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C’etait un rendez-vous, godi popolo.

by Il direttore

Metti una sera a Parigi. Metti un ristorante, con all’interno tutta bella gente, gente per bene, gente agiata. In un angolo, gonfi di Grand Marnier, ci sono due individui. Un regista ed un operatore. Stufi. Hanno visto tutto, fatto tutto, vissuto tutto. E vogliono qualcos’altro. All’improvviso uno dei due, il regista, colto da un’improvvisa epifania, dice all’altro (da qui leggere con importante cadenza francese ed accenti rigorosamente messi sulle vocali sbagliate):

– E se facessimo un cortometraggio? Non uno normale, uno senza attori veri e propri. In presa diretta! Domattina all’alba sfrecciamo per le strade di Parigi e filmiamo il tutto!

– Sarebbe una follia! Però mi piace, vai avanti.

– Prendiamo la mia auto, ci montiamo una cinepresa sul paraurti e facciamo un piano sequenza di 10 minuti scarsi dove corriamo a vita persa tra auto, pedoni e piccioni! In garage ho giusto un qualche centometri di pellicola che sono in mezzo alle sfere e fatico a farci stare le casse di champagne…

– Usiamo la tua Ferrari?

– Parbleu, neanche per il cazzo! La mia 275 gtb vale più del tuo appartamento e comunque sui sanpietrini salterebbe come Goku prima di fare l’onda energetica (paragone azzardato visto che a Dragon Ball mancano diversi decenni n.d.r.) e le riprese verrebbero di cacchina. Usiamo la Mercedes (una 450 SEL 6.9 tre marce) che ha delle sospensioni eccelse e sembra di guidare una nuvola speedy! (come sopra n.d.r.). Ha un bel v8 e fila via niente male, poi ci montiamo il sonoro della Ferrarina in post.

– Perfetto! Ma ci serve una scusa per tutto questo circo… una corsa in centro a Parigi non può essere fine a se stessa. Ci vuole un premio finale!

– Potremmo mettere al capolinea un chioschetto che vende panini col Camembert e burro! Come quelli che mangiano un una puntata di Twin Peaks! (sentite, io ci rinuncio n.d.r.)

– Ma no, ci vuole qualcosa di più romantico! Se mettessimo all’arrivo la tua tipa, la Gunilla, che aspetta il guidatore? È un pezzo di fagiana mica da ridere, per lei vale la pena di stirare i pantaloni ai pedoni senza che se li tolgano..!

– OK, però guido io!

– Ci sto! Senti, all’uscita dell’arco dei giardini di Rue di Rivoli, accanto al Louvre c’è un bivio un filo fetente, vuoi che metto lì mio cugino che ti dà il via libera col walkie talkie?

– OK, però ricordagli di cambiare le batterie così siamo sicuri che funzionano. Ci vediamo domattina alle 5 scarse del mattino.

E così nacque C’était un rendez-vous. Godi popolo.

P.S.: tutta la manfrina in corsivo può non essere accaduta

P.P.S.: il cugino dimenticò di cambiare le batterie al walkie talkie e – fatto vero – non riuscì a dare il via libera. Fortunatamente il semaforo era verde…

P.P.P.S.: Guardatelo con l’audio a bomba. Se lo guardate senza il sonoro vi rendereste conto che sta sì andando veloce, ma non così veloce come sembra.

P.P.P.P.S.: dieci chilometri, 18 rossi stracciati, nessun rispetto per autobus, pedoni (i pochi in giro in quell’alba di Ferragosto) e nemmeno per i piccioni. Dieci chilometri a tutto gas per entrare nella storia e al gabbio. Lelouch venne infatti portato in questura per aver girato questa roba.

Testo di Thomas Fenti, dalle Dolomiti con onore. Se anche tu hai qualcosa da raccontare e pensi di poterlo fare con lo stile giusto e senza errori di hortografia, manda tutto a info@rollingsteel.it, potresti essere ripubblicato!

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