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Libera il bimbo che è in te con la nuova Tamiya Wild One GUIDABILE

de Il direttore

Ehi tu, ragazzino nato negli anni ’80. Sì, tu, proprio tu, che rimpiangi il Concorde e pratichi atti di sano e virile onanismo sulle foto del Blackbird, sempre tu, che sei finito vittima del reparto marketing Lego che, conoscendoti forse meglio di te stesso e apprezzandoti forse di più di tua moglie, invece che gridarti “ma quando cresci!?!” ti provoca, sollazza, accontenta, impoverisce con set megagalattici che costano come tredicesima e quattordicesima assieme ma tu non puoi farne ma meno, sì, sto parlando a te. Tu, proprio tu, oggi verrai tentato dal demonio in persona: la TAMIYA.

Era il 1985 quando la casa giapponese che mantengo volentieri mese dopo mese con cospicui versamenti se ne usciva con la Wild One, una fighissima dune buggy radiocomandata che non fece altro che esacerbare le profonde divisioni sociali che già separavano noi piccoli umani in miniatura: se da bambocci al parco c’ero io con una Ferrari a pedali della Giordani di nona mano mai pista, le mie mani venivano quotidianamente fatte tremare da succulenti pacioccosi figli unici con suv elettrici della Peg Perego (rollingsteel ha origini lontanissime), da adolescenti, mentre io giocavo con delle Gig Nikko tenute su a scotch e bestemmie in veneto di mio padre, dall’altro c’erano i prossimamente figli di papà a 18 anni con la BMW con le Tamiya in scala 1/10. Vi ho invidiato tantissimo, sappiatelo.

Tutto perché, tanto all’epoca come ora, le macchinine radiocomandate della nota casa giapponese costavano un occhio della testa, anche oggi per prendere una entry level elettrica in scala 1/10 bisogna mettere in conto almeno 250 euro e poi e poi. Ad ogni modo, torniamo al dune buggy che se no mi perdo. Nel 1985 la Tamiya rivoluzionò come lo Chef Barbieri il mondo delle auto radiocomandate proponendo un kit “economico”, capace di divertire anche il non esperto che finalmente poteva costruirsi in casa una macchina semplice da assemblare e, cosa importante, da mantenere e, infine, capace di andare fuoristrada laddove tutte le case concorrenti erano concentrate sull’asfalto.

Il kit originario del 1985 (set n.58080) ebbe un tale successo che non solo da lì a poco la Tamiya se ne uscì con altre decine di dune buggy bellissime, ma nel 2012 ripropose la originale Wild One con grafiche originali e che se ne volete una preparatevi a sborsare qualche centello facile facile (quella originale è introvabile).

Tuttavia, visto che siete cresciuti e finalmente siete ricchi, perché accontentarvi di un giocattolo in scala 1/10 quando, da oggi, avete la possibilità di comprare una VERA WILD ONE DA GUIDARE DI PERSONA?

Sì avete letto bene: la Little Car Company, già famosa per aver realizzato modelli in scala ma perfettamente funzionanti e guidabili della Bugatti Type 35 e della Aston Martin DB5, ha appena presentato il suo prossimo progetto: una versione in scala 8/10 (quindi è 8 volte più grande di una “originale” della Tamiya) della vecchia cara Wild One, perfettamente funzionante e utilizzabile stando seduti dietro al volante e guardare gli altri come solo Ray Lynch potrebbe fare..

– Casco Arai non incluso nel prezzo –

Proprio come faceva Tamiya, anche l’auto prodotta dalla Little Car Company verrà venduta in un pratico kit di montaggio, con cui ottenere una piccola automobile lunga 3,5 metri, larga 1,8 e pesante circa 250 kg. La base della vettura è un telaio spaceframe che poggerà terra grazie a quattro sospensioni di tipo coilover mentre per tenere a bada la potenza del motore ci sarà un impianto frenante firmato Brembo su tutte e quattro le ruote (da 15 pollici con gomme tassellate dietro e lisce davanti). Ora arriva la nota dolente, il motore: la Wild One per noi adulti sarà spinta in avanti da un motore elettrico da 5,5 cv azionante le sole ruote posteriore (per fortuna) alimentato da una batteria da 2 kWh, il tutto per una velocità massima di 30 miglia orarie (48 km/h circa) e una autonomia di 40 km, sufficienti ad arare il parchetto dietro casa senza troppi problemi.

(o, in alternativa, mettere su il ghigno malefico e andare a schiacciare infangare qualche piccolo cinno nato ieri l’altro e che già fa lo sborone con il suv in miniatura, impressionando sua mamma (vostra coetanea) e liberandovi di tutte le ingiustizie che vi hanno vessato negli ultimi 30 anni)

Il cruscotto, simile a quello di un’auto vera, è popolato di indicatori digitali e un volante da corsa ma la piccola dune buggy potrà venir acchittata dai clienti con diverse “Hop-Up parts” (esattamente come faceva Tamiya) per darle più autonomia, potenza, freni e sospensioni migliori o un sedile da corsa con cinture a quattro punti. Infine, per quanto non possa essere guidato su strada (il riferimento è alla Gran Bretagna, in Italia probabilmente la manfrina sarà diversa), la Little Car Company offrirà ai propri clienti un “Road Legal Pack” contenente indicatori di direzioni, specchietti retrovisori e tutto il necessaire per rendere questo meraviglioso giocattolo trasformato in realtà legale anche nell’utilizzo su strade aperte al pubblico (la vettura figurerà come una quadriciclo).

– il foglio con gli adesivi, impazzisco –

D’altronde lo stesso Ben Hedley, CEO della Little Car Company, ha descritto questo progetto come “un sogno che si avvera”, aggiungendo: “Siamo onorati di lavorare con il team di Tamiya”. A questo punto rimbalziamo la palla a voi: per mettersi in casa un gioiello come questo serviranno circa 6.000 sterle (più iva) ma se realmente ne volete una vi conviene andare su wildonemax.com e depositare 100 sterle per prenotarla.

Rollingsteel non risponde di eventuali liberazioni divorzi causati da acquisti impulsivi dopo la lettura di questo articolo.

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1 commento

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Enzo 28 Aprile 2021 - 12:52

Bel servizio, direttore, Vado a rompere il porcellino e a versare la caparra. Non conoscevo l’originale Tamiya (ehssì, sono vecchio), altresì questo arnese mi ricorda la buggy che costruiva Honda negli anni ’80, la FL 400. Un altro bel ferro omologato solo per aree private e parchi chiusi.

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