Home Storie Rally Stories – Toyota e l’affaire dei flangioni del turbo, raccontato da noi

Rally Stories – Toyota e l’affaire dei flangioni del turbo, raccontato da noi

by Mattia Limonta

Vi raccontiamo uno dei trucchetti meglio riusciti del WRC, che ha permesso alla Toyota di poter ambire alla vittoria del campionato del mondo 1995. Beh, almeno finché un addetto della FIA non ha aperto il cofano nel momento sbagliato…

Come sappiamo tutti nel mondo delle corse vince chi sa a memoria il regolamento, chi riesce trovare qualsiasi cavillo ed escamotage per fregare la concorrenza. Perlomeno questo è quello che accade oggi con i regolamenti sempre più stringenti e rompicoglioni puntigliosi. Tra questi personaggi c’è anche chi fa delle ruberie GROSSE e viene cappellato alla grande, prendendo penalità e punizioni varie.

Aspetta un attimo, hai letto il nostro pezzo sulla Celica stradale? Quale? Questo:

https://rollingsteel.it/auto/toyota-celica-gtfour/

Toyota Celica GT-Four • Rollingsteel.it, per veri malati di motori

Ma torniamo al discorso:

E’ il caso della Toyota e del mondiale 1995, che costò a tutto il team l’annullamento dei punti della stagione e delle grosse restrizioni a livello tecnico nel 1996, che resero la Celica praticamente come un carretto a pedali in mezzo a una gara di dragster (Beh proprio così no, ma non era per niente competitiva).

Partiamo quindi dall’inizio, nel ’95 a contendersi il titolo sono quattro personaggi poco raccomandabili e dal piede pesantissimo: Colin McRae, Carlos Sainz, il campione del mondo in carica Didier Auriol e Juha Kakkunen. Le auto sono la nuovissima Impreza, che ha sostituito la obsoleta Legacy 4WD Turbo e la nuova evoluzione della Celica 4WD, la ST205, che dovrebbe essere la vettura da battere in questo mondiale.

Colin McRae – Foto via Motorsport.com

Juha Kankkunen

Invece sin da inizio stagione la Impreza e il suo sofisticato sistema di trazione integrale la fanno da padroni, con il team Subaru che primeggia in 3 gare su 6 e finendo quasi sempre a podio nelle altre. Nonostante questo non c’è un pilota Subaru in testa al mondiale, ma Juha Kankkunen al volante della sua Celica ST205, la quale costanza di rendimento lo ha premiato alla grande. Infatti è il leader del mondiale con 7 punti di vantaggio sullo Scozzese Colin McRae, che sta tentando il tutto per tutto per recuperare i punti persi dei due ritiri di inizio stagione.

Juha Kankkunen – Foto via The Hyppy rally blog

Come già accaduto al Tour De Corse, le Toyota VOLANO su asfalto, distruggendo la concorrenza con distacchi pazzeschi e con Auriol e Kankkunen che vincono dodici dei primi quindici passaggi cronometrati. Solo Carlos Sainz, che gioca in casa, riesce a tenere il passo indemoniato delle due Celica.

Carlos Sainz – Foto via LAT Images

Dalla sedicesima speciale in poi però accade il disastro, prima Kankkunen mette sul tetto la sua Celica per colpa di una nota sbagliata (chissà le madonne) poi anche Armin Schwarz sbatte forte ed è costretto a ritirarsi. Rimane in gara solo Auriol col cambio mezzo spaccato, che però non si sa come riesce a stabilizzarsi in terza posizione dietro alle due Subaru di McRae e Sainz.

Didier Auriol

Però in direzione gara qualcuno ha intenzione di rovinare la festa ai Giapponesi, è l’ingegner Berger della commissione FIA. E’ da un po’ che tiene d’occhio le tre Celica e vede da tempo delle nette differenze tra le Toyota e le altre Gruppo A. Sin dalla gara precedente, in Australia, ha notato che le Celica risultano parecchio più pimpanti in accelerazione e vuole far luce su questa storia. Anche stavolta i dubbi arrivano, soprattutto per la prima posizione di Kankkunen che non è uno specialista dell’asfalto ma infligge lo stesso distacchi paurosi agli avversari. Dopo i due incidenti di Kankkunen e Schwarz però l’unica Celica superstite è quella di Auriol, che viene fermato e sottoposto a un controllo tecnico a sorpresa a metà dell’ultima tappa.

Foto via Jalopnik.com

Quando i commissari aprono il cofano scoprono il trucchetto che in Toyota hanno usato sino ad ora. Una flangia scorrevole contenente un bypass che permetteva un maggiore afflusso d’aria al turbo e permetteva di aumentare la potenza del motore fino a 340-350 cv. Grazie a un sistema ingegnoso, la flangia del turbo poteva spostarsi di circa 5 millimetri nella sua sede, permettendo un maggiore afflusso d’aria alla turbina, il tutto perfettamente camuffato all’interno della flangia stessa. Quando era smontata, la flangia appariva perfettamente normale, mentre una volta montata grazie all’ausilio di un attrezzo costruito ad arte si poteva far spostare la flangia. Potete vedere la dimostrazione di Mosley della FIA nel video qua sotto (skippate al minuto 3:30).

 Lo stesso Max Mosley non potè che avere parole di ammirazione per questo marchingegno progettato dagli Ingegneri Toyota. Egli stesso disse:

L’interno è stato realizzato magnificamente. Le molle all’interno del tubo erano state lucidate e lavorate in modo da non impedire l’afflusso dell’aria.  Forzare la flangia aperta senza l’attrezzo speciale richiederebbe una forza considerevole. È il dispositivo più sofisticato e ingegnoso che io o gli esperti tecnici della FIA abbiamo visto da lungo tempo.

Il marchingegno fu scoperto anche nella Celica di Kankkunen durante altre verifiche tecniche e di conseguenza, in presenza di prove schiaccianti, fu emessa la condanna definitiva per Toyota. Squalifica immediata dal campionato e pesantissime restrizioni sulla potenza per la stagione successiva. Una decisione veramente pesante, che ha avviato la sequenza di eventi che ha portato Toyota ad abbandonare il mondiale rally nel 1999, salvo poi tornare nel 2017 con l’avvento delle WRC+. Insomma, ogni tanto fare i furbetti ci può stare, ma senza esagerare! Perché, come diceva mia nonna, le bugie hanno le gambe corte!

Didier Auriol

Jari-Matti Latvala – Yaris WRC+ 2017

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