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I paraurti del Deltone e la bolla delle youngtimer

by Mattia Limonta

FCA ha rimesso in produzione i paraurti del Deltone, vendendoli ad un prezzo folle. Folle come il mercato delle youngtimer, in piena bolla speculativa, al punto che due paraurti costano quanto una Delta Integrale una decina di anni fa.

FCA Heritage, divisione della Peugeot che si occupa delle vetture storiche del gruppo Fiat, Alfa e Lancia, hanno fatto la mossa definitiva. Sulle orme di Nissan Motorsport (NISMO), che ha ripreso a produrre i ricambi per tutte le Skyline GT-R, sono tornati disponibili (li trovate sull’e-Store Mopar) i paraurti per la Lancia Delta Integrale Evoluzione, per gli amici La Reggina il Deltone. Avete letto bene, ricambi originali marchiati Lancia, costruiti utilizzando gli stampi e i materiali dell’epoca (Pocan per Integrale e Xenoi per Evo) per una delle vetture italiane più conosciute e famose al mondo, campione del mondo rally per ben 10 volte (6 campionati costruttori e 4 piloti). Il piccolisssssimo problema è il prezzo, per paraurti anteriore e posteriore ci vogliono circa 3000 euri. Eh si, TREMILA euro per due paraurti, ben 6 milioni del vecchio conio.

Adesso però vi racconto una cosa sborona. Non grideremo al complotto, molto probabilmente FCA ha i suoi buoni motivi ma, stando a fonti piuttosto attendibili, gli stessi paraurti che ora vendono a più di 1.500 euro, fino al 9 novembre e prima della nascita di “heritage parts” (nome che fa già venir voglia di camminare rasenti ai muri, un po’ come quando vi dicono “matching numbers”) erano in vendita nei concessionari a 450 + iva l’anteriore e circa 500 + iva il posteriore. Cos’è successo che i prezzi sono triplicati? Rivestimento in oro o qualcuno si è accorto che la Delta è nel mezzo di una bolla speculativa e vuole la sua parte?

Ma la Delta è solo la punta dell’iceberg, il mercato delle youngtimer è letteralmente esploso. Le quotazioni delle vetture dai 20 ai 30 anni sono alle stelle e probabilmente continueranno a salire, complice un’isteria collettiva che ha risvegliato in tutti la “passione” per queste vetture (probabilmente aiutata dalle auto moderne, che fanno un po’ merd passare la passione). L’impennata dei prezzi è tale da rendere incredibile il tutto, fino a qualche anno fa erano semplicemente auto vecchie e non le voleva nessuno. Non scherzo, andate a vedere i vecchi Ruoteclassiche o i giornali di annunci da distributore di benzina, constaterete che ho ragione.

Sicuramente il crescente benessere, internet e la sua capacità di far riaffiorare vecchi ricordi e una mandria di speculatori hanno incentivato le cose, rendendo impossibile per un qualsiasi appassionato che non sia veramente benestante il potersi comprare una vettura sportiva di qualche annetto fa. Succede in tutto il mondo e con qualsiasi modello, con le Toyota AE86 alle stelle per “colpa” di Initial D, con le Skyline GT-R R34 battute a cifre a sei zeri. Provate a trovare una Peugeot 106 Rallye o GTI che non debba essere lasciata tre mesi dal meccanico prima di tornare in strada a meno di 5000 euro. Ormai queste vetture sono una forma di investimento a resa garantita, persino Roberto Carlino ha smesso di vendere solide realtà e si è riempito il capannone di Alfa 75 1.6 a carburatori e Fiat X1/9. Ci vediamo su Autoscout, Robbè.

Ci è sfuggito tutto di mano, siamo in balia di gente che la passione non sa nemmeno cosa sia. Fate una prova, al prossimo raduno o “cars and coffee”, avvicinatevi a un proprietario e fategli i complimenti per la vettura. Se il fatto che quella vettura vale decine di migliaia di euro non viene fuori entro i primi 45 secondi di conversazione, vi pago due Goleador al tabacchino. Mio zio, che lavorava in una concessionaria Peugeot nei primi anni 2000, mi diceva che avevano lì ben DUE Peugeot 205 GTI 1.6 che sono rimaste invendute per anni, probabilmente sono finite sotto la pressa oppure cannibalizzate. Ora potete metterla in vendita a 10 mila euro e con un po’ di culo sarete sobbarcati di telefonate. Questa è passione, più per i soldi che per le auto però. Potremmo chiamarla speculazione, i possessori mettono la Delta in vendita a priori, aspettando il pollo da spennare. Vi sembra passione questa?

100 mila euro per un deltone… Mah

A proposito, vi faccio una domanda: vi siete mai chiesti perché ci siano così tante vetture storiche in vendita? Come mai ci sono più annunci per le Lancia Delta Integrale Evoluzione che per le Peugeot 306 GTI? Eppure, stando ai prezzi, “Il Deltone” dovrebbe essere più raro, vero? Qualcuno infatti forse si è dimenticato che queste sono vetture diffusissime prodotte a migliaia in catena di montaggio (edizioni limitate a parte, ovviamente), che fino a poco tempo fa venivano considerate ferri vecchi, che consumavano come petroliere e che nessuno voleva. Nessuno mette n dubbio che la Delta sia un gran ferro e tutti ne vorremmo una che ci guarda una volta sollevata la serranda del garage ma questo gioco al rialzo non fa altro che rendere impossibili da realizzare i sogni di tanti ragazzi, che aspettavano solo l’indipendenza economica per potersi finalmente comprare un ferro serio. Rende le auto un gioco per mega ricchi a tutti i livelli, non solo quando si parla di Alfa Romeo 33 Stradale o di vetture rarissime e questo è un vero peccato. Però come tutte le bolle, anche questa scoppierà un giorno!

A proposito di roba costosa e di REGGINE, ma li avete visti i nostri super poster? Passate sullo shop!

E questi li hai letti?

8 comments

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Bruno 21 Dicembre 2019 - 7:58

Sicuramente moltissimi prezzi sono gonfiati, esattamente come per le storiche anni 60/70 .
Certe vetture vengono periodicamente reinserzionate da operatori per tenere su i prezzi per “orientare” il mercato. Ma va da sé che evidentemente c’ è richiesta di queste vetture. E chi le cerca non è per forza un collezionista o per ipotetici risparmi su costi fissi assicurativi e “bolli” più ridotti, cosa non scontata per le Young timer perché dipende dalle regioni e dall ‘ iscrizione a Club federati ASI.
A mio avviso i produttori dovrebbero porsi qualche domanda ! E evidente che molti appassionati cercano sensazioni ed emozioni che le vetture odierne non sanno più regalare , c’ è sovrabbondanza d’ offerta di Suv e Suvvini e tralasciando le utilitarie, di poche altre berline senz’ anima ( con pochissime eccezioni… ) e su tutte le gamme un tripudio di elettronica e schermini. Forse qualcuno l’ auto vorrebbe ancora guidarla evidentemente ….

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Luca 22 Dicembre 2019 - 12:19

Ma dove trovavate paraurti della Delta??non esistono nei cataloghi da 1000 anni..altrimenti a cosa sarebbe servito rimettere in sesto le attrezzature per lo stampaggio?e comunque fanno assolutamente bene a vendere i paraurti a quella cifra..il mercato dell’auto storica, youngtimer compreso è diventato semplicemente un investimento di denaro e non una passione..si comprano auto solo per una rivalutazione futura o un investimento vero e proprio, come potrebbero essere i bot, gli orologi ecc.

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Flavio 22 Dicembre 2019 - 12:20

La cosa di roberto carlino mi sta facendo morire dai ridere!!!!!!:))))))

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Jacopo 22 Dicembre 2019 - 15:09

Vero sono salite di prezzo in una maniera abissale. Belle da vedersi ma da guidare direi di fare qualche riflessione: il deltona era delicato all’ epoca da nuovo ora con il peso degli anni direi auguri…le altre sono ferri sicuramente interessanti ma non tengono il passo delle auto moderne. Entrano in gioco quote diverse, ciclistiche totalmente differenti e componenti con leghe ed acciai completamente diversi. Se poi pensi di tenere il passo con sportive più moderne beh, la strada si divide tra chi è veramente un pilota e chi ( spero per lui abbia un consistente conto corrente) invece ci tenta e tutti i fossi sono i suoi D. Scherzo ovviamente! Ad ognuno le sue passioni e massimo rispetto! Quello che comunque mi lascia basito che come sempre chi lucra non ha bisogno , mentre chi ha la passione vera di solito non ha tutta questa liquidità. Parla uno che da quando era bambino avendo visto a Novegro una cobra nera, vede solo quella macchina nel suo garage. Ma ahimè rimarrà per sempre un sogno.

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Mapo911sc 23 Dicembre 2019 - 18:26

Ho cominciato a mettermi in garage rott. auto d’epoca nel 2001 comprando una Porsche 924 funzionante a 500 € (probabilmente salvandola da rottamazione); oggi (dopo anni di stagnazione a valutazioni ridicole) con meno di 6.000 euri non si tocca boccio ed è un auto che merita molto più di tante youngtimer che si trovano online sui siti di compravendita: alla stessa cifra ad esempio si possono trovare delle Alfa 33 1.300 Imola: per me incomprensibile la parità di valutazione.
Poi scopri che le Fiat 500 anni ’70 (funzionanti e con documenti) vanno via come il pane ed a prezzi da paura (senza guardare alle Abarth) eppure hanno un’abitabilità da ciclomotore, prestazioni da ciclomotore, una sicurezza passiva da ciclomotore che se paragonate a quelle della 924 impallidiscono, ma sono più ricercate.
Il motivo? E che ne so? alla fine il prezzo lo fa il mercato: più domanda più alto il prezzo (triste mercanteggiare sui sogni altrui ma tant’è).
Le Delta sono ricercate quindi valgono, le Dedra 4×4 turbo non se le incula nessuno (davvero la facevano?), le Alfa 155 Q4 sono anche molto più rare ma valgono solo un quarto o meno, eppure la meccanica è la stessa della Delta (ovvio l’estetica è ben diversa e il confronto del passato sportivo che stimola l’immaginazione collettiva è impietoso), ma potrebbero essere buone alternative ad un costo ancora quasi abbordabile.
Quello che si cerca nell’auto “vecchia” sono ricordi della gioventù legati ad un parente o personali, si vuole ritrovare quello che è stato un sogno erotico automobilistico adolescenziale, o sensazioni di guida analogiche che sugli odierni automodomestici digitali non esistono più: in sostanza quello che si cerca è di ritrovare quello che ci fa ancora sognare di essere vent’enni spensierati e pieni di speranze per il futuro ma senza un soldo (e dopo questa sbrodolata romantica finale vado a suicidarmi che tanto in realtà sono vecchio).
Buon Natale a tutti e fanculo a chi specula sulla passione altrui. Mapo.

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Mapo911sc 23 Dicembre 2019 - 18:49

Relativamente al mio “fanculo a chi specula sulle passioni altrui”: FCA fattura qualche miliardo di euro; mette in commercio i paraurti originali della Delta a 1.500 €; quanti ne venderà da qui a 10 anni considerando che le Delta girano per strada sempre meno e di conseguenza i relativi paraurti sono sempre meno a rischio? 100 pezzi? 1000 pezzi? Nella migliore delle ipotesi fa 1. milione e mezzo di euro di fatturato in 10 anni……cosa cambia al gruppo FCA? Dovrebbe darli gratis a chi porta in giro la passione per un glorioso marchio che hanno colpevolmente e malamente lasciato morire come risarcimento agli appassionati per la malagestione. Bhà scusate lo sfogo.

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Simone 23 Dicembre 2019 - 19:44

Leggendo i vostri articoli è cresciuto anche in me il desiderio di possedere anche io una bellezza d’altri tempi, poi a luglio dell’anno scorso sono riuscito a prendermi una eg6 fantastica, un po’ modificata, ma non mi è importato perché era un sogno. Poi per un anno mi ci sono dedicato anima e corpo e l’ho rimessa completamente in forze e quando è tornata come nuova sono stato la persona più felice del mondo. Purtroppo a ottobre di quest’anno per colpa di una coda mal segnalata, subito dopo una curva in autostrada e in fondo a una discesa e con l’abs che non ha funzionato (giusto per semplificare la situazione) ho fatto un incidente tremendo, da cui sono uscito incolume ma in cui la macchina è finita per metà (quella del passeggero che in quel momento non c’era fortunatamente) sotto un camion, completamente divisa. Tutta questa premessa per arrivare a dire che in questo periodo di poco più di un anno ho visto raddoppiare i prezzi per quella che era la mia Civic, ma non mi interessa, perché appena potrò ne comprerò un’altra, probabilmente facendo la gioia di qualche speculatore, ma pur di riprovare quelle emozioni non c’è prezzo che tenga (anche per fortuna, a prescindere dai rialzi, non si tratta di una macchina dai prezzi veramente impossibili)

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Daniele 18 Aprile 2020 - 18:35

Purtroppo la realtà è quella già descritta nell’articolo e negli altri commenti, il mercato delle youngtimer (come lo è quello delle oldtimer da anni ormai) è diventato solamente un altro investimento in un bene che prenderà valore! E questo è un grande peccato per chi la passione l’ha nelle viscere….. e dispiace che in Italia l’idea del “soldo facile senza fare fatica” sia ancora più reale che all’estero i prezzi negli ultimi 3 anni sono cresciuti a livelli folli: ho un Mazda 323 GTR comprato a fine 2018 per poco più di 10.000€, 5 anni fa si compravano con cifre ai 5/6 mila Euro, l’unico attualmente in vendita in Italia ha 7000km in meno della mia e chiede 22.000€…………
Questo vale per qualsiasi altra auto di interesse per gli appassionati veri, basta vedere i prezzi in Italia di Lancer Evo e Subaru STI (giusto per fare due nomi di auto di cui c’è molta richiesta negli ultimi anni) sono del 25-30% superiori rispetto ad altri paesi europei, ci sarà un motivo se una buona parte di quelle che si vedono per strada hanno targhe nuove! Ormai costa meno importarle (con tutti i costi di trasporto e immatricolazione) che comprarle in Italia!
Ma basta vedere nelle aste di auto in Giappone per capire il loro reale valore, 1/3 di quanto chiedono i “venditori” in Italia…. E questo non vale solo per le auto giapponesi, anche auto europee come i Delta o le Clio V6 in Giappone costano 1/3 di quello che costano in Italia.
Questo senza nulla togliere a questi mezzi meravigliosi (che preferisco decisamente alle auto moderne per quello che sono in grado di dare quando le guidi, cosa che per me e molti appassionati vale più delle prestazioni sicuramente superiori in strada e in pista dei moderni elettrodomestici a 4 ruote), è solo una constatazione sul valore economico spropositato fuori da ogni logica e non sulle qualità delle auto citate!
Probabilmente questo grande problema (economico, oltre che sanitario) che è il Covid19 farà sgonfiare la bolla speculativa, e riporterà a un livello “vero” i prezzi delle nostre amate auto, con grande dispiacere di chi specula per mestiere o per opportunità sugli appassionati veri.

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