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L’addio alla propria prima auto!

by Il direttore

Uno dei primi traumi veri di un appassionato di auto è quello di dire addio alla propria prima auto, quella con cui si è iniziato a guidare, a vivere la libertà su quattro ruote. Questa è la storia di Lorenzo.

Chi da piccolo non sogna di avere subito 18 anni per avere la tanto agognata patente?

Tutti, in particolare noi appassionati di auto.

Una volta avuta la patente bisogna accettare però il fatto che la macchina non è una diretta conseguenza, ma bisogna aspettare di avere i soldi per comprarla e mantenerla. Già, purtroppo avere la patente non vuol dire avere anche la macchina.

Nel mio caso ho quindi dovuto far passare un lasso di tempo ragionevole, necessario per avere il primo lavoro e poi avere la possibilità di mettere i soldi da parte, per comprare una della auto che tanto ho visto su internet e sognato, auto delle quali non ho la più pallida idea di cosa significhi mantenerle. Ad esempio un mio sogno segreto sarebbe stato avere una Mazda RX-8, ma dopo essermi reso conto che il Wankel, il mio amato e desiderato Wankel, non andava d’accordo né con il precorrere molti Km, né con il traffico giornaliero. Risultato: ho dovuto abbandonare l’idea della RX-8.

Passa il tempo e finalmente ho trovato un lavoro ma sono senza macchina, procedo quindi rubando prendendo la macchina dei genitori, ma questo scombussola tutti i ritmi della famiglia quando un giorno… MIRACOLO! Una Punto 55 prima serie che il proprietario REGALA, unica spesa il passaggio di proprietà e l’assicurazione! Perfetto, quello che ci vuole al momento giusto, finalmente!

Ok, la prendo. Ovviamente senza neanche averla vista, mi è stato detto da chi conosce il proprietario che la macchina funziona bene, c’è solo da dargli una piccola controllata perché è ferma da un pò. Finalmente dopo una settimanella la macchina ARRIVA. E’ verde, ha 245k Km ed è del 1996 (io sono del 1995 e mio fratello del 1998, dunque si integra perfettamente all’interno della famiglia). Ha la vernice tutta scrostata ma gli interni erano veramente immacolati, nonostante tutto però in lei vedevo la MIA PRIMA AUTO, la cosa più desiderata da quando ero bambino, finalmente nelle mie mani!

Finalmente avevo la possibilità di andare con un amico a fare due sgommate su una strada sterrata vicino casa nostra, una cosa incredibile, andare a fare “DRIFT” con un amico e le nostre auto, quasi come Fast and Furious. (quasi eh)

Mi sono sempre divertito a prendermi cura di lei, l’ho sempre lavata io personalmente!

Notare la targa che a me faceva impazzire, ho sempre sostenuto giocosamente che aveva fatto un patto con il diavolo e che era il motivo per cui con tutti quei Km ancora funzionava.

Dopo i primi mesi a fare su e giù dal lavoro, 50Km al giorno senza alcun problema, sono iniziati i problemi di surriscaldamento… benissimo, è una macchina vecchia, vediamo che problema ha. La portiamo dal dottore e il referto dice: “testata da rifare”.

Va bene, mi dico,  possiamo considerare il costo della manutenzione come “il costo della macchina” visto che non l’ho pagata e dopo avrò un motore perfettamente funzionante, come nuovo. Dopotutto la macchina fin ora è sempre stata molto affidabile e mi ha sempre riportato a casa, tra poco è natale e durante o dopo le feste la porterò a far sistemare… deve tenere botta solo altri 2 giorni!

LE ULTIME PAROLE FAMOSE

Macchina ferma, carro attrezzi che mi ha chiesto 100€ senza fattura (l’alternativa era un rene) e un bel danno alla macchina,  che mi ha fatto anche cagare sotto quando dopo un paio di minuti che si era piantata è scoppiato un manicotto per la pressione generata dal vapore. Ma non mi sono arreso: dopo un pò di tempo e dopo aver raccimolato i soldi, la mia fidata auto torna da me (cambiarla dopo quel danno non era un opzione valida, i fondi scarseggiavano) e si ricomincia! Su e giù dal lavoro con la macchina, qualche spostamento poco fuori porta (non troppo), si va in giro con la tipa (utilizzo fondamentale), in giro con gli amici, al calcetto e a fare le sgommate fino a che… PROBLEMA, mi ritrovo senza lavoro. E ora? Dovrò vendere la macchina!

Fortunatamente no! I miei genitori si sono resi conto che avere 2 auto in famiglia è molto comodo e la useranno loro per andare più comodamente a lavoro, poi quando non gli serve la potrò usare io… Va bene, non mi lamento… Dopo tutto si stanno facendo carico loro della mia macchina.

Tutto bene finché Il FRATELLO prende la patente, ma lui non può usare quella dei miei genitori. “Riccardo ora prenderà la Punto e tu la nostra, non sei contento che hai una macchina più nuova?” Si parlava di una mediocre Opel Astra SW del 2004, 1.7 Turbo Diesel.

“NO, VOGLIO IO LA PUNTO”

Purtroppo però non mi potevo opporre, dopo tutto non ero io che la mantenevo, non mi sentivo più moralmente il proprietario della macchina. Per sdebitarsi, quasi subito, il mio gentilissimo fratello mi ripaga con questo…

DANNAZIONE

Ormai si è entrati in una spirale senza uscita, Riccardo ha un lavoro e io no, la macchina serve a lui fin quando non avrà i soldi per comprarsene una sua.
LA MIA MACCHINA, LA MIA PRIMA MACCHINA MI E’ STATA SOFFIATA (E AMMACCATA) DA SOTTO IL NASO! NON E’ GIUSTO!
Va bene, manteniamo la calma, dopo tutto la macchina è ancora in famiglia, anche se non lo sento molto la definisco ancora come “la mia macchina”, mentre Riccardo comincia sempre di più a dire “LA MIA/NOSTRA PUNTO”.
Passa del tempo, lui non la mantiene come dovrebbe, so che non la tratta come dovrebbe perché solo io la so trattare come si deve, non la guido mai, cosa fare…

HO DECISO, LA DISCONOSCO COME MIA AUTO

Un distacco netto per non soffrire! La amo troppo per poter stare con lei.

Passa del tempo e io ho nuovamente un lavoro, Riccardo ora ha la sua macchina e io ora riprendo la mia per andare a lavoro. Ci ho messo molto poco per riaccettarla come MIA. Arriva novembre e l’inverno. La macchina è vecchia, ormai ha raggiunto i 300.000 Km, sono passati diversi anni da quando questa Punto con il suo magnifico, instancabile e (al contrario di quello che si può pensare) affidabile 1.108 FIRE si è unita alla nostra famiglia, ci ha scarrozzati ovunque e tenuto compagnia, io ci ho anche dormito dentro un paio di pomeriggi (tra un turno e l’altro quando lavoravo all’Old Wild West) e stavo stranamente comodo. Ormai la punto faceva parte della famiglia! Avevamo anche una mascotte!

Ma si sa, la pace è un periodo di calma tra una guerra e l’altra. Con l’arrivo dell’inverno infatti un altro colpo: “Lorè, da settimana prossima prenderai l’Opel che è più sicura visto che ora comincerà a piovere, farà freddo e nella tua macchina non funziona il riscaldamento. Noi prenderemo la Punto che ci muoviamo qui nei dintorni invece tu ti fai 80/90 Km al giorno”.

UN ALTRO MALEDETTO ADDIO ALLA MIA MACCHINA

Anche qui non potevo controbattere, la macchina dopo il lavoro alla testata consumava molto olio (Rifare la testa su una vettura con parecchi km è sempre sconveniente, le fasce ormai usurate non terranno le pressioni date dalla testata rifatta, inizieranno a far trafilare olio et voilà, avrete un 2T sotto al cofano ndr), le sospensioni erano arrivate a fine vita, praticamente erano rimaste solo con le molle, ed era un pò che non gli veniva fatto un tagliandino o un controllo… era la scelta più giusta!

La MIA Punto per me non era solo una macchina, è stata una compagna di vita per circa 5 anni, ovunque (o quasi) io andassi lei c’era, ci ho giocato, sofferto e passato (sprecato) del tempo nel traffico con lei, dove le parlavo e le raccontavo la mia giornata, se qualcosa non andava con la mia metà… insomma, lei era lì e mi ha sempre sostenuto e portato ovunque. Ci sono saliti praticamente tutti i miei amici e anche loro, per quanto piccolo, ne hanno un ricordo!
E oggi 16 gennaio 2020 sono qui a scrivere queste righe perché ieri, dopo molto molto tempo e molti molti Km, la Punto ci ha dovuto salutare, questa volta per sempre. Era la scelta giusta, entro il 31/01 andava fatta la revisione, che non avrebbe mai passato a meno di una manutenzione completa, profonda e costosa. Ha senso spendere tutti questi soldi per una macchina che ha più di 300.000 Km e 23 anni sulle ruote? Assolutamente no! L’unica scelta è stata ROTTAMARLA!

Con questa macchina non ho solo io molti ricordi ma tutta la mia famiglia, la mia ragazza e i miei amici!

LA MIA MACCHINA, LA MIA PUNTO! Che da quando ho comprato ho sempre pensato di cambiare con una macchina “vera”, o addirittura di trasformarla per farci qualche trackday, ci ha lasciato… non sarà più sotto casa ad aspettarmi quando torno da lavoro. Lei che per 5 anni è stata qui, a disposizione di chi ne avesse bisogno, sempre pronta a portarci ovunque senza mai chiedere nulla (giusto un pò d’olio ogni tanto) era diventata parte della famiglia e stava lì, con noi. Ora non c’è più.

L’ultima mattina, prima che venisse portata via, sono sceso come al solito per andare via e sono salito sulla Punto al volo, a prendere una cosa. Mi sono fermato uno o due minuti a contemplarla e ad accarezzargli il volante che ho girato molte volte in questi anni. L’ho accesa e dato un pò di gas per cercare di stamparmi per bene il suo suono, per sentire per l’ultima volta l’instancabile 1.108 che, con un pò di manutenzione, avrebbe fatto tranquillamente altri 300.000 Km senza lasciarci mai! Quel motore ci avrebbe seppellito tutti se mantenuto correttamente.

Poi sono sceso e come ho fatto tantissime volte, ho chiuso la macchina. Dei gesti così comuni e dati per scontati che non farò più, un suono che non udirò più e un volante che non girerò più! In realtà non lo farà più nessuno perché la macchina è stata rottamata, ma a me rimarrà solo il suo ricordo e le sue chiavi (ne aveva una per l’accensione e una per il serbatoio della benzina, chiave che ora terrò come portachiavi sulla sua sostituta), nulla di più.

Grazie di tutto, sappi che per me non sei stata solo una macchina ma una compagna, sono stati 5 anni pieni di gioia grazie a te. Ci tenevo a chiederti scusa se non sempre sei stata trattata come dovuto, sono contento di averti avuto come prima auto.

Addio, mia cara Punto.

E questi li hai letti?

3 comments

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Flavio 25 Gennaio 2020 - 11:07

E scende una lacrima….ho riletto la mia storia fra queste righe:la mia prima auto, una uno60s a carburatori di quarta mano, e all attivo forse 200k km, forse xche il km era bloccato da due anni, rigorosamente bianca(la preferita nei posti di blocco dell epoca) e una testata andata in fumo sul gra…riparata(350€!!!!), durò in totale nelle mie inesperte mani 3 anni, x lasciare il posto ad una fiesta 1.4tdci nuova, che dopo 14 anni ancora mi scorazza x la capitale…fu un vero amore, quella uno mi ha portato ovunque, sognando la turbo i.e., di cui ne avevo recuperato paraurti e fari!!!troppi ricordi, tanto amore, e un ricordo indelebile(anch io ho ancora le chiavi). Questo articolo testimonia l amore per le auto,grande!!!

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Flavio 25 Gennaio 2020 - 11:07

E scende una lacrima….ho riletto la mia storia fra queste righe:la mia prima auto, una uno60s a carburatori di quarta mano, e all attivo forse 200k km, forse xche il km era bloccato da due anni, rigorosamente bianca(la preferita nei posti di blocco dell epoca) e una testata andata in fumo sul gra…riparata(350€!!!!), durò in totale nelle mie inesperte mani 3 anni, x lasciare il posto ad una fiesta 1.4tdci nuova, che dopo 14 anni ancora mi scorazza x la capitale…fu un vero amore, quella uno mi ha portato ovunque, sognando la turbo i.e., di cui ne avevo recuperato paraurti e fari!!!troppi ricordi, tanto amore, e un ricordo indelebile(anch io ho ancora le chiavi). Questo articolo testimonia l amore per le auto,grande!!!

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Mauro 26 Gennaio 2020 - 1:17

Anche io con la mia prima auto ho avuto una storia simile… Salvo che io grazie al lavoro ho fatto le rate e l’ho presa nuova di fabbrica… E dopo 10 anni e 300k km ho dovuto farmene una ragione e rottamarla 🙁 come voi due tengo gelosamente una sua chiave

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