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Rally Stories – Mondiale 1986, la 205 T16 e le minigonne

by Mattia Limonta

Peugeot 205 T16 VS Lancia Delta S4: Oggi vi raccontiamo una delle stagioni più controverse della storia dei rally fra ricorsi, minigonne semi-illegali e campionati assegnati a tavolino.

L’anno è il 1986, a dominare il mondiale rally ci sono le Gruppo B: vetture a trazione integrale con motori sovralimentati da oltre 500cv che staccano lo 0-100 più forte di una Formula 1 (dell’epoca) e costruite con materiali compositi che prendono fuoco con uno sguardo intenso. Follia pura, esasperazione tecnologica senza ritegno (e spesso senza cognizione) alla ricerca della velocità pura. Al termine del 1986 però, questi ferri del Dio verranno banditi e rimpiazzati dalle vetture di Gruppo A, auto derivate da modelli di serie e con la metà dei cavalli.

Roba che estinzione dei dinosauri levati proprio.

E che cosa cazz diamine è successo? Ve lo raccontiamo noi.

La stagione, come sempre, prende il via dal rally di Montecarlo. Al via troviamo ben cinque costruttori ufficiali: Lancia schiera la nuovissima Delta S4 e  Peugeot la 205 T16 Evo 2 (queste due qui sotto, di cui trovate i poster nello shoppe).

La Austin sfodera l’incredibile MG Metro 6R4 con motore V6 aspirato, l’Audi porta in gara l’ultima evoluzione della fortunata Quattro, la Sport E2, mentre Ford schiera la RS200. C’erano anche altri due mezzacci del Gruppo B schierati alla partenza, la Mazda RX-7 di Paul-Marc Meylan e le Citroen BX4TC di Jean-Claude Andruet  e  Philippe Wambergue, ma di queste ne parleremo più avanti…

Forse andava forte, ma vacca boia se era brutta…

Il Montecarlo parte subito a bomba, con una gara pazzesca e una leggendaria mossa d’astuzia da parte del team Lancia, ne abbiamo parlato nel dettaglio -> QUI. Vince Henri Toivonen, l’astro nascente del mondiale rally, davanti a Timo Salonen e Hannu Mikkola, due veterani del mondiale. In Svezia l’Audi non si presenta e la gara si presenta piuttosto ostica per tutti: Blomqvist, Salonen, Toivonen ed entrambi i piloti MG Metro Eklund e Wilson sono costretti al ritiro per problemi meccanici. Il podio è quindi tutto nordico, con Juha Kankkunen che trionfa con la sua 205 T16, seguito da Markku “gommo no tiene” Alèn e Kalle Grundel su Ford RS200.

Approdati in Portogallo, terza prova del mondiale, le cose iniziano a mettersi male. Sin dall’introduzione delle Gruppo B nel 1982 il pubblico è letteralmente impazzito per i rally. Veniva trasmesso in tv, seguito alla radio e le prove speciali erano letteralmente assediate dagli spettatori, in condizioni spesso impossibili per i piloti. La cosa in Portogallo si rivelò incontrollabile anche per i commissari di gara e subito si consumò la tragedia. Durante la prima prova speciale di Lagoa Azul, Joaquim Santos (già campione Portoghese per tre volte di fila dal 1982 al 1984) perde il controllo della sua Ford RS200 privata e finisce dentro una folla di spettatori, causando 4 morti e oltre 30 spettatori feriti anche gravemente. Subito tutti i team ufficiali si ritirano dalla gara per protestare contro le precarie condizioni di sicurezza del pubblico, Audi addirittura non prenderà più parte al resto della stagione.

Il mondiale si sposta quindi in Kenya, al Safari Rally, dove si presentano veramente in pochi, solo Peugeot (sempre con la 205 T16), Lancia (con la vecchia 037 da Safari) e Toyota con la neonata Celica Twincam Turbo Gruppo B. Per il costruttore Giapponese è un successo, con Waldegard e Lars-Erik Torph che occupano i primi due posti del podio.

Conclusa la parentesi Africana, si arriva al maledetto Tour De Corse 1986, la quarta tappa del mondiale. Qui il duello Lancia-Peugeot arriva al culmine, due auto tecnicamente al top e velocissime su asfalto si contendono la vittoria finale. La prima parte della gara è un susseguirsi di botta e risposta tra Toivonen, Saby e Salonen, già però dalla quarta prova speciale il dominio di Henri Toivonen è chiaro e marcato, vincendo dodici prove speciali tra la prima e la seconda tappa. Arrivati alla diciottesima speciale però in una maledetta curva a sinistra veloce, Henri perde il controllo della sua S4 e finisce giù da una piccola scarpata. La Delta prende fuoco, né Henri né Sergio riescono a uscire in tempo… è una tragedia immane. Il team Lancia si ritira immediatamente dalla gara. Cosa succederà dopo lo sappiamo bene, ma questa è un’altra storia ancora.

“The show must go on…”

Il campionato però continua e si sposta all’Acropoli, dove a vincere è Juha Kankkunen davanti al nostro Miki Biasion e a Bruno Saby. A questo punto del campionato è Kankkunen a guidare la classifica con quasi 30 punti di vantaggio sul rivale Markku Alèn, e inoltre la Peugeot è prima anche nella classifica costruttori. In Nuova Zelanda la storia si ripete, con Kankkunen che domina la gara e infligge oltre 2 minuti di distacco a Alèn e oltre dieci a Miki Biasion, che conclude terzo. In Argentina si presentano solo Lancia e Peugeot, le uniche ormai ancora il lizza per il funesto campionato del mondo, Kankkunen sbatte e spacca una sospensione e a vincere è incredibilmente Miki Biasion davanti al compagno Alèn per soli 24 secondi. Chiude il podio Blomqvist, nel frattempo passato al volante della Peugeot 205 T16.

Al 1000 Laghi è la Peugeot a farla da padrone, con Salonen e Kankkunen che vincono con alcuni minuti di vantaggio su Markku Alen. In Costa d’Avorio nessuna delle due case si presenta e la sfida è rimandata alle strade Sanremesi e Toscane per la tappa Italiana del Mondiale, ed è qua che è venuto giù il casino vero. A gara già iniziata, i vertici Lancia si recano dai commissari di gara della FISA e reclamano una anomalia sulle Peugeot 205 T16. Minigonne illegali, dicono loro, per aumentare l’effetto suolo e andare ancora più forte. In Peugeot invece le chiamano “protezioni per il serbatoio”. Di che parliamo? Di queste qua.

In realtà in Lancia sono arrivati leggermente in ritardo, queste “protezioni per il serbatoio” erano già state montate in parecchie gare, tra cui il Tour de Corse e all’Acropoli, senza che nessuno se ne accorgesse in verifica e che sporgesse reclami. C’è chi dice che vennero montate di notte, in vista delle prove asfaltate. C’è chi dice che ci siano stati favoritismi dalla FISA alla Peugeot, per la connazionalità con il presidente Jean-Marie Balestre (lo stesso che fece incazzare Senna) e che Lancia ha aspettato proprio la gara di casa per scatenare la polemica.  Il risultato però non cambia, i tecnici della FISA esaminano le 205 T16 di Kankkunen, Saby e Zanussi e decidono di escluderle dalla gara per irregolarità tecniche. In Lancia preparano la sciabola per lo champagne e si ritrovano tre Delta S4 nelle prime posizioni, con Cerrato, Alèn e Biasion. Verso fine gara il povero Dario sarà costretto a concedere 1 minuto di vantaggio a Alèn, che passa in prima posizione e vince la gara. Mancano due gare alla fine, e Alèn ha quasi recuperato lo svantaggio su Kankkunen grazie al misfatto di Sanremo.

Al RAC però, penultima gara, è Salonen a vincere, Alèn e Kankkunen completano il podio. Ormai quasi a pari merito, rimane solo un rally a decidere il campione del mondo dell’ultima stagione delle Gruppo B: l’Olympus Rally, negli Stati Uniti. Gli amici Ammerigani per l’occasione preparano un rally sulle migliori strade sterrate dello stato di Washington. La lotta è serratissima sin da subito, a dominare sono solo loro: Alèn e Kankkunen. Però la Delta S4 sembra averne di più e allunga, prova dopo prova il vantaggio aumenta. Dopo 525,9 km di prove speciali in mezzo alle foreste del Nord America, a trionfare è Markku Alèn. La matematica non è un opinione: Alèn ha 124 punti contro i 118 di Kankkunen. La Lancia trionfa, la Delta S4 trionfa, il tricolore è ancora sul tetto del mondo, abbracci e baci per tutti.

E invece no.

Già, a rovinare la festa c’è sempre la FISA, che sotto reclamo di Peugeot dichiara non valido il Sanremo. Troppo casino in quella gara, quindi meglio annullare tutto e bona lè. Il risultato? Niente più 20 punti per Alèn, che si trova declassato a 104 punti dietro a Kankkunen che mantiene i 118 che aveva prima ed è costretto a restituire la coppa tre settimane dopo. A vincere il mondiale 1986 e’ Juha Kankkunen, KKK porta la sua 205 T16 davanti a tutti (Anche se FOOOORSE con qualche trucchetto…)

Mai più è successa una cosa così, mai più abbiamo visto mostri da 500cv fare i buchi per terra lungo le prove speciali. Ma rimane una domanda in tutto questo…

Regaz, ma erano minigonne per davvero o no?

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1 comment

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Flavio 23 Ottobre 2019 - 23:54

Grandiiiiiiiiii!!!!mi siete mancati!!!!vvb!!!!!

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