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Quella volta che l’Alfa Romeo scassò tutti a Bonneville

25 Settembre 1992.

La macchina: Una Alfa 155 Q4. Rossa come deve essere una Alfa. Targata MI come come giusto che sia.

La rivista: Gente Motori. Ora credo non esista più. Non saprei… l’ultima volta che l’ho sentita nominare avevo tipo 20 anni e avevo preso un numero dove c’era una strabiliante recensione di una Fiat Sedici. (in realtà ho buttato un occhio in edicola e la rivista c’è… ma il logo è diverso, ora devo capire che relazione ci sia tra questo Gente Motori ed il “vecchio” Gente Motori)

Il luogo: Lago salato di Bonneville, il tempio supremo della velocità. Solo a dire Bonneville mi sento un po’ di simpatia nelle mutande, credo capiti a tutti gli appassionati i malati di motori.

Alfa 155 articolo Gente Motori

Dicembre 2017.

Siamo al Motor Show di Bologna. Girovagando nel padiglione auto storiche stringi pantaloni, l’occhio mi è caduto subito su questa 155 che porta il logo di Gente Motori. All’inizio sembrava una di quelle auto di servizio della CEA Estintori che si vedevano a gran premi di Formula Uno anni 90, come le 75 a Imola ai tempi di Gerhard Berger e soci.

Una tipo questa insomma:

Alfa 155 CEA Estintori

Poi però ho iniziato a guardare bene, e le sorpresine sono venute fuori.

Coppe ruote aerodinamiche, nessun specchietto, allestimento interno completo da corsa: sedili, interni rimossi, cinture a cinque punti, roll-bar, impianto di estinzione, strumentazione semplificata e quell’adesivo sul cofano di “Gente Motori” sbiadito…  sembrerebbe una delle tante 155 da prova su strada estrema, tipo “1 milione di km con la 155 mangiando solo dei gran Camogli in Autogrill”.

Poi vedo la sigla “G/PS” incollato in bianco sui vetri posteriori, il numero 3 e un pacchetto attaccato dietro che sembra… un paracadute. Ok, è ora che mi informo.

E dire che era facile eh… accanto alla vettura c’è un gigacartellone con riportato l’articolo dell’epoca che racconta l’avventura: una Alfa Romeo 155 targata Milano, a Bonnevile che sfiora le 185 miglia orarie sul lago salato. Sono passati 25 anni da quel Settembre ma a leggere ste robe la bocca mi si è asciugata come la superficie del lago più famoso al mondo.

Alfa 155 locandina Motor Show

Veniamo al ferro.

Stiamo parlando di una Alfa 155 Q4 modificata appositamente e portata a 365CV per farle raggiungere le 185 miglia orarie, equivalenti a 297 km/h. Ma vediamo nello specifico cosa è stato fatto a questa 155 perché è una storia meravigliosa.

Alfa 155 finestrino record

Partiamo dal fatto che la base è una “comune” (che ormai non se ne vedono più) 155 Q4, come quelle che tutti potevano comprare dal concessionario all’epoca. 4 cilindri in linea, 16 valvole, due litri turbo per un totale di circa 190CV. Non pochi ma non abbastanza: nonostante tutto la macchina non era capace di superare i 225 orari.

Questa qui insomma, una tranquilla Alfa da domenica fuori porta.

Alfa 155 brochure

Ecco quindi che per la prova sul lago salato entrarono in azione i tecnici Abarth. Trasferita la macchina a Detroit, dove la FIAT aveva un gruppo di tecnici specializzati in record di questo tipo, il propulsore venne pesantemente modificato utilizzando parti provenienti dalla Lancia Delta Integrale Evoluzione gruppo A.

Le modifiche al motore partono dal turbocompressore, un enorme Garrett TB 3-85, sicuramente più lento a salire di giri e a vincere l’inerzia rispetto al ben più piccolo T3 di serie, ma in grado di garantire una sovrapressione di ben 1.2 atmosfere, sino ad arrivare ai componenti interni. Anche pistoni, bielle e albero motore e albero a camme provengono  infatti dal Deltone da corsa, questa Alfa 155 era praticamente un ibrido Lancia-Alfa Romeo pronto a far vedere come diavolo si preparano i motori. Per il giusto apporto di aria a questa bestia di motore il collettore di aspirazione è stato profondamente rilavorato e modificato e per il raffreddamento dell’aria è stato installato un intercooler maggiorato, sempre di derivazione Delta Integrale, con un sistema di irrorazione d’acqua per aumentare lo scambio termico. Per sfogare i gas di scarico è stato montato uno scarico maggiorato in acciaio inox da 55mm … e qui voglio farvi notare come i tecnici Abarth abbiano mantenuto la tradizionale uscita posteriore al posto di una – migliore – uscita laterale che però avrebbe comportato un innalzamento del corpo vettura; a Bonneville l’aerodinamica è tutto. Per permettere al motore di gestire meglio la maggiore quantità di aria il rapporto di compressione è stato abbassato a 7,75:1 e tutto il lavoro viene completato dalla pressione benzina aumentata e da una mappatura completa della centralina.

Il risultato? Un motore 2 litri turbocompresso capace di sviluppare 365CV – e qui la cosa più importante – praticamente costanti da 6000 giri fino al massimo di 6500 giri.

Alfa 155 retro

Purtroppo non ho foto del motore, le gentili ragazze dello stand non hanno potuto aprirmi la macchina ma ho le foto dell’epoca, con i tecnici che mettono mano al motore a suon di cancheri in italiano.

Alfa 155 articolo Gente Motori 2 Alfa 155 articolo Gente Motori 3 Alfa 155 articolo Gente Motori 4

Come potete leggere il motore girava relativamente basso, appena 6500 giri. Per far quindi raggiungere il massimo possibile della velocità alla macchina anche i rapporti del cambio (della sola quinta marcia in realtà) sono stati rivisti adottando la coppia di ingranaggi della quinta della Alfa 164 TurboDiesel, più lunghi e quindi più adatti al compimento del record.

Per regolamento della categoria G/PS (G sta per 2000cc di cilindrata, P inteso come auto di serie e S sta per sovralimentata) l’esterno della vettura deve rimanere tale e quale alla vettura di serie, ad eccezione di alcuni optionals disponibili per la vettura e le coppe ruote aerodinamiche. Tutto ciò ha creato un guadagno nel Cx (già di 0.29) di 0.03, il massimo ottenibile nei limiti del regolamento, mentre le sospensioni sono state cambiate, con un abbassamento dell’assetto di 50mm e un conseguente irrigidimento.

Alfa 155 lato

L’altra cosa che, incredibilmente, deve rimanere di serie sono le gomme e la relativa misura, ovvero delle Michelin di primo equipaggiamento con il battistrada rimosso per migliorare la resistenza al rotolamento e una pressione di 3 bar.

3 bar.

A 300 all’ora.

Su un lago salato.

Roba da PAZZI FULMINATI™.

Come da regola, a Bonneville il risultato finale è la media tra due “run” effettuati sul rettilineo di 5 miglia, segnato da una riga nera disegnata sul lago salato. Immaginate di essere al volante di questa 155, sotto un sole cocente, con davanti a voi una riga nera lunga 8km da seguire sul filo dei 300km/h, la visiera del casco abbassata e l’occhio sul semaforo per il via. Il forte vento laterale che ulula sulla carrozzeria, ti vuole uccidere ma tu hai le palle più quadrate di lui. Non puoi correggere e non puoi frenare, non c’è attrito e hai le gomme a 3 bar. Puoi solo andar dritto cercando di correggere lentamente e dolcemente lo scarrocciamento. Una sensazione che in pochi possono provare, ma è bello sapere che c’è una Alfa 155 nel leggendario tabellone dei record a Bonneville, tra le vetture da oltre 1200 km/h e gli scooter 50cc.

Alfa 155 articolo Gente Motori 4 Alfa 155 articolo Gente Motori 5

Che figata gli anni 90, che figata quando c’erano soldi da cacciare in queste imprese. Grazie Alfa Romeo, grazie Gente Motori.

Nota Finale: A guidare la macchina in questo meraviglioso record fu Gianni Manin,  non solo direttore di Gente Motori ma anche appassionato di questo genere di avventure. Fu infatti lui a portare sempre a Bonneville una Fiat Tipo, una Lancia Dedra ed una 164. E se buon sangue non mente, Bonneville vide anche una Lancia Y10 1.3 i.e. GT in edizione un po’ speciale, toccare la punta massima di 176,402 km orari e guidata dal figlio Riccardo.

 

Pezzo scritto dai miei fidi aiutanti Mattia Limonta e Luca Maini, grazie ragazzi!

 

 

Articolo del 15 Gennaio 2018 / a cura di Il direttore

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  • Brendan P Buckley

    The Gentleman in the white shirt in the group picture and waving the Italian flag is Don Black. Who worked along side Carlo Chiti at Alpha years ago.

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