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Le chiamavano fortezze volanti

by Il direttore

Il mondo dei motori deve tantissimo alla seconda guerra mondiale: in quegli anni vennero studiate, sviluppate e rese fruibili tecnologie che fino a pochi anni prima erano impensabili. Nel giro di pochi anni si passò da rudimentali motori rotativi (come il piccolo Le Rhône 9J – Oberusel U.II. che alimentava il mitico Fokker DR.1) a bestie di dimensioni spaventose come il glorioso Pratt & Withney R-2800 (un 18 cilindri a doppia stella raffreddato ad aria da 47 litri di cilindrata, installato su bellezze come il F-4U Corsair e il possente P-47 Thunderbolt e alcuni bombardieri) fino ai primi motori a turbina.

Figli del genio dell’inglese Frank Whittle, i primi motori a getto erano già in volo nel 1939 sull’affusolato Heinkel He-178 tedesco e pronti a seminare il panico con il meraviglioso Messerschmitt Me-262, primo aereo da guerra operativo spinto in avanti da una coppia di turbogetti.

Tuttavia, doveroso ricordarlo, i progressi portati avanti nel corso della guerra hanno avuto un costo enorme in termini di vite: decine, centinaia di migliaia di giovani come me e te sono usciti di casa una mattina senza mai farvi ritorno, trovando la morte nei modi più atroci, lontano dalle loro famiglie, nel freddo del cielo e sepolti dall’oblio della “ragione” umana. Ragazzi come me e te che hanno vissuto per volare, con la fortuna di pilotare alcuni degli aeroplani più belli della storia, facendo rotta verso cieli da cui forse non avrebbero fatto ritorno. Ragazzi come me e te che, nel freddo silenzio delle loro cabine di pilotaggio, stivati all’interno delle loro fortezze volnati assieme ai propri fratelli, hanno vissuto una delle più devastanti avventure della razza umana.

– ragazzi come me e te chiusi dentro una torretta Sperry, senza paracadute –

Visto quindi che siamo appassionati di aerei e di motori, vogliamo dedicare questo articolo a tutti quei ragazzi che, a bordo dei loro bombardieri, non hanno mai fatto ritorno a casa. E vogliamo dedicarlo anche ai bombardieri e agli aeroplani, semplicemente perché sono belli.

– se avete tempo, guardatevi il film “Memphis Belle”, merita –

I FERRI DELLA LIBERTÀ

B-24 Little Warrior

Questo Ford (che li costruiva su licenza Consolidated) B-24H Liberator (numero di matricola 42-94812) con il nome “Little Warrior” apparteneva al 493esimo Bomb Group. Dopo esser stato colpito dalla flak (la contraerea tedesca) sopra Quakenbrück, in Germania, i serbatoi di carburante esplosero. L’aereo si schiantò al suolo uccidendo tutto il suo equipaggio tranne un uomo che, riuscito a paracadutarsi e ad arrivare a terra sano e salvo, è poi stato ucciso dai civili che l’hanno trovato. Era il 29 giugno 1944.

La foto venne scattata da Clifford A. Stocking, mitragliere a bordo del B-24 “Green Hornet”.

B-17 “Whizzer II”

Anche questo B-17 (chiamato Whizzer II, numero di matricola 42-5786) venne abbattuto dalla flak mentre volava sopra Nis, ex-Jugoslavia. La contraerea colpì l’aeroplano fra i motori numero 3 e 4, i serbatoi di carburante presero fuoco immediatamente e, pochi istanti dopo, l’ala si spezzo. Non si salvò nessuno, era l’aprile del 1944.

B-24 “Stevenovich II”

Questa foto è molto famosa, mi ricordo che da sbarbo l’avevo trovata anche nella collana “Aerei da Combattimento” che si faceva in edicola. L’aereo è un Consolidated B-24L-10-FO Liberator, chiamato “Stevenovich II” e con numero di matricola 44-49710. Venne abbattuto dalla flak sopra Lugo di Romagna (sì, avete letto bene). Era il 10 aprile 1945. C’erano quasi, poveretti.

Il pilota di questo B-24, il tenente colonnello James Gilson, decise di battezzare l’aeroplano come suo figlio, Steven. L’equipaggio decise quindi, d’accordo con il pilota, di aggiungere -ovich alla fine del nome per dargli una sonorità più russa: nel caso l’aereo avesse dovuto effettuare un atterraggio di emergenza in territorio sovietico, con questo stratagemma l’equipaggio sperava di conquistare la simpatia dei russi e, magari, di riportare a casa la pelle. Sono invece sepolti nel cimitero di guerra americano a Firenze.

B-17 “Wee-Willie”

Questo Boeing B-17G (matricola 42-31333) chiamato Wee-Willie venne sventrato dalla flak sopra Kranenburg, in Germania. Da questo incidente si salvarono in due, il pilota Robert E. Fuller e un altro ragazzo dell’equipaggio. Il fatto avvenne l’8 aprile 1945, a pochi giorni dalla liberazione dell’Europa. Quel giorno il 322° Bomb Squadron venne mandato ad attaccare alcune strutture di riparazione locomotive presso i cantieri di Stendal, nella regione tedesca della Sassonia-Anhalt.

Il pilota Fuller, riuscito a scappare dall’aereo in fiamme, una volta al suolo fu catturato e trascorse il resto della guerra come prigioniero di guerra. Da segnalare che il Wee Willie era il più vecchio B-17G ancora in servizio con il 91° bomb group e fu il penultimo B-17 abbattuto in azione in questo gruppo prima della cessazione delle ostilità.

B-24 Red Bow

Era il 4 aprile 1945 quando i B-24 Liberator del 448° bomb group, 2a divisione aerea, vennero attaccati dai micidiali Messerschmitt Me-262 a reazione. Un vespaio, quello in cui si trovarono a volare questi B-24, impegnati a bombardare proprio le basi nelle quali era di stanza il nuovo aeroplano a getto. La formazione venne così attaccata da circa 50 aeroplani fra Me-262 e i meravigliosamente letali Me-163 Komet a razzo, perdendo in totale 8 Liberator compreso quello fotografato, il numero di matricola 44-50838, chiamato dal suo equipaggio “Red Bow”. Dall’incidente si salvò solo il marconista Charles E Cupp Jr, lanciatosi dal vano bombe aperto.

Curiosità: l’aereo venne abbattuto da un razzo a propellente solido R4M Orkan (Uragano), prima arma di questo tipo utilizzata nella storia dell’aviazione e che sarebbe stata presa come esempio per tutti i razzi che sia gli Stati Uniti che l’Unione Sovietica avrebbero utilizzato negli anni ’50.

B-24 abbattuto su Munster

Questo B-24 della famosa 8th Air Force venne abbattuto sopra Munster, in Germania, durante una missione di bombardamento ad una stazione di smistamento ferroviario.

B-17 “Mizpah”

Anche questa foto, un po’ come quella del B-24 Stefanovich II, è tristemente famosa. Il B-17 in questione, chiamato “Mizpah” dal suo equipaggio, venne colpito in pieno muso da un’esplosione della flak contraerea sopra Budapest. Adesso però vi racconto questa: nonostante il danno subito in foto, questi aerei, e il loro nome lo suggerisce, erano veramente della fortezze volanti, capaci di incassare danni incredibili senza fare una piega, che anzi cercavano con tutte le loro forze di riportare a casa quei ragazzi.

Dopo l’esplosione, i due avieri nel muso purtroppo morirono sul colpo, ma il pilota riuscì a mantenere l’aereo in volo livellato abbastanza a lungo da permettere a tutto l’equipaggio di abbandonarlo in sicurezza. L’aereo, una volta con nessuno a bordo, si schiantò al suolo vicino a Dunavecse, Ungheria.

B-24 Liberator “Extra Joker”

L’Extra Joker (725esimo Bomb Squadron, 451esimo Bomb Group) venne attaccato duramente da alcuni Focke-Wulf FW-190 (uno dei miei aerei preferiti di sempre, specie nella sua versione D-9 Langnasen con il 12 cilindri a V invertita Junkers-Jumo 211) mentre bombardava l’aeroporto di Markersdorf vicino a Vienna, Austria.

– in questa foto si vede un 190 (un Kurznase) passare vicino all’Extra Joker mentre va incontro al suo destino –

I ragazzi che sopravvissero a quei due giorni di furia (Markersdorf venne presa di mira il 22 e il 23 agosto del 1944) raccontarono che i caccia tedeschi attaccavano disperatamente, senza sosta, in gruppi di 10 e oltre senza tener conto delle perdite dei loro compagni. In quei due giorni gli alleati persero 14 bombardieri e 140 uomini mentre i tedeschi persero 33 caccia, tutti abbattuti dai mitraglieri dei B-24.

B-17 “Miss Donna Mae II”

Il fuoco amico, quando ancora la tecnologia dei radar non era avanzata come lo sarebbe stata successivamente, era un pericolo serio. Chi non ha mai volato su un aeroplano dal posto di pilotaggio non ha idea di quanto le cose, una volta staccata l’ombra da terra (titolo di un bellissimo libro di Daniele del giudice, super consigliato), diventino veramente più piccole e tutte tremendamente molto simili. Una volta in volo, da soli, la cosa che fa più paura di tutte, per quanto possa sembrare assurdo, è perdersi. Entrare in una nuvola senza le dovute capacità è pericolosissimo.

Ecco allora che, all’epoca, il fuoco amico era una questione molto più seria di quanto possa sembrare: riconoscere gli amici dai nemici in quel gran casino che erano quei cieli, non era affatto banale. Vi basti pensare che i primi aeroplani abbattuti dal mitico Supermarine Spitfire (nella sua prima battaglia, 6 settembre 1939) furono un Bristol Blenheim e un Hawker Hurricane, entrambi della RAF. Questa introduzione era doverosa per arrivare al “Miss Donna Mae II”, andato distrutto dalle bombe sganciate da un B-17 che volava in formazione sopra di lui.

Sembrerà una scemenza ma le formazioni, per quanto strette, sono studiate apposta per evitare situazioni del genere. Purtroppo però, probabilmente per il vento o la confusione, il B-17G “Miss Donna Mae II” finì disgraziatamente sotto alla stiva di un altro bombardiere (un B-17, nome “Trudy”) proprio nel momento clou del bombardamento (la città che vedete sotto è Berlino, era il 19 Maggio 1944). Una delle bombe da 1000 libbre (453kg) colpì in pieno lo stabilizzatore sinistro dell’aereo mandandolo in vite fino a farlo schiantare a terra. Morirono tutti gli 11 ragazzi dell’equipaggio, poveretti.

B-17G Silver Dollar – matricola 42-37781

Pilotato da Merlin H. Reed, questa è l’ultima foto esistente del Boeing B-17 “Silver Dollar”: come nel caso del  “Miss Donna Mae II” l’aeroplano venne colpito da una bomba sganciata da una formazione in volo ad una quota superiore (quindi presumibilmente da un altro B-17). La bomba tranciò di netto la sezione di coda dell’aeroplano davanti allo stabilizzatore. La parte posteriore dell’aereo cadde liberamente (con dentro il mitragliere di coda) mentre il resto dell’aereo, con ancora tutti e quattro i motori funzionanti, andò in vite e si schiantò al suolo a Marienfeld, vicino a Berlino, Germania. Era il 9 Marzo del 1944.

Postazione scomoda, quella del mitragliere di coda del B-17.

B-24 Liberator “Brief”

Era il 4 Maggio 1945 quando una formazione di B-24 venne mandata a bombardare le installazioni antiaeree a Koror, la capitale di Palau, nell’oceano pacifico. L’intera missione venne filmata dal Dipartimento della Guerra americano per essere successivamente utilizzata per addestramento e propaganda. Fu in questo modo che venne filmato il B-24 Liberator (nome “Brief”) venire colpito dalla contraerea sull’ala sinistra e avviarsi verso una spirale discendente dalla quale nessuno uscirà vivo.

Il video è stato oggetto di numerose polemiche perché, ammettiamolo, sembra proprio che l’aeroplano venga abbattuto da alcune bombe in arrivo da una rotta superiore. Numerosi studi sono quindi stati fatti, sia analizzando il video frame per frame che sul relitto dell’aereo (ritrovato nel 1994, l’ala sinistra era in acque poco profonde a sud di Koror mentre il resto dell’aereo era sull’isola di Iberor) confermando che il Brief non è stato vittima di fuoco amico quanto piuttosto della contraerea.

COMUNQUE

Quelle che abbiamo riportato sono solo alcune foto dei circa 4.574 B-17 e 2.112 B-24 che andarono perduti nel teatro europeo. Queste foto inoltre fanno sembrare fragili e indifesi aeroplani che, invece, erano dei veri carri armati con le ali. Molti B-17 e B-24 riuscirono a riportare a casa i loro ragazzi, spesso dopo danni incalcolabili. Magari ne parleremo più avanti;

RollingSteel.it: perché la cultura ci salverà.

E questi li hai letti?

6 comments

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LIvio C. 22 Marzo 2020 - 12:20

I bambini, le madri, i malati, morti sotto le bombe di questi “poveri ragazzi” gridano vendetta. Morti orribili e necessarie ad una politica del terrore portata avanti soprattutto dagli inglesi.
Civili non combattenti che sono morti per loro mano. Un crimine contro l’umanità perpetrato da ASSASSINI.

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MadMax 29 Maggio 2020 - 14:41

Pensa a cosa sarebbe l’Europa oggi senza quegli “ASSASSINI”, Assasinio dal quale non si tirarono indietro neanche i tedeschi. E’ la guerra, fa schifo, sarebbe meglio non farla ma duro dirlo se la fai o la subisci a volte è necessario agire cosi.

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Livio 29 Maggio 2020 - 17:52

635000 civili Tedeschi morti sotto le bombe. Senza contare Hiroshima e Nagasaki.
Comunque mi riferivo particolarmente ai bombardamenti sui civili italiani. Mia madre è rimasta sotto le macerie di una casa di 5 piani a Trieste. In un posto dove non c’era nessun obiettivo militare! Era solo la guerra del terrore.

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MadMax 29 Maggio 2020 - 19:31

Certo, chi non ha perso qualcuno in quella guerra, non ho detto che è stato giusto, le guerre purtroppo portano a questo a dimenticare l’umanita. Pero ti faccio una domanda, senza quelli che tu chiami “ASSASSINI” se avessero vinto gli altri “ASSASSINI” potresti dire che oggi avresti la possibilita di scrivere liberamente il tuo pensiero su questo Blog ? dimentichi che è stato sconfitto un cancro che si chiamava nazismo e fascismo e per sconfiggerlo sono morti in tanti. Ma qui si parla di motori e non voglio continuare a parlare di politica, per quello ci sono altri luoghi. Rispetto il tuo pensiero ma non sono d’accordo con quel giudizio che dai di quei ragazzi che non dimenticare sono morti senza chiedere niente perche pensavano che fosse giusto così.

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David 30 Maggio 2020 - 17:51

Ma si, postiamo vaneggiamenti a caso!

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Livio 31 Maggio 2020 - 12:21

Non sono vaneggiamenti! E nemmeno a caso!
Ricordo che nella seconda guerra mondiale gli alleati fino al settembre 1943 erano NEMICI!!!!
Poi è tutta un’altra storia: occupati a SUD dagli alleati e a NORD dai tedeschi.
Prima di accusare le persone di vaneggiamente si prega di studiare la STORIA!!!!!!!

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