Home News AAA Vendesi Porsche 993 RWB, segni particolari: UNICA

AAA Vendesi Porsche 993 RWB, segni particolari: UNICA

by La redazione

A meno che non abbiate vissuto gli ultimi anni in una caverna, saprete sicuramente delle gesta di Akira Nakai e del concetto (proprio non riesco a chiamarla officina) RWB. O comunque se non lo conoscete avrete visto queste Porsche con kit estetici esagerati e la scritta “Rauh Welt” sulla fascia parasole. Se non conoscete nemmeno questi, beh, siamo onorati di introdurvi la beltà a seguire.

Il nostro Akira inizia a smanettare sulle macchine fin da giovane e inizia a farsi notare grazie alle gesta della sua crew chiamata Rough World, con cui va in giro a driftare su delle AE86 con assetti rasoterra e angoli di camber talmente estremi da guadagnarsi il soprannome “鬼キャン” Oni’Kyan cioè “Camber del Diavolo”.

Le loro AE86 iniziarono ad apparire sulle riviste di auto giapponesi per via del loro stile pazzesco e fuori dagli schemi, capace di unire aggressività ed eleganza nonostante alcune sembrassero dei Frankenstein costruiti con pezzi raccattati nei peggiori rottamai di Tsukuba, ma già allora inizia a farsi vedere quella che sarà la firma di Akira Nakai: i parafanghi schifosamente allargati.

Allargati? Tipo?

SBOM

Nel mentre il nostro Akira lavora in officina e un giorno l’illuminazione gli arriva sotto forma di una Porsche incidentata e messa malissimo. Ad Akira le Porsche piacciono da morire nonostante negli anni ‘90 in Giappone non manchino ferri da corsa memorabili. Nella mente di Akira si insinua un dubbio: “ripararla o farla come vorrei io?”. La tentazione è troppo grande e sceglie la seconda, comprando il rottame e portandoselo in garage.

Ci mette le mani e la trasforma totalmente mettendoci tutta la conoscenza e lo stile che ha applicato alle AE86 togliendo tutto il toglibile, elaborando il motore e confezionando un kit aerodinamico memorabile. Così nasce la prima RWB, chiamata Stella Artois. “Da dove esce sto nome?” vi chiederete voi. Mo ve lo spiego: da sbarbatello Akira si sparò un viaggio in Belgio e lì scoprì quella che poi divenne la sua birra preferita: Stella Artois appunto.

Visto che l’ha fatta lui perché non cimentarci anche noi in questo Ferro Attack?

Prendere una qualsiasi 993…fatto? Ecco, ora allargate vergognosamente i parafanghi, fatto? Ora piazzate un’alettone talmente grosso che ci mangiate in 4, fatto? Bene, ora una minigonna lì, una presa d’aria là, una verniciatura sobria e potete dire di esservi fatti una RWB fatta in casa! Alla prossima puntata!

Tornando seri: RWB è un acronimo in lingua germanica che significa Rauh Welt Begriff, praticamente Akira ha tradotto in crucco il nome della sua banda di drifters per adattarlo alla natura crucca delle Porsche e ci ha aggiunto Begriff cioè “concetto, idea” alla fine. Chiaro e conciso come solo la lingua germanica sa essere, scatarramenti a parte.

Inizia a girare con Stella Artois, articoli su quella macchina vengono pubblicati su internet e sulle riviste e la gente esce fuori di testa a vederlo, mai vista una Porsche conciata in questo modo.

Sembra una macchina da corsa uscita da un manga con le pagine imbevute di LSD.

Senza un euro, anzi uno yen, speso in pubblicità la gente inizia a dire “voglio anch’io una Porsche come quella!”

Di seguito il testo della conversazione tra Akira Nakai e il suo primo cliente:

“Vez bello sto ferro! Chi te l’ha fatto?”
“Me lo sono fatto da solo” (si accende una sizza)
“Vaccaboia! Non è che ne puoi fare una per me? Ti pago eh”
(aspira una boccata) “Si può fare…友達”

Disclaimer: la conversazione sopra riportata può essere stata modificata per fini romanzeschi

Comunque sia, la voce si sparge e la gente inizia a volere una RWB. Lo stile RWB è molto estremo, o lo ami o lo odi e francamente non capisco come si faccia ad odiarlo.

E qui esce la vena artistica che rende Akira e RWB più unici che rari.

Di solito se vuoi una preparazione sai più o meno cosa chiedere, si discute e bestemmia col preparatore e torni a casa felice. Ecco, con Akira è leggermente diverso. Vi sedete al tavolo, lui si accende una siga e ti chiede cosa ti piace, come sei eccetera. Gli consegni le chiavi della Porsche donatrice (ma se non ce l’hai te la procura lui) e da quel momento lui si mette a lavorare alla TUA macchina, fatta su misura per TE.

Inizia a guardarla, seduto sulla sua poltrona, pensando a come potrebbe farla per fare in modo che rispecchi la tua personalità. Poi si accende una sigaretta, prende il seghetto e inizia a tagliare di prepotenza i parafanghi…

– immagine di cui puoi sentire il rumore –

Dopo qualche mese (e svariate stecche di sigarette che hanno una voce a sè nella fattura) potrai andare a ritirare la tua Porsche RWB sapendo di portarti a casa un ferro più unico che raro, un vero unicorno.

– Rara immagine di Akira Nakai quando finisce le sigarette e le chiede al cinno dell’officina –

Tra l’altro Akira “battezza” ogni auto con un nome diverso aggiungendo così ulteriore unicità al lavoro. Se non è un rapporto viscerale questo…

Certo che bisogna avere un gran coraggio (oltre che a un portafoglio capiente) per imbarcarsi in una cosa del genere… ma sembra che nessuno sia rimasto deluso, d’altronde voglio vederti a dire che non ti piace la tua RWB dopo il tempo che hai aspettato e i soldi che ci hai speso.

Questo rapporto così umano con le macchine ha fatto in modo di accrescere la fama di Akira Nakai e infatti RWB non si può definire un’officina ma più un concetto, uno stile di vita.

– Cliccando sulla foto verrete catapultati a Tokyo assieme al nostro inviato laggiù, che è andato a trovare Akira –

Questo ci porta all’esemplare in vendita su eBay in questi giorni. Si tratta di una 993 del 1994 con quasi 120.000 km (ovviamente non scalati) e di cui rimane ben poco di originale (matching numbers? io non credo).

Oltre al kit estetico pornografico comprendente paraurti, minigonne e un sobrio alettone preso in prestito alla GT2, abbiamo filtro e scarico racing, cerchi in lega scomponibili, assetto regolabile, sedili in carbonio, interni in Alcantara e last but not least la verniciatura in Grigio Telesto che secondo me le sta da Dio.

Nell’annuncio noterete che mancano delle cose fondamentali come:

Cavalli? Si sono 272 (le giuro è stock) ma non sono scritti in grande

0-100? Non pervenuto

Tempo sulla Nordschleife? NEIN!NEIN!NEIN!

Questo per dire che non si tratta di una Porsche qualsiasi, è una cazzo di RWB. Non importa quanto vada veloce, né quanto vada dritta. Anche da ferma fa girare la testa a tutti, insomma è una Alessia Merz con le ruote. Notare nelle foto l’autografo di Akira e la scritta no.1, come per dire “ce n’è solo una, baby”

Inoltre è stata la prima RWB costruita in Europa per il mercato europeo, il che aggiunge ulteriore valore al ferro (come se ce ne fosse bisogno ecco).

Tutto questo per la modica cifra di 199.995 sterle, equivalenti a circa 222.000 buoni da un euro. State pensando che è una bella cifra vero? Beh probabilmente è anche un affare. Perché ora come ora le 911 raffreddate ad aria costano un culo di soldi e di seguito vi cito i prezzi direttamente dal listino RWB USA: 24.000 verdoni solo per il kit estetico completo a cui vanno aggiunti altri 5.500 per i cerchioni e altri 6.000 per lo scarico artigianale fatto a mano, un setup base base. Ah, questi prezzi non tengono conto del prezioso tempo di Akira che – giustamente – ha un prezzo (non se se accetta i pagamenti in visibilità che vanno di moda in Italia). Quindi, come dice la famosa pubblicità “Farsi fare una RWB: non ha prezzo”, per tutto il resto c’è questa RWB di eBay, fatta non a vostra immagine e somiglianza ma comunque un discreto Ferro del Dio.

Non vi resta che fare la vostra offerta QUI

Testo di Fabio Rusconi, direttamente dalla Ferramenta di Rollingsteel.it

E questi li hai letti?

2 comments

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Gabriel Reinero 7 Dicembre 2020 - 10:28

Che mine assolute e arroganti.
Mi accendo una siga

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Marco Gallusi 8 Dicembre 2020 - 17:52

Pornografia automobilistica… un po’ triste però vederla su eBay…

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