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Audi RS4 B7, l’ultima Audi da teppista

by Il direttore

Per trovare qualche emozione guidando un’Audi siamo dovuti tornare indietro di 10 anni quando la casa di Ingolstadt ci fece sbavare come dei cani con la spavaldissima RS4 B7 ed il suo motore ad alto numero di giri. Sono passati 10 anni ma finalmente sono riuscito a mettere le mani su questa esagerata scopetion wagon!

Non sono molte le Audi moderne che mi provocano quel piacevole brividino inguinale che fanno altre auto, ma devo ammettere che qualche modello della casa di Ingolstadt invece ci riesce e anche bene. Una su tutte, forse la più moderna se vogliamo escludere l’Audi A1 Quattro che sembra ignorante ma poi magari è noiosa come certi youtuber, è la vecchia RS4 B7, un ferro da veri teppisti, specialmente in versione station wagon pronta per trainarsi dietro dei bancomat interi.

Audi RS4 B7

No aspe, da veri teppisti? Ne siamo sicuri? Quando è stata l’ultima volta che avete guidato un’Audi e vi siete sentiti dei teppisti? Io non me lo ricordo, forse mai. Recentemente ho fatto qualche giro di pista MOLTO allegro con una nuovissima RS3 e l’ho trovata meno divertente della cena di capodanno. Va forte, Cristo se va forte, ma voglio provare ad andare oltre al solo tempo sul giro e vorrei parlare di emozioni: salite a bordo con me un’attimo e percorriamo le prime tre curve dell’autodromo di Modena abbomba con la nuova RS3 per poi tornare a parlare della RS4 B7 da Yakuza.

Audi RS3

Autodromo di Modena, Audi RS3, le prime tre curve:

Rettilineo, gas a fondo, sbatto dentro le marce con le palette, il 5 cilindri sbraita che è una meraviglia. Arrivo al punto di staccata e mi butto sui freni, vacca che potenza, punto il muso verso la curva a destra scalando le marce. Chiamo la seconda e il cambio si rifiuta di darmela, va beh, tocco la corda e do tutto gas. Sento i computer che mi tengono lì, io devo solo dare tutto gas, al resto pensa lei. Il motore è tagliato e sento l’esp che lavora fino a che non sono a ruote dritte per poi… sbom, via come una fionda verso la prossima curva a sinistra. Stacco cattivo di nuovo, torno a chiamare la seconda e il cambio non me la da, inizio a farmi delle domande, tocco la corda e giù gas, tutto. I computer mi tengono lì e, non appena a ruote dritte, sbom via come un missile verso la prossima curva che quei cazzo di computer faranno al posto mio.

Non ci siamo ragazzi. Un conto è una macchina che va forte, un conto è una macchina da guidare. Veloce ma, bello ma, bel sound ma… ma le emozioni qui stanno a zero o poco più. E poi se ti chiamo la seconda cazzo dammi la seconda, non volete che faccia una fuorigiri? Bene, ridatemi tre pedali che ci penso io, io voglio aiutarmi col freno motore, magari il manuale sono 3 secondi in più sul giro ma almeno cristo guido io.

La RS3 è purtroppo molto più veloce che divertente.

Ma la RS3 è il prodotto perfetto per il cliente odierno, voglioso di qualcosa di appariscente, borbottante, costoso e veloce senza però il mimino rischio di sporcarsi le mani o l’obbligo di dover appoggiare il suo iPhone XSGT3RS per correggere un eventuale sbandata. Inoltre saranno sicuramente in pochi i proprietari di questo ferro che la useranno in pista scontrandosi con il muro di elettronica che separa l’auto dall’asfalto.

Ecco perché non mi piacciono le Audi, non mi emozionano, sono troppo perfette nel loro andare forte, sono un po’… frigide.

Bene, questo è il mio pensiero sulle Audi (ma non solo) moderne. E quindi cosa ha questa RS4 di così speciale? Beh intanto ha il cambio

MANUALE

GUARDATE QUEI TRE PEDALI CHE MERAVIGLIA

collegato ad un motore che gira a regimi che non sono normali. Questa è una vera macchina con un vero cambio che vi collega direttamente ad un motore da fuori di testa, così sono le auto che ci piacciono, rozze, fetenti e che urlano. Sì perché sotto al cofano di questa RS4 è incastrato a fatica un V8 quattromila-e-due ad alto numero di giri che quando superate i 6000 giri e vi avvicinate al limitatore a 8200 giri lo sentono solo i cani da quanto urla. Gira talmente alto che Vtec spostati.

Audi RS4 B7 motore Audi RS4 B7 motore2

Mi ricordo quando la presentarono questa RS4, tutta la stampa specializzata rimase stupita di quanto fece Audi, tra il V8 ad alto numero di giri e la trazione Quattro simpatizzante verso il posteriore le recensioni furono tutte positive, tanto positive da avermi portato oggi ad essere qua a fare dei grossi buchi in terra con questa simpatica vecchietta che ha da insegnare un bel po’ alle ragazzette moderne tutte apparenza arroganza e poca sostanza.

E poi la vecchietta è invecchiata con stile, badilate di stile. I passaruota smodati, gli scarichi grossi così e veri, gli sfoghi dell’aria anteriori che fanno l’occhiolino alla 90 IMSA (opsino) e il sound del motore… oh che musica ragazzi, roba che dovrebbero distribuirlo nei sexy shop, se avessi un figlio gli comprerei un carillon con questa musica per educarlo fin da subito verso la giusta e retta via. Parte come il classico borbottio dei V8 ma salendo di giri diventa acuto e alto e sferragliante per poi trasformarsi in un folle urlo una volta lanciato a bomba. Mamma che roba che esce da quegli scarichi (veri).

Eppure, sound a parte, è proprio il motore la vera delusione di questo ferro… vi stupisce con rumorosi effetti speciali ma in fin dei conti, se vi dovesse mai cascare l’occhio sul tachimetro, vi renderete conto che non va poi così forte. Fa un rumore esageratamente bello, fa un sacco di giri ma… non fa strada. Il discorso ovviamente è relativo ma per avere oltre 400 cavalli ai bassi è un po’ vuoto, col salire di giri la spinta aumenta ma non arriva mai la botta che state inutilmente aspettando. Se prendiamo un V8 di pari epoca e potenza simile, tipo quello della Ferrari 360, ci troveremo di fronte ad un V8 veramente incazzato nero che vi smonta di schiaffi. Quello della RS4 è un po’ appannato, la coppia e la spinta ci sono ma sono talmente lineari da risultare un po’ melmose. Per riportare il discorso a livelli da comune mortale è un po’ come la differenza che c’è tra il 1600 della MX-5 ed il 1600 della Saxò VTS, per quanto motori “simili” il secondo è molto più arrabbiato e cattivo, è proprio una questione di erogazione e di carattere.

Tornando a parlare del quattromilaedue Audi, dobbiamo infatti ricordare che questo V8 è passato alla storia come un “polmone”… lo stesso polmone che ha deluso tutti quanti hanno provato una delle prime R8 che montava proprio questo propulsore. Questo motore dovrebbe esprimere circa 100 CV/litro ma la leggenda vuole che i 420CV dichiarati non li veda nemmeno con il binocolo, sembra arrivi a fatica ai 380.

AUDI, YOU CAN’T FUCK THE DYNO

Ma ad ogni modo, prendendo quest’Audi per quello che è, non si può negare sia un gran ferro. Credo che, 420 o 380 cavalli che siano, questa RS4 rappresenta tutto quello che la nuova RS3 – secondo me – ha un po’ perso per strada, il carattere, lo stile da rapina e la faccia da culo. Anche all’interno, non c’è niente che non serva su questa auto. C’è il volante i pedali il cambio e tutto quello utile a renderla confortevole, nulla di più. Non ci sono schermi touch, lucine e smerdate varie per fare del cinema, anzi c’è solo della bellissima fibra di carbonio sparsa qua e là per ricordarvi che è speciale e che pesa 170kg in meno rispetto alla S4 da cui deriva.

Questa RS4 grazie ad un approccio un po’ più “a pisello duro” risulta divertente ed emozionante grazie anche al suo normalissimo cambio manuale e ad un motore che urla come se gli aveste schiacciato un dito. È bella, fa molto zinghero figo, è alla moda ma è ancora una macchina da guidare, da tenere per le mani e da assaporare: nonostante sia relativamente nuova si vede che è un’auto ancora vecchia scuola, è molto diretta e sincera e, anche se consuma come una brutta roba, vi regalerà tragitti casa-ikea con il baule pieno di grandi sorrisi oltre che di inutili mobiletti dal nome strano.

Quello che impressiona di quest’auto è l’intimo rapporto che esiste fra il motore ed il telaio, l’uno segue e copia i movimenti e le volontà dell’atro e viceversa. È presente una specie di tensione sessuale costante fra loro due il che rende l’auto sorprendentemente agile e mai artificiale. L’equilibrio, sottile e superbo, entro il quale quest’auto esiste e si muove è un qualcosa che è difficile spiegare a parole, è magia meccanica. Lo si percepisce solo guidandola, sentendo le sue reazioni sotto al piede e sotto al culo, godendo appieno di quell’incredibile mix di efficienza e condiscendenza con qui questa RS4 vi spinge a farla urlare. Sono sicuro che in pista con questa probabilmente verrei doppiato da una nuova RS3 prima di 10 giri ma mi divertirei molto di più essendo io a guidare e, perché no, sbagliare. Poi, pur ammessi i suoi limiti di dimensioni e peso godrei come un matto a provocarla per bruciare dei copertoni (che non posso permettermi) a forza di powerslide cattivi e senza senso su tutte e quattro le ruote.

brap brap brap

Lo sterzo è estremamente reattivo (proprio sulla RS4 Audi non montò il Servotronic che invece era presente sulla S4) e preciso e vi permette di infilare quel grosso e pesante anteriore esattamente dove volete piazzarlo. Il grip è enorme e la ripartizione della coppia al 60% al retrotreno rende l’auto sì sottosterzante ma comunque sempre entro limiti ragionevoli ed il posteriore è sempre presente e vivo. Questo non è solo il ferro giusto per affrontare i tratti from casello to casello: anche su una bella strada esxtraurbana o su un bel passo montano può dire il suo grazie ad un grip esagerato e ad un motore che, anche senza sconvolgere, vi tira fuori dalle curve senza la minima fatica.

A differenza della pro-pro-pronipote moderna qui si ha l’impressione di guidare una macchina ancora meccanica con la quale, se volete, potete fare un bel punta tacco e far borbottare gli scarichi a piacere, non quella cagata di brap brap del DSG che è la cosa più finta e tamarra del mondo. Va bene il marketing  ma credo che Audi, come molte altre case d’altronde, negli ultimi anni si sia fatta un po’ prendere la mano andando a rincorrere senza senso il concetto di potenza arrivando a creare macchine che sono veri mostri ma tenuti imbrigliati da km di cavi elettrici che alla fine divertono molto meno di auto con meno cavalleria ma con telai più veri e sinceri.

Vi faccio una domanda: Quando comprate una macchina volete fare il record al ‘ring o magari divertirvi anche nel tragitto casa -> lavoro?

La RS4 soddisferà chiunque risponda positivamente alla seconda opzione ed è per questo che mi piace da morire. La vendevano a 74mila euro e oggi si trova intorno ai 20mila a seconda di quante rapine ha fatto, non va come la rivale M3 di quegli anni (la e92, che anche lei 420 CV non li ha davvero ma comunque pare spingere di più) ma riesce comunque a regalare grandissimi sorrisi e la giuste dose di ignoranza alla guida. Non sarà una macchina da pista pura quanto piuttosto un animale da raccordo autostradale, su per un passo montano se beccate uno con un Saxò VTS che va di fretta farete fatica a stargli dietro ma, qualunque cosa succeda, sarete voi a guidare e vi divertirete a farlo e questo è quel che conta!

Infine, cosa importante, dopo aver fatto i cretini ricordatevi di andare a lavarla, che una RS4 tutta infangata fa schifo!

ORA NON VI RESTA CHE ANDARE A SBRAPPARE NEL NOSTRO SHOP!

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