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Honda S2000 e basta

by Il direttore

Ci sono auto che così non ne fanno più. Una delle auto più meravigliose di sempre.

Ci sono posti in cui di auto non ne fanno più. Qui facevano una delle auto più strepitose di sempre

Parliamo della Honda S2000 e dello stabilimento che in un passato ormai lontano fu la Bugatti Automobili. I numeri da soli potrebbero descrivere questa automobile e questo luogo ma lo farebbero in modo asettico, sterile. Anche perché in questo caso i numeri non sono che il risultato della passione. La passione per la purezza, per la guida nel suo senso più assoluto, per la meccanica portata ai massimi livelli, per l’automobile intesa in un modo ormai – ahimè – dimenticato.

L’auto, fuori produzione dal 2009, è meravigliosa. Non importa se bella o brutta (ed è bella), non importa se comoda o meno (meno, ma dipende sempre cosa si intende per comoda: comoda per Guidare, scomoda per farci le zozzerie), se spaziosa oppure no (decisamente no!), quel che importa e che fa la differenza è il suo motore. Chi compra quest’auto semplicemente compra un motore, compra quattro semplici lettere: VTEC (già che ne parliamo, qui vi spiego anche come funziona). Questa sigla (Variable Valve Timing e Lift Electronic Control) rende questo 4 cilindri da 2 litri una belva da 120CV/litro capace di girare ad oltre 9000 giri al minuto. Vi basti sapere che fino alla presentazione della Ferrari 458 Speciale, questo motore era l’aspirato stradale con la più alta potenza specifica mai costruito.

Dai ragazzi, questa auto è un inno alla meccanica pura; un inno alla passione ed ai motori aspirati portati ai massimi livelli. Di macchine così non ne hanno più fatte e forse, purtroppo, non ne faranno più.

Questo la accomuna con il posto nel quale queste fotografie sono state scattate. Lo stabilimento della Bugatti Automobili fu costruito per soddisfare il sogno di un uomo, Romano Artioli che, con una azione imprenditoriale e commerciale fuori da ogni moderna logica, provò a riportare in vita in Italia quello che all’epoca era un marchio morente, la Bugatti per l’appunto. Il sogno durò poco, circa sette anni (dal 1987 al 1995), ma in quel breve lasso di tempo la fabbrica blu partorì una delle auto più incredibili di sempre, la Bugatti EB110. Anche in questo caso per descriverla si potrebbero snocciolare tutti i suoi numeri ma, ancora una volta, non lo farebbero nel modo giusto. Credo che il modo migliore per ricordarla sia affermare che nei primi anni ’90 faceva sembrare le auto della concorrenza – tutta  la concorrenza – vecchie di 20 anni. Tuttora, nonostante esista un mostro di tecnologia e potenza accomunato dallo stesso marchio, risulta ancora attuale e altamente desiderabile.
Ad oggi, del meraviglioso sogno del signor Artioli, ci rimane una fabbrica vuota ma ancora capace di impressionare, di lasciare a bocca aperta; tuttora vive, sontuosa e meravigliosa. Tuttora è visitabile, gli interni sono come quel giorno in cui il sogno si sgretolò, tutto è come allora, mancano solo le persone, manca la vita. Se avete modo andate a farci un giro, non rimarrete delusi.

Ringrazio profondamente Andrea per aver messo a mia completa disposizione la sua Honda ed Ezio Pavesi per averci ospitato all’interno della Fabbrica Blu e, cosa ancora più importante, per mantenere vivo questo ambiente e l’interesse che dovrebbe suscitare in qualunque appassionato di auto.

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1 comment

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Niccolò Sacco 11 Aprile 2019 - 11:50

Questa auto mi ha fatto sognare per anni, un amico ne aveva una nera coi sedili in pelle rossi. Un giorno mi pirtò a fare un giro e rimasi impressionato sopratutto dall’accelerazione. Sembrava una moto sportiva! Telaio incredibile motore impressionante 120cv/litro e una linea così pulita e classica da non invecchiare mai. Mi sono sempre chiesto perchè non abbiano provato a fare un coupè come hanno provato in BMW con la Z4. Ma sicuramente i giappi avevano le loro motivazioni.
Un altro ferro che amo è la Honda CRX, di cui si parla pochissimo in Italia! Che ne pensi?

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