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All’asta i pezzi della Focus WRC 2001 di Colin McRae

de Il direttore

Internet è un posto pericolosissimo: violenza, fake news, pornografia nascosta in ogni dove, gruppi fb di appassionati dei singoli marchi automobilistici, annunci truffaldini, Amazon prime, motori d’aereo (e non solo, purtroppo) su eBay. Le tentazioni capaci di solleticare le nostre più intime e proibite vibrazioni sono tantissime, ma per noi appassionati di auto/motori/aeroplani/navi affondate 80 anni fa capaci di dare un valore enorme a pezzi di ferro (ehi, cazzo dici, alluminio) inutili per il resto dell’umanità, resistere è veramente un’impresa.

Ehi, sto scrivendo da una scrivania sulla quale campeggia la camicia di un cilindro ex Ferrari F2003 di Schumacher adibita a portatutto, conosco benissimo l’argomento memorabilia et inutilia.

Bene, per la serie  “pezzi di _______inserire qui un metallo a caso_________ che chiunque al mondo porterebbe dal solfanaio ma che tu vuoi, brami, desideri, più di qualunque altra cosa al mondo (tetto sulla testa compreso)”, oggi sono a proporvi una vera chicca che, per comprendere al meglio, richiede un leggero balzo all’indietro verso il funesto 2001, l’anno che mise una definitiva pietra sopra i fasti degli anni ’80 e ’90.

Quindi, chiudiamo gli occhi, riapriamoli, siamo nel 2001, il palcoscenico è quello del campionato del mondo WRC:  Colin McRae è in crisi, dopo essere entrato nella leggenda grazie ai suoi successi ottenuti con la Subaru (nel dubbio, vi raccontiamo la storia di questo grandissimo pilota QUI) ed essere passato a Ford nel 1999, il pilota scozzese sta affrontando una stagione che, in fin dei conti, sembra promettere bene. Dopo un paio di anni di rodaggio – e parole spesso pesanti – il duo McRae-Ford Focus sta iniziando ad ingranare: dopo quattro gare senza punti, la stagione 2001 all’improvviso svolta e il pilota inglese si porta a casa tre tappe di fila, Argentina, Cipro e Grecia: questi tre successi permisero a McRae di rimanere ai piani alti della classifica mondiale, abitata da personaggi del calibro di Tommi Makinen (artefice, fra l’altro, della gloriosa Yaris GR), Richard Burns (lo raccontiamo QUI), Marcus Grönholm e Harri Rovanperä

La gara decisiva per aggiudicarsi il titolo piloti è quella finale del campionato, Rally di Gran Bretagna, 22-25 novembre 2001: McRae è determinato come non mai a vincere, d’altronde gli basta chiudere il rally davanti a Burns. Tuttavia, chiamiamolo destino o canale di scolo, le cose sarebbero andate in maniera diversa.

Lo stesso Nicky Grist, storico navigatore di Colin McRae, ci racconta cosa successe quel giorno in cui il mondo andò sottosopra: “Al momento dell’incidente stavamo inseguendo il Campionato del Mondo e dovevamo finire davanti a Richard Burns per vincere il titolo. Siamo stati i più veloci nella prova super speciale la sera prima a Cardiff Bay, la mattina dopo siamo stati i più veloci nel test di apertura della giornata, battendo comodamente Burns. Nella tappa successiva siamo stati battuti da Marcus Grönholm, ma siamo finiti di nuovo davanti a Burns.

La fatidica tappa è iniziata in salita e quando siamo arrivati alla sezione pianeggiante della tappa, alcune nuvole basse si sono spostate su questa sezione. Sapevamo di aver perso un po’ di tempo proprio in questo tratto con così pessima visibilità, quindi quando siamo usciti dalla nebbia siamo tornati al ritmo corretto. Colin stava guidando molto bene e stava usando tutta la strada e correva il più velocemente possibile – non facile su ghiaia sciolta bagnata e superficie fangosa – e dopo pochi chilometri siamo entrati in una sezione molto veloce con una serie di curve molto veloci, 6s negli appunti di Colin, che era il massimo e al massimo!

Le mie indicazioni uscivano come proiettili da una mitragliatrice, tale era la velocità con cui viaggiavamo: sei a destra, sei a sinistra, sei a destra, in cinque a destra più e sei a sinistra meno sul taglio di cresta. Quando siamo entrati nei cinque più a destra, Colin aveva piazzato la macchina sull’erba ai margini della strada, tagliando leggermente la curva. Avrebbe potuto aggiustare la sua linea ma ha deciso che andava bene, ma si sbagliava! Quello che non poteva vedere nell’erba era un buco all’interno con una sponda dall’altra parte. Ci siamo schiantati contro la riva che ha fatto volare la macchina che ha iniziato ad avvitarsi in aria dando origine ad una serie di cappottamenti, guardando attraverso il parabrezza vedevo il cielo, gli alberi, il terreno; cielo, alberi, terra – ancora e ancora.

Alla fine ci siamo fermati sul lato destro della strada, di fronte alla direzione da cui provenivamo. Con il vapore che usciva dalla parte anteriore della macchina e il cofano accartocciato, sapevamo che era la fine del rally ed eravamo fuori. Richard Burns doveva ancora finire l’evento, ma con noi fuori dalla corsa il suo lavoro è stato molto più facile. Anche se non abbiamo vinto il campionato del mondo, siamo stati felicissimi che un altro britannico lo abbia fatto.

Data la sua importanza per il titolo di Campionato del Mondo, questo è stato uno degli incidenti più pubblicizzati del suo tempo; quella inoltre fu l’ultima possibilità che avemmo di vincere il WRC, negli anni successivi Colin non si avvicinò mai a questo risultato. Sebbene abbia adorato questi oggetti come promemoria di quel fatidico giorno, ora li sto offrendo a un altro appassionato, come un pezzo significativo di cimeli da rally di una stagione davvero memorabile.

Quel giorno, quando Burns superò proprio questi pannelli parcheggiati lato della tappa di Rhondda, capì che aveva il campionato in mano.

A guardare questi pezzi di Ford Focus, non si può non rimanerne colpiti: quelli che per molti sono solo pezzi di lamiera contorta, per molti appassionati di auto hanno invece un significato enorme. Il modo in cui il cofano è piegato,  sgualcito e stropicciato, la maniera in cui la vernice è graffiata e sfregiata, ogni singolo dettaglio di queste lamiere descrive la straziante corsa contro il tempo di Colin McRae e il lancinante impatto contro la realtà delle cose, il tutto accentuato e reso ancora più profumato di motorsport dagli sfavillanti colori della livrea Martini.

Questi pezzi di lamiera dovrebbero stare appesi in un museo di arte contemporanea come inno, simbolo, elogio al concetto stesso di velocità, per il modo in cui, nel loro contorcersi accartocciarsi piegarsi riescono a trasmettere la disperazione di quella corsa contro il tempo. Se Marinetti fosse qui, apprezzerebbe.

foto via Collectingcars.com

Ma non solo: questi pannelli rappresentano una delle stagioni più belle e combattute della storia moderna del mondiale WRC, Attraverso i loro colori, le loro pieghe e le loro forme, queste lamiere ci parlano di M-Sport contro Prodrive, Ford contro Subaru, di McRae contro Burns, due campioni che ci hanno lasciato troppo presto.

Ora, se vi ho convinto, potete andare QUI e fare la vostra offerta, l’asta scade Venerdì 14 maggio alle 21:00, al momento ci sono diverse offerte e il prezzo è fermo a 5.200 sterle. Vincendo l’asta vi porterete a casa i quattro pannelli della Ford Focus WRC che si schiantò al km 26,47 della tappa di Rhondda il 23 novembre 2001: portiere, cofano e baule non sono stati né riparati né puliti da allora, quindi, assieme al metallo, state per acquistare anche un po’ di fango gallese.

Se, invece, non potete permettervi tutto ciò ma ci tenete che ///Rollingsteel.it continui nella sua avventura, potete sostenerlo cliccando qui sotto, ogni aiuto è gradito (e mi permette di non mettere pubblicità di dubbio gusto nel sito).

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