 Luglio 2020 - 22:47

In Shin Godzilla non abbattono la creatura e vengono distrutti.
Direi che questo dimostra la loro inutilità!

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Adriano 31 Luglio 2020 - 13:05

Altra goduria

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