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AAA, la Lister Storm GTM005 cerca padrone

Tepore. Delicata brezza sulla pelle. La risacca del mare sul bagnasciuga. Sdraiato sul telo, sulla tiepida sabbia di una spiaggia, ti abbandoni al dormiveglia…

Poi, un boato.

Un tuono, assordante, devastante, ti afferra il cuore e te lo incastra nella gola. Ti alzi di scatto nell’abbacinante luce del pomeriggio e, mentre metti a fuoco a fatica la vista fra le fessure delle palpebre costrette a sollevarsi, ti accorgi solo ora che il cielo si sta coprendo e il sole sta per essere ingoiato da un enorme mostro, nero, gonfio di pioggia e di vento, pronto a scatenarsi da un momento all’altro.

È come il bang sonico di un caccia mentre sei immerso in un libro.

Come l’irruzione della S.W.A.T. nel tuo appartamento proprio quando eri certo di averla fatta franca.

Arriva la tempesta. Arriva una Storm.

 

Così accadeva ad ogni tornata della Lister Storm durante una gara del FIA-GT. Non c’erano violini Ferrari o distorsioni Saleen che reggessero il confronto con il suo V12 di 7 litri derivato dalla Jaguar XJR-9 di Le Mans. Se i motori potessero imprecare, lo farebbero con la voce di un V12 Jaguar preparato per il mondiale turismo.

Sono i primi anni del 2000 quando questo mostro ruggisce e bestemmia nel vano motore della Lister Storm e del suo telaio #GTM005 delle foto che vedete. Lei è stata costruita nel marzo del 2001 e insieme hanno corso nel FIA GT quell’anno e poi nel 2002 e 2003, per un totale di 5 podi fra cui un paio di secondi posti, a Silverstone, Spa e Monza e, finalmente, il gradino più alto ad Anderstorp 2003.

La Lister Storm GTM005 è poi passata nelle mani di Fournier Laroque del team francese Red Racing, che ha partecipato (con supporto di Lister stessa) al FFSA GT fra il 2005 e 2006; primi a Pau e secondi a Dijon. Poi, un discreto botto durante le qualifiche ad Albi a settembre di quell’anno. È stata quindi ricostruita sfruttando un altro telaio originale, il GTM001 di un altro incidente accaduto in Italia nel 2004, nel quale però il telaio si era salvato. Più di recente, è stata vista al GoodWood Festival of Speed del 2008.

 

Ora si ripresenta con la livrea del 2003 e il numero #14 della vittoria di Anderstorp. Il telaio non sarà quello originale, ma il GTM005 viene venduto assieme all’auto e a un macello di documentazione storica.

A giudicare dalla stima di RM Sotheby’s, che la proporrà all’asta del 19 novembre 2021 a Le Castellet, la Lister Storm non ha perso un briciolo del suo misterioso fascino: fra 550.000 e 700.000 euro. Notare che questo è solo uno dei ben 75 esemplari di vetture da corsa di ogni genere che RMS venderà senza prezzo di riserva, una collezione messa insieme da un unico essere umano che si merita tutta la nostra stima.

 

LISTER, POCHE VITTORIE, TANTE VITTORIE

Spesso ci si ferma alla Storm, ma la storia di Lister va indietro fino alla metà del 20° secolo. È la più longeva scuderia britannica, nonché unica casa automobilistica a ricevere autorizzazione ufficiale dal capo di Jaguar, Sir William Lyons.

Lister stravinceva negli anni ’50 con la Knobbly, un modello che viene ancora oggi prodotto grazie agli stessi progetti e perfino ad alcuni membri dello staff dell’epoca e che, in quei tempi gloriosi, venne strapazzato da gente come Innes Ireland, Archie Scott Brown, Stirling Moss, Bruce Halford e Ivor Beub.

– La Lister Knobble quando era giovane e vittoriosa… –

– …e la costosissima ma fedelissima replica targabile che potete comprare oggi –

All’inizio degli anni sessanta, Lister collaborò con Rootes Group per realizzare una Sunbeam Tiger competitiva per Le Mans 1963. Finì male, con Rootes che fallì e la Tiger piena di problemi. Silenzio per ben due decenni, quando, nel 1986, arriva il nuovo proprietario Laurence Pearce e si riparte dall’elaborazione delle Jaguar XJ-S, che si tramutano in fiere assetate di sangue con motore di 7 litri rimaneggiato da Cosworth, sospensioni migliorate e una carrozzeria a dir poco provocante; 500 cv e quasi 700 Nm di coppia erano la norma, ma si arrivava a superare i 600 cv della versione “Le Mans”. Un mostro capace di oltre 320 km/h.

– Cristo. Roba che passeresti la giornata ad accendere e spegnere…  –

Ma Pearce non si accontentava di elaborare le Jaguar. Lui voleva un’auto da corsa tutta sua. Così prese un telaio monoscocca, ci infilò dentro quel V12 Jaguar da 7 litri e 600 cv, i gruppi ottici posteriori di una Audi 80 e rivestì il tutto con una orrenda carrozzeria che era un mix di anni ’80 e ’90 senza un chiaro obiettivo, un po’ come una puntata di Cotto e Frullato o una nuova serie TV di JJ Abrams. Nacque la Storm, una supercar da 340 km/h che aveva anche la sfacciataggine di concedersi un abitacolo 2+2.

– La Lister Storm stradale –

Mentre l’idea di produrre un notevole numero di esemplari andava scemando – costava un patrimonio, £220.000 del 1993 – in quanto le vetture stradali si fermarono a “ben” 4 esemplari (in teoria oggi ne sopravvivono solo 3), la prima Storm GTS debuttò a Le Mans nel 1995 e corse anche nel 1997 e 1999.

E corse anche su Gran Turismo 2, come dimenticarlo.

Come avrete intuito dal palmarès della GTM005 qui sopra, anche nelle corse la Storm non ha mai stravinto come le sue antenate degli anni ’50, ma, d’altronde, era anche la novellina con la leggera ambizione di suonarle a concorrenti come Ferrari F40 LM, McLaren F1 GTR, Porsche 911 GT2, Jaguar XJ220S o le Viper GTS-R. E senza tanti complimenti:

Che fine ha fatto Lister? Beh, ora è di proprietà della famiglia Whittaker e, oltre alla “continuation” della Knobble, non ha mai perso il vizio di elaborare Jaguar: in tempi abbastanza recenti abbiamo visto la Lister Thunder, una Jaguar F-Type con il V8 di 5 litri portato a 675 cv e ulteriori modifiche e altri “pasticci” su base Jaguar, perfino F-Pace. L’azienda, inoltre, ha creato un reparto “Classics” attraverso il quale si dedica alla nobile arte del commercio di automobili speciali, storiche e moderne.

Il futuro potrebbe riservarci una Storm II, dato che è qualche anno che se ne parla, ma, almeno per il momento, non ci sono conferme. Speriamo solo che non si tratti della solita hypercar elettrica da un milione di cavalli e zero appeal.

Articolo del 19 Novembre 2021 / a cura di Davide Saporiti

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  • Germano

    La più brutta ma la più affascinante… Epiche battaglie in TV con la 575, viper e saleen…
    Sarebbe bello sapere cosa ha ispirato quella lìvrea nera con cappottina multicolor… (Semicit.)

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