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Trovata abbandonata, questa Mazda RX-7 tornerà a cantare

de La redazione

Avete presente l’amore al primo sguardo, quel colpo di fulmine irrazionale con quella ragazza impossibile che sapete benissimo vi darà solo problemi, ma voi in quel momento non riuscite a pensare a nessun’altra? Che vi sia successo al liceo con la nuova compagna di classe, o ubriachi in discoteca, sapete benissimo di cosa sto parlando.

Quella sensazione lì, quel colpo di fulmine senza senso, con il cervello che ti dice “hai già una project car e non hai neanche i soldi per finire quella, cosa fai?” e il cuore che ti dice “cosa stai aspettando, vai!” io l’ho provata quando l’ho vista per la prima volta, coperta di polvere sotto un capannone in mezzo a dei camper, quella Mazda RX-7 prima serie, codice telaio SA22C, del 1979.


Un po’ di storia, prometto che non la tiro per le lunghe.

La Mazda RX-7 entra a gamba tesa nel mercato nel 1979: Micheal Jackson è la celebrità del momento e “YMCA” dei Village People è appena uscita, il presidente USA è Jimmy Carter, e nei cinema proiettano Apocalypse Now, il primo Mad Max, Star Trek 1, Rocky 2, e Roger Moore è nello spazio in  quella cagata pazzesca di 007 Moonraker.

Mazda, in quegli anni, naviga in cattive acque: siamo a pochi anni dopo la crisi del petrolio del ’73, e il picco dei prezzi della benzina stava per mandare in panchina il motore rotativo a favore di meno esotici piccoli motori a pistoni. Già sull’orlo del fallimento e con l’ente giapponese dei trasporti addosso, Mazda si trovò a dover cambiare le motorizzazioni di quasi tutta la linea, e il Wankel venne relegato soltanto ai veicoli sportivi della casa.

Nel ’78 però, viene presentata la RX-7 e tutto cambia. Piccola, slanciata, cattiva e con quel 12A sotto il cofano che le dà un rombo diverso da tutte le altre auto, la RX-7 è una hit fin dall’inizio. Ha tutte le caratteristiche per farla diventare un’icona cult degli anni ’80 con un anno di anticipo: la forma slanciata che la fa sembrare uscita da un film di fantascienza, il cofano lungo che ricorda una supersportiva europea e quel fascino tipico delle piccole sportive giapponesi che solo loro riescono ad avere.

La prima RX-7 spopola in America come l’alternativa alle vecchie e pesanti muscle degli anni ’60 e ’70, e in Giappone dove la bassa cilindrata del motore rotativo (il concetto di cilindrata per un motore rotativo è una questione complessa e dibattuta, ma ad ogni modo per l’ufficio delle tasse conta quel che c’è scritto sul libretto) permette agli appassionati di comprare una macchina sportiva senza pagare la salata tassa governativa sulle auto sopra i 1.500 cc. Pochissime RX-7 arrivarono invece in Italia, principalmente per le tasse sulle importazioni e le pressioni di Fiat sul governo, ma qualche pazzo fuori dagli schemi che ne ha ordinata una, c’è stato.

Da qui in poi, il resto è storia. Negli anni seguenti la RX-7 diventerà uno dei cult automobilistici, grazie sì alla particolarità al motore, ma anche al suo successo nelle competizioni: già dall’inizio le RX-7 sbancano il campionato IMSA nelle categorie GTO e GTU: le coupé rotative continueranno a vincere ogni gara per i 10 anni seguenti. 10 anni di vittorie continue, e noi ci lamentiamo della Mercedes in F1…

Anche in Europa la RX-7 continua a vincere: nel 1980 Win Percy al volante di una SA22C porta la coppa del campionato turismo inglese, il BTCC, al box di Tom Walkinshaw, che l’anno dopo vincerà la 24 ore di Spa con la stessa auto.

Potrei andare avanti per ore, questa è una macchina che ha corso quasi ovunque da Le Mans ai rally, ma poi vi addormentereste quindi la taglio qui.

La mia storia con questa auto inizia qualche giorno fa, quando mi telefona un amico dal nulla e mi fa “ho trovato una RX-7 prima serie abbandonata, il tizio la dà via a 1000 euro.”

1.000 euro

Per una Mazda RX-7

(cit.)

Senza pensarci due volte, la mattina dopo ero lì con i soldi in mano e la stessa sensazione di un bambino al negozio di giocattoli. E’ amore a prima vista: non riuscivo a pensare alla polvere che copriva la carrozzeria o il vetro posteriore spaccato, o ai costi per rimetterla in strada: riuscivo solo a pensare che mi stavo portando a casa una RX-7 SA22C, per il prezzo che chiedono ora per una Panda (se, ti piacerebbe n.d.r.).

Fin da subito mi sono perso a pensare al futuro: cosa voglio fare di lei? lLa riporto originale da museo, o la trasformo in una macchina da pista magari con il motore della FD3S, oppure potrei prendere il motore aspirato della FC… a farmi cadere la testa dalle nuvole è stato il venditore, che alla fine di tutto mi chiede “come ha intenzione di portarla via?

Mi ero così entusiasmato per questo nuovo progetto questa botta di culo che mi è capitata per le mani, che non avevo neanche pensato alla logistica, o alla fattibilità del progetto: non ho un carro attrezzi, come la sposto? Per fortuna ho un po’ di amici, e dopo qualche chiamata torno dal venditore con un carrello al traino.

Dopo un paio d’ore di viaggio e qualche complicazione, la RX-7 arriva al mio box, in attesa di venire trasportata alla mia officina di fiducia dove la macchina verrà smontata e pulita mentre mi decido sul da farsi e soprattutto dove trovare i pezzi che vanno sostituiti: al contrario della mia altra project car, una Silvia S14 dove i pezzi si trovano in abbondanza su qualsiasi sito internet per jdmmari, i pezzi per una RX-7 prima serie esistono, si, ma pochi sanno dove.

Il motore sotto il cofano è la prima versione del 12A della RX-7, un Wankel due rotori con un singolo carburatore Nikki che sviluppa, su carta, 105cv e spinge fino a 7.000 giri al minuto.

Nonostante lo strato di polvere che può ingannare, l’auto è stata messa in moto l’ultima volta solo un paio di settimane prima che io l’abbia comprata, e nonostante un paio di tubi della benzina crepati da cambiare e tutti i vari interventi che vanno fatti su auto di quest’epoca, non sembra essere in cattive condizioni. L’impianto elettrico funziona, i fari pop-up si alzano senza problemi e il quadro si accende. Ovviamente per una macchina di 40 anni fa la ruggine è presente, ma non mi è sembrato di vederne passante sul telaio o in punti portanti, forse perché è stata sotto un capannone dove la pioggia non può arrivare.

Nella ricerca di più informazioni possibili sulla meccanica della mia nuova project, mi sono addirittura iscritto al forum dei proprietari di RX-7. Ma voi ve li ricordate i forum? Ormai tutto è su Facebook o Discord, ma a me i forum piacevano. Adesso però hanno quel feeling di nostalgia, in cui tutto è familiare ma non mi ricordo un cazzo: come si aggiunge la firma sotto i post?

Ed ecco che siamo arrivati alla fine della storia di questa RX-7, per ora. Adesso tocca a me rimetterla in strada, e nonostante sarà un processo lungo e costoso che mi porterà a innumerevoli crisi e frustrazioni, sono felice di cominciare. Un pò come quella ragazza impossibile che non riesci a toglierti dalla testa di cui avevo parlato a inizio articolo, questa RX-7 mi farà soffrire per un bel po’ di tempo. Al contrario della ragazza irraggiungibile però, questa macchina è reale, e un giorno sarà finita esattamente come voglio. Non ho intenzione di mollare questo progetto, anche se ci metterò anni e anni. Perché per quanto possa soffrire il portafoglio, va fatto.

Testo, foto e botta di culo di Giovanni Tarizzo, il nostro infuocato del JDM e quelle robe lì (seguite il suo ig instagram.com/nightdrive_gio per aggiornamenti circa questo piccolo bidone di ruggine giapponese)

E questi li hai letti?

6 commenti

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Loris 7 Marzo 2021 - 12:11

In bocca al lupo per questo nuovo progetto, ne possono venire solo ed esclusivamente cose belle!!

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Flavio 7 Marzo 2021 - 12:53

Bravo, in bocca al lupo x il restauro, xo ti prego…lasciala originale!

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Davide 7 Marzo 2021 - 14:08

Restauro!

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Enzo 7 Marzo 2021 - 20:13

C’era un ragazzo, uno di noi appassionati, che possedeva RX-7 di varie serie e aveva anche un sito abbastanza completo, questo:
https://sites.google.com/site/mazdarx7ita/

magari ti può essere utile.
Gli appassionati di RX-7 e Wankel sono come i carbonari…

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Pierantonio 7 Marzo 2021 - 20:27

Ciao, complimenti, e buon lavoro!!!

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Luca 7 Marzo 2021 - 22:28

Grande!!! Bella anche la storia mi ci ritrovo perfettamente!!! Complimenti e good luck… e dai dai dai cazzo!

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