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Auto Modellista: una caduta con stile

by Filippo Roccio

Fine delle réclame, il logo di RollingSteel compare sugli schermi dei tv nelle case degli Italiani (la quarantena per il CoViD-19 ha fatto schizzare alle stelle i ratings di ascolto di qualunque trasmissione), in uno studio televisivo zeppo di addobbi posticci e luci strobo, compare un tizio con gli occhiali, vestito da coglione (gli sponsor vogliono cosí).

“Ben ritrovati a Pop the Hood, il vostro punto di riferimento per la cultura pop nel mondo dell’auto! Vedo che abbiamo dei giovanissimi in studio!”

Il tizio vestito da coglione indica due ragazzetti sulla quindicina d’anni, nel pubblico, che non staccano gli occhi dallo smartphone.

“Venite, su! venite qui!”

Quanto entusiasmo!

I due si schiodano dai propri posti sbuffando e si dirigono sotto i riflettori.

“Come vi chiamate?”

Porge il microfono ai due ebeti ragazzi

“Cheyvins”

“Jonnytran”

“Molto bene ragazzi, ma i giovanissimi come voi ci giocano ancora alla play?”

“Mah, boh, sí.”

Cheyvins tira fuori nuovamente il telefono.

“E a che giochi giocate più spesso?”

“Boh… Fifa…”

“Uhhhhh… boh? Gta?”

Il gelo.

L’intero studio va sotto zero.

Il tizio vestito come un coglione mette una mano sul microfono ed intona un fermo “Sicurezza?” indicando ai due energumeni apparsi da dietro le quinte i due amebi regazzini, con fare schifato.

Purtroppo nel mondo reale questo non succede, i ragazzetti continuano a far finta di rubare auto o giocano a giocare a pallone, fortunatamente io non devo vestirmi come un coglione e posso raccontarvi di un gioco che a tanti é passato sopra la testa (o sottogamba).

Vi presento Auto Modellista.

Che cos’é?

Capcom, dopo tantissimi anni a riproporre in ogni salsa possibile ed immaginabile il buon vecchio Street Fighter, ha deciso di provare a giocare con le macchinine con, purtroppo, scarso successo.

Ai tempi della PS2, i titoli in cui ammiocugginare le auto proliferavano grandemente ma, per lo più, erano giochi in cui i componenti estetici erano inventati di sana pianta da gente con poca fantasia.

(sí EA, sto guardando te.)

L’unico gioco noto a non moltissimi di noi occidentali che avesse le licenze per i kit estetici era Juiced che, pure quello, ce lo siamo un pochino schifato.

Auto Modellista invece arriva sul mercato un po’ in sordina e dapprima non se ne capisce il motivo; a vederlo si presenta bene: ha le licenze delle case automobilistiche, ha le licenze dei tuner, ha uno stile grafico mai visto prima d’ora in un gioco d’auto. Cosa gli manca? Perché non ha abbattuto la porta d’ingresso con un calcio, annunciando il proprio nome con un rutto?

Ci arriviamo a momenti.

Partiamo dal fatto che le auto presenti tra quelle selezionabili e giocabili non fossero altro che giapponesi (sì, ci fu un rework per il mercato americano in cui aggiunsero una Viper ed una Corvette ma siamo sempre lì) tra cui anche produttori meno conosciuti come Mitsuoka e Dome.

Per quanto tutto questo sia stimolante per noi weeb, non lo é altrettanto per le persone normali, voglio dire, sarebbe stato figo vedere un Fiat Coupé 20v in stile fumettoso o una Omega Lotus con tutte le linee cinetiche attorno; purtroppo ci siamo dovuti accontentare di Skyline e Supra varie.

In retrospettiva va riconosciuto, a questo scricciolo con la forza di cento uomini, di essere stato un vero e proprio precursore nella selezione del parco auto, includendo anche mezzi che hanno visto le luci della ribalta solo negli ultimi anni, come la Skyline KPGC-10, la prima Galant GTO e vari altri mostriciattoli sacri della tradizione motoristica giapponese; è stata una sorta di grido al mondo di quel che sapevano fare i costruttori del sol levante, before it was cool.

La veste grafica non ha aiutato questo prodotto a farsi rubare dagli scaffali. Per quanto bizzarra e curiosa, la tecnica di rendering 3D chiamata cel-shading che permette di simulare l’effetto “cartoon”, non é andata giù a molti. Personalmente lo ritengo un peccato ma del resto ci sono padri di famiglia che vanno a trans, non sarà questo fatto della grafica a sconvolgermi.

Una volta che ci si immerge nel mondo di Auto Modellista si può scegliere il nome del proprio garage/team e selezionare in che tipo di fabbricato stabilirci con le opzioni di un capanno in legno e pavimento in pietra, un capanno in lamiera e pavimento resinato o ancora un garage in béton brût che pare fatto da Tadao Ando.

Non preoccupatevi, scegliere il garage non vi costerà nulla, poiché in questo sistema di gioco non esistono i soldi.

“E io come le compro le auto?!”

Non le compri, semplicemente le scegli.

Una volta selezionato il fabbricato, possiamo arredarlo a nostro piacimento, con poster ed attrezzi di ogni genere.

A questo punto non c’é altro da fare se non sceglierci una macchina, tamarrarla secondo il nostro gusto, fare un po’ di fine tuning ed iscriversi ad uno dei campionati disponibili. All’interno di questi campionati troviamo diversi tracciati tra cui la magnifica pista di Suzuka e, per chi ha masticato un po’ di Initial D, anche i passi di montagna di Ura Rokko e Akagi.

Qui ci scontriamo contro lo spesso ed invalicabile muro di questo gioco: la guidabilità. Dici “va beh, hanno fatto un gioco sulle auto, se anche le strisce sul cofano non sono dritte ci sta”. No, hanno fatto un prodotto di genere motorsport in cui la guidabilità é peggio che esser bambini per mano a un prete.

Ok, é arcade.
Ok, é il loro primo tentativo.

Però, così male, manco i giochi su Dreamcast.

Ma insomma, tra morti e feriti vinciamo un campionato dietro l’altro, proviamo diverse auto che modifichiamo un po’ come ci va e arriviamo alla fine del gioco.

Una volta, due, cinque e via discorrendo, finché [SPOILER ALERT] non s’illumina una scrittina sul menù principale “Engine Swap”.

Vuol dire che potete prendere la piccola Honda S800 e ficcarci dentro il V6 della NSX.

Volete provare? Provate.

Oltretutto, nella modalità “arcade” (sì, lo so, non dite niente), sarà disponibile anche un circuito Tamiya dove potrete correre con le vostre creazioni che emetteranno il buffo ronzio delle auto elettriche radiocomandate.

Dunque, in conclusione, che cos’é Auto Modellista?

É un arcade relativamente ben riuscito, é stata la messa in opera di un tentativo – una scommessa – fatta da Capcom, con un punto di vista differente da quello cui siamo abituati. Auto Modellista é quello che dice il titolo stesso: rende il giocatore un modellista, che modifica il proprio kit di montaggio e crea il proprio diorama del garage ideale.

Sì, si guida male ed é poco longevo però é stato una variazione sul tema interessante, che é rimasta nel cuore di noi otaku automobilistici.

“Alla prossima puntata di Pop the Hood, buona serata!”

Le luci si abbassano, parte la musica ed i titoli di coda scorrono dal basso all’alto ad una velocità impossibile.

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