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Caterham Seven 485R – ESAGERATA

by Il direttore

Ne ho sempre desiderata una, fin da quando le Caterham le vendevano in kit di montaggio. Da appassionato di modellismo avrei infatti potuto unire due mie grandi passioni montandomi da solo l’auto in garage, altro che scooter elaborati. Fin da bimbo ne ho sognata una, poi però, crescendo, la vita cambia, la società impone i suoi ritmi e le sue spese e la Caterham è finita nello scatolone dei sogni improbabili assieme a fidanzarmi con l’attrice di Fantaghirò e molti altri.

Cara Alessandra, se mi leggi, vorrei ancora essere il tuo Romualdo, sappilo.

Comunque

Fa caldo, il mio gatto si srotola sotto il condizionatore, la mia esistenza a Bologna nei mesi giugno/luglio è una umida attesa (non ETS) nei confronti di Settembre; questo caldo mi uccide. È proprio nel mezzo del caldo di un pomeriggio di quelli che l’asfalto si scioglie che vengo risvegliato dal mio torpore dallo squillo del telefono. Chi è che rompe le balle? Fatemi annaspare in pace: “Ciao sono Maurizio di Sparco, ascolta che ne dici di venire in pista a provare una Caterham con il kit Sparco per il tuo sito? Ti va?”

Chi tace acconsente ed il mio svenimento improvviso è stato accolto come un “Sì, lo voglio”. No davvero, mi chiedete se “mi va” di provare una Caterham in pista? Ma vacca boia se mi va!

L’appuntamento è in pista per il venerdì più caldo della storia moderna, entro nel paddock con la Skoda della morosa con l’aria condizionata a livello “Greta, non siamo in Svezia” e la vedo, ferma in un angolo, piccola, spudorata e bassa. Una Caterham riesce sempre a fare la sua porca figura, ha una linea immortale, le mode passano (e quella dei crossover sportivi speriamo passi in fretta), lo stile rimane. E qui di stile ce n’è parecchio, grazie anche alla strepitosa livrea vinteig Sparco che la rende una vera bomba a mano.

Caterham Seven 485R detail Caterham Seven 485R front Caterham Seven 485R side

(77 come 1977, anno di fondazione della Sparco)

Il Ferro, Caterham 485 R

Il ferro in questione è una nuova Caterham 485 R, la più potente per il mercato Italiano. Le 620 infatti non sono omologabili in Italia, il 5 della sigla 485 indica infatti che la macchina è Euro 5 (le ultime in realtà sono Euro 6C WLTP ma a Caterham piacciono i numeri dispari), condizione obbligatoria per omologare una nuova auto qui da noi. Ad ogni modo c’è poco da lamentarsi: spinta da un due litri Ford Duratec da 240 CV e limitatore a 8500 giri, con un peso di appena 520Kg, questa Caterham 485R ha un rapporto peso potenza da panico, oltre 460 CV/tonnellata che le permettono di accelerare da 0 a 100 in meno di 4 secondi e di tirare tranquilla fino ai 240 orari.

Caterham Seven 485R motoreCaterham Seven 485R contagiri

Non è dotata di servosterzo e nemmeno di servofreno, al posteriore c’è un differenziale autobloccante a lamelle di origine BMW e se all’avantreno fa bella figura uno schema sospensivo a triangoli sovrapposti (con tubi sagomati a sezione aerodinamica fap fap fap) e sospensioni a ghiera per regolare l’altezza da terra, al retrotreno abbiamo un ponte De Dion, come le vecchie Alfa, semplice, funzionale e che mette a proprio agio. I cerchioni sono da 13 pollici appena e le gomme sono delle semislick che non vedo l’ora di scaldare per bene.

Caterham Seven 485R sospensoni Caterham Seven 485R scarico

Mi avvicino: è piccola anzi piccolissima, bassa anzi bassissima e mi immagino sia un mostro che mi strapperà le braccia a morsi. Nella testa mi risuona il rapporto peso potenza pari (di poco inferiore a dire il vero) a quello di una Ferrari 488 GTB e la mente inizia a tremare. Ma in realtà è tutto sbagliato, è tutto sconvolto e viziato da un mondo di auto obese che ha conquistato schiere di automobilisti trasformandoli in piloti della domenica a botte di coppia facile a bassi giri. La realtà è un’altra, la realtà è che quando sei leggero, molto leggero, puoi permetterti di fare quello che vuoi che comunque vada andrai forte, non sconvolgentemente forte, andrai forte nell’unico confronto che ha senso di esistere, quello con il cronometro.

Caterham Seven 485R larga

Dopo le chiacchiere di rito è però ora di fare sul serio, bando alle ciance, non ci ho dormito stanotte, fatemi guidare. Mi metto la tuta, mi vengono fatte le raccomandazioni del caso, mi viene spiegato che, anche se sembra il contrario, è una macchina tranquilla e che mette a proprio agio ma il mio cervello frulla a regime VTEC e non capisco molto, mi limito a dire di sì come quando la prof mi sgamava alle superiori: “Moro? Cosa stavo dicendo?” “Ehm… sì.”

Prima però una foto con il cofano in mano, voglio ricordarmi di questo momento:

Una volta calato nel basso abitacolo mi ritrovo seduto in una posizione che è perfetta, non c’è niente che non sia al giusto posto, è incredibilmente naturale e precisa, un po’ stretta ma è meravigliosa così; ovvio che in una macchina così essere troppo altri o troppo bassi è un limite e io sono 1.73 per 54Kg e vado via liscio come l’olio. Mi infilo le cinture Sparco e viene fuori la prima magia: questo set di cinture, costruito appositamente da Sparco per la Caterham va a risolvere alcuni problemi tipici delle cinture originali, spostando in alto le fibbie di regolazione ed accorciando i tratti con le cuciture per permettere una più agevole e immediata e precisa regolazione delle stesse. Vi garantisco che, con 40 gradi, tuta, casco e guanti questi sono dettagli che fanno veramente la differenza, le cinghie delle spalle hanno gli agganci al blocco asimmetrici che permettono di infilarli anche ad occhi chiusi tanto o entrano (e sono giuste) o semplicemente non entrano. È di Sparco anche il volante, più piccolo rispetto a quello originale (26cm VS 28) e rivestito in materiale antiscivolo, è una vera bomba a mano, ci si sente dentro ad una vecchia Formula 1, che figata.

Caterham Seven 485R volante sparcoCaterham Seven 485R volante sparco 2

Giro la chiave e accendo la macchina con il pulsante sul micidiale cruscotto in fibra di carbonio e il motore si risveglia sommesso e tranquillo. Premo il pulsante sport che apre lo scarico (più rumore, spari in staccata e mappatura con 20CV in più) e sono pronto. Uscendo dai box ero un po’ in ansia ma in realtà dopo due curve la macchina mi ha fatto capire subito che lei era lì con me, mano nella mano, per aiutarmi ed insegnarmi ad andare sempre più forte, il grip è totale, il volante è surreale, pare quello di un kart, si sterza tutto con poco più di mezzo giro e i freni, senza servofreno, sono la cosa più sensibile che abbia mai provato, sembra di stringere le pastiglie con i denti tanto è il feeling che trasmettono al pedale. Ci metto tre curve per capire che sto guidando qualcosa di straordinario: non è la spinta del motore a sconvolgermi, è la velocità che si riesce a tenere in curva, la totale assenza di rollio ed il grip infinito che mi fanno entrare immediatamente in un’altra dimensione nella quale il concetto di inerzia viene letteralmente sbriciolato.

Anche la progressione del motore è assurda, da una macchina così mi aspettavo un 4 cilindri rabbioso, urlante, con un carattere da corsa, invece è incredibilmente docile, lineare e mai sgarbato, la potenza è spalmata uniformemente dal minimo al massimo, senza strappi o buchi, permettendomi di sfruttare ogni grado di flessione del pedale del gas, sapendo sempre cosa il motore farà, fidandomi di lui e non avendone paura. Non un mostro sputafiamme, ma una amichetta speciale con cui divertirsi, non una bestia che intimidisce ma una compagna con cui sentirsi al sicuro e se stessi e assaporare l’essenza della guida a piene mani. È questa la magia di questa Caterham, è questa la magia di un progetto nato oltre 50 anni fa con Colin Chapman e che tutt’ora regala emozioni pure e genuine e che sposta il concetto di piacere di guida da “marò quanto tira, prendi quei 50 euro sul cruscotto se ci riesci” a quello di fluidità assoluta fra le curve, di velocità totale, non solo sul dritto ma veloce sempre, comunque e dovunque. D’altronde lo diceva lo stesso Chapman: “to add speed, add lightness”.

Questa macchina è talmente pura che mi sembrava di averla guidata da sempre negli ultimi 20 anni; con lei è stato come tornare bimbo a mangiare i tortellini della nonna: sono semplicemente perfetti, sono loro, li conoscete da sempre, e non avete bisogno di altro nella vita.

(Davvero, esiste qualcosa meglio del correre verso il tramonto su un ferro del genere?)

Iniziandoci a tirare ovviamente la musica cambia: la macchina da docile e amichevole, si trasforma in un’arma con cui andare all’attacco del tempone: come in un Kart vedete le ruote e, ve lo giuro, le potete mettere dove diavolo vi pare, volete pizzicare il cordolo, taac cordolo pizzicato, lo sterzo concede tempi di reazione semplicemente assurdi, in un cambio di direzione anche veloce basta fare tac-tac, destra sinistra e lei via, come un anguilla sguscerà via, aumentando il ritmo il grip aumenta, le gomme si scaldano e si possono tenere velocità di percorrenza di curva che con macchine normali semplicemente non potete nemmeno immaginare… in alcune curve mi sono reso conto che se non avessi avuto le cinture sarei “sguillato” via dalla macchina… flù, nella via di fuga! Ma anche alzando l’asticella la macchina rimane comunicativa e affabile, siete voi a guidare, l’intera macchina è una estensione del vostro corpo e del vostro cervello, è immediata e naturale, mai filtrata e mai improvvisa. Un ferro incredibile che mi ha fatto urlare sotto al casco dall’emozione.

La facilità d’uso di questa Caterham 485R è sensazionale, la curva di apprendimento è lineare a ripida, si impara a guidarla e si può iniziare ad andare forte quasi subito. È tutto talmente perfettamente accordato e semplice e naturale che potrebbe andarci forte anche la mia morosa. Il 2 litri Ford Duratec da 240CV non stupisce con effetti speciali, la curva di coppia è spalmata su tutto l’arco dei giri come marmellata su una fetta biscottata, non c’è un momento in cui entra in coppia, non c’è un momento nel quale si slega e si lancia verso l’orizzonte. No, semplicemente, dal minimo al massimo, questo motore tira con la stessa identica forza, lineare e possente, lanciandovi verso in avanti come una fionda: mentre gli altri urlano, sbraitano, dicono robe insulse come “vtec kicked in yo”, questo semplicemente FA UN SACCO DI STRADA. E questa è la cosa più importante. Tirate una marcia, fuori una, dentro un’altra, il calo di giri è minimo e il motore è pronto a ricominciare a tirare da dove era rimasto, dio che amore i motori aspirati!

(Dettagli da sbavo sparsi qua e là sulla Caterham inclusi nel prezzo)

Ovviamente parte della goduria passa attraverso il cambio, un 6 marce sviluppato internamente dalla Caterham, che è semplicemente perfetto: meccanico e preciso, ricorda molto quello di una MX-5 con l’unica pecca che richiede di fare la doppietta in scalata altrimenti, a meno di essere nel regime perfetto dei giri, tenderà ad impuntarsi: roba da piloti veri questa.

(fate vedere questa foto ai vostri figli, chi dimentica è complice)

Essere leggeri ed essenziali è questo: non serve strafare, non serve impressionare, basta un buon motore ed un buon telaio, le gomme giuste e il tempo sul giro viene da sé, con una Caterham avrete l’impressione di andare più lentamente rispetto ad altre auto, avrete l’impressione di impegnarvi di meno ma il cronometrò vi rivelerà che, leggeri, agili, lisci, unti, allegri, sereni e rilassati, state andando molto più veloce di quanto state pensando. Ovvio che andare all’attacco del tempo è un’altra cosa ma io, Lorenzo di RollingSteel.it su una Caterham prestata, sono sicuro di aver fatto il possibile rimanendo nel limite del “mamma mi servono dei soldi” riuscendo comunque a capire e assaporare a fondo un’esperienza che non dimenticherò mai. E per questo, è doveroso, devo ringraziare Sparco per aver organizzato una giornata memorabile e Luigi Borghi di Caterham Italia per avermi dato la disposizione della sua bimba senza dirmi la famosa frase di Rowdy a Tom Cruise in giorni di tuono “fai anche solo un graffio a questa pupa, e ti strappo le palle”.

(ragaz non fate finta di niente, i poster con i bolidi di Giorni di Tuono – fatti da me – li trovate solo QUI)

RollingSteel.it si sta lentamente trasformando nel sogno che era quando lo aprii nel 2016 e questo è specialmente grazie a voi, voi che ci leggete, ci supportate e che, mi sembra, a volte ci credete anche più di me. Grazie!

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