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Meglio della droga: Lotus Elise S1

by Il direttore

Abbiamo passato parecchio tempo a chiederci qual è la macchina che, più di tutte, faccia bene all’anima.

Ne abbiamo vagliate tante, ciascuna con il suo perché.

La Delta integrale perché così prendi i laik su Facebook?

L’ Audi TT diesel perché piace alle tipe giuste?

La Yaris Ibrida perché inquina poco e così vi sentite green e bio?

Non venendo a capo di questa questione l’esperto pool di sociologi di Rollingsteel si è ritirato attorno ad una pizza e dopo un summit durato qualche ora, la risposta è venuta fuori.

In fondo era così semplice. Semplicemente lei.

Così piccola e leggera, in un’epoca in cui il mondo dell’auto è completamente svenduto e prostituito in nome della vuota apparenza, al consumismo ed al marketing, ecco che questa macchina vince su tutte proprio per quel che non ha.

È eccessivo pensare che questi 7 quintali di plastica e alluminio possano cambiarvi la vita?

Forse si, forse no.

Facciamo così, ragioniamo assieme.

Quali sono i problemi che in media possono affliggere il giovane adulto moderno?

Autostima?

Ansia?

Fine di Breaking Bad?

Fidanzata che sfrangia le balle?

Se poi siete in crisi perché la fidanzata  appena citato vi ha mollati questo è il toccasana definitivo. Cosa può far bene ad un uomo più di un buon motore messo a punto come si deve infilato in un telaio che di migliori non ce n’è?

(E poi oh, ci si può pure andare a gnocca che se trovate quella che la apprezza anche sposatevela pure subitoadesso.)

Perché questa è una macchina che fa bene – portafogli a parte – per davvero. Fa bene a chi la possiede, a chi la guida e anche a chi la guarda. Non è uno di quei maledetti SUV demmerda alla moda che ti fa sentire piccolo e indifeso; non è una di quelle macchine da arrogante che ti urla in faccia quanto sei povero (e senza debiti). È una macchina che ti ricorda che la passione esiste ancora, nel 2017. Passione per le cose semplici, quasi artigianali, fatte bene e con amore.

Fatte con delle marmitte vere (che negli anni ’90 montavi il terminale finto ed eri uno sfigato, oggi compri una mercedes da 90mila euro e ha gli scarichi fasulli bah):

Fatte per essere Guidate:

Fatte per essere toccate, basta automatismi, lo stesso Enzo Ferrari paragonava le auto alle donne. Non abbiate paura di toccare la vostra auto, di creare un contatto fisico con lei (o di scancherare nel tentativo di montare la cappottina).

Fatte per essere guardate e corteggiate. Questo non è un oggetto o un semplice mezzo di trasporto; questa è una automobile, forse l’essenza stessa dell’automobile. Questa è la via più breve tra la vostra anima e l’asfalto, più di lei forse solo una moto.

La sua spartanità, il suo essere una freddissima vasca vuota di alluminio incollato dentro cui è difficilissimo scendere, il sembrare fragilissima ed essere così meravigliosamente inutile sono un vero inno alla gioia. Se la Miata è per puristi e amanti del minimalismo questa lo è 100 volte di più.

Baule? no.

Portaoggetti? non ne ho visti.

Accendisigari? non pervenuto.

Autoradio? prossima domanda. Anzi no, la radio c’è; ha 4 cilindri ed è giusto giusto dietro le vostre orecchie.

L’Elise si concentra solo ed esclusivamente sull’essere divertente in un mondo altrimenti asettico, essere divertente in modo analgesico.

Si alla guida, si alle emozioni, sì alla purezza. Ecco, questa auto è pura. Quest’auto, piccola corta bassa e con quel sederino all’insù, è una medicina.

Uscita nel ’96 l’Elise ha fatto una grossa pernacchia al mondo delle auto ed agli altri costruttori, tutti troppo impegnati nella gara a chi fosse più veloce, più potente, più desiderabile. L’Elise ha dimostrato che con molto meno ci si poteva divertire, come negli anni ’60 con le Elan o, peggio, come negli anni ’80 con le droghe. No aspetta, questa forse no.

L’Elise ricorda per certi versi il film “Trainspotting” (tra l’altro uscito circa nello stesso periodo); ricordate il famoso monologo del protagonista del film? Quello in cui dice: “scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo…”

Nel caso vi aiutiamo noi, attenti è un punto altissimo nella storia del cinema:

Con questo paragone non vogliamo però indurvi nella droga, diciamo però che l’Elise probabilmente lo è (una droga). È un po come un kart da corsa,Vi farà sentire liberi dai pregiudizi, dai discorsi da bar, dalle lamentele, dallo stress. Basta parole, guida e sta zitto.

Quel film era – ed è – un enorme dito medio alla società; l’Elise è un enorme dito medio a qualunque auto attualmente esistente, è un enorme dito medio allo scialacquo di parole e cazzate sciocchezze che quotidianamente leggiamo sui social e sui forum e sentiamo dire dalla gente.

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Inoltre forse non tutti sanno che quest’auto nacque dal visionario Sig. Romano Artioli.

Chi?

Dai, quello che pensò di rilanciare il marchio Bugatti a Campogalliano, quello della EB110, quello di cui parliamo in questo articolo. Seguendo circa lo stesso percorso, il marchio Lotus (che all’epoca navigava, senza mezze misure, nella cacca) venne acquistato da Artioli e il progetto M111 (che sarebbe diventato Elise) partì proprio per rilanciare il marchio inglese. Il collegamento fra questa piccola bomba a mano e il visionario imprenditore italiano è vivo anche nel suo nome. Venne infatti scelto Elise in onore della nipotina di Artioli nata proprio nel periodo di sviluppo dell’auto.

Va mò là, la nipotina.

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Era il 1995 e inseguendo la filosofia della Seven (quella che oggi chiamiamo Caterham), l’Elise venne concepita secondo il motto “meno massa a beneficio delle prestazioni” con il risultato di ottenere, con un motore nemmeno così potente, delle prestazioni da brividi accoppiate al massimo del piacere di guida.

Se il motore, Rover serie K infatti non è nulla di speciale (1795cc, doppio albero a camme in testa, 120CV) è proprio il peso – o la sua assenza – a farla da padrone. L’Elise ferma infatti la bilancia a poco più di 700kg, praticamente l’avantreno di un’Audi A8.

Questo è un avantreno.

Quella che vedete in foto, importata direttamente da una piovosa isola extracomunitaria del nord, è una Elise 111S, una delle prime versioni speciali della Elise. È capace di 145CV a 7000giri grazie ad alcune modifiche applicate al motore tra cui l’adozione del sistema di fasatura variabile VVC. Anche in questa versione vi scordate servosterzo e servofreno, però – rispetto alle serie meno potenti – la 111 è dotata di una maggiore imbottitura sui sedili. Imbottitura gonfiabile attraverso una piccola pompetta nascosta sotto il sedile. Una delle cose più meravigliosamente brutte che abbia mai visto.

Il sedile del pilota è regolabile, quello del passeggero no. Passeggero che inoltre dovrà contendersi lo spazio con un estintore, messo proprio dove dovrebbero starci i piedi.

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Ma quest’auto non può assolutamente venir descritta dalle parole. È una macchina difficile da spiegare: per quello che non ha, per quanto sia tremendamente bassa e scomoda e soprattutto è difficile spiegare perché sia così. Semplicemente va guidata.

Questa piccola bestiolina veniva venduta alla cifra di circa 70 milioni di lire, praticamente 100 mila lire al kg, l’altro ieri ho comprato un salame stagionato che costava di più, fortuna che è meno di due etti, dovreste assaggiarlo. droga-elise-5

La piccola auto che vedete in queste foto ha circa la stessa potenza di tutte le auto di media cilindrata che vedete in giro tutti i giorni. Questa Elise ha circa la stessa potenza di una Golf 2.0TDI (e di tutte le auto di pari categoria) ed è incredibile, guardando i soli e freddi numeri quello che può fare questa piccola inglese rinunciando a tutto quello che non serve. È l’esperienza più reale, viscerale e profonda che potrete mai provare.

Entrare li dentro è stata una delle cose più folli che mi siano capitate. Il motore vi urla nelle orecchie di tutto, lo sterzo, i freni, i pedali stessi così piccoli e leggeri, è tutto parte di una esperienza più unica che rara. Non capisco perché decidiamo deliberatamente di dire no a tutto questo.

Insomma, per arrivare ad un punto, noi di rollingsteel abbiamo a cuore i nostri lettori e il vostro stato mentale. Le città, fateci caso, sono piene di gente con il muso lungo. Alla mattina, mentre andate al lavoro, fate caso alle facce della gente accanto a voi al semaforo. Non è forse ora di rendere la nostra esistenza un po’ più scanzonata e goduriosa? Non è forse ora di smetterla di lamentarsi ogni sacrosanto Lunedì? Non vi siete stufati della normalità?

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Non è forse ora di godere di ogni singolo minuto della giornata e non solo il Venerdì appena timbrato? Immaginatevi ogni giorno la soddisfazione di uscire dal lavoro e vedere una di queste ad aspettarvi nel parcheggio, non potrebbe essere Venerdì tutti i giorni?

Sarebbe bello che ognuno di noi potesse permettersi un regalo vero, non un qualche oggetto fatto solo per apparire, ma un vero attrezzo fatto per essere e sentirsi vivi. Vivete ragazzi, salvo rari casi non esiste la sfiga ma solo le scelte. Godetevi la vita, rendete ogni giorno degno di essere vissuto!

Rollingsteel.it, un’impegno per il sociale.

E questi li hai letti?

9 comments

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massimiliano 18 Ottobre 2016 - 21:26

RR e JT ancora non si sono resi conto del capolavoro che hanno creato, mi dispiace per coloro che non capiranno mai cosa significa guidare veramente, anzi, no.

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Giovanni 19 Ottobre 2016 - 23:11

Sempre il meglio da voi, vvtb!!!!

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RollingSteel
RollingSteel 20 Ottobre 2016 - 9:10

Grazie Giovanni, continua a seguirci! <3

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Raffaele 23 Ottobre 2016 - 17:07

Bellissimo articolo ! Complimenti ! Uno dei piu’ belli dedicati a quest’auto meravigliosa
P.s. ne ho una gialla dal 2011

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RollingSteel
RollingSteel 23 Ottobre 2016 - 18:24

Grazie! Mandaci una foto!

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luca 28 Giugno 2017 - 17:49

bellissimo articolo!! Ah dimenticavo:l’accendisigari c’è.
P.S ne ho una deep purple del ’98

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Frank 4 Settembre 2020 - 18:09

Anche il baule

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Gianmarco 16 Novembre 2017 - 22:51

Quando ero piccolo presi una scatola di scarpe Adidas e con un pennarello indelible ci scrissi sopra “soldi per Elise”; con il tempo spesi tutti i soldi e poco dopo la maggiore etá decisi di emigrare all’estero, il motivo della mia fuga si chiama Elise.
Siete grandi, mi sono commosso!

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eso 27 Marzo 2020 - 16:38

complimenti sono un felice possessore di una elise s1 stesso colore del servizio il migliore commento che abbia mai letto sulla lotussina ,scritto da veri appassionati complimenti

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