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Ma il piacere di guida, dov’è?

by Il direttore

Delusi e anche un po’ demotivati dall’attuale mondo dell’auto, ci siamo un attimo fermati e abbiamo cercato dentro di noi per capire una volta per tutte cosa cerchiamo in un’auto e, ancora, cosa significa per noi questa folle passione.

Qualche settimana fa ero a Brno per la Superbike (per chi non lo sapesse scrivo per Motorsport.com tutti i resoconti del mondiale SBK, cliccare qui per credere) e per l’occasione ho avuto a noleggio una fiammante (e anche un po’ marroncina) Skoda Fabia 1.0 TSI da tipo 95CV. È stato guidando quella macchina attraverso tutta la Repubblica Ceca che mi è venuto lo spunto per fare una riflessione con voi. Non voglio impartire una lezione quanto piuttosto ragionare assieme a voi lettori su una faccenda che mi sta un po’ a cuore ma, come al solito, andiamo con ordine.

Questa è la tipica gnagna che gira da quelle parti:

Partiamo dal presupposto che io sono un grande fan di Skoda: ho una Fabia 1.2 TSI in garage e penso sinceramente che le Skoda siano le migliori auto in commercio al momento grazie ad un imbattibile rapporto qualità/prezzo (quando la comprammo, una A1 di pari allestimento costava 9/10k in più nonostante il motore 1000cc). Inoltre, cosa più importante, non sono assolutamente quello che i bimbiminkia chiamano vaggaro (anzi non sopporto le Audi. Più che altro non amo il proprietario di Audi medio; sembra spesso sentirsi in diritto di comportarsi  da vero stronzo in stile “io posso tu no“).

Specificate quindi queste due importanti premesse, voglio però dire che sono rimasto particolarmente stupito ed al contempo deluso dal modernissimo motore che ronzava sotto al cofano di quella Fabia marroncina.

Da un piccolo 1.0 turbo da 95 cavalli non mi sarei mai aspettato una tale elasticità, una tale ripresa ed una tale facilità nel mantenere velocità anche – di poco – superiori a quanto consentito in autostrada (ricordatevi però di non fare i coglioni con le auto a noleggio: se prendete una multa per eccesso di velocità, oltre alla multa dovrete devolvere 35-40 euro alla società di nolo per coprire le loro “spese amministrative” date dall’aver comunicato alla polizia locale il vostro nominativo, stistronzi).

Cavolo, quel motore, non mi vergogno a dirlo, tirava spingeva di più del 1.6 della mia MX-5. E per molti, quasi tutti, il discorso potrebbe finire qua. Sono anni che lotto contro la gente del “quanti cavalli cià?” “quanto fa?”. Cazzo stai zitto e guida. È da troppi anni che oramai le auto vengono vendute e pubblicizzate solo per i cavalli. Pare che tutto, TUTTO, di una macchina si possa ridurre alla sua velocità nel passare da un fottuto semaforo rosso a quello dopo.

Ad ogni modo, per tornare alla Skoda della merdtz, il suo 1.0 TSI sarebbe potuto essere una bella gatta da pelare per il mio 1.6 MA – e vorrei scriverlo più in grande – quel motore, nonostante i suoi bei cavallini, ha forse il 5% del carattere che ha il B16 della mia vecchia Mazda ciucciabenzina. Quando pestavo il gas riuscivo chiaramente a percepire che le mie intenzioni venivano bypassate da almeno un paio di computer prima di arrivare alle ruote. Ad ogni azione corrispondono almeno 2 secondi di… nulla. Nella mia Mazda pare di avere la farfalla tra le dita, peli il gas e il motore prende giri, ha una reattività, una fisicità ed una partecipazione nella guida che è un’altra storia. Si può usare il motore, oltre al telaio, per guidare, per indirizzarlo dove si vuole. E forse è proprio in quel guidare che sta tutta la differenza. Quante macchine, specie al giorno d’oggi, sono pensate per guidare? Siamo sicuri che basti solo la potenza? Ci sarà mica un motivo se i piloti di F1 vengono su dai kart e non dalle società di trasporto pubblico no? Eppure un kart ha meno di 50CV.

“Oh bella Luigi, ma quantofa?”

La potenza del mio B16 è ridicola ma la reattività nell’erogazione e l’euforia con cui il motore esprime la sua potenza è su un altro pianeta e rende l’intera esperienza di guida molto più viscerale e fisica. Ma al giorno d’oggi nessuno vuole fisicità e un vero rapporto con la propria auto. Viviamo nell’epoca del filtrato, filtriamo i rapporti tra di noi con quei cessi di telefonini, figurati se non vogliamo filtrare la guida o un qualcosa di “sporco” come la macchina.

Pausa.

Piccolo riassunto di quanto ragionato finora:

1 – amo la mia Mazda, il suo motore ed il suo cambio (che è da pipponi a due mani).

2 – le macchine moderne mi fanno un po’ schifo, sono troppo impegnate a sembrare eco e green per poter essere veramente godibili. E per non sembrare uno di quei rompiballe con la MX-5 che pare l’unica macchina bella del mondo vi dico che, potendomelo permettere, preferirei una Subaru Impreza o una Mitsu EVO 7 a tutto quanto proposto al giorno d’oggi (Caterham a parte).

3 – Importante: non ha senso tuttavia paragonare una moderna auto da tutti i giorni con una piccola sportiva di 15 anni fa, mi è servito solo come leva per arrivare al fulcro del discorso.

4 – Essere appassionati di auto al giorno d’oggi è come essere appassionati veri di telefoni in un mondo di gente con l’iPhone in mano o appassionati veri di treni a bordo di un moderno treno ad alta velocità. Ci sono cose che tutti usano e di cui quindi si sentono in diritto di parlare quando in realtà sono in pochi quelli che sanno veramente di cosa si sta parlando. Dai, è un po’ come essere uno stimato medico e trovarsi a combattere contro i NOVAX laureati su Facebook o all’Università della Vita (che poi lo sanno che il monossido di diidrogeno è mortale?).

Tornando alle auto, il problema di molti ferri moderni è che, pur andando fortissimo, molto di più di quelli vecchi, non sono comunque più divertenti. Nella gara ai cavalli i costruttori si sono dimenticati tutto il resto. Più cavalli significano più freni, più acciaio, più elettronica e… meno divertimento. Nelle macchine, come nella vita, bisognerebbe imparare a togliere piuttosto che aggiungere. Davvero, vendono le macchine con le marmitte finte, questo significa che qualcosa sta andando storto.

Poi mi rendo conto che hanno venduto questa:

e che quindi il mio discorso non ha alcun senso e che sono parole buttate al vento… ma non riesco a fermarmi quindi proseguo. Veniamo alla domanda principale:

Il piacere di guida, cos’è? E inoltre, al giorno d’oggi, dov’è?

Cerchiamo prima di tutto di dare una risposta a questa domanda: Il piacere di guida è un qualcosa di ambito e difficile da trovare, è una miscela di sensazioni e di odori che solo alcuni mezzi riescono a trasmettere e non sono necessariamente auto sportive e costose. Un’auto che dia piacere di guida non deve necessariamente essere un mostro sputafiamme, la MX-5 ne è LA prova. Questo anche perché – e ve lo assicuro – guidare tutti i giorni una macchina molto sportiva e scomoda diventa pesante. 

Bella l’Elise, ma prova a farci un po’ di strada poi ne riparliamo.

Il piacere di guida, per me eh, è sentirmi un tutt’uno con la macchina, sentirmi dentro di lei e non sopra, sentirla come un esoscheletro, sentire che tra me e lei c’è un rapporto intenso ed intimo. Percepirla viva con me e sentirmi vivo con lei. Il piacere di guida è quando, dopo averla parcheggiata, ti scopri a darle un ultimo sguardo allontanandoti. Il piacere di viverla, di curarla e prenderti cura di lei, il piacere di passare le notti in garage a smanacciarla piuttosto che portarla dal meccanico come fosse una lavatrice “toh, fai te”.

E, cosa importante, per strada il piacere di guida non è necessariamente dato dall’andare forte cercando la prestazione massima rischiando di ammazzarsi o peggio ammazzare qualcuno. Il piacere di guida è godersi l’esperienza che certe auto regalano dal momento in cui giri la chiave, il piacere di guida è la curva affrontata su un’auto sincera, che magari si scompone un po’ e ti fa venire quel sorrisetto sulle labbra e ti fa pensare “Beh dai, almeno ci ha provato” senza però intervenire con l’elettronica tarpandoti le ali al minimo tentativo di fare l’asino (esempio: la Skoda che ho in garage con il suo fottuto ESP non disinseribile che lo scorso inverno mi ha impedito di fare i freni a mano sulla neve).

Il piacere di guida è un’emozione che si può vivere tutti i giorni, a patto di scegliere il mezzo giusto. E non è per niente facile ormai trovarlo con tutta l’esasperazione che c’è oggigiorno con le moderne auto che sono diventate, ahimè, dei costosissimi portacellulare per cui si paga il bollo. Diobò, se una volta le auto richiedevano una certa conoscenza, impegno e capacità per conoscerle a fondo, ora dopo 10 minuti sai già quanto è grosso il computer su cui hai appoggiato il culo.

Bello sto iPad con le ruote

E al giorno d’oggi quali sono le macchine che permettono tutto questo? Purtroppo – fra le auto nuove – sono forse tre. La rincorsa alla potenza ha fatto sì che quasi tutte le moderne utilitarie abbiano una potenza che fino a qualche anno fa era riservata a ben altro tipo di auto. Il 1.0 tsi della Polo della vecchia del primo piano tira fuori più potenza di una Uno Turbo ma, mettendo accanto le due auto, l’esperienza di guida, il fascino e la loro capacità di farti voltare a riguardarla una volta scesi (se sopravvissuti), sono abbastanza sicuro che la Polo uscirebbe distrutta da questo confronto. Anche la vecchia probabilmente finirebbe distrutta dalla Uno Turbo. E non è una questione di potenza: stessa potenza, con una sbadigli, con l’altra ti ammazzi. La Uno ti sbatte in faccia i suo miseri 100CV in una maniera tale che sembrano almeno il doppio.

Altro esempio? Bene, queste 2 macchine si passano VENTOTTO cavalli, penso possa bastare.

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E poi, magari il piacere di guida è un vezzo eh ma è impossibile nascondere che al giorno d’oggi non esista praticamente nessuna auto che ti insegni a guidare. E questo è grave.

Perchè? Cosa è successo?

Negli ultimi anni è aumentata a dismisura l’alienazione del pilota dall’auto. Con il tempo, il pilota è diventato guidatore, il guidatore si è trasformato in conducente e ora il conducente sta diventando passeggero. Con le auto moderne stiamo arrivando al punto che l’unico difetto è il pezzo di carne che sta dietro il volante, perché fa tutto lei. Ma questo è un problema giusto per i dinosauri come noi, perché per i comuni mortali questo tipo di auto sono una manna dal cielo perché semplificano la guida, la vita, ci ‘spostano’ dal solito punto A al punto B rendendoci meno in pericolo ma più pigri e sopratutto incompetenti. In una quotidianità nella quale non esistono più le cose monouso, in cui tutto deve saper fare tutto, ecco che le auto devono essere comode, sportive, “spaziose”, fighe, cool, integrate, connesse, facili, costare poco, manutenzione zero, avere uno stereo potente… non potevo dire SUV che facevo prima? In questo modo anche le sportive sono state snaturate, perché si presume che si compri una sola auto… insomma nel voler fare tutto bene le auto fanno male l’unica cosa per cui  per me hanno senso di esistere: guidare ed emozionare.

Se non fossero esistite le auto ignoranti del passato forse non mi sarei appassionato alle auto.

Se non fossero esistite questa:

e questa:

e forse anche questa,

Aspetta, e questa? Dio che roba

Ecco, se io nascessi oggi e non ci fosse stato un passato di Clio V6 e Lancia Delta S4, di S2000 ed Escort Cosworth, non credo mi appassionerei a quello che è il moderno mondo dell’auto.

Se guardo il listino auto aggiornato a Giugno 2018 forse, avendo un assegno in bianco, non comprerei un bel niente. Credo salverei la Lotus Elise ma, ci risiamo, l’Elise, seppur aggiornata, è una macchina d’altri tempi, è costruita nel 2018 ma del 2018 non ha nulla. Ah, forse prenderei una Caterham, cazzosì, una Caterham mi piacerebbe.

Ah, poi c’è la GT86, lei mi piace ma con l’ultimo restyling le hanno un po’ appesantito la linea, mi piaceva la prima serie di qualche anno fa. Poi c’è l’ultima Miata ma a sto punto mi tengo la mia. E poi? Una Lambo? Una Ferrari? Beh un 488 GTB mi piacerebbe ma preferirei di gran lunga un 308 GTS per poter sfoggiare meglio i miei baffi e le mie camicie Hawaiane di dubbio gusto. Tipo con questa mi stimerei di brutto:

Ah forse una Mini Cooper S… ma no, io voglio quella con il volumetrico che fa il rumore di un bimbo che piange, quello è l’unico cazzo di bimbo che piange che ascolto volentieri. No ragazzi, sincero, molte macchine moderne mi fanno un po’ schifo.

La vedete questa Ford GT? Bene, ci ho girato in pista (anche abbastanza forte) e sono rimasto veramente impressionato. È un esperienza totale, esagerata e potente, la velocità e la rapidità con cui passa dai 190 ai 230 ha dell’incredibile; non è una macchina che va forte, è una macchina che va molto forte ma… ma non mi ha mai dato l’idea di volermi uccidere e, forse sono scemo io, questo per me è un po’ un difetto. È una macchina eccezionale, è una prova di forza incredibile da parte di Ford su cui non si discute ma mi ha fatto scendere con le mutande bagnate dal lato sbagliato. Esagerata ma un po’ troppo videogioco, ci sono vibrazioni, sensazioni, rumori, scricchiolii e anche odori che, ahimè, non si possono comprare (lo diceva anche quella sandrona della Jennifer). E il cambio manuale dove lo mettiamo?

Una di queste è la car of the year 2018, per me possono restare tutte dove sono (anche se con la stinger si fanno delle belle sgumme). Possibile che fra queste non ci sia nemmeno una – una eh – pensata solo ed esclusivamente per la guida? Una macchina pensata per noi poveri appassionati? Credo salverei solo l’ultima della prima riga.

In fin dei conti non credo sia un caso che negli ultimi anni abbiamo visto nascere il fenomeno delle “youngtimer” ovvero la totale rivalutazione di tutte quelle auto ancora non d’epoca e che fino a poco tempo fa erano solamente vecchie. Le varie Alfa 75, BMW E30 e compagnia bella, auto che fino a 3-4 anni fa ti tiravano dietro per due noccioline e che adesso sono introvabili a prezzi ragionevoli, colpa anche dei finti collezionisti e speculatori che nemmeno a Wall Street.

Le persone diventano nostalgiche quando sono insoddisfatte dal presente.

Ecco quindi che, in questo 2018 in cui le case per vendere si rifugiano nella connessione Apple Car Play, io preferisco spendere l’equivalente di 5 iPhone e rifugiarmi in un bel 4 cilindri in linea come non ne fanno più. E non perché sono un patito del JDM o di chissà quale moda del momento ma semplicemente perché, da appassionato di auto e non da appassionato di apparire con l’auto, ho scelto il mezzo migliore al budget che avevo a disposizione. Con 5000 euro cosa avrei potuto prendere? Una Panda seconda serie a Metano? Uhm, no.

In verità avrei voluto una Integra ma non posso permettermela! Una volta capito quale era il mio budget avevo considerato anche la vecchia GTI (e la 106 Rallye), ma alla fine ho ceduto alla trazione posteriore.

Con il poco che avevo a disposizione ho scelto il piacere di guida. Ogni volta che scendo dalla Skoda della morosa e risalgo sulla mia Miata non mi pare vero. Il volante, il cambio, la risposta del gas. E dire che non sono cose da astronave. Come dicevo prima, è solamente una macchina fatta come si deve per essere guidata e goduta. Certo è scomoda, scalda come una bestia, non c’è un buco che sia uno in cui infilare le chiavi il portafogli ed il telefono ma cazzo che gusto che dà. Quando freni dentro una curva e butti il muso alla corda, quando passi le giornate su ebay a cercare pezzi e piccoli upgrade, quando ti rendi conto che ha gli angoli regolabili anche dietro, quando la prendi anche solo per andare a fare un giro a vuoto, quasi come fosse una moto… ecco, è lì che capisci cosa sia il piacere di guida. Non la potenza smisurata, spesso messa lì per nascondere altri difetti dinamici, non l’elettronica che – un po’ come i moderni aerei da combattimento che senza computer non potrebbero volare – tiene in strada auto che altrimenti, vuoi per il peso o per il telaio, in strada farebbero fatica a starci.

Insomma, non credo che quello che personalmente vivo come un problema verrà mai risolto anzi, con l’andare avanti dei tempi le cose probabilmente peggioreranno (Lambo SUV, Ferrari SUV, Lotus SUV!) e a noi, piccolo manipolo di appassionati della carburazione magra e del “a questa cambio solo lo scarico, promesso!” non rimarrà che metterci l’anima in pace rifugiandoci nei nostri angusti garage a consolarci mettendo le manacce sui nostri vecchi cari ferri del dio.

P.S. Per tutto questo sproloquio voglio ringraziare anche quei due matti di Luca Maini e Mattia Limonta che mi hanno aiutato a metter giù questo pezzo (che non è stato semplice).

E questi li hai letti?

23 comments

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Andrea 28 Agosto 2018 - 16:52

Nel dubbio io conservo come una reliquia, e uso nei momenti in cui non ne posso più di androidinternetinstagrammmm, una fantastica 205 rallye. E ogni volta che sgaso esplode in lontananza una Prius eheheh

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RollingSteel
RollingSteel 28 Agosto 2018 - 16:58

205 Rallye… dovrebbero infilarla nei libri di testo a scuola altrochè!

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Andrea 30 Agosto 2018 - 16:38

A quando una prova incrociata/congiunta con la tua Mazda?

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RollingSteel
RollingSteel 30 Agosto 2018 - 17:02

Oh se sei verso Bologna non hai altro che da scrivermi!! Per un ferro come la 205 Rallye corro

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Andrea 20 Settembre 2018 - 17:56

Non sei proprio dietro l’angolo…io sono a Torino ma chissà…

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Dennis 16 Giugno 2020 - 8:13

Io sto dall’altra parte: tu le macchine le abbassi, io le alzo; eppure siamo nella stessa situazione: con un assegno in bianco non comprerei nessuna auto nuova. Si salverebbe solo una UAZ o una Lada Niva, ma che dovrei importare visto che in Italia non c’è un importatore ufficiale. Sono abbastanza sicuro che Wilks sputerebbe in un occhio a quel cogl…, a quello che ha progettato l’ultima Defender. Morale della favola, mi sono rotto gli ammennicoli e questa settimana vado a ritirare un Terrano 2 del 99 con 200.000km, un po’ di lavori da fare…ma fanculo almeno avrò un ferro che beve come una petroliera, un 2.7 turbodiesel da 125cv (lo so hai la pelle d’oca per lo schifo), ma un ferro sincero, che ti da la possibilità di arrivare (e oltrepassare) i suoi limiti…se ne hai il coraggio!

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giuseppe 28 Agosto 2018 - 21:50

gran bell’articolo

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Iotueilcaneblù 28 Agosto 2018 - 23:02

Tutto molto bello.. ma.. non hai mai menzionato le porsche.. quelle (a parte le ultime 991 mk2 S e 4s) ti fanno scendere sempre con il sorriso.. specialmente quelle con la trazione nel posto giusto e il cambio da uomo.. ovviamente.. motore nel posto sbagliato.. o male che vada “al centro”

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andrea 30 Agosto 2018 - 10:07

D’accorsissimo su quasi tutto.
Aggiungerei alla risicata lista delle auto moderne da salvare le Porsche della seria Gt(gt4-gt3-gt2)

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RollingSteel
RollingSteel 30 Agosto 2018 - 15:12

Eh sono super d’accordo sulle Porsche tuttavia non potevo inserire tutte le macchine che “si salvano”, per fortuna sono ancora tante, spesso vecchie, ma comunque tante!

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Mauro 28 Dicembre 2019 - 18:33

Arrivo tardi ma devo assolutamente farti i complimenti per l’articolo

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erik 30 Agosto 2018 - 14:46

edo che lo hai scritto…le marmitte finte nel parafango posteriore…di serie…. quando l’ho visto, ho capito che l’estininzione è vicina. E non solo le coreane, porca miseria anche mercedes e audi….ma che diavolo ma chi lo ha approvato? ma non hanno qualcuno in fabbrica che tira una bestemmia, batte i pugni sul tavolo, e dice: no questa è una merda e non la facciamo ? boooh

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RollingSteel
RollingSteel 30 Agosto 2018 - 15:12

“questa è una cagata pazzesca!!!” (cit.)

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manlio valerio 1 Settembre 2018 - 8:29

ESP e ABS sono fondamentali per la sicurezza, ben vengano che siano attivi negli spostamenti di tutti i giorni nel corso dei quali è difficile mantenere un livello di concentrazione da pilota in pista. Sarei felice che sulla mia auto il pulsante per disinserire il traction control fosse sul volante e non fosse un interruttore. Voglio fare due tornanti al limite? Tengo premuto il bottone per per quei pochi secondi l’elettronica mi lascia da solo, meglio ancora se invece di abbandonarmi mi concedesse 2 decimi di secondo o pochi gradi di imbardata di pattinamento ruote. Poi alzo il dito dal pulsante e torno a condurre il mezzo dal punto A al punto B

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Francesco 23 Settembre 2018 - 14:16

Da ex possessore di miata, e Cooper s (quella là col volumetrico), non posso che essere d’accordo, adesso ho un gti ultima serie che va il doppio, è vero, ma a livello di sensazioni siamo su un altro pianeta!!

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Samuele 23 Settembre 2018 - 16:52

Applausi!
Condivido ogni singola lettera e virgola.
Ecco perchè pure io come te mi sono messo in garage una Youngtimer,non ha la TP ,ma ha un V6 Turbo lì davanti che solo ad accenderlo ti riconcilia con questo mondo fatto di utilitarie con 120cv ,cerchi da 17 e gomme da 2o5,che tutto fanno tranne insegnarti i rudimenti della guida,come facevano le nostre UNO 45 o le Panda 750.
Auto che sentivi quando arrivavano al limite della tenuta possibile delle loro gommette 155…oggi i neopatentati risvoltinati con le A1 cosa vuoi che capiscano di sottosterzo o sovrasterzo?
Felicissimo di essere nato negli anni 80 ed essermi goduto le GR.B,le GR.C le F1 Turbo e tutto quello che ne è derivato.

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Daniel 22 Novembre 2018 - 3:12

Cosa ne pensi delle Suzuki? Tipo la nuova Swift Sport?
Ho il modello del 2005-2010 con assetto, è un DOHC 4 Cilindri 16V da 92CV.
Provando la nuova in concessionario, sinceramente, ho sentito ancora tutta la possibilità di divertirmi che trovo nella mia attualmente. Dici che sono allucinato? HAHAHA

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Ryousuke 13 Dicembre 2018 - 21:05

Beh non é niente male la nuova Suzuki Swift sport, però a mio parere meglio la serie precedente essendo ancora N/A. Comunque almeno ci serve un assetto, uno scarico e una aspirazione modificata, per fare rendere qualcosa dall’auto. Io tra le nuove auto sono un po’ indeciso, é possibile divertirsi con 90 cv ? Tra le stock io andrei di Mazda 2 , però anche la Suzuki non é male, poi non c’è più niente sulle N/A, bisogna andare sui turbo.

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Domenico De Francesco 30 Dicembre 2018 - 15:35

Ti adoro! Non avresti potuto esprimerti meglio!
Pensa quei poverini a cui piaceva saltare in piedi sul letto….gli hanno “stroncato le gambe” con tutte queste doghe e questi Memory del cavolo. Purtroppo ogni cosa ha il suo periodo!
È vero, la storia è ciclica, ma non penso potremmo godere più di quelle emozioni. Anche se nel mio piccolo, ci provo ancora! e auguro a te, come a tutti i tuoi lettori di riuscirci!

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Davide 6 Gennaio 2019 - 11:39

Ciao… sono Davide dalla provincia di Pisa. Stavo per acquistare una Carrera 991.2 S, ma poi ho iniziato a fare considerazioni simili alle tue. Ho preso un carrellino e un kart. Almeno sono sicuro che mi diverto a guidare. Spendere 100 e passa K è non divertirsi sarebbe stato il massimo. Fatta questa premessa faccio lo sfacciato e pongo una domanda: quali sono secondo voi le Carrera con maggior piacere di guida? Saluti.

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leandro 15 Aprile 2019 - 13:32

Purtroppo il piacere di guida è qualcosa di legato alla passione,e la passione vera in Italia è sempre più rara e tutti comprano turbodiesel “che con la mappa vola frate`”.Io con 80 cavalli due sedili e un volante provo cose che nessun’alfa o peugeot o mini moderna mi hanno nemmeno ricordato.Io continuo a guidare nella vecchia era e l’unica cosa che mi dispiace è non incontrare mai nel mondo reale qualcuno che la pensi come me,per fortuna che c’è internet.Grazie rollingsteel

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RollingSteel
RollingSteel 15 Aprile 2019 - 13:59

Grazie, continua a seguirci!

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Dennis 16 Giugno 2020 - 0:25

Io sto dall’altra parte: tu le macchine le abbassi, io le alzo; eppure siamo nella stessa situazione: con un assegno in bianco non comprerei nessuna auto nuova. Si salverebbe solo una UAZ o una Lada Niva, ma che dovrei importare visto che in Italia non c’è un importatore ufficiale. Sono abbastanza sicuro che Wilks sputerebbe in un occhio a quel cogl…, a quello che ha progettato l’ultima Defender. Morale della favola, mi sono rotto gli ammennicoli e questa settimana vado a ritirare un Terrano 2 del 99 con 200.000km, un po’ di lavori da fare…ma fanculo almeno avrò un ferro che beve come una petroliera, un 2.7 turbodiesel da 125cv (lo so hai la pelle d’oca per lo schifo), ma un ferro sincero, che ti da la possibilità di arrivare (e oltrepassare) i suoi limiti…se ne hai il coraggio!

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