Home Modellismo Recensione Tamiya Messerschmitt Bf-109 G-6 1/48

Recensione Tamiya Messerschmitt Bf-109 G-6 1/48

by Il direttore

Ricordo bene il mio primo modellino: erano i primi anni ’90 e mio fratello, appena rientrato a casa dopo un anno di naja al 5° stormo di Miramare (che non è Miramar purtroppo), mi porgeva una piccola scatoletta raffigurante un Tornado. Iniziava così un’incredibile avventura fatta di dita verniciate (più spesso incollate), di tutorial, di sniffate ai vasetti della Humbrol (maledetti loro e la loro apertura), di aerei venuti male ma anche di una gran voglia di non arrendersi.

Avevo cinque-sei anni, quel Tornado in 1/72 della Italeri me lo costruì mio padre ma da lì fu un’escalation. Aiutato anche dalla collana “Aerei da combattimento” che allegava ai fascicoli i kit della Revell, le mie qualità da modellista sono via via migliorate fino a permettermi di raggiungere un livello che, per quanto non sia assolutamente ai folli livelli che spesso si vedono su YouTube, su alcuni forum o in certe riviste, comunque mi soddisfa. E poi, si sa, non si smette mai di imparare, l’importante è non demordere.

dai un occhio QUI

Per inaugurare questa nuova rubrica dedicata all’hobby del modellismo statico, voglio partire dal classico dei classici, il Messerschmitt Bf-109, sicuramente uno degli aeroplani maggiormente riprodotti, proposto da praticamente tutte le case produttrici di kit e disponibile in un’infinità di scale e versioni differenti. Fra tutte le opzioni disponibili, ho deciso di partire dal bellissimo kit Tamiya, sia perché l’ho appena iniziato, sia perché da poco ho completato un G-6 della Italeri e quindi ho il confronto ben in mente e, infine, perché credo che il kit proposto da Tamiya sia uno dei migliori dedicati alla creatura di Willy Messerschmitt.

Fra tutti i 109 che vennero costruiti (e ne costruirono molti, più di qualunque altro caccia nella storia) il più significativo e meravigliosamente losco è il famigerato Gustav: dotato di un motore V12 invertito Daimler DB-605 da 1.475 cv, il G-6 è stato sicuramente il migliore dei 109, riuscendo ad unire in una macchina eccezionale e micidiale le ottime caratteristiche di manovrabilità e leggerezza dei vecchi 109 “Emil” alla potenza di fuoco e velocità dei nemici più moderni.

Caratterizzato dalle grosse gobbe sul muso necessarie per ospitare i due mitragliatori MG131, il G-6 venne schierato su entrambi i fronti della guerra, sia quello orientale che quello occidentale, portando danni ovunque venisse impegnato, dimostrandosi sempre un nemico impegnativo e temibile, anche contro i caccia alleati più potenti. La sua aura e presenza scenica sono indubbie e lo rendono un modellino altamente desiderabile che non può assolutamente mancare nella collezione di qualunque appassionato di storia aeronautica.

Vediamo quindi da vicino cosa ci offre mamma Tamiya per circa 50 eurini.

Intanto c’è da fare una considerazione: nel catalogo Tamiya dedicato agli aeroplani in scala 1/48 (che ritengo molto soddisfacente per gli aerei della Seconda Guerra Mondiale, non vengono esageratamente grandi e ci si riesce a godere un buon livello di dettaglio; discorso diverso per gli aerei moderni che vengono giganti e dopo mi cacciano di casa) il Bf-109 è presente in tre diverse versioni: c’è il classico E-3 (kit n°61050), il E-4/7 con cui riprodurre i nasi gialli della Battaglia d’Inghilterra o quelli usati in Nord Africa (kit n°61063) e infine il kit che ho io, quello dedicato al G-6 (kit n°61117). Quest’ultimo kit è il più moderno ed interessante (per me) dei tre perché comprende la riproduzione del motore dell’aeroplano, offrendo quindi la possibilità di esporre il modellino con il cofano chiuso o aperto, in tal caso con tutta la meccanica in bella vista.

– guardoni! –

La figata è che non dovrete scegliere tra una O l’altra configurazione perché i cofani anteriori (i due laterali e quello sotto la fusoliera) sono intercambiabili con quelli chiusi, il tutto grazie a delle piccole calamite fornite nella scatola che dovrete incollare in posizione. In questo modo potrete esporre l’aeroplano nella configurazione che preferite e cambiarla quando volete, godendo così nello smanacciare un piccolo Daimler DB-605 riprodotto in tutti i suoi più minuti dettagli, compreso il compressore meccanico posto sul lato sinistro del V12 e i particolari bracci in lega di alluminio del castello motore.

– foto del mio DB605 in corso d’opera –

Se già qui il kit Tamiya fa capire che vale i soldi che costa, al resto pensa la bellissima scatola che come da tradizione per la casa giapponese merita di venir comprata anche vuota per quanto è bella: in copertina troviamo infatti una coppia di Bf.109 impegnati in un combattimento con tanto di aereo nemico (presumo) in fiamme alle loro spalle. Oltre a quello presente sulla scatola (appartenente al 9./JG54), le decal e le istruzioni di verniciatura presenti al suo interno permetteranno di ottenere il bellissimo 109 “giallo 1”  del 9./JG52 pilotato dall’asso degli assi Erich “Bubi” Hartmann nel 1943, o un 109 del 7./JG 27 di base a Creta anche lui nel 1943.

Aprendo la bella scatola ci si trova di fronte ad una grande quantità di materiale e di tutti quei dettagli da supernerd che farebbero felice qualunque appassionato di questo genere di cose al punto che dispiace quasi iniziare l’aeroplano: oltre agli alberi di colata con i vari pezzi (quattro grigi, uno trasparente), c’è un foglio a colori con tre viste in scala 1:1 (in 1/48 ovviamente) dell’aereo finito, utile per posizionare correttamente le decal e le mimetiche e un bellissimo opuscolo con foto e storia dell’aereo originale.

Qualora si scelga di costruire il 109 del JG27 basato a Creta fra i vari pezzi ci sono sia i due cannoni da installare sotto le ali dell’aeroplano che il filtro dell’aria lungo, utile per proteggere la bocca del compressore dalla sabbia del deserto.

– dettaglio delle due diverse prese dinamiche disponibili, tropicalizzata a sinistra, standard a destra –

Scendendo nei dettagli del kit, nella scatola ci sono 187 pezzi (non pochi, i Bf-109 più economici non arrivano a 40 pezzi) in plastica grigia dalla piacevole finitura opaca e con tutte le pannellature in negativo, 8 pezzi trasparenti per il cupolino, maschere autoadesive per la verniciatura dei trasparenti, un sacchetto con rondelle e magneti e un bellissimo foglio decal per i tre diversi aerei elencati sopra. Avere così tanti pezzi disponibili da un certo punto di vista è bello perché permette di raggiungere un dettaglio molto elevato ma dall’altro richiede una certa esperienza: per costruire questo modello e per riuscire a verniciarlo nel modo migliore è necessaria una organizzazione molto dettagliata delle varie fasi e uno studio approfondito delle istruzioni. Insomma, non è un kit da principianti.

– ognuno ha il suo metodo, io ho cercato di mettere ordine così: per evitare di dover caricare l’aerografo 50 volte sempre con lo stesso colore ho raggruppato i pezzi per colore verniciandoli assieme e mettendoli da parte  –

Oltre a quello offerto dal kit, a voler fare un po’ i galli si può poi andare a spulciare il catalogo della ceca Eduard per portarsi a casa con poco meno di 20 euro un bellissimo set di fotoincisioni colorate, con cui aumentare ulteriormente la resa finale del modello. Come potete vedere qui sotto la Eduard vi fornirà il cruscotto già colorato e numerosi altri dettagli tra cui i cavi delle candele o i ganci utili per sollevare il motore dall’aeroplano.

Ci vuole poco per capire che quello che ci troviamo di fronte è un signor kit (al pari con le ultime offerte di Zvezda ed Eduard), uno di quelli che si ha quasi paura di iniziare per paura di non raggiungere un risultato degno di quello che potrebbe essere (o per paura di rovinare un modellino da 50 fleuri). L’abitacolo – seppur senza fare i miracoli che si possono fare utilizzando la resina – è ricco e dettagliato: è possibile ricreare con una discreta fedeltà il posto di pilotaggio di uno di questi apparecchi ed è molto bello il lato destro, con il tubo della benzina giallo e la sua finestrella in alto. Peccato che, a differenza di altri kit, questa finestrella non sia stata ottenuta con un pezzo trasparente e che quindi starà a voi e alla vostra abilità il riuscire a farla sembrare un pezzo trasparente dentro cui scorre la benza. Nel mio caso ho usato un fondo di argento a cui ho dato una mano leggera di arancione traslucido. Sono soddisfatto? No.

– con l’aereo a terra a motore spento il tubo è trasparente perché vuoto, altrimenti ci passerebbe dentro benzina rossa –

Come potete notare nella foto in alto, ci sono i segni lasciati dagli espulsori dello stampo sugli interni: non temete, Tamiya vi vuole bene e tutti quei segni verranno coperti dai vari dettagli che aggiungerete nella costruzione. Altro dettaglio che si nota è la fusoliera dietro al posto di pilotaggio, per alcuni troppo piatta rispetto all’aereo originale.

Nel mio caso ho completato l’abitacolo con alcuni piccoli dettagli aggiunti da me prendendo spunto da foto di abitacoli veri, come i riferimenti sulle ruote con cui regolare il trim dei piani di coda (ruota di destra) o con cui azionare l’apertura di emergenza del carrello principale (ruota di sinistra) o i cavi elettrici gialli che scorrono sul pavimento, a cui ho aggiunto anche delle piccole fascette di ritegno. il tutto è stato completato con un po’ di effetto rovinato nei punti d’usura e con un lavaggio con del nero molto diluito per dare un po’ di profondità e di effetto vissuto al tutto.

Sia le ali che la fusoliera presentano diversi dettagli provenienti da altre versioni del 109 che andranno opportunamente coperte o rimosse, un po’ come gli sportelli per la famigerata miscela MW50 o i supporti per l’ombrello, da lasciare solo se si costruisce l’aereo in versione trop. Questi dettagli fanno ben sperare che Tamiya prossimamente rimpolperà e aggiornerà la scelta di Messerschmitt all’interno della sua gamma con altre versioni oltre a questo bel Gustav.

– alcuni di questi portelli vanno tappati, sul G-6 non c’erano –

Molto belli anche i due mitragliatori MG131 da 13 mm posizionati sopra il motore, anch’essi contenuti nel kit e che potranno fare bella vista di sé una volta aperte le due cappottature. Al dettaglio globale si aggiunge un bel pilota, il cui posizionamento vi farà fare a meno delle cinture di sicurezza, sia di quelle orribili fornite nel kit come decal sia di quelle aftermarket… e il portafogli ringrazia. Per la verniciatura del pilota mi sono rifatto ad una guida presente sul sito della Ammo Mig, una delle migliori aziende attualmente presenti nel campo degli accessori dedicati al modellismo.

Tutti gli sforzi fatti da Tamiya per rendere l’abitacolo realistico potranno essere messi in mostra montando l’aeroplano con il tettuccio aperto, cosa facilitata da due piccoli pin presenti sul tettuccio stesso, ottimi per metterlo nella giusta posizione senza il rischio di sbagliare. Se volete montalo chiuso basterà tagliare i due perni e via. Degni di nota sono infine i carrelli, vera nota dolente dei Bf-109, tanto nella realtà quanto nel modellismo: per essere sicuri che posizionerete i vostri alla giusta apertura e per fare sì che siano simmetrici una volta montati, i carrelli forniti nel kit Tamiya hanno un lungo braccio ad “L” che si incastra all’interno delle ali, senza lasciare alcun scampo a errori o imprecisioni. Stesso discorso per le ruote, che si possono incastrare in pozione per ottenere la giusta campanatura.

– come potete vedere, la riproduzione dei pannelli e dei vari rivetti è eccelsa –

Per quanto riguarda il dettaglio delle ali, anche qui abbiamo tanti piccoli capolavori: i flap dei radiatori posti sotto le ali sono montabili in tre diverse posizioni mentre sia i flap che gli slat sono installabili sia estesi che retratti, dando così un maggior movimento al modello finito e facendolo sembrare molto più realistico. Peccato invece che sia i piani di coda che gli alettoni siano fissi, ma per questi ultimi ci vuole veramente poco per dare due limatine qua e là e montare anche loro nella posizione preferita.

Come credo avrete capito, con questo Messerschmitt Tamiya vi permetterà di ottenere un modello praticamente perfetto e super dettagliato “da scatola”, senza dover aggiungere nessun acquisto aftermarket (escluse le fotoincisioni, che secondo me ci stanno di brutto) e senza dover smadonnare per incastrare pezzi che non ne vogliono sapere.

Il modello è completato da un foglio decal ricco e di alta qualità, che altro non aspetta che le vostre peggiori imprecazioni.

In conclusione quello che ci troviamo di fronte è un piccolo capolavoro che affianca con onore gli ultimi Gustav prodotti dalla Zvezda e dalla Eduard (quest’ultima forse più dettagliata ma con alcuni problemi di lunghezza delle ali), anch’essi ottimi. A differenza di questi due però il modello Tamiya può vantare una ingegnerizzazione super intelligente con il risultato che tutto in questo kit, dall’apertura della scatola al montaggio dei pezzi più minuti, saprà procuravi lunghe ore di piacere e relax. Certo, la costruzione di questo Bf-109 richiederà tempo e pazienza, doti che però verranno ripagate con un grandissimo piacere costruttivo (per il quale potete dimenticarvi lo stucco!), dettagli superbi e incastri ancora migliori, in modo che possiate concentrarvi solo sul risultato che, con un po’ di manualità e gli attrezzi giusti, saprà valorizzare qualunque mensola presente in casa vostra.

Se volete acquistarne uno, lo trovate QUI.

11 comments

Avatar
Flavio 6 Gennaio 2021 - 11:36

Che grande passione, quanti ne ho avuti…il primo fu un thunderbolt da 5000 lire, poi comprai anch io il messerschimt, finche scoprii che ne esistevano di molti tipi e piu costosi che rasentavano la perfezione!immancabile l f15, l f14, il saab viggen, l ultimo fu “il gobbo maledetto”, ci passavo le giornate, poi li appendevo col filo da pesca in camera

Reply
Avatar
Giulio Rizzo 6 Gennaio 2021 - 14:12

Otitmo lavoro. Davvero ben fatto. E ovviamente complimenti per i vostri articoli fantasmagorici. Siete i N.1

Reply
Avatar
Massimo 6 Gennaio 2021 - 14:55

Bellissimo, complimenti!…e grazie per avermi ricordato la mitica raccolta “Aerei da combattimento” e tutti gli aerei portati a termine con discutibili risultati ma immensa soddisfazione. Ps: ora vado in cantina a cercare l’aerografo 🙂

Reply
Avatar
Simone 6 Gennaio 2021 - 15:17

Ho ancora a casa tutta la collana completa di “Aerei Da Combattimento”…mamma mia quanti ricordi! io ero troppo piccolo per fare modellismo ma mi ricordo che all’poca mio padre si prese male e inizio’ a costruirli lui! sono ancora esposti in taverna a casa sotto una massiccia dose di polvere aahaah. Non li abbiamo fatti tutti perche’ erano davvero tanti!!

Reply
Avatar
Marco 7 Gennaio 2021 - 12:10

Mi piacerebbe introdurre mio figlio a questo mondo. Con quale marca e scala mi consigliate di iniziare? Piu’ che altro ho esperienza di modellismo dinamico ma soprattutto devo riuscire ad interessare un bambino di 7 anni… quindi niente di esageratamente impegnativo…grazie in anticipo per i vostri consigli.

Reply
Il direttore
Il direttore 7 Gennaio 2021 - 12:16

Ciao Marco, il mio consiglio è di iniziare con un aeroplano economico (tipo Italeri) e, all’inizio, di non stare a impazzire con i colori: già riuscire a costruirne uno senza che si veda la colla, che sia dritto, bello e pulito è già un successo. Ogni modellino deve essere un passo di un lungo percorso che, kit dopo kit, migliora. L’importante è essere zen e andare con calma senza fretta

Reply
Avatar
Marco 7 Gennaio 2021 - 13:12

Grazie mille. L’importante e’ partire e vederlo trafficare con i modelli sarebbe gia’ il top. Dimenticavo…complimenti per il modello. Spero che vorrai fare anche qualche articolo per spiegare delle tecniche, in particolare come usare quel piccolo attrezzo infernale (almeno per me): l’ aerografo.

Reply
Avatar
Lorenzo 15 Gennaio 2021 - 19:42

Mi è arrivato oggi…non vedo l’ora di iniziare…

Reply
Avatar
max 7 Gennaio 2021 - 19:24

perfetto, perfetto ma le svastiche sulla coda ?

Reply
Il direttore
Il direttore 7 Gennaio 2021 - 19:37

Ci sono le decal per posizionarle anche se non sono riprodotte né sulle immagini del kit né sulle foto dell’aeroplano montato.

Reply
Avatar
Maurizio 15 Gennaio 2021 - 18:58

Sotto lockdown ho ricominciato dopo 35 anni: uno dopo l’altro, tutti modelli legati alla Battaglia d’Inghilterra, compreso l’immenso Hurricane 1/24 Airfix (edizione 1973, me lo avevano regalato). Mentre scrivo sto tornando dal negozio di modellismo in cui ho fatto scorta di colori per un Avro Lancaster che mi arriva lunedì…

Reply

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.