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Volkswagen Golf GTI MK2

Se con l’articolo dedicato allo ZIP SP Malossi ho solleticato la nostalgia e le fantasie di molti miei coetanei, oggi vorrei colpire quelli con almeno 15 anni in più. Oggi tocca a quelli che avevano 20 anni nei primi anni ’90; oggi tocca a quelli cresciuti in un mondo in cui Freddie Mercury era ancora vivo e nel quale, potendoselo permettere, si poteva ancora andare da Londra a New York in meno di tre ore.

Come al solito, partiamo da quando ero bambino io. Ricordo bene che al centro commerciale, nel reparto accessori auto, tra un tergicristallo e una batteria si potevano trovare tutta una serie di accessori di dubbio gusto che oggi definiremmo da “ammiocuggino”. Ad esempio c’erano:

– Terminale di scarico cromato per far sembrare la marmitta qualcosa di diverso da quello che realmente è. ‘Na cafonata orribile al punto tale che le case moderne, sopratutto quelle più blasonate, montano su quasi tutti i loro modelli;

– Adesivo con scritta “PIONEER” da applicare sul proprio lunotto;

– Infine era possibile acquistare l’adesivo, da applicare su QUALUNQUE auto con su scritte le tre letterine magiche GTI. All’epoca giravano un sacco di auto con il patacco GTI, quasi come se solo lui potesse garantire quel paio di cavalli in più.

Parlo di questo:

Queste tre lettere erano – e sono – talmente magiche che alla Coop vendevano l’adesivo per poter trasformare la propria auto, sia che fosse una Citroen BX o una Opel Ascona, in una vera auto sportiva ed emozionante. GTI come Gran Turismo Iniezione, è una sigla che venne coniata dalla Volkswagen nel 1975 (in realtà ho scoperto che già nel ’61 Maserati utilizzava questa sigla sulla Maserati 3500) per identificare la più sportiva e, come dice il nome, l’adozione dell’iniezione da parte della loro auto più venduta, la Golf. Da allora nel mondo dell’auto nulla è stato più lo stesso.

Da allora in un mondo popolato di Renault 4, di Prinz, di 500, 126 e 127, di Audi ben lontane dall’essere lo status symbol che sono ora, con questo ferro qua si era letteralmente i re del paese. Ricordo che il bidello delle mie scuole elementari seminava il panico in due maniere distinte. Una, utilizzando la sua esagerata GTI G60 dietro a cui tutti sbavavamo, l’altra destreggiandosi delle nostre mascelle piene di piccoli denti da latte grazie ad un non meglio specificato titolo di “dentista della scuola”.

Questa in particolare è una Volkswagen Golf GTI seconda serie del 1988, mille e otto di cilindrata, due valvole per cilindro, aspirato (all’epoca la GTI la facevano con diverse motorizzazioni), ma comunque dotata di tutti gli accessori che la rendono tremendamente affascinante: riga rossa sui paraurtini, faro grande e faro piccolo, pomello del cambio a pallina da golf e il fantastico cruscotto digitale.

Con questa vi servirà la pistola scacciagnocca.

Monta inoltre tutti gli accessori del vero crucco. Con questa non si sfigurerebbe affatto al Wörthersee, il raduno che si tiene in Austria ogni anno e che raduna le peggio tamarrate applicate al mondo del gruppo Volkswagen. Solamente i cerchi BBS scomponibili a canale rovesciato e cromato sono un vero sballo, sono delle opere d’arte rotonde, sono la cosa più meravigliosamente tamarra che esista. Ne voglio uno. Adesso.

Se questo ferro qua una volta era la macchina del Fonzie del bar, del figlio di papà del paese, dei tipi loschi dei quartieri loschi, dello smanettone del paese, ora è invecchiata meravigliosamente, ed è diventata una macchina da intenditore. Poi, in mezzo al traffico moderno, è mille volte più bella vera e viva di tutte le altre macchine che girano. Se una volta era la macchina dello zarro del paese ora è un ferro da veri appassionati. E’ attualissima, la qualità è ottima e, la cosa più incredibile, è completamente utilizzabile nel mondo moderno.

Infatti è comoda e pacata. A dispetto delle tre letterine magiche questa macchina, con i suoi 30 anni sul groppone, si distingua molto bene dalle classiche bare anni 90, dalle piccole bombe turbo che spesso abbiamo visto sul sito. Era una macchina sportiva ai tempi, ora è più che altro un oggetto di stile e di culto. Il motore va molto bene ma non aspettatevi faccia i salti mortali nonostante, grazie alle 8 valvole, quello di questa che vedete ha un sacco di coppia e si riescono a fare dei bei sorpassi. Il 16V ha più allungo e meno coppia ma non crediate sia chissà cosa, è come il Parmigiano su un buon piatto di pasta, la migliora, non la stravolge.

L’assenza del servosterzo ed un cambio un po’ di burro rendono l’esperienza molto più viva ed interessante di quanto magari lo sia veramente e questo è un gran pregio, il potersi divertire e godere senza dover per forza rischiare la vita è, secondo me, una pregio che spesso ci si dimentica di elencare parlando di alcune auto. Insomma, lo dico, mi piace da morire, ma più per quel che rappresenta che per quello che è realmente.

ATTENZIONE: Paragone ad alto contenuto di maschilismo. Non proseguite se siete femministe o celiache.

Questa Golf e come una gran gnocca ma di quelle non molto intelligenti, di quelle che se dovete chiacchierare uscite coi vostri amici. L’ho detto.

Però, se usata oggi, come una volta, con lo stereo a palla che spara un qualunque pezzo dance anni ’90 (il top: Children di Robert Miles) diventa veramente uno sballo, una botta di vita e colore nella altrimenti dilagante noia e monotonia di questi tempi moderni. Con questa, stile a badilate, lentino ma a badilate.

Poco altro da dire, bella, bellissima. Crucca crucchissima.

Secondo voi, questo è un Ferro del Dio degno del patacco?

 

Articolo del 8 Marzo 2016 / a cura di Il direttore

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  • nicola

    Ce l’aveva più di un amico. Tragitto casa-discoteca (almeno mezz’ora) in 15 minuti. Bei tempi!

  • Luigi

    Targata Genova <3

    Me la ricordo come fosse ieri. E mi ricordo anche chi metteva una palla da golf bucata sul pomello del cambio delle Golf normali x dargli quel tocco wannabe GTI… Così come mi ricordo i cerchi IPERTAMARRI diamantati fuori, smaltati neri dentro a razze incurvate e larghe (questi per intenderci https://imganuncios.mitula.net/volkswagen_usato_castelfranco_di_sotto_di_km_10000_prezzo_7500_3960135475956626161.jpg)

  • manlio valerio

    Un mio amico, fortunato proprietario della versione successiva a 16V (non so farina del suo sacco o rubando una battuta ad un comico famoso) non si riferiva al suo mezzo come “golf” o “golf gti” ma come: “muscolosa berlinetta plurivalvole di Volskburg, simbolo di una gioventù violenta e cerebrolesa”. Orgogliosissimo di essere considerato un rappresentante della “gioventù violenta e cerebrolesa”quando si muoveva con il suddetto mezzo

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